L'attuale territorio della Catalogna (in catalano Catalunya, in spagnolo Cataluña e in aranese Catalonha) è stato occupato fin dal Medio Paleolitico. I Greci colonizzarono le coste della regione fino a quando, come il resto della penisola iberica, la Catalogna divenne parte dell'Impero romano, alla caduta del quale si insediarono i Visigoti. Tra il 716 e il 718 le forze Omayyadi organizzarono varie campagne di conquista contro il sovrano visigoto Ardo, che controllava la Settimania e la Catalogna. La successiva reazione all'espansione islamica vide contrapposte le forze carolingie e gli omayyadi. Le battaglie di Tolosa (721) e Poitiers (732) e la conquista di Narbona (759), gettarono le basi per la successiva espansione meridionale dell'Impero carolingio, che avrebbe visto la conquista di Gerona (785) e di Barcellona (801). La regione conquistata, i cui confini meridionali seguivano approssimativamente il corso dei fiumi Llobregat, Cardener e Segre, venne organizzata nella Marca di Spagna. Durante il tardo medioevo, si cominciò a sviluppare, con una sempre più marcata indipendenza dall'impero carolingio, una cultura catalana, sotto l'egemonia della contea di Barcellona, la principale tra le contee in cui la Marca era stata divisa.

Con il matrimonio tra Raimondo Berengario IV di Barcellona e Petronilla di Aragona la contea di Barcellona si unì dinasticamente al regno di Aragona, per cui la Catalogna divenne la base navale della Corona d'Aragona, mentre la Contea di Barcellona e le altre contee catalane adottarono un'entità politica comune conosciuta come Principato di Catalogna, che sviluppò un sistema istituzionale (Corts, Costituzioni, Generalitat) che limitava il potere reale. L'espansione della Corona d'Aragona raggiunse il suo massimo tra il XIII e il XIV, quando divenne uno degli stati più potenti del Mediterraneo estendendo il suo dominio fino alle isole italiane. Il secondo quarto del XIV secolo vide cambiamenti cruciali per la Catalogna, segnati da una successione di catastrofi naturali, crisi demografiche, stagnazione e declino dell'economia catalana e l'aumento delle tensioni sociali.

Il matrimonio tra Ferdinando II di Aragona e Isabella I di Castiglia, nel 1469, pose le basi per l'unificazione della Corona di Spagna. Con la fine della riconquista, con l'annessione del Sultanato di Granada nel 1492, la Spagna unita cominciò la politica coloniale con la scoperta dell'America e il potere politico si spostò verso la Castiglia. Le tensioni tra le istituzioni catalane e la monarchia, insieme alla crisi economica e alle rivolte dei contadini causarono conflitti, come la guerra dei mietitori (1640-1652). Tuttavia, fino all'avvento della dinastia dei Borboni, con la Guerra di Successione Spagnola, la Catalogna mantenne una certa indipendenza, con sue leggi. Durante la stessa guerra la Catalogna appoggiò le pretese del membro del ramo austriaco degli Asburgo. Con la sconfitta delle truppe catalane, il nuovo re Filippo V, decretò la fine delle principali leggi ed istituzioni politiche catalane, e decretò la fine delle strutture territoriali proprie, tra cui la corona di Aragona e quindi il Principato di Catalogna. Con l'imposizione della lingua spagnola (castigliano) anche la lingua catalana perse di importanza.

Nel corso del XVIII secolo, la Catalogna sperimentò una crescita economica significativa, aiutata alla fine del secolo dalla fine del commercio monopolistico tra Castiglia e colonie americane. L'occupazione napoleonica, come in buona parte d'Europa, portò un periodo turbolento, sia dal punto di vista politico che da quello economico, con una notevole industrializzazione nel secondo terzo del secolo.

Fino alla Seconda Repubblica spagnola, la Catalogna recuperò e riperse vari gradi di autonomia dal potere centrale, tra cui il recupero dell'uso ufficiale della sua lingua. La guerra civile del 1936-1939, che portò alla fine della Repubblica e all'avvento di Francisco Franco, cancellò nuovamente l'autonomia della Catalogna, al punto che il catalano fu dichiarato illegale. Quando Franco morì nel 1975, la Catalogna votò per la formazione della nuova democrazia spagnola, nella quale la costituzione, pur esplicitando l'unitarietà e l'indivisibilità della Spagna, riconosce notevoli autonomie alle varie regioni. Dichiaratasi nazionalità nel proprio statuto (e una nazione nel preambolo di questa legge), la Catalogna esprime rivendicazioni nazionalistiche, autonomistiche e anche indipendentistiche derivanti dalle proprie peculiarità linguistiche e culturali.

Negli ultimi anni, tuttavia, il sentimento indipendentista della Catalogna è cresciuto nuovamente al punto tale che nel novembre 2014 si è tenuto un referendum per la separazione dalla Spagna. Il 27 ottobre 2017, a seguito di un contestato referendum indipendentista, è stata dichiarata unilateralmente l'indipendenza dalla Spagna, causando la destituzione degli organi della Generalitat da parte del governo centrale spagnolo..

Periodo preistorico

I primi insediamenti umani scoperti in quella che è ora la Catalogna, risalgono all'inizio del Paleolitico medio. Il più antico reperto umano mai rinvenuto è una mandibola trovata a Banyoles molto probabilmente di un Homo neanderthalensis e risalente a circa 200.000 anni fa. Alcuni dei resti preistorici più importanti sono stati trovati nelle grotte di Mollet del Vallès, presso il Cau del Duc in prossimità delle montagne Montgrí, Forn d'en Sugranyes a Reus e presso siti di epoca romana a Capellades, mentre quelli del Paleolitico superiore si trovano a Reclau Viver, la grotta di Arbreda e la Bora Gran d'en Carreres, in Serinyà, o Cau de les Goges, a Sant Julià de Ramis. Resti risalenti al Mesolitico, tra l'8000 e il 5000 a.C., furono rinvenuti a Sant Gregori (Falset) e el Filador (Margalef de Montsant).

Il Neolitico in Catalogna ebbe inizio a partire dal VI millennio a.C.; la popolazione crebbe a ritmo molto sostenuto grazie all'abbondanza di risorse che consentirono un prolungamento dello stile di vita basato sulla caccia e la raccolta. I più importanti siti archeologici appartenenti al Neolitico in Catalogna sono: la Grotta di Fontmajor (L'Espluga de Francolí), la grotta di Toll (Mora), le grotte e Gran Freda (Montserrat) e rifugi di Cogul e Ulldecona. Particolare rilievo assume la diffusione del fenomeno del megalitismo. La cultura Veraziana è datata al tardo Neolitico e si diffuse in Catalogna e nella Francia sud-occidentale.

L'avvento del Calcolitico in Catalogna è datato fra il 2500 e il 1800 a.C. quando vengono fabbricati i primi oggetti in rame. L'età del bronzo catalana si colloca in un periodo compreso fra il 1800 e il 700 a.C. La maggior parte degli insediamenti dell'età del bronzo si trovano nei pressi del fiume Segre.

La prima parte dell'età del bronzo catalana è sostanzialmente il prosieguo della precedente fase calcolitica campaniforme. Nella medià età del bronzo si intensificarono i contatti con il settore nord dei Pirenei, con la comparsa di elementi di tipo Poladiano nel Bronzo pirenaico. Durante la tarda età del bronzo (1200-1100 a.C. circa) le popolazioni indoeuropee, forse proto-celtiche, dei campi di urne (gruppo RSFO), provenienti dall'Europa centrale, corso del fiume Reno, varcano i Pirenei e si stabiliscono in CatalognaMarija Gimbuts, Bronze age cultures in Central and Eastern Europe, 1965, p.340. In questo periodo vengono edificati i primi insediamenti urbani. L'Età del ferro in Catalogna ha inizio nel VII secolo a.C. quando nella penisola iberica si diffonde la cultura di Hallstatt.

L'età antica in Catalogna Periodo protostorico

Durante il I millennio a.C. la Catalogna era abitata da numerose tribù iberiche, fra cui gli Indigeti (nella Catalogna nord-orientale), i Cossetani (sulla costa dove sarebbe sorta Barcellona), i Lacetani e gli Ilergeti. Tali popolazioni subirono l'influenza, a partire dal VI secolo a.C. circa, delle culture greca e punica. All'epoca si sviluppò Empúries nella costa gerudense, enclave commerciale greca Focea di Massalia (l'attuale Marsiglia).

Il periodo "iberico" in Catalogna si può suddividere in tre fasi. La prima inizia nell'VIII secolo a.C., allorquando apparvero i primi oggetti in ferro. Nel secondo periodo (V - III secolo a.C.) si consolida la cultura iberica nella regione. Infine, nell'ultima fase, iniziata alla fine del III secolo a.C., si avviò, in Catalogna il lungo processo di romanizzazione a seguito dello sbarco di Gneo Cornelio Scipione Calvo ad Empúries, nel corso della seconda guerra punica, e la cacciata dei cartaginesi.

Periodo romano

Dopo la sconfitta dei Cartaginesi, le tribù iberiche si ribellarono ai Romani nel 195 a.C. ma vennero definitivamente soggiogate da Marco Porcio Catone. Conclusasi la conquista della regione si avviò il processo di romanizzazione, attraverso il quale i vari popoli della penisola assimilarono la civiltà romana pur conservando tracce più o meno rilevanti del precedente substrato culturale.

Nel frattempo il territorio della Catalogna venne rinominato Hispania Citerior (incluso nel territorio Tarraconense) con capitale Tarragona.

La Catalogna fu una delle regioni iberiche più intensamente romanizzate. Le popolazioni locali adottarono le strutture amministrative, istituzionali e giuridiche di Roma, mentre sul territorio venne sviluppata una vasta rete stradale e un sistema agricolo basato sulla trilogia mediterranea (cereali, vigneti e oliveti). Nacquero e fiorirono città di notevoli dimensioni, fra cui Tarraco e il latino si diffuse capillarmente, dando origine, in età medievale, alla lingua catalana.

Dal III al X secolo: dalla tarda antichità all'epoca feudale III e IV secoli Il declino dell'Impero romano del III secolo portò alla distruzione e all'abbandono delle ville romane e delle strutture presenti. In questo secolo fornisce anche le prime prove documentali dell'arrivo del cristianesimo. La conversione al cristianesimo, attestata nel 3 ° secolo, fu completata in aree urbane nel 4 ° secolo. Le prime comunità cristiane del Tarraconense furono fondate nel III secolo e la diocesi di Tarraco era già stata fondata nel 259; come Barcino (Barcellona), Tarraco (Tarragona) o Gerunda (Gerona), gli insediamenti non vennero restaurati, bensì ridimensionati con strutture difensive.

Periodo visigoto: V-VII secolo Nel V secolo d.C. a seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente, i Visigoti guidati da Ataulfo, si insediarono in Tarraconense (410) e quando nel 475 il re visigoto Eurico formò il regno di Tolosa (Toulouse moderna, Francia), la Catalogna venne incorporata nel regno. I Visigoti dominarono la regione fino agli inizi dell'VIII secolo, prima da Tolosa e dopo aver perso gran parte del suo territorio a nord dei Pirenei da Toledo.

VIII secolo: conquista musulmana Nel 714, le forze arabe omayyadi raggiunsero la parte nord-orientale della penisola, dove ebbero luogo alcuni scontri importanti (a Saragozza e possibilmente a Barcellona). Nel 720, Narbona cadde sotto l'attacco congiunto delle forze arabo-berbere, a cui seguì la conquista di quel che rimaneva dell'antico regno visigoto, ossia la Settimania (Nîmes cadde nel 725). L'ultimo re visigoto, Ardo, morì in guerra (721).

La conquista carolingia e la formazione della Marca di Spagna

La successiva reazione carolingia, capeggiata da Carlo Martello, mise freno all'espansione musulmana con la Battaglia di Tolosa del 721, facendo progressivamente retrocedere i Mori. Questo processo continuò con la creazione della Marca di Spagna, un territorio cuscinetto che serviva da frontiera meridionale per l'Impero carolingio.