La Spagna, il cui nome ufficiale è Regno di Spagna (), è uno Stato dell'Europa occidentale ed è membro dell'Unione europea. Monarchia parlamentare, la Spagna è situata all'estremità occidentale dell'Europa e occupa buona parte della superficie della penisola iberica.
Ha una superficie di e nel 2020 contava circa 47 milioni di abitanti. Confina a nord-est con la Francia (da cui è quasi separata dalla catena dei Pirenei) e Andorra, a sud con Gibilterra, a ovest con il Portogallo e, tramite le sue exclave di Ceuta e Melilla, con il Marocco. È inoltre bagnata a nord e a sud-ovest dall'Oceano Atlantico e a est e a sud dal Mar Mediterraneo. Alla Spagna appartengono le Isole Canarie e Isole Baleari, l'exclave di Llívia, così come l'isola dei Fagiani nel fiume Bidasoa (in condominio con la Francia).
La capitale del Paese è Madrid, che ricopre tale funzione ininterrottamente dal 1561, salvo un quinquennio tra il 1601 e il 1606. La lingua ufficiale dello Stato è lo spagnoloSecondo la Costituzione spagnola dal 1978 (art. 3): "Lo spagnolo è la lingua ufficiale dello Stato. Tutti gli spagnoli hanno il dovere di conoscerla e il diritto di usarla. Le ulteriori lingue spagnole saranno altresì ufficiali nell'ambito delle rispettive comunità autonome conformemente ai propri statuti".; altre lingue (es. catalano, galiziano, basco) o dialetti (es. valenzano), sono, come recita la costituzione, «ufficiali nell'ambito delle rispettive comunità autonome conformemente ai propri statuti».
La Spagna antica, abitata da numerosi popoli, fu conquistata e romanizzata dai romani. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la Spagna è stata coinvolta da ondate migratorie successive che hanno interessato tutta la penisola iberica da parte di popolazioni germaniche come i Visigoti, gli Alani, i Vandali e gli Suevi. In alcune fasi importanti della storia europea la Spagna ha detenuto un ruolo significativo, come nel periodo della Reconquista, nel quale i regni cristiani delle regioni interne della penisola iberica respinsero progressivamente dal territorio gli occupanti arabi, che furono definitivamente allontanati nel 1492 a opera di Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia (Los Reyes Católicos). Da inizio XVI fino a inizio XIX secolo la monarchia spagnola fu a capo di un vasto impero coloniale. Ridottosi drasticamente in estensione e popolazione, tale impero riuscì tuttavia a sopravvivere fino alla fine del XX secolo.
Tra il 1808 e il 1812 la vittoriosa ribellione del popolo spagnolo contro Giuseppe Bonaparte, che Napoleone aveva insediato sul trono di Spagna per annettersi di fatto anche la penisola iberica, pose le basi per l'avvio della lenta rinascita e modernizzazione della Spagna, tuttavia interrotta per un quarantennio a seguito della guerra civile del 1936 contro il governo repubblicano spagnolo condotta da forze golpiste appoggiate dal Vaticano e dai governi nazi-fascisti di Italia e Germania; tra il 1936 e il 1975 la Spagna conobbe la dittatura di Francisco Franco e solo alla morte di quest'ultimo il Paese tornò alla democrazia con il ritorno a un sistema parlamentare e l'insediamento al trono del sovrano Juan Carlos di Borbone; il processo di democratizzazione del Paese si consolidò con l'entrata della Spagna nella Comunità Economica Europea (CEE) nel 1986 e, a seguire, nell'Unione europea (UE).
La Spagna è la quattordicesima economia più grande del mondo e la quarta più grande dell'Unione europea. Al 2026 il sovrano del Paese è Filippo VI, della dinastia dei Borbone-Spagna, subentrato nel 2014 a suo padre Juan Carlos I, che abdicò alle sue funzioni dopo 38 anni e mezzo di regno. Il primo ministro è il socialista Pedro Sánchez, capo del governo da giugno 2018.
Etimologia del nome
Il nome España deriva dal latino Hispania, termine utilizzato dai romani fin dal III secolo a.C. per indicare l'intera penisola iberica e l'insieme delle province, da essi costituite, che successivamente la conformeranno. Tale termine si venne gradualmente a imporre su quello greco Iberia, che passò ad avere (e ha tuttora) connotazioni puramente geografiche. Tuttavia, non avendo la parola Hispania nessuna radice che potesse riallacciarsi al latino antico né all'indoeuropeo, si è molto speculato sulle sue possibili origini, le quali hanno dato luogo a numerose ipotesi.
Ipotesi fenicia Non solo è la più diffusa, ma è anche quella che storicamente sembra avere maggiore fondamento. Secondo tale ipotesi l'etimologia di Hispania potrebbe derivare: dal termine sf(a)n, probabilmente coniglio, visto che la parola fenicia i-shphhanim letteralmente indica una procavia. Un'altra versione di questa stessa etimologia sarebbe hi-shphanim, "isola dei conigli", o nuovamente "delle procavie"; dalla radice fenicia span, il cui significato è occulto. Si voleva probabilmente indicare con tale termine un territorio remoto e poco accessibile da parte di un popolo di navigatori come quello fenicio; dalla parola i-span-ya, "costa" o "isola dei forgiatori" o "delle forge (di metalli)", che trova una sua ragione d'essere dall'intensa attività mineraria e metallurgica delle coste andaluse al tempo in cui i Fenici giunsero in Spagna. Ricordiamo a tale proposito che la ricchezza del sottosuolo andaluso fu tra le ragioni per cui essi stabilirono nell'estremo sud peninsulare le loro prime e più importanti colonie; dal termine fenicio traducibile con nord, in quanto la penisola iberica si trova a nord del continente africano, terra di provenienza dei Punici.
Ipotesi greca Due sono le principali congetture che si sono fatte su una possibile derivazione di Hispania dal greco antico: da esperos, nome della prima stella che potevano vedere a occidente dopo il crepuscolo. Il fonema potrebbe poi avere subito una mutazione, arrivando alla parola Hispania; dal dio Pan.
Ipotesi autoctona Si basa sulle seguenti etimologie: dal termine ibero di hispalis, occidente, che poi passò a designare la città di Siviglia, la quale in epoca romana diede, sempre secondo i sostenitori di tale ipotesi, il nome all'intera penisola; dal basco Ezpaina, labbro, ma anche bordo, confine o, più probabilmente, Izpania, la cui radice iz entra nella composizione di alcuni sostantivi, fra cui dividere.
La bandiera
La bandiera spagnola fu voluta dal re Carlo III nel 1785. È formata da due strisce orizzontali rosse e una grande gialla in mezzo.
All'interno si notano lo stemma nazionale, formato dall'insieme degli stemmi della Castiglia (un castello d'oro su sfondo rosso), León (un leone rampante color porpora), Aragona (quattro strisce verticali rosse su sfondo oro), Navarra (catene d'oro su sfondo rosso) e Granada (un melograno con foglie verdi). Il tutto è sormontato da una corona reale e posizionato al centro tra le due Colonne d'Ercole (che rappresentano lo stretto di Gibilterra) con il motto Plus Ultra, in riferimento alla espansione imperiale spagnola. Al centro della bandiera il simbolo della casata dei Borbone: tre gigli dorati su sfondo azzurro.
Storia
Le prime testimonianze scritte della penisola iberica la danno come una terra popolata in gran parte dagli Iberi, dai Baschi e dai Celti. Dopo una faticosa conquista, la penisola cadde sotto il dominio di Roma. Durante il Medioevo passò sotto il dominio germanico, ma più tardi fu conquistata dai Mori invasori dal Nord Africa. In un processo durato secoli, i piccoli regni cristiani del nord ripresero gradualmente il controllo della penisola. L'ultimo regno moresco cadde nello stesso anno in cui Cristoforo Colombo raggiunse le Americhe (1492). In questo periodo iniziò un impero mondiale che vide la Spagna diventare una potenza leader nel mondo per un secolo.
Le continue guerre e altri problemi hanno portato alla progressiva diminuzione del potere dell'Impero spagnolo. L'invasione napoleonica della Spagna portò la nazione al caos, innescando movimenti indipendentisti che devastarono la maggior parte dell'impero e lasciando il paese politicamente instabile. Prima della seconda guerra mondiale, la Spagna subì una devastante guerra civile che portò all'instaurarsi di un governo autoritario, che coincise con un periodo di stagnazione ma che si concluse con un potente impulso economico. La democrazia fu poi pacificamente ristabilita nella forma di una monarchia costituzionale parlamentare. Nel 1986, la Spagna è entrata nella Comunità Economica Europea (CEE), vivendo una rinascita culturale e una costante crescita economica.
Preistoria e popoli pre-romani Le ricerche archeologiche presso Atapuerca indicano che la penisola iberica fosse stata popolata da ominidi fin da 1,2 milioni di anni fa. Gli uomini moderni arrivarono in Iberia, da nord a piedi, circa anni fa.Typical Aurignacian items were found in Cantabria (Morín, El Pendo, Castillo), the Basque Country (Santimamiñe) and Catalonia. The radiocarbon datations give the following dates: 32,425 and 29,515 BP. I manufatti più noti di questi insediamenti preistorici sono i famosi dipinti della grotta di Altamira in Cantabria che sono stati realizzati circa nel 15000 a.C. dall'uomo di Cro-Magnon.
Testimonianze archeologiche e genetiche suggeriscono che la penisola iberica sia servita come uno dei territori principali da cui è partito il ripopolamento del Nord Europa dopo la fine dell'ultima era glaciale.
I due popoli storici principali della penisola furono gli Iberi e i Celti. Gli iberici si insediarono sul lato Mediterraneo da nord-est a sud-est. I Celti abitavano invece l'Atlantico, a nord, in centro, a nord-ovest e sud-ovest della penisola. I Baschi occuparono la zona occidentale della catena montuosa dei Pirenei e le aree adiacenti.
Tra il 500 e il 300 a.C., i marinai fenici e quelli greci fondarono colonie commerciali lungo la costa mediterranea. I Cartaginesi esercitarono brevemente il controllo su gran parte del versante mediterraneo della penisola, fino a quando furono sconfitti nelle guerre puniche dai Romani.
Spagna romana e gotica
Durante la seconda guerra punica, l'espansione della Repubblica romana, portò alla presa di alcune colonie commerciali cartaginesi lungo la costa mediterranea. Ci vollero però quasi due secoli perché i romani completassero la conquista della penisola iberica. Il dominio romano portò la lingua, la legge e le strade.
Le culture delle popolazioni celtiche e iberiche (Celtiberi), furono progressivamente romanizzate. I comandanti locali furono ammessi alla classe aristocratica romana. La Spagna produceva grande quantità di grano per il mercato romano e dai suoi porti veniva esportato oro, lana, olio d'oliva e vino. La produzione agricola aumentò con l'introduzione dell'irrigazione. Gli imperatori Traiano, Adriano, Teodosio I e il filosofo Seneca sono nati in Spagna. Il cristianesimo fu introdotto nel Paese nel I secolo e divenne progressivamente popolare.
L'indebolimento dell'Impero romano d'Occidente in Spagna iniziò nel 409, quando gli Svevi e i Vandali, insieme agli Alani, attraversarono il Reno e devastarono la Gallia per poi essere spinti in Spagna dai Visigoti. Gli Svevi stabilirono un regno dove oggi vi è la moderna Galizia e il nord del Portogallo.
I Vandali Silingi occuparono la regione il cui nome ricorda ancora la loro denominazione: Vandalusia, la moderna Andalusia. I Bizantini stabilirono una sorta di enclave nel sud del Paese, con l'intento di far rivivere l'Impero romano in tutta l'Iberia. Alla fine, comunque, la Spagna fu riunita sotto la dominazione visigota.
Spagna musulmana
Nell'VIII secolo la quasi totalità della penisola iberica fu conquistata da eserciti musulmani in gran parte arabi provenienti dal Nord Africa. Queste conquiste erano parte dell'espansione dell'Impero omayyade. Solo una piccola area montuosa nel nord-ovest della penisola riuscì a resistere all'invasione iniziale.