Il Pražský krysařík, o Prague ratter in inglese, è una razza canina riconosciuta dalla FCI originaria della Repubblica Ceca.

Da fonti storiche, l'origine di questa razza va ricercata all'alba della storia della Repubblica Ceca. Per le sue ridotte dimensioni, i movimenti veloci e l'olfatto molto sviluppato è stato utilizzato per dare la caccia ai topi e ai ratti. Da qui l'origine del suo nome "Krysařík" = Ratter (cacciatore di ratti). Questa sua qualità è stata acquisita durante la sua lunga evoluzione storica. Questo piccolo cane molto attivo era spesso ospite ai pranzi dell'aristocrazia boema nel castello di Praga. Faceva compagnia alla corte reale e veniva offerto come dono dei sovrani boemi ad altri sovrani europei. Poi si diffuse anche tra il popolo.

La ricerca tra le fonti storiche documenta che la razza proviene realmente dalla Repubblica Ceca. Le sue origini possono essere ricondotte alla storia antica della Boemia.

Nel 1980 è stata avviata con successo la sua rigenerazione. Oggi la sua popolarità sta aumentando, tanto che è un cane allevato in Slovacchia, in Polonia, in Svezia, in Finlandia, in Norvegia, in Danimarca, in Germania, in Austria, in Svizzera, in Russia, in Estonia. Viene allevato con successo anche in Giappone.

Descrizione Il mantello è costituito da pelo raso folto che non necessita di particolari cure e si mantiene lucido da solo. C'è anche la varietà a pelo semilungo. Il colore più diffuso è il nero focato, ma vi sono anche il giallo, il blu focato ed il marrone focato.

Generalmente il prazsky krysarik ha un'altezza che va dai 20 ai 23 cm al garrese. Il peso varia intorno 2,5 chili circa.

Caratterialmente è un cane molto attivo e vivace, gentile e soprattutto molto intelligente. Ha l'olfatto molto sviluppato. È facile da addestrare, diffidente con gli estranei, fedelissimo al padrone e attaccato alla famiglia. Con gli altri cani va d'accordo e gli piacciono i bambini. Non crea problemi di nessun tipo, gli piace uscire ma anche stare in casa. Instancabile compagno nelle lunghe passeggiate.

Aspetto generale Piccolo cane a pelo raso, ben proporzionato, il corpo compatto, quasi quadrato. Nonostante le sue piccole dimensioni ha un'eccellente agilità e resistenza. Si distingue nettamente il maschio dalla femmina (dimorfismo sessuale).

Carattere Tenero, coccolone, molto curioso. Un instancabile corridore, agile e veloce. Ama il suo padrone e la sua famiglia. Diffidente e riservato verso gli estranei. Adatto ad ogni famiglia che apprezza la sua naturale eleganza e il carattere nobile e dolce.

Proporzioni importanti Rapporto tra l'altezza al garrese e la lunghezza del corpo 1:1,05 – le femmine possono essere più lunghe La profondità del torace rappresenta il 45-50% dell'altezza al garrese. Proporzione tra larghezza e lunghezza del cranio 1:1 fino 1,03. Lunghezza del muso è 1/3 – ½ della lunghezza della testa.

Queste sono le misure e le proporzioni ideali, ma è l'importante l'aspetto generale del cane Testa Ha forma di pera.

Regione del cranio Il cranio è arrotondato, con solco frontale e l'osso occipitale ben marcato. Gli occhi sono distanti gli uni dagli altri. La pelle del cranio è liscia, senza pieghe. Stop ben marcato.

Regione del muso Tartufo: completamente pigmentato, il suo colore corrisponde al colore del mantello Labbra: ben aderenti, angoli della bocca chiusi. Sono completamente pigmentate, il colore corrisponde al colore del mantello.

Mandibola/denti Mandibola e mascella superiore solide e convergono al tartufo, chiusura a forbice. La dentatura completa è preferibile.

Occhi Sono scuri, corrispondenti al colore del mantello. Sono di media grandezza, rotondi, poco prominenti, ben distanziati. Palpebre ben pigmentate, aderenti al globo oculare.

Orecchie Sono triangolari, attaccate alte sulla parte posteriore del cranio, distanziate, leggermente inclinate all'esterno. Naturalmente erette oppure leggermente ripiegate verso il basso, ciò si tollera, ma non è auspicabile. Si preferiscono le orecchie portate erette, non in verticale ma con un angolo dolce verso i lati.

Collo Asciutto senza pieghe, nobilmente arcuato, abbastanza lungo, nelle giuste proporzioni con il corpo e testa.

Corpo Linea dorsale: dritta e solida. Garrese: poco accentuato. Dorso: corto, dritto, solido. Rene: corto, ben collegato alla schiena, si fonde impercettibilmente con la groppa. Groppa: leggermente inclinata, sufficientemente lunga. Petto: Non troppo largo, la sezione trasversale è ovale. La sua profondità è 45 – 50% dell'altezza al garrese. Linea inferiore e ventre: Il ventre è leggermente retratto. I maschi devono avere due testicoli dall'aspetto normale ben discesi nello scroto.

Coda Attaccata nella linea del dorso, tagliata o no. Se lasciata naturale, arriva al massimo al garretto. Alla base larga, si assottiglia all'estremità. Dritta oppure dalla metà leggermente curva verso l'alto. Durante il movimento portata alta formando un semicerchio sopra la schiena.

Arti Arti anteriori: Visti di fronte sono dritti, paralleli, non troppo lontani. Scapole: Muscolose e ben aderenti alla parete del torace. Con le spalle fa un angolo non troppo stretto. Gomiti: Correttamente aderenti, senza deviazioni né verso interno né verso l'esterno. Avambraccio: sufficientemente forte, dritto Metacarpo: Visto frontalmente deve essere dritto, nel profilo laterale leggermente inclinato al suolo, forte. Piedi anteriori: Corti e rotondi con le dita saldamente serrate e arcuate. Le unghie sono scure. Arti posteriori: ben muscolosi, angolo del garretto ben marcato. Visto da dietro gli arti sono paralleli, né troppo larghi né stretti. Piedi posteriori: come quelli anteriori, possono essere un po' più lunghi.

Movimento È ampio, sciolto, fluido, leggero, agile. I piedi non devono strisciare per terra. I piedi posteriori coprono le impronte dei piedi anteriori.

Pelle È forte, robusta, elastica. Bene aderente su tutto il corpo. Il pigmento corrisponde al colore del mantello.

Mantello

Pelo Corto, lucido, aderente, folto, senza zone calve. In testa il pelo è più corto e meno folto. Semilungo con la frangia sulle orecchie, arti, coda, leggermente aperta sul petto.

Colore Nero con focature, marrone con focature, rosso cervo con le sue differenti sfumature fino al giallo recessivo, compreso merle. Le focature sono rosse intense, preferibilmente rosso scuro, ben delimitate. Sono così ripartite: sopra gli occhi, sulle guance, sulle labbra, sulla mandibola, sulla gola, sul metacarpo, sui piedi, sul lato interno degli arti posteriori e nella zona perianale. Sul petto due triangoli ben distinti l'uno dall‘altro. I colori diversi dal nero focato differenziano geneticamente oltre al colore base del mantello, anche il tartufo, la pelle, gli occhi, e le focature. Per ogni tipologia di colorazione, la più intensa è sempre la preferibile.

Taglia e peso Altezza ottimale al garrese 20 – 23 cm; peso ottimale circa 2,60 kg

Difetti Tutto ciò che si discosta dalle caratteristiche sopra descritte è da considerarsi un difetto che sarà penalizzante in funzione della sua gravità, soprattutto qualora influenzino negativamente la salute e comportamento del cane. (Anche quello è compreso nello standard e deve essere giudicato).

In particolare: il cranio stretto e poco arcuato i denti irregolari e chiusura a tenaglia dorso e rene leggermente arcuato, dorso debole i piedi leggermente girati verso esterno o interno le focature molto grandi, sul petto il segno focato non diviso, pelo brizzolato giallo il pigmento del labbro superiore non coincide con il colore base del mantello grande macchia bianca sul petto (sopra 1cm2), piccoli puntini bianchi sui piedi presenza del pelo nero nei rossi la coda arrotolata in modo permanente, o portata bassa il corpo lungo con le zampe corte il tartufo non pigmentato

Difetti squalificanti: fontanella aperta testa a forma di mela: la lunghezza del muso non raggiunge 1/3 della lunghezza totale della testa occhio azzurro o da predatore prognatismo, enognatismo orecchie piegate e aderenti alla testa dorso e rene fortemente arcuato zone calve in qualsiasi parte del corpo mancanza di più di 4 denti (tranne P1 e M3), mancanza di due e più incisivi nei focati mancanza di focature sulla testa grande macchia bianca sul petto (più di 2 cm2), macchie bianche di qualsiasi dimensione su qualsiasi parte del corpo e gambe carbonatura del pelo nei soggetti rossi estrema timidezza aggressività altezza al garrese sotto i 18 cm

Storia Il Prazsky Krysarik è probabilmente la razza canina Ceca più antica. La sua origine è legata indissolubilmente al bacino Ceco, da dove proviene. Nella più antica documentazione scritta, relativa alla storia nazionale Ceca, si trova già menzione di questa piccolissima razza.

Non ci deve confondere l'utilizzo di nomi nella razza spesso comunemente utilizzati “ratlík” deriva dalla parola tedesca "Die Ratte” - ratto, in lingua ceca “krysařik”, il cane originariamente tenuto per uccidere ratti. Ancora oggi in alcuni cani di questa razza è preservata la loro capacità di catturare i topi.

La specie dalla quale il Krysarik ha acquisito il suo nome, non è l'ormai più diffuso Rattus Norvegicus, ma il ratto “Rattus Rattus” - parassita, soprattutto nei grandi magazzini di grano, dove danneggia non solo con il consumo diretto di cereali, ma anche perché contamina grandi quantità di scorte con sterco e urina, quindi li rende inutilizzabili per il consumo umano. Il ratto è anche portatore di diverse malattie infettive come il tifo, o la salmonellosi, ed è probabilmente l'ospite principale della pulce, la quale ha diffuso l'epidemia della peste bubbonica. Il Ratto cerca un ambiente asciutto, sa arrampicarsi molto bene e vive perciò molto spesso in luoghi caldi e asciutti come stalle e fienili. Nei secoli precedenti il ratto era molto spesso presente negli insediamenti umani. Questo è il motivo per cui, nei primi anni del Medioevo, ha avuto una grande popolarità il nostro Krysarik: una sorta di disinfestazione a quattro zampe.

Non sappiamo che aspetto aveva nelle sue origini, ma probabilmente simile a quello di oggi. Nel duro Medio Evo è sopravvissuto senza problemi. Ha vissuto nei castelli, nei monasteri e nelle case patrizie, svolgendo il suo dovere di liberare le abitazioni dei loro padroni dai piccoli roditori.

Certamente non dobbiamo pensare che siano stati concorrenti dei gatti domestici, questi erano presenti soltanto a partire dal XV secolo e inizialmente solo tra i ceti alti della popolazione, cioè circa ottocento anni più tardi rispetto ai Krysarik.

Il Krysarik è stato, secondo i documenti contenuti nelle cronache, un cane tranquillo, sottomesso e affettuoso, di certo non un guardiano rumoroso. Conviveva nei canili e nelle stanza dei castelli con segugi, levrieri e mastiff; certamente non poteva attaccar briga con gli altri cani: vista la differenza di peso non sarebbe sopravvissuto alle zuffe. Tuttavia, è stato un cane vivace e veloce, con una congenita agilità e abilità acquisite durante la caccia ai roditori. Amava i suoi padroni, e per la sua indole docile, affettuosa, buona e obbediente, diventava facilmente un amico dei bambini.

La più antica menzione del Krysarik la troviamo dal cronista Eginhard, anche denominato Einhart (vissuto nel 770-840), che ha registrato nella sua cronaca un certo dono del principe boemo Lech (ricordo che probabilmente non si riferisce ad un nome proprio, ma ad un nome di rango nobiliare; ad es. la parola Lech è stata poi utilizzata per Duca) - come gesto di amicizia e di buona volontà (forse come segno di tributo alla pace) ha regalato Krysarik all'imperatore Carlo I il Grande, che invano aveva cercato di conquistare nell'anno 791 l'odierna zona centrale di Boemia.