Il Gremio dei Muratori (in sassarese lu Gremiu di li Frabbigamuri) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato nel 1538, è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) sin dalle sue origini.
Raccoglieva al suo interno tutti i Maestri dell'arte muraria e i mestieri affini, compresi, inizialmente, anche Falegnami, Piccapietre, Sellai, Bottai e altre maestranze minori.
Storia
Origini Il centro storico medievale di Sassari, cinto dalle mura duecentesche, è un intrico di vie e vicoli caratterizzato dalla presenza di numerosi edifici storici di pregio, sia civili sia religiosi, risalenti all’epoca medievale e rinascimentale.
L'arte della costruzione ebbe a Sassari origini remote, sin dalla fondazione della città. La sua genesi e il suo sviluppo si collegano principalmente alla costruzione della Basilica di San Gavino, San Proto e San Gianuario nella vicina Porto Torres. In occasione dell'edificazione del tempio dedicato ai Martiri Turritani, infatti, il Giudice di Torres Comita I fece chiamare undici maestri pisani, appartenenti alla scuola dei Maestri comacini. L’arrivo di tali maestri favorì la crescita delle maestranze locali, che oltre ad apprendere le più moderne tecniche di costruzione e di scultura, imitarono anche la struttura organizzativa dei Pisani.
I celebri Statuti Sassaresi del 1294 disciplinavano l'arte dei Mastros de pedra e de muru, imponendo rigide norme sull'urbanistica della città, allora in forte espansione demografica, come la distanza tra le abitazioni e la regolamentazione delle costruzioni civili.
L'esistenza di una vera corporazione dei Muratori in epoca medievale è dubbia, ma è accertato che fossero comunque organizzati: nel 1381 un'ordinanza del Comune di Sassari stabiliva che le nuove costruzioni dovessero essere supervisionate dai Priori della maestranza. Questa era posta sotto la protezione della Madonna di Betlem e la storica cappella del Gremio, oggi adiacente alla chiesa francescana, fu riedificata in forme gotiche sopra le fondamenta della primitiva chiesa di Santa Maria di Campu Longu, nucleo originario del complesso conventuale.
La Confrarìa dels Angels La prima citazione ufficiale della maestranza dei Muratori risale al noto ordine d'ingresso del 1531, nel quale i Muratori, sotto il nome di Fusters (Carpentieri), vennero annoverati fra le otto corporazioni di candeliere. Mentre nel perduto ordine processionale dei candelieri del 1504 erano indicati come Alvaniles y Carpinteros.
Il 7 marzo 1538 fu ufficialmente fondata la Confrarìa de Nuestra Señora dels Angels. La corporazione, dedicata alla Madonna degli Angeli, nuova Patrona, riuniva numerose maestranze, in particolare i Mastros de pedra e de muru (Muratori), i Mastros de Axa (Falegnami), i Piccapetres (Scalpellini), i Sellers (Sellai) e i Basters (Bottai).
Nel 1542, per una migliore convivenza fra le maestranze, il Comune promulgò un’ordinanza (oggi perduta) che stabiliva una rigida alternanza fra Falegnami e Muratori nel governo della corporazione, ritenuti i gruppi principali. Tale provvedimento fu ripetuto anche nel 1551 e nel 1584, a seguito delle lamentele dei Bottai e successivamente dei Barilleros, i quali ottennero comunque l’accesso alla carica di Obriere Maggiore, seppur con minore frequenza.
Il Gremio dei Muratori dal XVIII secolo ai tempi moderni Il 16 marzo 1776 la Confrarìa rinnovò il suo statuto, assumendo la denominazione di Gremio dei Falegnami e Muratori. All'interno della corporazione erano tuttavia ancora presenti numerose maestranze, in particolare Muratori, Carpentieri, Scultori, Architetti, Maestri di stocco e di molino, Sellai, Spadai, Armaroli, Costruttori di carri e aratri e altri specializzati nella lavorazione del legno e della pietra.
In questo periodo si stabilì che l'Obriere Maggiore fosse nominato il giorno della festa di San Giuseppe e che fosse l'unico incaricato di portare la grande Bandiera in seta della corporazione, la quale doveva essere esposta nella sua abitazione il giorno della Madonna degli Angeli. Era inoltre stabilito che il Gremio celebrasse tre feste in onore dei suoi Patroni: la Madonna degli Angeli, San Giuseppe e Santa Maria Maddalena.
L'armonia che per secoli aveva caratterizzato le diverse maestranze venne meno nel giro di pochi decenni e, con lo statuto del 31 luglio 1802, la corporazione assunse definitivamente il nome di Gremio dei Muratori: all’interno rimasero soltanto i mastri costruttori. Le maestranze fuoriuscite formarono, nel corso del XIX secolo, il Gremio dei Falegnami e il Gremio dei Piccapietre. Furono tuttavia i Muratori a ereditare il prestigio e l'anzianità dell'antica corporazione, rimanendo gli unici obbligati allo scioglimento del voto alla Madonna Assunta nella storica Faradda e mantenendo la posizione processionale seconda soltanto a quella dei Sarti, fino al loro ritiro nel 1841, insieme ai Massai.
Nel corso del XX e XXI secolo il Gremio mantenne sempre fede alla promessa fatta dopo le grandi epidemie di peste, senza mai rinunciare alla partecipazione del proprio candeliere, anche durante la grande crisi dell'Ottocento. Vide inoltre l'ingresso di nuovi candelieri, fra cui quello dei Falegnami (1921) e dei Piccapietre (1955).
Pur non essendo membro fondatore dell'Intergremio, ne fa ancora oggi parte e ha anche ricoperto la presidenza dell’associazione di raccordo fra i Gremi.
Devozione alla Madonna degli Angeli La Patrona del Gremio è, sin dalla sua fondazione ufficiale, la Madonna degli Angeli, celebrata solennemente il 2 agosto di ogni anno nella Festa Grande del Gremio. In tale occasione, preceduta dal canto dei Primi Vespri nel giorno precedente, il Gremio rinnova le proprie cariche sociali durante la messa solenne del mattino, attraverso il rito dellIntregu. La celebrazione è associata al Perdono d’Assisi e permette di ottenere l’indulgenza plenaria.
Alla sera si svolge per le vie cittadine la processione solenne, durante la quale viene trasportato un complesso scultoreo in cartapesta, realizzato da Pulli nel Novecento, raffigurante la Madonna e il Salvatore in apparizione davanti a San Francesco.
Ogni dieci anni, in occasione della Festa, il Gremio trasporta anche i due simulacri settecenteschi della Madonna degli Angeli e di San Francesco.
Il Gremio celebra inoltre la sua compatrona, Santa Maria Maddalena, probabilmente ereditata da una maestranza secondaria, nella Festa minore del 22 luglio.
Segni distintivi
Bandiera La Bandiera del Gremio dei Muratori è, come quella di tutte le maestranze appartenenti alla Confrarìa dels Angels, di colore celeste. Come in tutti i Gremi mariani, presenta un gallone argento al bordo.
Sul prospetto principale è raffigurata la Madonna degli Angeli, Patrona del sodalizio, mentre sul retro compare Santa Maria Maddalena, compatrona.
All'apice della Bandiera si trova un puntale in argento del Settecento, raffigurante la Madonna di Betlem, prima Patrona della maestranza, ornato con una corona floreale.
Il Gremio possiede anche una Bandiera piccola, dello stesso colore della Bandiera grande e sormontata da una croce dorata.
Abiti Come altri Gremi, anche i Muratori hanno progressivamente modernizzato i loro costumi. Attualmente indossano un frac francese con code, corpetto nero, guanti e papillon neri.
Cappella La cappella del Gremio è dedicata alla Madonna degli Angeli e si trova nella chiesa di Santa Maria di Betlem, prima a sinistra della navata. Con ogni probabilità sorta sulle fondamenta dell'antica chiesa di Santa Maria di Campo Longu, fu riedificata in forme gotiche e presenta un’estensione maggiore rispetto alle altre cappelle della chiesa. La volta è a crociera costolonata, divisa in due campate, e presenta gemme pendule scolpite con gli strumenti del mestiere.
L'altare, in marmo policromo e stucco, contiene al centro una nicchia circondata da quattro paraste in marmo, ove è custodito un simulacro della Patrona. In alto, un timpano in stucco di gusto rococò presenta, sopra volute floreali, la rappresentazione in bassorilievo di angeli che suonano la tromba e di cherubini, sormontati da una raggiera con cherubini e da una croce trilobata.
Nella cappella sono conservati lo storico candeliere settecentesco del Gremio, tuttora in uso, i due simulacri settecenteschi, il gruppo scultoreo in cartapesta e una raffigurazione del Cristo morto circondato dagli apostoli.
Attualmente, a causa dei lavori di restauro della chiesa di Santa Maria, il Gremio è ospitato presso la cattedrale di San Nicola.
Candeliere Il candeliere dei Muratori, realizzato nella seconda metà del XVIII secolo, è uno dei candelieri più antichi tuttora conservati. Opera di autori ignoti, prende parte ancora oggi alla storica processione della Faradda ed è stato sottoposto a importanti restauri del 1991, che hanno permesso il recupero del dipinto originale del fusto.
Il suo peso, completo dell’allestimento per la festa, è di 229 kg. il candelire ora situato dentro il polo museale di santa Maria di betlem
Base La base del candeliere, di forma quadrangolare e di colore bianco, è decorata su ciascuna facciata da una cornice lignea contenente un dipinto raffigurante una ghirlanda floreale legata da nastri.
Fusto Il fusto conserva un dipinto in stile neogotico risalente al periodo di realizzazione del candeliere. Dominato dai toni dell'azzurro, raffigura tre grandi arcate gotiche a sesto acuto e trilobate, sorrette da colonne in stile dorico e sormontate da tre anfore contenenti mazzi di fiori.
Al centro di ogni arcata si trova un piedistallo sul quale poggia un angelo, che regge uno dei tre strumenti del mestiere: la squadra, il compasso e il filo a piombo.
Capitello Il capitello, di gusto barocco, presenta sei angioletti disposti agli angoli con funzione di cariatidi. Le sei facce sono bianche e prive di raffigurazioni, mentre l'intercapedine fra le due cornici superiori è dipinta di azzurro.
Corona Come tutti gli altri candelieri, nel giorno della Festa il candeliere dei Muratori viene ornato con una ricca corona di bandiere ricamate e dipinte, recanti i nomi degli Obrieri che si sono succeduti nel tempo. Tra queste spicca, issata su una croce, la bandiera dell'Obriere di candeliere in carica. L’insieme è completato dalle tipiche banderedde di carta, chiamate anche bora-bora.
Bibliografia
Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari. Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari. Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassari
Bibliografia
Carlo Antero Sanna, Sassari, storia dei Gremi e dei Candelieri ed. A.C.S. Sassari 1992
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