La battaglia di Svolder fu combattuta il 9 settembre 999 o 1000 presso Rügen fra la flotta del re norvegese Olaf I Tryggvason e una coalizione di suoi avversari composta da navi svedesi, danesi e del Jarl di Lade. Lo sfondo della battaglia era l'unificazione della Norvegia in un singolo Stato, gli sforzi danesi di vecchia data per ottenere il controllo del Paese e la diffusione del cristianesimo in Scandinavia.

Il re Olaf stava navigando verso casa dopo una spedizione in Wendland (Pomerania) quando fu assalito da un gruppo di alleati composto dalle truppe di Sweyn I di Danimarca, di Olof Skötkonung, re di Svezia, e di Eiríkr Hákonarson, Jarl di Lade. Olaf aveva solo undici navi da battaglia in quel conflitto contro la flotta composta da settanta navi nemica.. Le sue imbarcazioni furono catturate una alla volta, ultima fra tutte la Ormen Lange, sulla quale era Olaf, che Eirik catturò mentre il re della Norvegia si stava gettando in mare. Dopo la schermaglia, la Norvegia fu governata dai Jarls di Lade (Trondheim) e trattata come un feudo della Danimarca e della Svezia.

Le fonti più dettagliate riguardo alla battaglia, alle saghe dei re, furono scritte approssimativamente due secoli dopo la stessa. Storicamente inaffidabili, offrono una vivida descrizione letteraria di quanto accaduto nella battaglia e dei fatti che portarono a questo conflitto. Le saghe attribuiscono le cause della battaglia alla sfortunata proposta di matrimonio di Olaf I di Norvegia a Sigrid la Superba ed al suo problematico matrimonio con Thyri, sorella del re di Danimarca. All'inizio della battaglia, Olaf è raffigurato mentre insulta gli avversari con spavalderia, pur ammettendo nel frattempo che gli uomini di Eirikr erano pericolosi perché «Norvegesi come noi». L'episodio più conosciuto della battaglia riguarda la rottura dell'arco di Einar Thambarskelfir, ritenuto un segnale della sconfitta che avrebbe subito Olaf.

Fonti

La battaglia di Svolder è menzionata da un discreto numero di fonti storiche, la più antica delle quali fu scritta da Adamo di Brema (nel 1080 circa), il quale riferisce la vicenda dal punto di vista danese basandosi su Sweyn II di Danimarca. Il più tardo storico Saxo Grammaticus ricorse a uno studio dell'opera di Adamo e la ampliò nel suo testo intitolato gesta Danorum (1200 circa).

In Norvegia le tre storie sinottiche Theodoricus monachus, Historia Norvegiæ e Ágrip af Nóregskonungasögum (circa 1190) forniscono tutte un breve resoconto della battaglia. Le saghe dei re islandesi ne offrono uno molto più esteso, a partire dalla saga di Olaf Tryggvason di Oddr Snorrason (1190 circa). Attingendo alla poesia degli scaldi, di trasmissione orale, Oddr realizzò un resoconto elaborato della battaglia.. Un simile approccio fu compiuto anche da due successive saghe islandesi, Fagrskinna e Heimskringla (1220 circa), le quali aggiungono delle citazioni di verso scaldico. Tre poemi islandesi scritti attorno al 1200 assumono anch'essi di interesse storico, ovvero il Nóregs konungatal, lHallar-Steinn e lÓláfsdrápa Tryggvasonar. La grande saga di Óláf Tryggvason combina diverse delle fonti riportate qui sopra per formare l'ultimo resoconto sotto forma di saga, ma benché sia il lavoro più lungo esso viene considerato altresì il meno affidabile.

La poesia scaldica contemporanea che si riferisce alla battaglia include un'opera di Hallfreðr vandræðaskáld, il quale fu al servizio di Óláf Tryggvason. Hallfreðr non era presente sul campo di battaglia, ma raccolse informazioni riguardo a questa successivamente per realizzare un elogio ad Óláf. Dalla parte di Jarl Eirik un certo numero di strofe sono state conservate da Halldórr ókristni che parla della lotta come se fosse accaduta «l'anno scorso» e si sofferma sulla scena della cattura da parte di Eirik del Lungo serpente, una grossa imbarcazione. Alcuni versi relativi alla lizza, probabilmente composti attorno al 1015, si rintracciano nell'elogio ad Eirik di Þórðr Kolbeinsson. Infine, Skúli Þórsteinsson, che lottò al fianco di Eirik nella battaglia, narrò questo in versi durante la sua vecchiaia.

Mentre gli storici valutano la poesia contemporanea scaldica come la fonte più accurata disponibile; si deve tenere inoltre presente che i poemi non sono stati conservati in modo indipendente, ma sopravvivono grazie a citazioni nelle saghe dei re. Dopo due secoli di continua trasmissione orale, è lecito ipotizzare che i versi siano stati ricordati in maniera poco accurata e con delle sbavature. Inoltre, la poesia degli scaldi non ha in primo luogo lo scopo di dare informazioni, ma di narrare in modo epico i fatti già conosciuti dagli ascoltatori..

Degli ulteriori approfondimenti meritano la località e l'anno in cui avvenne lo scontro, su cui non vi è unanimità di pensiero in ambito accademico. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, tutte le fonti che datano la battaglia concordano sul fatto che si sia svolta nell'anno 1000. La fonte più antica a indicare una data è la meticolosa Íslendingabók, scritta attorno al 1128, la quale specifica che si svolse in estate. Oddr Snorrason testimonia inoltre che la battaglia è «commemorata in ricordo dei caduti nel terzo o quarto giorno prima delle idi di settembre» (10 o 11 settembre).. La Óláfs saga Tryggvasonar en mesta afferma che la battaglia si sia verificata il 9 settembre, con altre fonti che invece la estendono pure ai giorni immediatamente successivi. Alla luce di queste premesse, apparirebbe lecito pensare che, sia pur essendovi delle discordanze sulle date del giorno della battaglia, la questione relativa all'anno dello scontro possa dirsi esaurita. In realtà, dal momento che alcuni autori medievali ritenevano che la fine dell'anno cadesse nel mese settembre, è possibile che l'anno indicato in cui avvenne l'accadimento vada individuato nel 999.

L'ubicazione della battaglia non può essere definita con certezza ed è destinata a rimanere avvolta nel mistero. Adamo di Brema ritiene che essa si svolse nell'Øresund,. mentre lÁgrip e la Historia Norwegie identificano questo luogo al largo della Zelanda.; . Teodorico afferma che si svolse «a fianco dell'isola che è chiamata Svöldr e che si trova nei pressi della Slavia».. La Fagrskinna parla invece di «un'isola al largo delle coste della Vinðland [...] questa isola è chiamata Svölðr»,. con Oddr Snorrason e la Heimskringla che fanno seguito a questa ricostruzione relativa al nome dell'isola ma non ne specificano l'ubicazione.; . Una strofa del poeta Skúli Þórsteinsson parla della «bocca di Svolder», lasciando intuire che Svolder potrebbe essere stato il toponimo originario di un fiume e che la scarsa conoscenza dei Norvegesi della geografia dei Venedi possa averne causato la confusione con il nome di un'isola.; . Gli Annales Ryenses danesi risultano gli unici a circoscrivere il luogo della battaglia nello Schlei..

Antefatti

Nella prima storia documentata, la Norvegia era divisa in un certo numero di piccoli regni e talvolta in lotta fra loro, con un potere centrale debole. Nella storiografia tradizionale, il processo di unificazione dello Stato viene fatto coincidere con l'ascesa al potere di Harald I di Norvegia nel IX secolo. I discendenti di Harald e gli altri pretendenti al trono dovettero fare i conti con dei forti capi regionali, come gli jarl di Lade nel nord e i governanti della Vingulmark, mentre i sovrani della Danimarca rivendicavano i territori a sud ed erano ansiosi di conquistare i vassalli norvegesi per incrementare la loro influenza. La diffusione del cristianesimo assunse inoltre un valore politico sempre più crescente alla fine del X secolo..

Nel 970 circa, Haakon Sigurdsson, jarl di Lade, divenne l'uomo più importante della Norvegia, sostenuto in un primo momento da Harald I di Danimarca in cambio del pagamento di un tributo, ma il rapporto fra i due deteriorò per motivi religiosi; Harald si convertì al cristianesimo e si dimostrò impaziente nel tentativo di far abbracciare la nuova religione ai suoi sudditi, mentre Haakon rimase un convinto pagano. Nel 995 Haakon fu deposto e salì al trono il capo cristiano Olaf I di Norvegia.

Pur rifiutando l'autorità danese, Olaf fece sua la missione di convertire la Norvegia e le colonie norvegesi ad Ovest tanto velocemente e tanto completamente quanto fosse possibile. Con minacce, torture ed esecuzioni, Olaf ruppe la resistenza pagana e nel giro di pochi anni la Norvegia fu, almeno sulla carta, un paese cristiano. Ma il re Olaf aveva acquisito numerosi nemici durante la sua ascesa al potere. Il più importante era il Eirik, figlio di Haakon, anch'egli uno jarl, e Sweyn I di Danimarca: entrambi dichiaravano di aver ricevuto un sopruso dei loro possedimenti in Norvegia da parte di Olaf..

Gli stessi interessi che si scontrarono a Svolder portarono alla divisione della Norvegia per i decenni a venire, portando a combattimenti su scala sempre maggiore come la battaglia di Nesjar e la battaglia di Stiklestad. La conclusione di questa fase storica tormentata dalle guerre terminò nel 1035 con l'ascesa di Magnus I di Norvegia al trono di una Norvegia indipendente e cristiana..

Casus belli

Inutilmente si andrebbe alla ricerca, nelle poesie scaldiche coeve, di versi che indicano le cause della battaglia. Secondo Adamo di Brema, la moglie danese di Olaf Triggvason, Thyri, incitò il marito a far guerra contro la Danimarca. Quando Olaf fu informato sull'alleanza fra Olof III di Svezia e Sweyn I di Danimarca, si arrabbiò e decise di attaccarli.. LÁgrip e la Historia Norvegiæ forniscono un resoconto simile, sottolineando che Thry era anche la sorella di Sweyn e che, quando si sposò con Olaf, Sweyn rifiutò di pagare la dote promessa. Adirato, Olaf preparò una spedizione per attaccare la Danimarca, ma fu troppo impaziente per aspettare di assemblare una flotta da tutta la Norvegia e si imbarcò per il sud con undici navi soltanto, in attesa che il resto lo seguisse. Quando questa speranza non si realizzò, partì per la Wendland (Pomerania) allo scopo di cercare alleati e sulla strada subì un'imboscata ad opera di Sweyn ed i suoi alleati. Tali resoconti sono contraddetti da un verso contemporaneo di Halldórr ókristni ("Halldórr il non cristiano"), il quale sostiene che Olaf Tryggvason stava viaggiando da sud nel momento in cui arrivò alla battaglia..

Oddr Snorrason sviluppa nei suoi scritti un resoconto elaborato riguardo ai problemi derivanti dai matrimoni di Thyri. Egli racconta che la donna si era fidanzata e sposata con il re dei Venedi Boleslao, il quale ricevette grazie a lei una grande dote, ma che lei non desiderava essere sua moglie e, pertanto, digiunò dopo il matrimonio, con il risultato che Boleslao la rimandò in Danimarca. A quel punto si decise di allestire i preparativi in vista di un matrimonio da contrarre con Olaf, evento che scatenò il grande disappunto di suo fratello Sweyn. La moglie di Sweyn, Sigrid la Superba, una ferma oppositrice di Olaf, incitò il proprio marito a muovergli guerra contro. A quel punto, Sweyn complottò con il Jarl Sigvaldi e il re Olaf di Svezia per attirare Olaf Triggvason in una trappola. Olaf Tryggvason andò in Wendland per riscuotere la dote di Thyri dal re Boleslao e, poiché aveva avvertito delle voci relative a un possibile agguato nei suoi confronti, Sigvaldi giunse per dirgli di non prestar fede ale dicerie e, credendogli, Olaf mandò a casa il grosso della sua flotta, poiché i suoi uomini erano impazienti. Per questa ragione poteva contare su un numero di unità limitate quando fu attaccato presso Svolder..