Biografia Origini e giovinezza Virginia Maria Bourbon del Monte nacque a Roma il 24 maggio 1899 da Carlo Bourbon del Monte, duca di San Faustino, e da Jane Allen Campbell, appartenente a una famiglia statunitense di origine scozzeseM. Ripa di Meana e G. Mecucci, Virginia Agnelli, Milano, Rizzoli, 1985, pp. 21-25.. Crebbe in un ambiente cosmopolita, tra la capitale e la residenza di famiglia di San Faustino in Umbria, ricevendo un'educazione improntata tanto alla tradizione aristocratica italiana quanto all'apertura culturale derivata dai legami materni con il mondo anglosassone. Fin dalla giovinezza mostrò interessi per la letteratura e le arti, frequentando i circoli mondani e culturali di Roma e della Toscana.

Matrimonio con Edoardo Agnelli Il 5 giugno 1919 sposò a Roma Edoardo Agnelli, figlio del senatore e fondatore della FIAT Giovanni Agnelli. L'unione rappresentò un'alleanza significativa tra un'antica famiglia aristocratica italiana e una dinastia emergente nel mondo dell'industria. Dal matrimonio nacquero sette figli, che crebbero nel palazzo di famiglia in un contesto familiare che univa tradizioni nobiliari ed aspirazioni moderne, raccontate dalla figlia Susanna nel libro Vestivamo alla marinara. La morte improvvisa di Edoardo, avvenuta il 14 luglio 1935 in un incidente aereo presso l'idroscalo di Genova, lasciò Virginia vedova a trentasei anni e la pose al centro di una complessa vicenda familiare, segnata dalla contrapposizione con il suocero Giovanni Agnelli riguardo all'educazione e all'affidamento dei figliM. Ripa di Meana e G. Mecucci, Virginia Agnelli, Milano, Rizzoli, 1985, pp. 135-137..

Relazione con Curzio Malaparte Nei mesi successivi Virginia intrecciò una relazione con lo scrittore Curzio Malaparte, che giunse fino alla decisione di fissare le nozze per l'ottobre 1936M. Ripa di Meana e G. Mecucci, Virginia Agnelli, Milano, Rizzoli, 1985, p. 143.. L'opposizione del senatore Giovanni Agnelli impedì tuttavia la realizzazione del matrimonio. Il contrasto non riguardava solo motivazioni personali o familiari, ma anche le difficoltà politiche derivanti dal percorso di Malaparte, che dopo avere sostenuto il fascismo era entrato in aperto conflitto con il regime, subendo nel 1933 l'espulsione dal PNF e il confino sull'isola di LipariOrlando Massimo, Curzio Malaparte, vita e avventure, Firenze, Olschki, 2002, pp. 87-89.. Parallelamente si sviluppò un lungo contenzioso giudiziario per la patria potestà sui figli, che si concluse alla fine del 1937 con un compromesso favorevole a Virginia, alla quale venne riconosciuto l'affidamentoM. Ripa di Meana e G. Mecucci, Virginia Agnelli, Milano, Rizzoli, 1985, pp. 160-171..

Attività durante la seconda guerra mondiale Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Virginia, in quanto figlia di cittadina statunitense, venne arrestata a Roma dalle autorità tedesche e confinata nel convento di San Gregorio al CelioPacelli Mario, La principessa e il lupo, in Nuova Antologia, n. 2280, vol. 617, 2016, Firenze, Le Monnier, pp. 45-47.. La sua detenzione durò poco e si svolse in condizioni relativamente miti rispetto a quelle riservate ai prigionieri politici comuni. Dopo un periodo trascorso in una clinica privata fu trasferita in Veneto, a Villa Marocco, dove ottenne la liberazionePacelli Mario, La principessa e il lupo, in Nuova Antologia, n. 2280, vol. 617, 2016, Firenze, Le Monnier, p. 48..

Una volta rientrata a Roma, partecipò ad attività di mediazione politica. In collaborazione con il colonnello Eugen Dollmann, ufficiale di collegamento delle SS in Italia, organizzò un incontro in Vaticano tra papa Pio XII e il generale Karl Wolff, comandante delle SS e della Polizia nel Nord ItaliaEugen Dollmann, Roma nazista, Milano, Garzanti, 1949, pp. 211-214.. L'iniziativa contribuì ad assicurare un ritiro delle truppe tedesche da Roma senza episodi di violenza diffusa. Nel medesimo contesto Virginia si adoperò anche per la liberazione del giurista Giuliano Vassalli, incarcerato nel carcere di via Tasso dalle autorità tedescheM. Ripa di Meana e G. Mecucci, Virginia Agnelli, Milano, Rizzoli, 1985, p. 206..

Mecenatismo e vita culturale Accanto al ruolo di madre e al peso delle vicende familiari, Virginia coltivò un'attività costante di sostegno alle arti. Fin dagli anni '20 promosse la frequentazione di ambienti culturali e artistici sia a Roma sia a Forte dei Marmi, dove trascorreva lunghi periodi estivi. Nelle sue residenze accolse pittori, musicisti e scrittori, favorendo uno scambio vivace tra mondanità e cultura. Ebbe rapporti con artisti come Ardengo Soffici, Filippo de Pisis e Massimo Campigli, ai quali commissionò opere per le proprie case, contribuendo anche al sostegno economico di giovani creativi nel difficile periodo tra le due guerreDavid Saul Landes, Dinastie. Le grandi famiglie e le origini del potere, Milano, Garzanti, 2006, p. 412.. L'esperienza cosmopolita maturata grazie all'educazione materna le consentì di intrecciare legami con l'ambiente culturale internazionale, rendendola una delle protagoniste femminili della vita mondana colta italiana dell'epoca.

Morte Il 30 novembre 1945 Virginia perse la vita in un incidente automobilistico nei pressi di Pisa. L'autovettura con cui viaggiava, diretta da Roma a Forte dei Marmi, si scontrò frontalmente lungo la via Aurelia, vicino alla pineta di San Rossore, con un camion militare statunitenseM. Ripa di Meana e G. Mecucci, Virginia Agnelli, Milano, Rizzoli, 1985, p. 236.. La morte fu immediata e privò la famiglia Agnelli della sua figura di riferimento femminile in un momento storico complesso. La salma venne tumulata nella cappella della famiglia Agnelli nel cimitero di Villar Perosa.

Eredità e memoria Virginia Bourbon del Monte Agnelli viene ricordata come una donna di carattere indipendente, capace di coniugare il retaggio aristocratico con un ruolo attivo nella società e nella cultura del suo tempo. Madre di Gianni e Umberto, che avrebbero guidato la famiglia e la FIAT nella seconda metà del XX secolo, la sua vicenda personale testimonia l'incontro tra l'aristocrazia storica italiana e la nuova élite industriale. La sua vita, segnata da eventi drammatici e da un costante impegno culturale, è stata oggetto di studi e biografie, tra cui il volume di Marina Ripa di Meana e Giancarlo Mecucci, e di ricostruzioni giornalistiche e documentarie sulla storia della famiglia Agnelli.

Discendenza Da Edoardo Agnelli, Virginia ebbe sette figli:

Clara (1920-2016), sposò nel 1940 Tassilo Fürstenberg (1903-1989), dal quale ha avuto Virginia detta Ira (1940-2024), Egon (1946-2004) e Sebastian (1950) Fürstenberg. Sposò in seconde nozze Giovanni Nuvoletti (1912-2008). Gianni (1921-2003), presidente della FIAT, sposò Donna Marella Caracciolo di Castagneto (1927-2019), dalla quale ha avuto Margherita (1955) ed Edoardo (1954-2000), morto forse suicida. Da Margherita discendono John Elkann, Lapo Elkann, Ginevra Elkann e Anna, Tatiana, Pietro, Sofia e Maria De Pahlen. Susanna (1922-2009), sposò nel 1945 Urbano Rattazzi (1918-2012), dal quale ha avuto sei figli: Ilaria, Samaritana (moglie di Vittorio Sermonti e madre di Pietro), Cristiano, Delfina, Lupo e Priscilla Rattazzi. Maria Sole (1925-2025), sposò Ranieri Campello (1908-1959) e in seconde nozze Pio Teodorani Fabbri (1924-2022). Ha avuto cinque figli: Virginia, Argenta, Cinzia, Bernardino Campello ed Eduardo Teodorani Fabbri. Cristiana (1927-2026), sposò Brandolino Brandolini d'Adda (1918-2005), dal quale ha avuto quattro figli: Tiberio, Leonello, Nuno e Brandino Brandolini d'Adda. Giorgio (1929-1965), celibe e senza figli, morto all'età di 35 anni, in circostanze non chiare, nella clinica dove era ricoverato per schizofrenia. Umberto (1934-2004), presidente della FIAT, sposò Antonella Bechi Piaggio di Luserna (1938-1999), dalla quale ebbe due gemelli, Enrico e Alberto (1962-1962), vissuti solo pochissimi giorni, e Giovanni Alberto (1964-1997) detto Giovannino, morto all'età di 33 anni per un tumore; in seconde nozze sposò Allegra Caracciolo (1945), cugina della cognata, dalla quale ha avuto Andrea (1975) e Anna (1977). Andrea Agnelli è attualmente l'unico a portare il cognome del capostipite Giovanni Agnelli.

Ascendenza

Note

Bibliografia Angiolo Silvio Ori, Storia di una dinastia - Gli Agnelli e la Fiat, Editori Riuniti, Roma, 1996 ISBN 88-359-4059-1. Marina Ripa di Meana e Gabriella Mecucci, Virginia Agnelli, Argelato (BO), Minerva Edizioni, 2010, ISBN 978-88-7381-307-1. Giordano Bruno Guerri, L'arcitaliano. Vita di Curzio Malaparte, Milano, Bompiani, 2008. Susanna Agnelli, Vestivamo alla marinara, Milano, Mondadori, 1975.

Voci correlate Agnelli (famiglia) Bourbon del Monte Santa Maria Palazzo Bourbon del Monte Santa Maria

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Virginia Virginia Bourbon del Monte Categoria:Morti per incidente stradale