Figlio d'arte, anche suo padre Graham Hill era stato Campione del Mondo di Formula 1. Dopo aver iniziato la sua carriera nel motociclismo, vincendo anche un'importante gara a Brands Hatch nel 1983, Damon Hill passò poi all'automobilismo, facendo una lunga gavetta nelle formule minori e debuttando in Formula 1 a trentuno anni, nel 1992. La sua permanenza nella massima serie è stata contrassegnata nelle stagioni 1994, 1995 e 1996 da continui duelli col tedesco Michael Schumacher, i quali hanno successivamente dato luogo a controversie legate al comportamento dell'uno o dell'altro pilota. È uno dei tre piloti di Formula 1, assieme al finlandese Mika Hakkinen e all'italiano Andrea Kimi Antonelli, ad aver ottenuto le proprie prime tre vittorie in carriera in tre Gran Premi consecutivi. Ritiratosi nel 1999, Hill è rimasto nell'ambiente delle corse, seppur non come pilota, e dal 2006 al 2011 è stato presidente del British Racing Drivers' Club. Dal 2012 al 2024 è stato commentatore delle gare di F1 per Sky Sport F1.

Biografia

Damon Hill è nato a Hampstead, Londra, il 17 settembre 1960 da Graham Hill e Bette Shubrook. Graham Hill era un personaggio molto noto nel Regno Unito: pilota di Formula 1, Campione del Mondo nel 1962 e nel 1968, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis e della 24 Ore di Le Mans. Fu proprio Damon, nel 1968, ad avvertire suo padre della morte del suo amico e compagno di squadra alla Lotus Jim Clark dopo aver appreso la notizia dalla televisione. La carriera di Graham Hill consentì inizialmente a Damon di vivere una vita agiata tanto che nel 1975 la famiglia viveva in una casa di campagna di 25 stanze in Hertfordshire e Damon frequentò la Haberdashers' Aske's Boys' School. La morte del padre in un incidente aereo il 29 novembre 1975 lasciò però il quindicenne Hill, la madre e le sorelle Samantha e Brigitte in circostanze economiche drasticamente ridotte tanto che fu costretto anche a lavorare come operaio e corriere per pagarsi le partecipazioni alle prime corse.

Hill è sposato dal 1981 con Susan Georgie (nata il 29 aprile 1961) e la coppia ha quattro figli: Oliver (nato il 4 marzo 1989), Joshua (nato il 9 gennaio 1991) anch'egli pilota automobilistico, Tabitha (nata il 19 luglio 1995) e Rosie (nata il 1º febbraio 1998). Oliver è nato con la sindrome di Down e Hill e Georgie sono entrambi patroni della Associazione Sindrome di Down. Josh ha seguito per un breve periodo le orme di suo padre e di suo nonno correndo come pilota automobilistico dal 2008 al 2012 nella F3 europea. Hill è tifoso dell'Arsenal Football Club.

Carriera Gli esordi nel motociclismo Damon Hill iniziò la sua carriera nel mondo del motociclismo usando un casco con lo stesso semplice design usato da suo padre, nero con disegnate superiormente alcune pale di remo bianche: l’insieme si ispirava ai colori del London Rowing Club del quale Graham Hill faceva parte nei primi anni cinquanta. Hill non fu un talento precoce, e anzi iniziò la sua carriera nel mondo dei motori relativamente tardi. Inizialmente tentò la carta del motociclismo e nel 1983 vinse il Gran Premio del circuito di Brands Hatch per la classe 350 del Campionato Clubman. Damon corse in moto dal 1981 al 1984, ottenendo con la Yamaha TZ 350 numerose vittorie competendo contro il rivale Niall Mackenzie. Sua madre, che era preoccupata per i pericoli delle corse in moto, lo persuase a tentare la carriera agonistica con le auto.

Il passaggio all'automobilismo

Nell'agosto 1984 vinse la sua prima gara in automobile, a Brands Hatch, con una Formula Ford 1600. L'anno successivo passò definitivamente dalle due alle quattro ruote, correndo in Formula Ford per il team Van Diemen, con il quale raggiunse risultati positivi senza però sfondare: quinto nel Campionato Townsend Thoresen e terzo nel Campionato Esso, con un totale di sei vittorie. Viste le difficoltà a trovare degli sponsor, Hill fu costretto a chiedere un prestito in banca per pagarsi l'iscrizione ai suoi primi campionati. Nel 1985 corre il Formula Ford Festival arrivando terzo e attirando l'attenzione del team West Surrey. Nel 1986 passò alla Formula 3 inglese, correndo con il team Murray Taylor, finendo nono in classifica con un secondo posto; durante la stagione il suo compagno di squadra Bertrand Fabi rimase ucciso durante un test di collaudo. Nel 1987 guidò una Ralt-Toyota col team Cellnet Ricoh; vinse due gare, arrivando due volte secondo e due terzo, riuscendo a mettere a segno due pole position e due giri più veloci in gara e giungendo quinto nel Campionato. Con lo stesso team arrivò terzo nel 1988 davanti al compagno Martin Donnelly con due vittorie, due secondi posti, quattro terzi, due pole position e un giro più veloce in gara; inoltre arrivò secondo nel prestigioso Gran Premio di Macao. Le sue prestazioni gli valsero un provino al volante di una Benetton-Ford di Formula 1.

Sempre nel 1988 partecipò a due gare in Formula 3000 con la Lola-Cosworth del team GA Motorsports (ritirato a Zolder, ottavo a Digione). Nel 1989 corse una gara nel Campionato Britannico di Formula 3000 ad Oulton Park, finendo terzo; corse una gara nel BTCC, a Donington Park, finendo quarto al volante di una Ford Sierra RS500; partecipò alla 24 Ore di Le Mans del 1989 a la Sarthe con la Porsche 962 del team Richard Lloyd alternandosi alla guida con Steven Andskär e David Hobbs ma dovette ritirarsi dopo 228 giri per noie al motore dopo essere partito ventitreesimo (in gara nessuno dei tre fu mai in grado di lottare per la vottoria contro lo strapotere delle Sauber C9 e Jaguar XJR-9). A luglio 1989 venne chiamato dalla Footwork per correre nelle sei gare conclusive del Campionato Internazionale di Formula 3000 al fianco di Ukyo Katayama. Riuscì a qualificare la macchina (una Mooncraft-Mugen) in tutte e sei le gare, mentre nella prima parte del campionato la Footwork non era mai riuscita ad entrare nella griglia di partenza. Comunque la poca competitività dell'auto non gli permise di andare oltre un quattordicesimo posto al Gran Premio di Spa.

Nel 1990 Damon passò al team Middlebridge di F3000, per correre il Campionato Internazionale con una Lola-Cosworth T90/50. Mise a segno tre pole position, tutte consecutive, e due giri più veloci, il miglior risultato, però, fu solo un secondo posto a Brands Hatch dietro a Allan McNish. Nel 1991 sempre con la Lola-Cosworth, Damon ottenne come migliori risultati un terzo posto a Nogaro e due quarti a Vallelunga e Le Mans, chiuse il campionato al settimo posto con 11 punti davanti al suo compagno di squadra Vincenzo Sospiri. Con le credenziali di pilota veloce sul giro singolo, ma non concreto (in Formula 3000 non otterrà mai una vittoria su 28 gare disputate), nel corso del 1991 venne assunto come collaudatore dal team Williams-Renault di Formula 1 per lavorare per Patrick Head e Adrian Newey sulle sospensioni attive della FW14. Hill accumulò oltre 11.000 km di test all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola girando sugli stessi tempi dei due piloti titolari Mansell e Patrese. Al tempo il team inglese aveva la migliore macchina in circolazione, e il motore V10 aspirato della Renault era il più potente e affidabile; di conseguenza la Williams poté lottare per il titolo e vincere per diversi anni.

Formula 1 Il debutto alla Brabham

Collaudatore della Williams nel 1991 e parte del 1992, debuttò in Formula 1 nel 1992 nel Gran Premio di Gran Bretagna al volante di una Brabham-Judd, squadra per cui aveva corso anche suo padre. Hill prese il posto di Giovanna Amati per il Gran Premio di Spagna, senza ottenere grossi risultati utili a causa di una Brabham che viaggiava regolarmente nel fondo della classifica. Hill non riuscì a qualificarsi per una gara nei suoi primi cinque tentativi finendo sempre oltre il ventiseiesimo posto, ultimo posto utile al tempo per qualificarsi. Nonostante il mezzo, si qualifica comunque al primo tentativo, nel GP di Silverstone il 12 luglio, partendo ultimo in griglia e finendo sedicesimo. Riesce anche a correre il GP di Ungheria, finendo undicesimo, dopo essere partito dalla venticinquesima posizione; la gara fu comunque ricordata per la conquista del titolo mondiale da parte di Nigel Mansell sulla Williams FW14B collaudata proprio da Hill. Quel Gran Premio segnò anche l'ultima presenza del glorioso team inglese in Formula 1 che si dissolse a causa di problemi finanziari. Le prestazioni di Hill attirarono l'interesse della Ligier.

Gli anni in Williams 1993

Grazie alle qualità e alla padronanza del mezzo dimostrata come test driver, Damon venne "promosso" da Frank Williams e Patrick Head a pilota titolare del team Williams-Renault al posto di Riccardo Patrese per partecipare al campionato del 1993, battendo la concorrenza di piloti più esperti come Martin Brundle e Mika Häkkinen. Suo compagno fu il francese Alain Prost appena rientrato nelle corse dopo un anno sabbatico. Inizialmente i due piloti avrebbero dovuto essere Mansell e Prost ma l'inglese si rifiutò di condividere il team con l'ex rivale e si ritirò improvvisamente, lasciando un posto vacante.

Correndo con la Williams-Renault FW15C dotata di sospensioni attive, considerata una delle monoposto di F1 più tecnologicamente avanzate di sempre, la stagione di Hill non iniziò molto bene: al suo debutto in Sudafrica sul circuito di Kyalami finì in testacoda al primo giro e dovette ritirarsi al 16º passaggio dopo essere stato speronato da una Lotus. La gara dopo, in Brasile, Hill giunse secondo dietro alla McLaren di Ayrton Senna conquistando simultaneamente i suoi primi punti e il suo primo podio in Formula 1. Nonostante i favori dei pronostici fossero tutti dalla parte del suo compagno di squadra, Damon in qualità di secondo pilota, si dimostrò ben presto un pilota veloce e affidabile in grado di contrastare validamente anche gli avversari più esperti. Hill continuò ad impressionare e conquistò la sua prima pole position al Gran Premio di Francia dove solo un ordine di scuderia lo congelò al secondo posto dietro Prost.

Hill sfiorò il suo primo successo nei gran premi di Gran Bretagna e Germania dove dovette ritirarsi per problemi alla vettura e successivamente vinse il suo primo Gran Premio nel circuito di Hungaroring, in Ungheria il 15 agosto. Durante la seconda parte della stagione ottenne altre 2 vittorie, in Italia a Monza e in Belgio. Alla fine del campionato fu terzo con 69 punti dietro al compagno Alain Prost e alla McLaren-Ford di Ayrton Senna. A fine anno Hill fu invitato a partecipare insieme a Prost e Senna al Masters Karting Parigi-Bercy, una competizione di kart su un circuito al coperto.

Capitan Zero

Nel 1993, a Hill fu assegnato il numero 0, in quanto la Williams stessa l'anno precedente aveva vinto il Campionato Costruttori e Mansell, campione uscente, si era ritirato dalla F1 (e secondo la Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA), allora presieduta da Max Mosley, solo al campione uscente spettava il numero 1 da affiggere sulla propria scocca). Anche nel 1994 Damon Hill continuò a correre con il numero 0, in quanto il detentore del titolo, Alain Prost, come Mansell l'anno precedente, decise di ritirarsi dopo la vittoria. Questi rimangono tuttora gli unici casi di numero 0 in Formula 1, ad eccezione del pilota sudafricano Jody Scheckter che lo portò nel 1973 sulla McLaren in occasione dei Gran Premi di Canada e Stati Uniti, in un'epoca nella quale ancora non era stata introdotta la numerazione fissa.

1994