Biografia Formazione Franca Batich inizia da giovanissima a provare un profondo interesse verso le arti figurative e a dipingere, seguendo gli insegnamenti di maestri tra cui Giovanni Giordani, Frida de Reya, Alice Psacaropulo, incamminandosi su un proprio originale percorso nella pittura contemporanea.Tino Sangiglio, Franca Batich: diario di un'anima, Arti Figurative, Istituto Giuliano
Attività Con le prime mostre in ambito universitario negli anni Sessanta avvia la sua partecipazione alla vita culturale e artistica della sua città, Trieste, tra l'altro dirigendo per 15 anni la galleria d'arte Malcanton. L'apprezzamento di pubblico e critici la spinge ad intensificare l'attività espositiva; dopo numerose collettive in Italia e all'estero, a partire dal 1993 sviluppa così una serie di mostre personali, in cui si delineano sempre più i contenuti formali ed esistenziali che costituiscono il filo conduttore e la base della sua ricerca, che si richiama spesso a poeti come Eugenio Montale e il concittadino Umberto Saba.Alessandro Mezzena Lona, Un viaggio nell'arte di Franca Batich , Il Piccolo, 28-11-2008
Opere e tecnica Oli, collage, materia, tecniche miste per rappresentare spazio e tempo catturati nell'istante e proiettati in una dimensione astratta, con grandi campiture di colore e pennellate materiche che creano luoghi irreali e deserti infiniti. I suoi quadri nascono da sensazioni interiori e spirituali, da un lavorio istintivo in continua antitesi con la materia a tal punto di creare qualcosa di “bizzarro perché è il quadro stesso a dettare le sue leggi, a voler essere una cosa invece di un'altra”.
I lavori della Batich sono un insieme di colori accesi e di tinte più sobrie, da rossi intensi con vibrazioni solari accanto a gradazioni di grigio e nero che rendono uno stato tonale; colori usati con pienezza, che a seconda della densità dei materiali e dei supporti possono creare movimento e consistenza fisica o fissità contemplativa. Claudio Magris conia la definizione rosso Batich per la particolare tonalità di colore che la contraddistingue.Claudio Magris, "Franca Batich, Inseguendo il Vento", Trieste 2008; prefazione
Nel suo naturalismo astratto Batich ha recentemente introdotto il filone di quelli che chiama "i teatri", popolati di "marionette emancipate", assemblate in caotici equilibri in cui i fili conservano una loro autonomia geometrica.
Alcune critiche Marianna Accerboni scrive che «Franca Batich rappresenta una delle artiste più significative del secondo Novecento triestino, poiché attraverso un'inesausta ricerca ha saputo interpretare con nitida delicatezza e intensità, con tecnica ineccepibile e raffinata originalità le pulsioni di un'epoca, i suoi problemi e le sue emozioni.»Marianna Accerboni, Arte, "Il Piccolo", Trieste, 1993. Barbara Romani parla di «Un naturalismo astratto, quello di Batich, che non è rappresentazione del mondo esteriore ma solamente di quello intimo attraverso la visualizzazione di forme, linee e colori. Le grandi e dense distese di colore sono attraversate da linee che si intersecano, formano triangoli, spazi metafisici, conducono a un punto focale che sta al di là del quadro, appunto altrove. Questi sottili fili si perdono nella lontananza, nello spazio e nel tempo, ma contemporaneamente danno il senso dell'orizzonte, della misura fra il cui e ciò che sta al di là».Barbara Romani, Qui e altrove, Artecultura, 1999
Per Aldo Castelpietra «...il teatro che vuol dire guardare, contrapposto al dramma che vuol dire agire, è la grande passione di Franca Batich. Ed è così che le vuote tele di iuta si riempiono progressivamente delle spazialità di grandi teatri deserti e polverosi, di massicce ma contemporaneamente eleganti oscurità che incombono su nude lampadine eroiche e striminzite. I suoi quadri, diventati palcoscenici per le capriole dei ruoli così come dei saltimbanchi, anche quando si popolano di figure, trattano pur sempre di figure malinconicamente vuote. E il Vuoto continua così a essere, dietro i colori della ribalta, il vero motivo ispiratore».Aldo Castelpietra, Soavi scenografie, "Il Piccolo", Trieste, 1989"
Alcune mostre 1993 - Inseguire il Vento - Sala Comunale d'Arte - Trieste 1997 - Il circo e le sue metamorfosi - AIAT - Trieste 1998 - Dietro le Quinte Galleria Grandangolo - Trieste 1998 - Linea d'Orizzonte - Galleria Piccardi - Trieste 1999 - Qui e Altrove - Circ. Assicurazioni Generali - Trieste 2005 - Occidente - Biblioteca Statale - Trieste 2007 - E fu sera e fu mattina - Biblioteca Statale - Gorizia 2009 - Prospettive sul filo dell'immaginario - Galleria Giudecca 795 - Venezia
Note
Bibliografia Franca Batich, Inseguendo il Vento, Franco Rosso Editore, Libri d'Arte, Trieste 2008; prefazione di Claudio Magris Cataloghi mostre a Palazzo Marenzi – Sindacato Artisti Pittori Scultori Incisori – Trieste Dizionario degli Artisti di Trieste, dell'Isontino, dell'Istria e Dalmazia – Hammerle Editori di Trieste 1996 – di Claudio H. Martelli Excerpta – Artisti del Friuli-Venezia Giulia – Presentati da Fabio Favretto e Vito Svito – 2004 Arte Triveneta 2000 – Ediz. Piva – Padova (Regione del Veneto) Cataloghi del Centro Friulano Arti Plastiche di Udine DARS – Parole e Silenzi – Mostra censimento indagine artiste Friuli-Venezia Giulia – edito dal Centro Arti Plastiche Udine Cento e più opere nella prospettiva di un museo – di Enzo Santese – Biblioteca Cominiana 1994 Catalogo In-Coerenze creative – Artisti a Trieste Oggi - Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura 1996 – Museo Revoltella Contemporary Artists from Trieste – fascicolo con foto e recensioni critiche per la mostra all'Istituto Italiano Di Cultura New York 1989 Catalogo Internazionale Art Nurnberg 1989 Arte Italiana Contemporanea volume per il Veneto/Friuli-Venezia Giulia - Ediz. La Ginestra Firenze 1989 BI.D.Art. 88 Bergamo Ediz. Alexia Interart Salzburg – International Messefur moderne Kunst – Salisburgo 1985
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