Il turismo in Sardegna è uno dei settori più in espansione dell'economia regionale. Negli ultimi anni ha fatto registrare una notevole crescita, dopo una flessione negli anni tra il 2010 e il 2012, richiamando numerosi turisti provenienti sia dall'Italia (in particolare da Lombardia, Piemonte e Lazio) che dall'Europa (soprattutto da Germania e Francia); secondo le statistiche nel 2016 gli arrivi sono stati 2,9 milioni.
Storia
Il moderno turismo in Sardegna ebbe inizio nel 1948 quando furono avviati i primi investimenti e i primi piani di sviluppo in concomitanza con l'acquisizione dello status di regione autonoma e con la sconfitta definitiva della malaria lungo le coste. Le prime promozioni e realizzazioni infrastrutturali furono attuate attraverso l'Ente sardo industrie turistiche (ESIT) che promosse e finanziò la costruzione di alcuni alberghi fra cui l'hotel Miramar di Alghero (1953). La prima scossa turistica si sviluppò a cavallo tra gli anni '50 e '60, soprattutto ad Alghero e nella sua Riviera del Corallo.
Ma il decollo dell'industria turistica si realizzò a partire dai primi anni sessanta allorché fu fondata dal principe ismailita Āgā Khān la Costa Smeralda con il luogo di elezione Porto Cervo, nel comune di Arzachena, che divenne il simbolo del turismo isolano. Per la realizzazione dei vari insediamenti contribuirono diversi architetti di grande fama come Luigi Vietti, Michele Busiri Vici e Jacques Couelle. Alla nascita di Porto Cervo ben presto seguirono Porto Rotondo, Romazzino, Cala di Volpe, Porto Raphael. Mentre la Costa Smeralda si affermava sempre di più tra il jet set internazionale, in molti comuni costieri dell'Isola ebbe inizio la corsa alla costruzione di insediamenti turistici.
A questa iniziativa seguirono una miriade di altri insediamenti, con un'offerta turistica simile, quali Baja Sardinia, Liscia di Vacca, per citarne alcuni nelle vicinanze, ma anche nel resto della Sardegna il settore si sviluppò in maniera esponenziale, fino a divenire uno dei settori principali delle attività economiche dell'Isola. Tuttavia dagli anni settanta in poi, a seguito del consistente incremento del valore delle aree, si è avuto un eccessivo sfruttamento delle coste con miriadi di nuove costruzioni (cementificazione), principalmente seconde case, molto spesso di scarsa qualità, fino a porre in serio rischio gli equilibri del sistema naturale.
A causa di questo, dall'inizio degli anni novanta diversi governi regionali hanno cercato di predisporre un piano paesaggistico. Tale piano è ancora oggetto di polemiche e di continui tentativi di sostanziali modifiche. In questi ultimi anni l'offerta turistica si è modificata, orientandosi verso la diversificazione e la destagionalizzazioneL'offerta turistica si è diversificata interessando anche l'interno dell'Isola, la sua arte, la sua cultura,: non solo mare e spiagge, ma anche nuove proposte come l'archeologia, l'arte e la cultura, il turismo congressuale, il turismo equestre, l'escursionismoAnche speleologia, trekking, canoa e kayak, , l'osservazione degli uccelli, il golf, la vela, il turismo subacqueo, il free climbingIn Sardegna le innumerevoli falesie calcaree e le pareti di granito sono mete ambite per gli appassionati della scalata liberaSardegna DigitalLibrary - Immagini - Sport , con un conseguente incremento di agriturismi e bed and breakfast. In anni recenti, un supporto importante al settore è stato garantito dai numerosi voli low cost che collegano l'Isola a diverse città europee.
Le regioni storiche della Sardegna Per estensione la Sardegna è la terza regione italiana e la seconda isola del mar Mediterraneo. Per la varietà dei suoi ecosistemi è considerata come un micro-continente costituito da un alternarsi di paesaggi montuosi e di foreste, di zone completamente disabitate, di lagune, di corsi d'acqua tumultuosi, di lunghissime spiagge sabbiose e di falesie a strapiombo sul mare. L'Isola è poi suddivisa in regioni ricche di storia e di tradizioni, differenti tra loro talvolta anche per lingua. Ecco quelle più turisticamente conosciute:
Il Cagliaritano, Trexenta, Marmilla, Sarcidano, Sarrabus
Cagliari è il capoluogo della Regione ed allo stesso tempo la più importante città dell'Isola. Ha origini molto antiche, fu fondata infatti dai Fenici ma su precedenti siti nuragici. Furono poi i Punici e i Romani a lasciare diverse testimonianze archeologiche, tra le quali la necropoli di Tuvixeddu e l'anfiteatro, che poteva ospitare fino a 10.000 persone. Numerosi stagni costieri circondano la città, come lo stagno di Molentargius, ubicato tra l'area urbana e la spiaggia del Poetto. Queste zone umide sono molto importanti per la riproduzione di uccelli acquatici come i fenicotteri rosa.
Nel Sarrabus-Gerrei le spiagge della Costa Rei si estendono ai piedi delle colline di Capo Ferrato, lunghissime e dalla sabbia molto bianca, sono di particolare bellezza e considerate tra le più belle in assoluto.Per la rivista specializzata Lonely Planet, tra le 10 spiagge più belle del Pianeta rientra quella di Costa Rei Spiagge? Ecco la top 10 . Poco più a sud si trovano le spiagge dei comuni di Castiadas e Villasimius, tra le più note della Sardegna. A sud-ovest di Cagliari le principali località turistiche ricadono nel comune di Pula, che ospita anche le rovine dell'antica città di Nora.
Le regioni della Marmilla e del Sarcidano possiedono diversi siti archeologici e paesaggistici di rilievo come la Giara di Gesturi. A Barumini spicca il sito di Su Nuraxi, patrimonio UNESCO, uno dei più visitati dell'Isola. Nel territorio comunale di Orroli si ergono invece le rovine del Nuraghe Arrubiu. Questi territori e la vicina Trexenta sono percorsi dalla linea ferroviaria turistica del Trenino Verde.
Iglesiente, Monreale, Sulcis
La parte a sudovest della Sardegna è la regione del Sulcis e comprende anche le isole di San Pietro e di Sant'Antioco, che hanno la particolarità di ospitare comunità di origine ligure (a Carloforte e Calasetta). È una terra molto antica e di grande interesse storico e paesaggistico. Le falesie di calcare di capo Teulada si sono originate 500 milioni di anni fa e sono considerate fra le rocce più antiche d'Europa. Nei pressi di Carbonia c'e la fortezza di monte Sirai, testimonianza della dominazione fenicio-punica e poi romana della regione, che interessò anche le isole e il litorale sottostanti, dove sorgevano Sulki, Bithia, Inosim e Pani-Loriga (VIII secolo a.C.). Le località balneari più conosciute a livello turistico sono Porto Pino e Chia.
L'Iglesiente, che prende il nome dalla città medievale di Iglesias, è stato un importante distretto minerario e le vecchie miniere abbandonate sono un esempio di architettura mineraria e di archeologia industriale. Nel comune di Fluminimaggiore si trova invece il tempio di Antas, di epoca punico-romana.
Un altro luogo suggestivo è il deserto di Piscinas, nella Costa Verde, dove dune di sabbia dorata penetrano per tre chilometri nell'entroterra formando un deserto in miniatura. Le dune sono attive e spostate dal vento si muovono verso l'interno. Ai limiti del deserto crescono ginepri contorti e la macchia mediterranea è abitata da numerosissimi animali tra cui il cervo sardo.
Il Mandrolisai, Goceano, Quattro Barbagie, Baronie
Il Mandrolisai e le quattro Barbagie (di Ollolai, di Belvì, di Seulo e di Nuoro) sono le regioni che rappresentano il cuore della Sardegna; ruotano intorno al massiccio del Gennargentu ed all'altopiano del Supramonte, una catena di montagne di granito, di scisto e di calcare che dalle zone più interne dell'Isola, raggiunge la costa orientale per cadere poi a strapiombo sul mare tra Dorgali e Baunei. Il Supramonte si estende per circa 33.000 ettari interessando i territori comunali di Orgosolo, Dorgali, Urzulei, Oliena e Baunei. Vi si trovano alcune località ancora oggi tra le più inaccessibili della Sardegna come la dolina de Su Suercone (Orgosolo), il canyon di Su Gorroppu (Orgòsolo - Urzulèi) e soprattutto la foresta Sas Baddes (Orgòsolo), uno degli ultimi esempi rimasti in Europa di lecceta primaria ancora incontaminata. La Barbagia conserva un ricco e prezioso patrimonio archeologico, di cui i nuraghi sono solo l'aspetto più appariscente perché dolmen, pozzi sacri, menhir e necropoli di domus de janas, sono disseminate ovunque tra i boschi e le gole di calcare.
Le principali località turistiche della regione costiera delle Baronie sono Orosei, Posada e Siniscola.
Il Goceano, territorio montuoso interno, è invece soprattutto noto per il castello di Burgos (o del Goceano), uno dei numerosi castelli medievali della Sardegna, oltre a numerose testimonianze storiche ed archeologiche come domus de janas, dislocate in varie località del territorio e naturalistiche come la Foresta Demaniale di Monte Pisanu a Bono e Bottidda e la Foresta demaniale Anela (Forest'Anela) situata proprio nel territorio comunale di Anela entrambe istituite nel 1886).
Ogliastra, Supramonte, Quirra e Gerrei
Dal blu del Mediterraneo ai rocciai dominati dalle aquile e dai mufloni del Supramonte, fino alle foreste secolari di lecci, ai canyon tra altopiani calcarei, ai nuraghi costruiti su dirupi, si arriva all'Ogliastra, il cui nome sembra derivare da ozzastru (nome in lingua sarda dell'olivastro selvatico), l'albero emblema della Sardegna che spesso raggiunge dimensioni eccezionali, e alcuni esemplari sono tra gli alberi più vecchi d'Italia. Altri lo accomunano all'Agugliastra, la celebre guglia di calcare che sorge a picco sul mare, molto apprezzata dagli appassionati di arrampicata libera. La caratteristica più evidente del paesaggio ogliastrino sono i "tacchi", altopiani calcarei delimitati da pareti verticali inaccessibili e ricoperti da fitte foreste, tra questi Perda Liana e il Texile, le grotte di Su Marmuri, le imponenti cascate di Lequarci e di Lecorci, il grande canyon di "sa Tappara", tutto in territorio di Ulassai, sono tra i più famosi.
Le località ogliastrine del turismo balneare includono Arbatax-Tortolì, Santa Maria Navarrese, Lotzorai, Barisardo, Cardedu e Tertenia.
Il comune di Lanusei ha lanciato il festival IT.A.CÀ - Festival del turismo responsabile per sviluppare il turismo delle zone interne.
Gallura, Montacuto
La Gallura è un territorio che occupa tutta la parte nord-orientale della Sardegna, incluso l'arcipelago di La Maddalena, dove si trova il Compendio Garibaldino. È una regione montuosa, con poche zone pianeggianti (la piana di Olbia), dominata dalle forme levigate del granito e dal verde scuro della macchia mediterranea.
Nella Costa Smeralda e più a sud Budoni e San Teodoro, vi si concentra gran parte del turismo isolano, ma vi sono anche zone completamente selvagge, come il vasto territorio dei Monti di Alà e di Buddusò, facilmente raggiungibili dalla costa. Tutti i comuni costieri sono rinomate località turistiche mentre i comuni dell'interno sono ricchi di preziose testimonianze della civiltà nuragica, di dolmen, menhir e pozzi sacri, nonché di caratteristici borghi montani (come Aggius) o di scenari naturali tra i più suggestivi e di grande pregio con alberi millenari dalle enormi dimensioni come gli olivastri di Santu Baltolu a LurasIn questo video-documentario si possono vedere gli olivastri millenari di Santu Baltolu a Luras,Sardegna DigitalLibrary - Video - Gallura di ponente, Luras .
Algherese, Riviera del Corallo, Porto Torres, Golfo dell'Asinara, Romangia, Logudoro, Anglona, Meilogu