Il Quadragesimale de contemptu mundi è un'opera attribuita al predicatore Fra' Bartolomeo da Pisa che nasce verso la fine del Medioevo, nel 1397, e viene stampata nel 1498, quando l'arte della stampa è ancora agli albori.

Come si deduce subito dal suo titolo, è una quaresima che Fra' Bartolomeo ha predicato nel 1397, probabilmente a Milano, come si potrebbe pensare da una frase della prefazione che l'editore pone all'inizio dell'incunabolo....summa admiratione Mediolanensium quibus quadragesimalem annum tertium concionibus...(Fra' Bartolomeo da Pisa, Quadragesimale..., f.19v). In essa si trova traccia, oltre che dell'insegnamento di San Francesco, anche degli apporti di un altro grande maestro della scuola francescana, San Bonaventura da Bagnoregio; un'altra traccia molto profonda, che si può rilevare in questo Quadragesimale, è quella del pensiero neoplatonico ed agostiniano, tipici della scuola francescana fin dagli inizi.

Vita di Fra' Bartolomeo

Non sono molte le notizie riguardanti la vita di Fra' Bartolomeo di Rinonico o da Pisa; molte volte è stato confuso o con il francescano Bartolomeo Albizi o con il domenicano Bartolomeo da San Concordio oppure con un medico pisano di nome Bartolomeo.

Non si hanno notizie circa la data della sua nascita e del suo ingresso nell'Ordine dei Frati Minori; possiamo però ipotizzare l'anno di nascita, se si dà fede all'affermazione di G. Sainati che lo vuole morto, nell'anno 1401, all'età di quasi cento anni.G.Sainati,op. cit. p.325.

Tutti coloro che ci parlano di lui, sono concordi sul fatto che fosse maestro in teologia e grande predicatore.

Nasce da famiglia nobile, che N.Papini, nella sua opera Etruria Francescana, dice provenire da Renonico, castello del distretto di Pisa.N.Papini, op. cit.p.175.

Studia a Bologna e, nel 1375, viene nominato maestro di teologia.P.Jan De Dieu, art. cit., col. 1268.

Insegna a Pisa e FirenzeSecondo il Sainati pure a Bologna, Padova e Siena(Cfr, G.Sainati, op. cit., p.323). e di lui si dice anche che fosse molto rigido nell'osservanza della regola dei frati minori e che si fosse opposto all'abbellimento della chiesa di Pisa, giudicando tali opere contrarie allo spirito francescano di povertà.

La "sequela Christi" nel Quadragesimale de contemptu mundi Suddivisione dell'opera Se diamo uno sguardo agli argomenti trattati nel quadragesimale, che possiamo desumere dai titoli delle varie prediche, appare subito evidente una suddivisione in tre parti principali: la prima, che inizia con il giorno delle Ceneri e termina il sabato che precede la domenica delle Palme, tratta della conversione del cristiano, della fuga dalle cose del mondo e dei motivi che possono indurre l'uomo ad abbracciare o a rifuggire il mondo; nella seconda parte, che va dalla domenica delle Palme al sabato santo, l'autore mostra come il cristiano che ha abbandonato il mondo viva le virtù e sia ripieno dell'amore che portò Cristo sulla croce, ed associato alla sua passione; infine, nella terza parte, che va dalla domenica di Risurrezione alla domenica in Albis, viene presentata l'anima che, risorta con Cristo, arriva a conoscere Dio, a godere della beatitudine.

Queste tre parti cono chiamate rispettivamente mondo sensibile, microcosmo e archetipo; questa triplice ripartizione dà anche il titolo all'opera: Quadragesimale magistri Barthoomei de Pisis ordinis minorum de contemptu mundi: sive de triplici mundo Sensibilis sive microcosmo et ArchetypoFra' Bartolomeo da Pisa, Quadragesimale... f.1. Guardando bene a questa suddivisione, vengono immediatamente in mente le tre vie in cui San Bonaventura suddivide la vita spirituale: la via purgativa, la via illuminativa e la via perfettiva.

Le tappe di un cammino

Analizzando più da vicino l'opera in questione, possiamo cercare di capire quale è il cammino proposto al fedele per arrivare, nel giorno di Pasqua, a godere dell'unione con Dio. Le tre tappe proposte dall'autore sono le seguenti:

de mundo sensibili; de mundo microcosmo; de mundo archetypo.

De mundo sensibili: la conversione

Questa prima parte si compone di quarantaquattro sermones:

Sermo 1: De primo motivo inducente mundano homines ad mundum amplexandus quod est carnis ingluvies, sive gulla.Avvertenza da tener presente: in quanto l'opera è del tardo medioevo, il latino in cui è scritta risente molto dell'influsso della lingua volgare toscana; non dovrà meravigliare il fatto di trovare la stessa parola scritta in modo differente in una citazione rispetto a un'altra, oppure gli aggettivi numerali a volte scritti con lettere, altre volte con numeri (es. tertio e 3)

Sermo 2: De secundo motivo inducente homines mundanos ad mundum imittandum sive Ocio sive accidia.

Sermo 3: De tertio motivo impediente mundi contemptum sive ira sive iracundia.

Sermo 4: De quarto motivo inducente homines ad mundi amplexum scilicet de delectatione mundi.

Sermo 5: De quinto motivo inducente homines ad mundum diligendum sive predestinatione.

Sermo 6: De sexto motivo inducente homines mundanos ad mundum imitandum sive appetitum dominij.

Sermo 7: De 7 motivo inducente ad totalem complexus sive interitu animae post separatione a corpore.

Sermo 8: De 8 motivo inducente ad mundum diligendum sive avaritia.

Sermo 9: De 9 motivo inducente ad mundum diligendum sive appetitu laudis et famae.

Sermo 10: De 10 motivo inducente mundanos homines ad mundi complexum sive dyaboli impugnatione.

Sermo 11: De undecimo impediente mundi contemptum sive pusilani mitate sive imbecilitate et impotentia.

Sermo 12: De duodecimo inductivo ad mundum complexum sive ignorantia.

Sermo 13: De 13 inductivo et ultimo inducente homines ad mundum amplexum sive incontinentia carnis sive luxuria.

Sermo 14: De primo inductivo ad mundum contemptendum sive de pace.

Sermo 15: De secundo inductivo ad mundi contemptum scilicet veritas cognitione.

Sermo 16: De 3 inductivo ad mundi contemptum scilicet sui ipsius cognitione.

Sermo 17: De quarto inductivo ad mundi contemptum sive ad Deum conformatione per virtutes.

Sermo 18: De 5 inductivo ad mundi contemptum sive mortis et penarum inferni cogitatione.

Sermo 19: De 6 inductivo ad mundi dimissionem et contemptum sive boni operatione.

Sermo 20: De 7 inductivo ad mundi dimissionem sive bona coscientia et feliciter vivere.

Sermo 21: De 8 motivo inductivo ad mundi dimissionem sive dilectione Dei.

Sermo 22: De triumpho contra hostes nostrum scilicet dyabolum.

Sermo 23: De 10 inductivo ad contemptum mundi sive periculos evitatione.

Sermo 24: De 10 motivo inducente ad mundum contemptum sive oratione.La ripetizione del numero 10 è da considerarsi un errore tipografico in quanto nel sermo successivo compare il sermo 12

Sermo 25: De 12 motivo ad mundi contemptum sive ritentione vite sane.

Sermo 26: De 13 motivo inducente ad mundi contemptum sive vite sancte refulgentia.

Sermo 27: De primo bono quod obtinent mundi contemptores sive illuminatione a Deo.

Sermo 28: De secundo bono quod consequit mundi contemptores sive speciali a Deo defensione.

Sermo 29: De 14 motivo et ultimo inductivo ad mundi contemptum sive libertatis conservatione.Questo sermo sarebbe dovuto andare dopo il 26. Probabilmente un errore di tipografia

Sermo 30: De tertio bono quod consequuntur mundi contemptores sive a Deo refectione et ricreatione.

Sermo 31: De 4 bono quod consequuntur mundi contemptores sive emundatione a peccatis.

Sermo 32: De 5 bono quod consequuntur mundi comptentores sive regulatione et ordinatione a Deo.

Sermo 33: De 6 bono et utili ex mundi abdicatione adepto sive in adversitatibus roboratione.

Sermo 34: De 7 bono quod habet contemptendens mundum sive evocatione ad statum et vita gratiae.

Sermo 35: De 8 bono et utili quod habent mundi contemptores ex ipsius abnegatione sive ad amatione eius a Deo

Sermo 36: De nono bono quod consequuntur mundi contemptores ex mundi abdicatione sive preservatione a peccato.

Sermo 37: De 10 bono et utili quod consequuntur contemptores mundi sive animatione ad ardua et difficilia [...] agenda.

Sermo 37: De 11 bono et utili quod consequuntur Homines ex mundi contemptu sive magnitudine eiusdem.Questo sermo mantiene il numero del precedente.

Sermo 38: De 12 bono et utili quod consequitur mundi contemptores sive dei multi quietatione.

Sermo 39: De 13 bono quod consequitur mundi contemptores ex mundi abdicatione sive mortificatione a desiderijs mundanis.

Sermo 40: De 14 bono quod consequitur homo ex mundi contemptu scilicet copulatione contemptoris ad Deum.

Sermo 41: De 15 bono quod consequitur mundi contemptor mundi sive obtentione venie a peccato.

Sermo 42: De 16 bono quod consequitur mundi contemptor ex abnegatione mundi sive exultatione in adversis.

Sermo 43: ...Non ha titolo in quanto ad un certo punto il sermo 42 diventa 43, senza cambiare titolo, forse un espediente del tipografo per rimediare all'errore dei due sermones che avevano entrambi il numero 37.

Sermo 44: De exaltatione a Deo ex mundi contemptu.

Questa prima tappa del cammino del cristiano verso Dio, la via purgativa o la tappa della conversione, appare chiaramente caratterizzata da quattro momenti ben distinti tra loro: Sermones 1-13: in questa fase, il cristiano è chiamato a rendersi conto che la sua natura umana lo attira su una strada, quella del mondo, contraria ai desideri ed ai progetti di Dio. È interessante soffermarsi a vedere i termini che sono stati usati per descrivere l'azione di queste forze sulla creatura debole e tendenzialmente peccatrice:mundum amplexum, mundum imitandum, mundum diligendum, totalem complexum. Potremmo tranquillamente sostituire il termine mondo con diavolo o Satana ed il senso della frase non cambierebbe assolutamente; il mondo è visto come una potenza personificata che attrae, seduce la povera e debole anima peccatrice e la conduce irrimediabilmente all'interitu animae post separationem a corpore(sermo 7); indubbiamente, con una visione del mondo di questo tipo, c'è poco da essere ottimisti: l'unica cosa possibile, se si vuole salvare l'anima, è fuggire dal mondo ed averne paura.

Anche quando parla degli uomini, essi sono sempre visti in un'ottica negativa: sono gli homines carnales, mundanos, che hanno girato le spalle a Dio, per seguire le suggestioni del maligno ed i suoi inganni; anche quando vengono chiamati semplicemente uomini, senza altri aggettivi che li qualifichino, l'autore li pensa sempre come peccatori.

Quindi, come primo presupposto indispensabile per poter iniziare questo cammino di ritorno a Dio, che si concretizzerà nel giorno di Pasqua, l'uomo deve rendersi conto che è nel peccato e che si sente da questo attratto in maniera troppo forte per sfuggirgli con le sue sole forze; questo peccato viene anche specificato: la gola, l'accidia, l'ira, la fame di potere, l'avarizia, il bisogno di lode e di fama, i piaceri del mondo.

Sermones 14-26 ed il 29: a questo punto, cioè quando l'uomo si è reso conto di trovarsi sulla strada della perdizione, Fra' Bartolomeo passa ad elencare i motivi che inducono il cristiano, ormai ravveduto, ad intraprendere la strada per il ritorno a Dio, la conversio ad Deum.

Anche qui sono 13 i sermones che illustrano queste motivazioni, intercalati dal sermo 22, che si alza quasi come un grido di trionfo per questa scelta, ormai fatta, da cui non si torna indietro; questo è intitolato infatti: Il trionfo contro il nostro nemico, ovviamente (scilicet) il diavolo.