Lo USS San Francisco (classificazione e distintivo ottico CA-38) è stato un incrociatore pesante della United States Navy, appartenente alla classe New Orleans e così nominato dall'omonima città della California. Fu impostato nel settembre 1931 ed entrò in servizio nel febbraio 1934.

Inserito nella 6ª Divisione incrociatori, trascorse gli anni trenta compiendo esercitazioni combinate sia nell'Oceano Pacifico, sia nell'Oceano Atlantico e partecipando a una crociera di visite diplomatiche in America meridionale. Con l'inizio della seconda guerra mondiale in Europa, il San Francisco fece brevemente parte della pattuglia navale statunitense in Atlantico. Il 7 dicembre 1941, quando l'Impero giapponese attaccò Pearl Harbor, si trovava nel locale cantiere privo di apparato motore e armi, tutte in revisione: non subì tuttavia alcun danno. Nei primi sei mesi del 1942 scortò convogli nel Pacifico e partecipò a un veloce raid contro le teste di ponte giapponesi in Nuova Guinea; fu poi aggregato alla flotta d'invasione allestita per la campagna di Guadalcanal, nel corso della quale continuò, assieme alle altre unità della Task force 64, a scortare convogli. Come tale ebbe parte nella battaglia di Capo Speranza svoltasi a ovest di Guadalcanal nella notte dell'11-12 ottobre, affondando un cacciatorpediniere nipponico; trasferito alla Task force 67 del contrammiraglio Daniel Callaghan, nella notte del 12-13 novembre combatté nella violenta battaglia navale di Guadalcanal, nel corso della quale fu ripetutamente colpito da proiettili di grosso calibro che provocarono danni estesi.

In riparazione dal dicembre 1942 al febbraio 1943, fornì copertura e supporto alle operazioni anfibie nelle isole Aleutine fino ad agosto, poi fu riassegnato alla Task force 58 con la quale ai primi di ottobre attaccò l'isola di Wake. Diresse quindi nel Pacifico meridionale, dove bombardò gli atolli di Tarawa e Makin (isole Gilbert), quindi scortò le portaerei della TF 58 nelle incursioni sulle isole Marshall (dicembre e gennaio 1944) e assisté le truppe dell'esercito nella battaglia di Kwajalein. Riprese poi il ruolo di scorta e accompagnò le portaerei nelle isole Caroline (febbraio) e al largo della Nuova Guinea (aprile). Tra il giugno e il luglio 1944 partecipò attivamente alla campagna delle isole Marianne supportando le divisioni sbarcate e difendendo le portaerei nell'importante battaglia del Mare delle Filippine: da agosto a ottobre fu profondamente revisionato, quindi tornò a scortare le portaerei nelle loro incursioni su Cina, Formosa, Giappone. Dal 19 al 27 febbraio 1945 si unì alla forza da bombardamento navale che appoggiava le divisioni Marine coinvolte nella battaglia di Iwo Jima e, dopo una breve tregua, svolse analogo compito durante la battaglia di Okinawa: nel corso di quest'ultima utilizzò intensivamente il proprio armamento contro obiettivi terrestri.

Terminata la guerra nell'agosto 1945 operò per alcuni mesi nel Mar Giallo in veste di forza d'occupazione, quindi a novembre fece ritorno negli Stati Uniti. Nel gennaio 1946 si ancorò a Philadelphia, dove a febbraio fu sospeso dal servizio e integrato nella Flotta di riserva dell'Atlantico. Nel settembre 1959, disarmato, fu venduto a una compagnia metallurgica che si occupò della sua demolizione.

Caratteristiche

Il San Francisco era uno dei sette incrociatori pesanti componenti la classe New Orleans. Lo scafo era lungo 179,22 metri fuori tutto; la larghezza massima arrivava a 18,90 metri e il pescaggio misurava 7 metri. La nave dislocava 11.300 tonnellate standard e una stazza lorda di 12.411 tonnellate.

L'apparato motore era composto da otto caldaie Babcock & Wilcox, accoppiate a quattro turbine a ingranaggi a vapore Parsons/Westinghouse; ogni turbina dava potenza a un albero motore dotato di elica. L'apparato motore sviluppava 107.000 shp e poteva spingere l'incrociatore a una velocità massima di 32,7 nodi (poco più di 60 km/h).

L'incrociatore era armato con una batteria principale di nove cannoni Mark 13 ("modello 13") da 203 mm lunghi 55 calibri (L/55) suddivisi in tre torri trinate, due a prua sovrapposte e una a poppa. La difesa contraerea si basava su otto cannoni Mark 10 da 127 mm L/25 in impianti singoli e otto mitragliatrici pesanti Browning M2 da 12,7 mm montate singolarmente; nel 1942 furono installati anche quattro impianti quadrinati di cannoni Bofors da 40 mm L/56 (modelli 1 e 2) e dodici cannoni Oerlikon da 20 mm L/70 (modelli 2, 3 e 4) su affusto individuale. La corazzatura delle torrette era spessa al massimo 203 mm (il valore minimo, 38 mm, si riscontrava sul tetto) mentre le barbette erano spesse 127 mm; la torre di comando era dotata corazzature da 165 mm. Il ponte variava tra i 32 mm e i 57 mm e la cintura era spessa 127 mm per la fascia superiore e 76 mm per quella inferiore.

L'incrociatore era manovrato da un equipaggio formato da 65 ufficiali e 686 marinai in tempo di pace che saliva a 1.121 uomini in guerra. Una fonte afferma invece che l'equipaggio contava 800 uomini in totale. Commissionato in un'epoca anteriore all'uso di radar, l'incrociatore era stato dotato di quattro idrovolanti da ricognizione Vought OS2U Kingfisher lanciabili mediante due catapulte installate a mezzanave; una volta effettuata la missione di perlustrazione, i velivoli ammaravano e potevano essere recuperati con degli argani.

Servizio operativo Varo L'incrociatore pesante San Francisco, seconda unità a portare tale nome nella United States Navy, fu impostato il 9 settembre 1931 ai cantieri della marina di Mare Island, poco lontano da Vallejo (California), e varato il 9 marzo 1933 nel corso della cerimonia tenuta dalla signora Barbara M. Bailly; entrò in servizio il 10 febbraio 1934. Gli fu assegnato l'indicativo di chiamata in alfabeto fonetico "November-India-Juliet-Zulu" valido per le chiamate radio e fu posto agli ordini del capitano Royal Eason Ingersoll.

Anni trenta

La crociera di addestramento e collaudo fu assai lunga e portò il San Francisco nelle acque al largo del Messico, delle Hawaii nell'Oceano Pacifico, della capitale Washington, della zona del canale di Panama e della Columbia Britannica, prima di tornare ai cantieri di Mare Island: qui vennero installati i cannoni e furono implementate altre attrezzature per renderlo idoneo a servire come nave ammiraglia. I lavori durarono fino all'inizio del 1935; a febbraio il San Francisco si unì alla 6ª Divisione incrociatori con base a San Diego, California, con la quale nel corso di maggio operò nell'esercitazione di flotta XVI (fleet problem) svoltasi al largo delle costa occidentale statunitense. Partecipò a una seconda sessione di addestramento nella stessa area in giugno. Il 20 del mese il capitano Ingersoll passò il comando al capitano William Lewis Beck, quindi a luglio l'incrociatore prese parte a ulteriori manovre ancora più a nord, vicino l'Alaska; in agosto si ancorò nuovamente a San Diego. Fino alla fine del 1938 continuarono le crociere tra le Hawaii, la California e la costa del Perù. Nel frattempo cambiò nuovamente comandante il 29 maggio 1937, quando il capitano Ralph Chandler Parker sostituì Beck. Nel gennaio 1939 il San Francisco fece ritorno nell'Oceano Atlantico per partecipare all'esercitazione complessa XX (fleet problem), che si tenne a est delle Piccole Antille. Divenuto nave ammiraglia della 7ª Divisione incrociatori in marzo, salpò con gli incrociatori pesanti e ai primi di aprile dalla baia di Guantánamo (Cuba) per condurre una crociera di visite diplomatiche che toccò Caracas, Buenos Aires, Rio de Janeiro; attraversò poi durante maggio lo Stretto di Magellano in tempesta e fece tappa a Valparaíso e Callao. A giugno passò il canale di Panama e fece ritorno sulla costa orientale statunitense, completando così il lungo periplo. Una volta in porto, il 19 giugno il capitano Parker cedette l'incarico al parigrado Charles Moulding Yates.

La seconda guerra mondiale Il 1º settembre 1939 la Wehrmacht della Germania nazista dette avvio alla campagna di Polonia, scatenando la seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti organizzarono con i capi di governo delle nazioni americane una zona neutrale attorno alle coste dei due continenti: la marina statunitense si fece carico del pattugliamento di tale area interdetta ai combattimenti, stabilendo la neutrality patrol ("pattuglia della neutralità"). Il 14 settembre anche il San Francisco, lasciata Norfolk con rotta sud, vi si aggregò; aveva a bordo passeggeri e merci di vario tipo che scaricò a San Juan, capitale dell'isola di Porto Rico, quindi eseguì una perlustrazione delle isole caraibiche fino a sud di Trinidad e Tobago. Completò la ricognizione il 14 ottobre, dopo essere tornato indietro e aver fatto scalo prima a San Juan, poi ancorandosi a Norfolk.

1940 - 1941

Il San Francisco rimase in porto fino all'11 gennaio 1940, quando partì alla volta della base navale di Guantánamo: qui passò le consegne di nave ammiraglia della 7ª Divisione all'incrociatore pesante prima di tornare come da ordini alla Flotta del Pacifico. Attraversò il canale nel tardo febbraio, fece tappa a San Pedro e a marzo si ormeggiò a Pearl Harbor, dove fu nuovamente inserito nella 6ª Divisione incrociatori. Nel corso di maggio fu sottoposto a revisione ai cantieri di Mare Island, che comprese anche l'installazione di quattro cannoni contraerei da 76 mm; fece ritorno a Pearl Harbor il 29 settembre. Il resto del 1940 e i primi mesi del 1941 furono spesi in crociere, addestramenti ed esercitazioni nel Pacifico orientale. Agli inizi del maggio 1941 il San Francisco fu selezionato per divenire nave ammiraglia della 6ª Divisione (passando il 27 maggio agli ordini del capitano Daniel Callaghan) e alla fine di luglio intraprese un viaggio a Long Beach tornando alla base il 27 agosto; nel corso di settembre la bandiera del comandante di divisione venne ammainata e l'11 ottobre fu posto in secca nei cantieri della marina a Pearl Harbor per una serie di lavori, la cui conclusione fu prevista per il 25 dicembre.

Il 7 dicembre 1941 l'Impero giapponese effettuò l'attacco di Pearl Harbor come extrema ratio per assicurarsi le fonti petrolifere nelle Indie orientali olandesi e bloccare sul nascere ogni possibile intervento della Flotta del Pacifico statunitense. Il San Francisco si trovò in una situazione drammatica: l'apparato motore era stato smontato per un'approfondita revisione, le granate da 203 mm e 127 mm erano ancora immagazzinate a terra e i cannoni da 76 mm erano stati sbarcati per installare quattro impianti quadrinati da 28 mm che tuttavia non erano ancora stati trasportati alla base. Addirittura mancavano le mitragliatrici pesanti Browning M2 da 12,7 mm, rimosse dai supporti per manutenzione. L'equipaggio del San Francisco, oltretutto a organico incompleto, tentò di contrastare i numerosi velivoli giapponesi adoperando fucili e due mitragliatrici da 7,62 mm; alcuni passarono a bordo dell'incrociatore pesante , anch'esso in secca e sprovvisto di energia elettrica, per aiutare a brandeggiare e caricare i pezzi antiaerei da 127 mm; qualche altro marinaio passò casse di munizioni da mitragliatrice al cacciatorpediniere Tracy. Alle 10:00 circa l'azione ebbe termine senza che il San Francisco avesse patito danni di sorta. Il 14 dicembre la nave riprese il mare come parte della Task force 14, incaricata di sbarcare sull'isola di Wake nel Pacifico centrale (assediata dalla marina imperiale giapponese) uno squadrone da caccia imbarcato sulla portaerei e un battaglione di fanteria, unità appartenenti al Corpo dei Marine; tuttavia l'isola cadde il 23 dicembre e la Task force lasciò i reparti alle isole Midway, tornando a Pearl Harbor il 29.

1942