El filibusterismo è uno dei romanzi più conosciuti di José Rizal, pubblicato nel 1891. L'opera non è stata tradotta in italiano.
Il racconto narra la storia di Simoun, la reincarnazione di Crisóstomo Ibarra, protagonista di Noli me tangere.
Trama
Dopo gli avvenimenti del romanzo precedente, Crisóstomo Ibarra, un mestizo animato da idee riformiste, che aveva tentato di fondare una scuola moderna a San Diego e di sposare la sua promessa María Clara, viene accusato ingiustamente di ribellione. In seguito alla fuga dal carcere, è dato per morto. Il suo amico Elías, anch’egli sostenitore delle riforme, si sacrifica per permettergli di recuperare parte dei beni di famiglia e lasciare le Filippine, nella speranza che possa proseguire la lotta dall’estero.
Dopo tredici anni di assenza, Ibarra rientra nell’arcipelago con un nuovo nome, Simoun, un enigmatico e ricchissimo gioielliere. Il suo obiettivo non è più la riforma graduale, ma la rivolta: intende spingere il governo coloniale a commettere soprusi sempre più gravi, così da esasperare la popolazione e trasformare il malcontento in rivoluzione.
Simoun viaggia di città in città fingendo di commerciare gioielli. Giunto a San Diego, si reca nei terreni boscosi della famiglia Ibarra per recuperare altri tesori nascosti in un mausoleo. Lì viene riconosciuto da Basilio, ormai adulto, che si trova nello stesso luogo per visitare la tomba della madre.
Negli anni successivi alla morte della madre, Basilio ha vissuto come servitore di Capitán Tiago in cambio della possibilità di studiare. È ormai vicino alla laurea in medicina e, oltre a gestire parte degli affari domestici, è considerato un possibile erede del patrimonio di Tiago. Simoun gli rivela la propria identità e lo invita a partecipare ai suoi piani. Basilio, convinto di avere finalmente una posizione sicura, rifiuta.
Nel barrio Sagpang del paese di Tiani, Simoun è ospite del capo locale (cabeza de barangay) Tales. La serie di disgrazie che ha colpito Tales lo spinge a una scelta drastica: ruba la pistola di Simoun e finisce per unirsi ai banditi. In seguito, Tales adotterà l’identità di Matanglawin.
A Los Baños, Simoun si riunisce con il Capitán General (governatore generale), di cui è amico e confidente. In una partita a carte con lui e i suoi collaboratori, Simoun alza le puntate fino a ottenere, con apparente leggerezza, ordini in bianco per deportazioni, incarcerazioni ed esecuzioni sommarie, mostrando quanto sia facile piegare l’autorità a decisioni arbitrarie.
A Manila, Simoun incontra Quiroga, ricco uomo d’affari cinese che aspira a un incarico consolare per l’impero Qing. Poiché Quiroga è pesantemente indebitato con lui, Simoun lo persuade a custodire un grande deposito di fucili nei suoi magazzini, mascherandone l’esistenza dietro l’attività del bazar. Quiroga accetta con riluttanza, pur detestando armi e violenza.
Durante la fiera di Quiapo, riscuote successo uno spettacolo di “teste parlanti” attribuito a un americano, Mr. Leeds, ma in realtà commissionato da Simoun. Tra gli spettatori c’è Padre Bernardo Salví, ora cappellano del convento delle Clarisse. La rappresentazione, ambientata nell’Egitto tolemaico, ripropone però una storia che richiama da vicino quella di Ibarra e María Clara e allude alle responsabilità di Salví, concludendosi con un inquietante presagio di vendetta. Sconvolto, Salví chiede che lo spettacolo venga proibito, ma quando la richiesta arriva è ormai troppo tardi, perché Mr. Leeds è già partito per Hong Kong.
Passano mesi e Simoun fissa la notte dell’insurrezione. Torna da Basilio a casa di Capitán Tiago per tentare nuovamente di convincerlo. Gli espone un piano che prevede un attacco coordinato: un cannoneggiamento come segnale d’avvio, l’ingresso in città dei banditi guidati da Matanglawin e di un gruppo armato che Simoun è riuscito a reclutare ingannando e corrompendo parte delle truppe governative. Il bersaglio principale sarebbe il teatro in cui si svolge una rappresentazione molto discussa, evento che riunisce in un unico luogo alti funzionari, dirigenti ecclesiastici, autorità universitarie e lo stesso Capitán General. In parallelo, Basilio e altri dovrebbero assaltare il convento delle Clarisse per liberare María Clara.
Basilio, però, comunica a Simoun che María Clara è morta proprio quel pomeriggio, dopo aver sofferto la durezza della vita monastica e le persecuzioni di Salví, ossessionato da lei. Travolto dal dolore, Simoun annulla l’attacco e durante la notte appare distrutto. In seguito si parlerà di un “incidente” che lo costringe a letto.
Il giorno dopo compaiono in università manifesti minacciosi contro i vertici accademici e governativi. Le autorità indicano come responsabile un gruppo studentesco riformista a cui Basilio appartiene: i membri vengono arrestati e Basilio viene coinvolto nonostante non fosse presente a un banchetto organizzato dal gruppo la sera precedente. Molti vengono liberati grazie all’intervento di parenti. Basilio, orfano, resta in prigione perché non ha appoggi né denaro.
Durante la detenzione subisce una catena di rovesci: apprende la morte di Capitán Tiago e scopre di non aver ereditato nulla. Emerge che il testamento è stato manipolato, anche con l’influenza di Padre Írene, che aveva favorito la dipendenza di Tiago dall’oppio. Inoltre, la sua amata d’infanzia Juli si è tolta la vita per sottrarsi a un abuso da parte del prete Camorra, mentre cercava aiuto per Basilio. La prigionia gli fa anche perdere la laurea e lo costringe a prolungare gli studi senza alcuna risorsa. Liberato grazie all’intercessione di Simoun, Basilio, ormai disilluso, decide di unirsi alla sua causa.
Simoun progetta una nuova insurrezione e la organizza attorno a un evento mondano, il matrimonio di Juanito Peláez e Paulita Gómez. Poiché le famiglie Peláez e Gómez appartengono all’élite di Manila, al ricevimento partecipano figure di primo piano della Chiesa e dell’amministrazione civile. Il Capitán General, prossimo alla partenza, è invitato come ospite d’onore.
Simoun prepara un attentato: consegnerà una lampada di cristallo a forma di melagrana come dono nuziale. Sistemata su un piedistallo e capace di illuminare un salone rivestito di specchi, la lampada è progettata per tremolare dopo un certo tempo. Quando qualcuno proverà a sistemare lo stoppino, un meccanismo interno innescherà un’esplosione che farà detonare il contenuto (nitroglicerina), uccidendo i presenti.
Al segnale dello scoppio, i mercenari di Simoun dovrebbero attaccare, sostenuti dai banditi di Matanglawin in discesa dalle colline. Simoun conta anche sul panico diffuso dalla repressione seguita ai manifesti e sulle voci di navi tedesche nella baia, che alimentano l’idea di un imminente sommovimento. Basilio e altri dovrebbero guidare la folla verso i magazzini di Quiroga per impadronirsi delle armi.
Basilio, vagando per la città, scopre che il ricevimento si tiene proprio nell’ex casa di Capitán Tiago, acquistata come dono per gli sposi. Poco dopo vede Simoun entrare con la lampada e uscire in fretta. Nei pressi dell’abitazione nota Isagani, suo amico ed ex innamorato di Paulita, sconvolto e immobile davanti alla finestra. Temendo che anche Isagani venga coinvolto, Basilio gli rivela che la casa sta per esplodere. Non riuscendo a smuoverlo, si allontana.
Isagani, però, reagisce all’ultimo: entra, afferra la lampada e la getta nel fiume. Con questo gesto, il piano di Simoun fallisce per la seconda volta. Nei giorni successivi, durante lo smontaggio degli allestimenti, vengono trovati sacchi di polvere da sparo nascosti sotto il pavimento e Simoun, che aveva diretto i lavori, viene smascherato. Con la partenza del Capitán General per la Spagna, perde anche la protezione politica e fugge mentre le autorità organizzano una caccia all’uomo.
Braccato fino alle coste del Pacifico, Simoun si nasconde infine nella casa di famiglia di Padre Florentino, zio di Isagani.
Quando un ufficiale della Guardia Civil informa Florentino dell’ordine di arresto imminente, Simoun assume un veleno che teneva sempre con sé. In punto di morte confessa la sua identità: è davvero Crisóstomo Ibarra. Racconta come, dopo aver perso tutto nonostante le buone intenzioni, abbia giurato vendetta. Recuperato parte del tesoro di famiglia, sarebbe fuggito all’estero, accumulando ricchezza con commerci e attività opportunistiche anche in contesti di guerra. Nel frattempo avrebbe conosciuto il futuro Capitán General, conquistandone la fiducia con denaro e favori, fino a favorirne la carriera e poi sfruttarne l’avidità per spingerlo a ingiustizie sempre maggiori.
Florentino ascolta la lunga confessione e, pur assicurando al morente la misericordia divina, sostiene che la rivoluzione di Simoun sia fallita perché fondata su mezzi moralmente inaccettabili. Simoun accetta amaramente e muore.
Per evitare che le autorità si impadroniscano dei suoi beni, Padre Florentino getta i gioielli di Simoun in mare, affermando che è meglio che restino nascosti finché non vi siano uomini capaci di usarli per una causa giusta.
Personaggi Di seguito sono riportati i personaggi principali.
Simoun - Crisóstomo Ibarra reincarnato nei panni di un ricco gioielliere, deciso ad iniziare una rivoluzione. Basilio - figlio di Sisa e aspirante dottore. Isagani - poeta e migliore amico di Basilio; emozionale e reattivo; fidanzato di Paulita Gómez prima di cedere il posto a Juanito Peláez Kabesang Tales - Telesforo Juan de Dios, un ex cabeza de barangay (capo del barangay). Don Custodio - Custodio de Salazar y Sánchez de Monteredondo, un famoso "giornalista". *Paulita Gómez - fidanzata di Isagani e nipote di Doña Victorina. Alla fine del romanzo si sposa con Juanito Peláez, lasciando Isagani poiché credeva che non avrebbe avuto un bel futuro con lui Padre Florentino - un prete secolare. Era in procinto di sposarsi ma ha deciso di diventare un prete. Juli - Juliana de Dios, fidanzata di Basilio e figlia più giovane di Kabesang Tales. Ben Zayb - il suo vero nome è Abraham Ibañez. Giornalista che crede di essere l'unico a "pensare" nelle Filippine. Placido Penitente - studente dell'Università di Santo Tomás. Quiroga - uomo d'affari cinese e amico di Simoun. Tandang Selo - padre di Kabesang Tales. Ha cresciuto Basilio dopo la morte di Sisa. Padre Fernandez - prete e amico di Isagani. Attorney Pasta - un avvocato di Manila. Captaino-Generale (nessun nome specifico) - il più potente ufficiale delle Filippine. Padre Sibyla- Hernando de la Sibyla, frate filippino e vice-rettore dell'Università di Santo Tomas.
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Categoria:Romanzi di José Rizal Categoria:Romanzi ambientati nelle Filippine