La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono fabbricare tessuti pregiati. Viene generata da alcuni insetti dell'ordine dei lepidotteri, di solito appartenenti alla specie Bombyx mori. A volte vengono utilizzate anche determinate specie della famiglia Saturniidae. Si ricava dal bozzolo prodotto da bachi da seta; il bozzolo può presentarsi in 5 diversi colori. Storia Origini

La nascita della bachicoltura potrebbe essere dovuta a un'imperatrice, ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in Cina già diversi millenni prima. Secondo la tradizione, fu Lie Zu (嫘祖), la consorte del mitico Imperatore Giallo (Huangdi, 黄帝), a trasmettere l'arte della lavorazione della seta nel III millennio a.C.

Negli anni 2020 è stata documentata la presenza di fibroina della seta preistorica risalente al 7000 - 6500 a.C. presso il sito neolitico di Jiahu (贾湖, prov. Henan). Le tracce di tessuto serico e di bachicoltura sono state individuate anche più a sud, a Qianshanyang (钱山漾), nel Zhejiang (浙江), seppur riferibili alla tarda cultura neolitica di Liangzhu (良渚), del 3200-2200 a.C. I più consistenti ritrovamenti di sete antiche risalgono almeno al periodo storico degli Stati Combattenti, soprattutto lungo il corso del Fiume Azzurro, nell'attuale Cina sud-orientale, dove fiorì il raffinato Stato di Chu (湖北, prov. Hubei) e Hunan (湖南), che raggiunse l'apice tra il V e il III secolo a.C.

La raffinata elaborazione tecnica che caratterizza queste produzioni testimonia la prosperità raggiunta dal regno di Chu e costituiscono una significativa eredità per la cultura artistica della successiva dinastia Han. Motivi decorativi, soluzioni stilistiche e concezioni estetiche sviluppatesi nell'ambito della tradizione di Chu contribuirono infatti alla formazione del linguaggio artistico della Cina imperiale, integrandosi nella più ampia tradizione culturale e figurativa dell'epoca Han. (206 a.C.-221 d-C). Le vesti di seta, in precedenza riservate agli imperatori, entrarono nel guardaroba della classe sociale più ricca, diventando un bene di lusso ambito che si estese ad altre aree, raggiunte dai mercanti cinesi, dove fu apprezzato per la leggerezza e bellezza. La crescente domanda di prodotti in seta rese questa fibra una materia prima delle più importanti per il commercio internazionale e portò all'industrializzazione della sua produzioneAlessandro Giraudo, Storie straordinarie delle materie prime, 2019, pag.69 La seta: in Cina è una moneta, a Roma vale quanto l'oro, trad. Sara Principe, add editore, Torino , ISBN 978 88 6783 236 1.

Segretezza e monopolio Gli imperatori cinesi cercarono di mantenere segreta la conoscenza della sericoltura; tuttavia gli allevatori cinesi iniziarono a spostarsi in Giappone, Corea e India. In Europa, sebbene l'Impero romano conoscesse e apprezzasse la seta, la sericoltura ebbe inizio solo intorno al 550, attraverso l'Impero bizantino; due monaci agli ordini dell'imperatore Giustiniano furono i primi a portare a Costantinopoli delle uova di baco da seta nascoste nel cavo di alcune canne.

XII secolo

Dal XII secolo l'Italia fu la maggior produttrice europea di seta. Erano particolarmente rinomate le città di Palermo e Catanzaro, che subivano maggiormente gli influssi provenienti da Oriente: Palermo era stata una capitale islamica, mentre la Calabria faceva ancora parte dell'Impero bizantino.

Secondo André Guillou, i gelsi per la produzione di seta grezza furono introdotti nell'Italia meridionale dai bizantini già alla fine del IX secolo. Intorno al 1050 la Calabria contava 24.000 gelsi coltivati per le foglie, e il loro numero tendeva ad espandersi.

La Camera del Tesoro imperiale di Vienna conserva un manto di seta, appartenuto a re Ruggero II di Sicilia, su cui è ricamata un'iscrizione in lingua araba attestante che il tessuto era stato prodotto nella fabbrica reale di Palermo nel 1133-34. Questo laboratorio si trovava nel palazzo e, oltre agli operai della seta, vi lavoravano orefici e gioiellieriCommento di Denis Mack Smith, citato in Pippo Oddo, L'allevamento del baco da seta nel Val Demone (Parte I), gennaio 2002 su Aetnanet.org.

Dalla Calabria e dalla Sicilia la coltivazione del baco e la lavorazione della seta si diffuse prima nel resto d'Italia, quindi in Europa. Il primato italiano venne conteso nel XVII secolo dalla zona di Lione in Francia, nella quale giunsero molti artigiani provenienti da Catanzaro. Il primo prototipo del famoso telaio Jacquard fu realizzato, infatti, già nella seconda metà del Quattrocento da un tessitore catanzarese noto a Lione come Jean Le Calabrais - Giovanni il calabrese.

L'allevamento dei bachi fu un'importante fonte di reddito di supporto all'economia agricola, e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della lana, fu un'industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle rispettive corporazioni, come a Firenze dove tra le altre sette venne riconosciuta l'Arte della Seta.

XIII secolo

Industrie dei filati serici fiorirono a Lucca ed in seguito (alla fine del XIII secolo) a Bologna: il "mulino alla bolognese" viene così descritto in una cronaca del 1621:

Il mulino migliorava le macchine utilizzate a Lucca mediante una ruota idraulica ed un incannatoio meccanico e permetteva di ottenere filati più uniformi e resistenti rispetto a quelli prodotti a mano o con altri mezzi meccanici. Secondo numerosi storici della rivoluzione industriale, il mulino da seta alla bolognese, forte di innovazioni tecniche e dell'energia meccanica dei canali di Bologna, rappresenta un importante modello di sistema protoindustriale che permise alla città di commercializzare filati in tutta Europa attraverso il canale Navile.

XIV secolo Nel XIV secolo la seta era ormai una delle principali merci di lusso del commercio eurasiatico. La produzione era particolarmente sviluppata in Cina, Persia, Asia centrale e in diverse regioni del Mediterraneo. In Europa, importanti centri serici si trovavano soprattutto in Italia, dove si svilupparono attività di filatura, tessitura e tintura. La seta veniva utilizzata principalmente per abiti delle classi più ricche, paramenti religiosi, arredamento e tessuti decorativi. Il commercio era favorito dalle rotte mediterranee e dalle vie terrestri che collegavano l'Europa all'AsiaRichard A. Goldthwaite, The Economy of Renaissance Florence, Johns Hopkins University Press, 2009..

XV secolo Nel XV secolo la produzione serica europea conobbe una notevole espansione. In Italia si affermarono nuovi centri di produzione, tra cui Milano, Firenze e Venezia, mentre Lucca mantenne una particolare importanza nella lavorazione dei tessuti. La seta divenne un elemento distintivo delle corti e delle élite europee, utilizzata per velluti, broccati e tessuti riccamente decorati. I mercanti italiani contribuirono alla diffusione delle tecniche di lavorazione e al commercio internazionale della seta. Verso la fine del secolo, le nuove rotte marittime aperte dalle esplorazioni portoghesi iniziarono inoltre a modificare i tradizionali collegamenti commerciali tra Europa e Asia.

XVI secolo Nel XVI secolo la seta raggiunse una posizione di grande rilievo nell'economia e nella cultura europea. L'Italia rimase uno dei principali centri produttivi, mentre la coltivazione del gelso e l'allevamento del baco da seta si diffusero in numerose aree del continente. La Francia sviluppò una significativa industria serica, soprattutto a Lione, che divenne uno dei maggiori centri europei per la produzione di tessuti di lusso. La seta era largamente impiegata nell'abbigliamento aristocratico e nelle corti monarchiche. Parallelamente, il commercio con l'Asia continuò attraverso le rotte terrestri e, sempre più, attraverso quelle marittime controllate dalle potenze europee.

XVII secolo

Nel XVII secolo la produzione della seta continuò a svilupparsi in Europa, nonostante guerre, epidemie e difficoltà economiche. Lione divenne uno dei principali centri mondiali della tessitura serica, mentre in Italia continuarono a essere importanti città come Milano, Firenze, Venezia e Genova. Le corti europee favorirono il consumo di tessuti elaborati, decorati con motivi complessi e spesso realizzati con fili d'oro e d'argento. La seta rimase tuttavia un prodotto costoso e prevalentemente destinato alle classi sociali più elevate. In Asia, Cina, India, Persia e Giappone conservarono importanti tradizioni autonome di produzione e lavorazione.

XVIII secolo

Nel XVIII secolo la seta continuò a rappresentare un settore importante dell'economia europea. In Francia, Lione si consolidò come centro internazionale della produzione di tessuti serici, mentre in Italia la produzione rimase diffusa soprattutto nell'Italia settentrionale. La crescente domanda da parte delle corti e della borghesia favorì l'introduzione di nuovi disegni, colori e tecniche decorative. In questo periodo la seta veniva utilizzata non solo per l'abbigliamento, ma anche per tappezzerie, tende e arredamenti. La rivoluzione industriale iniziò però a trasformare progressivamente il settore tessile: le nuove macchine permisero di aumentare la produttività e prepararono il passaggio verso una produzione maggiormente meccanizzata.

XIX secolo Nel XIX secolo l'industria della seta fu profondamente trasformata dall'industrializzazione. Le macchine per filatura e tessitura aumentarono la velocità e la quantità della produzione, mentre nuovi sistemi di trasporto facilitarono il commercio internazionale. La Francia e l'Italia conservarono importanti industrie seriche, ma la produzione si sviluppò anche in altri paesi. Il Giappone divenne uno dei principali esportatori mondiali di seta grezza, soprattutto nella seconda metà del secolo, mentre la Cina e l'India continuarono a essere grandi produttori. A metà del XIX secolo la diffusione di malattie dei bachi da seta provocò gravi crisi in alcune regioni europee, incentivando la ricerca scientifica e l'introduzione di tecniche più moderne nell'allevamento.

XX secolo

Nel XX secolo il settore della seta fu influenzato dalla meccanizzazione, dalle guerre mondiali e dalla crescente concorrenza delle fibre artificiali e sintetiche. Negli anni Trenta e Quaranta, materiali come il rayon e successivamente il nylon iniziarono a sostituire la seta in numerose applicazioni, soprattutto nell'abbigliamento e nei tessuti tecnici. La produzione serica rimase comunque importante in Cina, Giappone, India e in altri paesi asiatici. Dopo la seconda guerra mondiale, la Cina tornò progressivamente a occupare una posizione dominante nella produzione mondiale di seta. La seta naturale mantenne un forte valore nel settore della moda, della sartoria di alta qualità e dei tessuti di lusso.

Il declino italiano Nel 1900 i maggiori esponenti dell'industria serica italiana furono le famiglie Gavazzi e Ferrario (Angelo Ferrario fu presidente nazionale ed internazionale dell'industria serica dal 1913 al 1929), nonché la ditta Schmid. La Schmid aveva sede a Milano e stabilimenti a Cavenago di Brianza (MB) e a Cassolnovo (PV). A Cavenago fu prodotta tutta la stoffa usata per ricoprire i palchi e le pareti del teatro alla Scala di Milano dopo i bombardamenti subiti nella seconda guerra mondiale. Sempre a Cavenago venne confezionata la stoffa usata per il manto della Regina d'Italia, Elena del Montenegro.