Annoverato fra gli esponenti di maggior successo commerciale della musica leggera italiana, nell'arco di oltre cinquant'anni di carriera ha raggiunto una considerevole popolarità sia nell'attività discografica sia, in particolare, in quella dal vivo.

Si stima abbia venduto più di 60 milioni di copie, tra cui spicca l'album La vita è adesso del 1985, noto per il suo record di permanenza in prima posizione per ventisette settimane consecutive e un milione di copie vendute nei primi sei mesi,Claudio Baglioni - Sito ufficiale. il brano Questo piccolo grande amore del 1972 premiato come "canzone del secolo" al Festival di Sanremo 1985; ed il doppio album Oltre del 1990, considerato dalla critica specializzata il «miglior album» del cantautore e primo atto della Trilogia del tempo completata dai successivi Io sono qui (1995) e Viaggiatore sulla coda del tempo (1999).

Fra gli oltre concerti in cui si è esibito, rivestono particolare importanza Notte di note - Il concerto del 20 settembre 1985, primo concerto della storia della musica italiana ad essere trasmesso in diretta televisiva, realizzato a conclusione dell’omonima tournée del 1985 ritenuta una delle più grandi mai realizzate negli stadi italiani insieme alla precedente Alé Oó del 1982, entrambe con un milione di spettatori totali; nel 1986 con il tour Assolo è il primo artista a realizzare un giro di concerti esibendosi completamente da solo accompagnato da tastiera, chitarre e percussioni collegati ad un sistema MIDI di sintetizzatori; Oltre una bellissima notte del 3 luglio 1991, premiato come "Miglior concerto dell'anno nel mondo" dalla rivista statunitense Billboard grazie all'innovativa concezione del palco, posizionato al centro dello stadio Flaminio di Roma e aperto in ogni direzione; quello del 6 giugno 1998 allo stadio Olimpico di Roma con il palco al centro, che detiene il record italiano di spettatori in un singolo evento musicale con biglietti staccati; quello del 31 dicembre 1999 in piazza San Pietro a Città del Vaticano, alla presenza di persone incluso papa Giovanni Paolo II, unico concerto di musica pop mai svoltosi in quella sede; e quello del 13 settembre 2006 nell'emiciclo del Parlamento europeo a Bruxelles, secondo artista al mondo e primo italiano a esibirvisi. Nell'estate del 1998 è il primo artista al mondo ad esibirsi in concerto sulla nave Amerigo Vespucci in occasione dell'Expo 1998. Nella notte tra il 2010 e il 2011 invece tiene il concerto Capodanno ai Fori Imperiali in collegamento televisivo con la Rai con oltre 300 000 spettatori nel circondario. Nel settembre del 2018 per celebrare mezzo secolo di carriera porta in scena tre concerti-evento all'Arena di Verona che per la prima volta nella sua storia è aperta al pubblico nella sua interezza, con il palco al centro e gli spettatori che riempiono l'intera arena a tutto tondo, uno dei quali viene trasmesso in diretta su Rai1.

Per il cinema, nel 2009 è stato sceneggiatore del film Questo piccolo grande amore basato sul suo omonimo album. In televisione è stato ideatore e co-presentatore nel 1997 del programma Anima mia uno dei programmi originali di maggior successo nella storia della Rai che gli valse anche un Telegatto al Gran Premio Internazionale dello Spettacolo, al quale segue poi lo spin-off L'ultimo valzer realizzato nell'inverno del 1999, è stato poi direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo per le edizioni 2018 e 2019.

Nel 2022 ha vinto il Premio Tenco alla Carriera e due volte il Premio Lunezia, nel 2003 e nel 2025.

Ha un'estensione vocale di tre ottave e mezzo, ridottasi a tre ottave dagli anni 2000.

Biografia Gli inizi

Nasce a Roma, figlio unico di Riccardo Baglioni (1919-2000), maresciallo dei Carabinieri, e di Silvia Saleppico (1918-2013), sarta. Trascorre l'infanzia nel quartiere Monte Sacro; la famiglia si trasferirà poi nel quartiere di Centocelle dove passerà la sua adolescenza, frequentando spesso le campagne dell'Umbria, nel comune di Ficulle, terra natale dei suoi genitori.

Segue sin da piccolo lezioni di pianoforte. La sua carriera artistica inizia nel 1964 quando, appena tredicenne, partecipa a un concorso canoro di voci nuove, organizzato da Ottorino Valentini a Centocelle, nella piazza San Felice da Cantalice, cantando Ogni volta, canzone lanciata al Festival di Sanremo 1964 dal suo autore Roby Ferrante e da Paul Anka, e vincendo lo stesso concorso l'anno successivo con il brano I tuoi anni più belli di Gene Pitney. Nel 1965 riceve in regalo dai genitori la sua prima chitarra e inizia a suonare le prime canzoni; il suo look di quegli anni – maglioni neri a collo alto, occhiali spessi, aria da intellettuale – gli causa, da parte degli amici di quartiere, il soprannome ironico di "Agonia".

Intorno al 1967, dopo aver partecipato al Festival degli sconosciuti con il brano Georgia on my mind di Ray Charles al pianoforte, conosce Antonio Coggio con il quale stringe un sodalizio artistico che durerà dal 1970 al 1975. In questo arco di tempo infatti Coggio produce i dischi di Baglioni, collaborando anche talvolta nella composizione della musica.Intervista ad Antonio Coggio, riportata in Andrea Pedrinelli, Quel gancio in mezzo al cielo. Claudio Baglioni, canzoni fra l'uomo e Dio, (edizioni Ancora, 2007, pag. 13)

In questi anni compone una suite musicale basata su una poesia di Edgar Allan Poe intitolata Annabel Lee con cui incide un disco provino per la casa discografica Ricordi.

Nello stesso periodo scrive la canzone Interludio basata sulla melodia della Sonata per pianoforte n.8 di Beethoven; successivamente scrive il suo primo brano di cui compone testi e musica: Signora Lia, una canzone che racconta l'infedeltà coniugale di una signora e che col tempo diventerà un cult della musica leggera italiana nonostante il suo scarso successo iniziale. Una curiosa storia racconta che il titolo originale fosse Signora Lai. Tuttavia, una volta entrato nella sala di registrazione della RCA, Baglioni notò che uno dei fonici si chiamava proprio Lai. Considerando che il brano parlava di una moglie infedele e temendo che quell’uomo – che in quel momento aveva letteralmente tra le mani la sua carriera – potesse sabotargli il lavoro, Baglioni decise all’improvviso di modificarla, anagrammandolo in Signora Lia.

Nel 1969 firma il suo primo contratto discografico con la RCA Italiana con l’autorizzazione del padre, in quanto ancora minorenne. Nonostante ciò l’allora direttore artistico della casa discografica vergò di suo pugno con un pennarello sulla cosiddetta lacca delle audizioni - un semplice vinile contenente le registrazioni dei provini - scrivendo «tanto questo non farà mai niente».

Nel frattempo Baglioni si iscrisse alla facoltà di Architettura La Sapienza di Roma.

Anni '70: il successo Nell’aprile del 1970 esce il suo primo 45 giri; Una favola blu/Signora Lia. Esordisce il medesimo anno a Un disco per l’estate con il brano contenuto nel 45 giri Una favola blu, primo e unico brano della carriera di Baglioni non scritto da lui. A settembre 1970 esce il primo album: Claudio Baglioni. Il lavoro, ancora lontano dal successo che arriverà pochi anni dopo, è un’opera acerba ma già intensa, poetica e sperimentale, che mostra una forte vocazione cantautoriale del nostro e una sensibilità lirica profonda. Le melodie sono spesso sospese tra atmosfere fiabesche, riflessioni malinconiche e tocchi orchestrali raffinati, grazie alla collaborazione di Antonio Coggio. Questo è l’ultimo atto del periodo che lo stesso Baglioni ha poi definito come la sua fase “Agonia”, segnata da malinconia, intensità emotiva e un desiderio quasi intellettuale di affrontare tematiche profonde, spesso anche drammatiche. Il disco fu un insuccesso, fu ritirato dal mercato e mandato al macero.

Nel 1971 il giovane Claudio cambia completamente la sua immagine e il suo look, gettando via gli occhiali spessi e neri, il maglione e i vestiti scuri, e i capelli lisci. Il Baglioni quasi 20enne si presenta con delle camicie a fiori colorate, bracciali al polso, e i capelli lunghi e ondulati con il ciuffo davanti al viso privo di occhiali. Nel 1971, in aprile, alla Mostra dell'elettronica di Roma incontra la sua futura moglie e collaboratrice Paola Massari. Nell’estate del 1971 partecipa alla trasmissione Speciale 3 milioni, presentando i brani Cincinnato e Io una ragazza e la gente contenuti nella sua seconda pubblicazione - che il cantautore considera il suo disco di ripartenza - uscito a settembre; Un cantastorie dei giorni nostri. Il disco nella sua prima stampa presentava in copertina la dicitura «Da Speciale 3.000.000» dato il successo che aveva riscosso Baglioni con i suoi nuovi brani nella trasmissione, nel disco sono comunque presenti canzoni del precedente LP.

A settembre viene invitato al Festival internazionale della canzone di Sopot, in Polonia, dove vince il premio della critica; l'anno si conclude con una tournée di dieci giorni in Polonia. Scrive alcuni brani per Mia Martini che la cantante include nell'album Oltre la collina.

Nel 1972 interpreta tre canzoni (Fratello sole sorella luna/Preghiera semplice/Canzone di San Damiano) per la colonna sonora del film Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli e scrive pezzi per Rita Pavone, tra cui La suggestione che viene proposta nel mercato francese con il titolo Bonjour La France che raggiunge il primo posto nelle classifiche francesi.

Nello stesso 1972, Baglioni prosegue il suo tour in Polonia, dove ormai è famoso e gode di una buona reputazione. Sembra infatti che Claudio non volesse più tornare in Italia, dove non riusciva a ottenere il successo sperato. Rimaneva però in sospeso un progetto musicale, iniziato l’anno precedente, con le sembianze di una concept opera in stile musical: di esso aveva scritto solo la storia e le musiche, senza completare i testi delle canzoni. Fu convinto da amici e collaboratori a tornare e incidere il disco, che il cantautore vedeva come il «suo ultimo testamento» da lasciare alla discografia italiana. Tornato in patria, scrive di getto tutti i testi nel giro di un mese, incidendo l’album tra il 27 agosto e il 30 settembre del 1972.

Il primo ottobre 1972 esce il disco che stravolgerà per sempre la vita di Claudio Baglioni; Questo piccolo grande amore. Un concept album, quindi un lavoro discografico in cui ogni brano presente nel LP è collegato a formare un racconto, che narra la storia d'amore di due ragazzi. Proprio come Baglioni si discosta dalla moda del momento, quella di cantare canzoni politiche, scrivendo un disco d'amore, il protagonista dell'album analogamente scapperà all'inizio della storia da una manifestazione politica, tre le urla e gli scontri fra polizia e giovani in Piazza del popolo, creandosi la sua storia d'amore con una ragazza incontrata in un bar. La storia è tutta dichiaratamente ambientata nella città di Roma e nei suoi luoghi più famosi che vengono citati, anche nei titoli stessi dei brani, e che fanno da sfondo alle scene; non a caso infatti la copertina del disco rappresenta un disegno raffigurante il giovane Claudio e la compagna Paola di fianco al Tevere. I testi dei brani sono principalmente caratterizzati da un linguaggio gergale e diretto.

L'album e il 45 giri scalano immediatamente le classifiche arrivando a vendere oltre un milione di copie, ad oggi il singolo Questo piccolo grande amore è il più venduto di sempre in Italia con 20 milioni di copie e verrà poi premiato nel 1985 come canzone Italiana del secolo. L'album conta invece circa 1,5 milioni di copie. Nel 1973, all’interno del programma televisivo Tutto è pop, va in onda uno sceneggiato ispirato all’opera Questo piccolo grande amore, che prende le sembianze di un vero e proprio film musicale.