Biografia Nato come Jacob Westerduin da genitori afrikaner., crebbe con la madre e il suo secondo marito, un anglofono, dal quale a 13 anni prese il cognome, White, contemporaneamente anglicizzando il proprio nome da Jacob in Jake.

Giovane rugbista alle scuole superiori, iniziò ad allenare prima ancora di diplomarsi; una volta laureatosi tornò nella sua scuola da insegnante e ivi allenò la prima squadra di rugby.

Tra le sue esperienze a livello di rugby provinciale figurano la rappresentativa giovanile dei Gauteng Lions e, a seguire, i Natal Sharks in Currie Cup; nel 2000 entrò nei ruoli tecnici della federazione sudafricana, occupandosi della conduzione delle rappresentative giovanili e della Nazionale A.

Da allenatore dell'Under-21 vinse il campionato mondiale di categoria nel 2002 e, nel 2004, divenne commissario tecnico degli Springbok, con i quali si aggiudicò il Tri Nations di quell'anno.

Alla condusse il Sudafrica attraverso sette vittorie in altrettanti incontri; di rilievo la vittoria per 36-0 sui campioni uscenti dell' durante la fase a gironi; lo stesso avversario fu incontrato in finale, anche se la vittoria fu più contenuta nel punteggio, 15-6. Dopo la vittoria in Coppa del mondo White lasciò l'incarico e si dedicò a incarichi di consulenza tecnica per vari club; nel 2011, tornato alla conduzione, ha firmato un impegno quadriennale con la franchise australiana dei Brumbies, formazione di Canberra che milita nel Super Rugby, a partire dall'edizione 2012 di tale torneo.

Nel 2007 diede alle stampe la sua autobiografia, In Black and White: The Jake White story, uscita nel novembre di tale anno.

Palmarès

: 2007

Montpellier: 2015-16

Bulls: 2020

Note

Bibliografia

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Collegamenti esterni

Categoria:Allenatori dell'anno World Rugby Categoria:Commissari tecnici della nazionale di rugby a 15 del Sudafrica Categoria:Membri della World Rugby Hall of Fame