La Pistoiese Football Club è una polisportiva calcistica con sede nella città di Pistoia. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.

Il club nella sua storia centenaria ha cambiato più volte denominazione sociale: all'originaria Unione Sportiva Pistoiese del 1921 fece seguito la rifondata Associazione Calcio Pistoia del 1937 e il ritorno a U.S. Pistoiese nel 1945, denominazione tenuta fino al fallimento del 1988 e seguente rifondazione come Associazione Calcio Pistoiese. Nel 2009, dopo altro fallimento e rifondazione, la nuova denominazione fu Unione Sportiva Pistoiese 1921, che seguì la storia del club risalendo la china dall'Eccellenza Toscana. Nel 2024, causa situazione finanziaria al collasso, il club fu dichiarato fallito e rinacque come F.C. Pistoiese tramite passaggio del titolo sportivo dell'Aglianese a Pistoia, club dal quale fu rilevata pure la categoria di militanza, la Serie D, da cui la U.S. Pistoiese 1921 era retrocessa causa ritiro anticipato dal campionato.

Il miglior risultato sportivo della Pistoiese fu la partecipazione al campionato di serie A 1980-81, che ne fece l'unico club insieme a e ad avere disputato una sola stagione nella massima divisione italiana a girone unico. La FIGC classifica la Pistoiese 61⁰ nella propria graduatoria di tradizione sportiva. La prima squadra disputa i suoi incontri interni allo stadio Marcello Melani. Il proprio colore sociale è l'arancione. È inoltre presente dal 2024 la squadra di futsal che, con la stessa denominazione, milita nel campionato di Serie C2 e gioca le sue partite presso il Palafornaci di Pistoia.

Storia Dalle origini agli anni 1960 La prima squadra di calcio della città, il Pistoia Football Club, venne fondata nel 1911. Per un decennio, fatta salva l'apparizione in FIGC del 1913/1914, stante la mancanza in città di un impianto sportivo omologato, l'attività della squadra fu quasi esclusivamente amatoriale. Nel 1919 il Pistoia aderì all'Unione Libera Italiana del Calcio, ma già nel corso del 1920 l'ente dei "liberi" iniziò a perdere la sua spinta iniziale e l'entusiasmo del club, anche a causa della perdurante impossibilità di poter disporre di un campo di gioco, ne risentì molto. Nel luglio di quell'anno, per iniziativa delle due società ginnastiche cittadine Ferrucci e Libertas, lo sport pistoiese intraprese il percorso per la creazione di una società polisportiva denominata "Unione Sportiva Pistoiese"Pistoiasport.com 26/03/2021. Il progetto si concretizzò a fine 1921 quando il periodico "Il Popolo Pistoiese" nel numero 49-50 di giovedì 8 dicembre pubblicò la notizia dell'imminente costruzione dello stadio cittadino, necessario per lo svolgimento delle attività e, contestualmente, riferì che «La scorsa settimana si adunarono i promotori ed elessero il Consiglio direttivo»Il Popolo Pistoiese 8-10 dicembre 1921. Tale notizia fu confermata il 31 dicembre 1921, quando lo stesso giornale in prima pagina scriveva: «La Unione Sportiva Pistoiese è ormai un fatto compiuto»Il Popolo Pistoiese 31 dicembre 1921.

Il 4 marzo 1922, con atto stipulato nello studio del notaio Augusto Cappellini, la Pistoiese si costituiva in Società Anonima Cooperativa. Lo statuto recitava: «Come mezzi idonei a raggiungere il suo scopo, la società adotterà gli esercizi ginnastici, la scherma, il ciclismo ed altri sport affini, mediante la costituzione di speciali sezioni autonome che saranno rappresentate da un membro del consiglio e governate da un apposito regolamento». Nel consiglio entrò anche il presidente del Pistoia Foot-Ball Club Francesco Vallecorsi e la vecchia società cessò di esistere, abbandonando denominazione e colori, per confluire nella nuova polisportiva. Nel giugno 1922 lo stadio Monteoliveto vide la luce e il mese successivo l'U.S. Pistoiese disputò la sua prima partita, un'amichevole contro l'Audace, la seconda squadra cittadina (vittoria per 7-0)La Bandiera del Popolo 23 luglio 1922. L'esordio in un campionato ufficiale avvenne il 14 gennaio 1923 (-Pistoiese 0-2, Terza Divisione 1922/23).

Nei primi anni di vita la società arancione si caratterizza per una vocazione di stampo europeo, essendo la città storicamente un crocevia dei cammini storico - religiosi da e per le aree geografiche del vecchio continente. Non è un caso che tra i protagonisti della nascita del calcio arancione troviamo gli ungheresi Árpád Hajós e János Nehadoma, con la maglia ispirata a quella dell'Olanda, che al pari della città di Pistoia ha una forte vocazione floro-vivaistica. Nel 1927 la Pistoiese vinse Coppa Arpinati. Vinse alcuni campionati minori fino ad approdare alla Divisione Nazionale nel 1928. Tra il 1929 e il 1936 partecipò al campionato cadetto sfiorando un paio di volte la massima serie, mentre il periodo tra il 1937 e il 1977 fu invece caratterizzato da una serie di saliscendi tra la Serie C, la Serie D, il campionato di Promozione, la IV Serie e una breve parentesi in Serie B subito dopo la seconda guerra mondiale, dove ottenne comunque un terzo posto.

La Pistoiese (che nel frattempo era stata rifondata come Associazione Calcio Pistoia dopo il collasso finanziario del 1937) gioca l'ultimo campionato nel 1939-1940 prima di un lungo stop a causa del conflitto mondiale, poiché le difficoltà societarie divennero enormi sia dal punto di vista umano che economico; pertanto, anche a Pistoia, seguendo l'esempio di altre società, si decide di cessare ogni attività agonistica. Dopo la Liberazione dall'occupazione tedesca e dal Fascismo, si raccolgono in città gruppi di appassionati e nel 1945 viene rifondata lUnione Sportiva Pistoiese, che viene ammessa dalla Federazione al campionato di Serie C Centro Sud, girone A. Gli allenamenti si svolgono al campo di volo, le prime partite si giocano a San Piero Agliana.

Il 24 febbraio 1946 si gioca Pistoiese-, una partita ritenuta decisiva per la promozione in Serie B. L'arbitro è il fiorentino Alfiero Goracci, lo stadio è pieno in ogni ordine di posti, c'è molta tensione tra i tifosi. La Lucchese passa in vantaggio con una rete giudicata irregolare e a causa di una serie di episodi controversi i tifosi pistoiesi abbattono la rete di recinzione, entrano in campo infuriati verso il direttore di gara, Goracci viene malmenato, qualcuno addirittura tenta di schiacciarlo con il rullo compressore che serve per spianare il terreno di gioco. L'arbitro viene giudicato guaribile in 2 mesi. Il campo della Pistoiese viene squalificato per 6 mesi. Gli arancioni sono costretti a giocare in trasferta tutte le gare rimanenti. Tuttavia si rendono vacanti alcuni posti per il completamento dei quadri della nuova Serie B strutturata su tre gironi: Pistoiese, e vengono quindi ammesse al campionato cadetto.

Le difficoltà arrivano quando nella stagione 1947-1948, a seguito della riunificazione del campionato di Serie B da tre ad un unico girone, la squadra non dispone di un organico capace di reggere il confronto e scivola in Serie C. Nella stagione 1950-1951 la squadra retrocede in Promozione al termine di uno spareggio disputato a Forlì contro la : decisivi risultarono quindi i due punti persi a tavolino a causa di una svista dei dirigenti societari che in una gara avevano schierato un giocatore squalificato. L'ennesima riforma dei campionati voluta da Barassi porta al varo della Serie C a girone unico e della IV Serie, quindi soltanto le prime 4 squadre classificate di ogni girone, più qualche ripescata, accederanno a quest'ultima. La Pistoiese scivola nei campionati dilettantistici regionali. Nella stagione 1952-1953 viene promossa in IV Serie.

Nella stagione 1956-1957, con Vannino Vannucci presidente, la Pistoiese spende 100 milioni. L'allenatore è Leonardo Costagliola, già portiere del , della e della Nazionale. Gli arancioni tuttavia disputano un pessimo campionato. Sulla panchina l'allenatore-giocatore Bergamasco sostituisce l'esonerato Costagliola; a questo subentra Olivieri (un ritorno) e infine Alberto Tuci. La squadra, non senza sforzi, riesce a salvarsi. La stagione successiva si cambia, prima di tutto l'allenatore: Tagliasacchi, ex attaccante arancione, guiderà la Pistoiese al secondo posto alle spalle del promosso .

Nel campionato 1958-1959, la Pistoiese per 21 partite consecutive non conosce sconfitte, con 36 punti e 45 reti segnate. Emblematica è la partita giocata al Monteoliveto contro l', diretto concorrente per la promozione. Gli arancioni vincono 6-0. Il bilancio finale di quel campionato recita 77 reti messe a segno; la difesa è la meno perforata con 24 reti subite. Così la squadra riguadagna la Serie C dopo 8 anni.

Gli anni 60 costituiscono un periodo stabile per la squadra di Pistoia, che milita in Serie C per 10 stagioni consecutive. L'undicesima sancisce la retrocessione in Serie D: fu la stagione 1970-1971, sotto la presidenza di Oriano Ducceschi.

Anni 1970

L'avvento alla Presidenza di Marcello Melani All'inizio degli anni 70 la Pistoiese si ritrovava in Serie D. Allo spareggio nella stagione 1971-1972, giocato contro il a Firenze, il 3 giugno, la Pistoiese perde per 1-0: è ancora Serie D. Si giunge ad una svolta con l'abbandono del presidente Oriano Ducceschi nella stagione successiva. Al suo posto arriva Marcello Melani, che però al termine del campionato lascia la società, decidendo di interessarsi solo alla squadra da lui creata: l'Unione Valdinievole appena promossa in Serie D. Melani affida quindi la presidenza ad un suo uomo di fiducia, Ezio Giotti.

La stagione 1973-1974 rappresenta un vero e proprio calvario per la Pistoiese, dato che tutte le attenzioni di Marcello Melani vengono rivolte solo alla propria squadra, l'Unione Valdinievole, che milita nello stesso campionato degli arancioni. Qualcuno fa notare a Melani che essere proprietario di due squadre inserite nello stesso campionato può generare un conflitto d'interessi. Melani prende quindi una decisione: lascia la sua squadra per dedicarsi "anima e corpo" alla Pistoiese, e promette la Serie A in cinque anni. Intanto è subito Serie C. A Pistoia arrivano giocatori come Palilla, Sergio Brio, Gattelli, Volpato, ma il presidente ancora non è soddisfatto dei risultati raggiunti. Si ritorna sul mercato con Sergio Borgo, Stefano Di Chiara, Picella, Dalle Vedove e il portiere Lido Vieri. La Pistoiese con Bruno Bolchi in panchina stravince il campionato di Serie C 1976-1977, e torna nella serie cadetta dopo 29 anni di assenza.

La storica promozione in Serie A Dopo una stagione difficile, e la salvezza strappata solo nelle ultime battute del torneo, la squadra del 1978-1979 è la mina vagante del torneo cadetto, e fino alle ultime giornate tiene in apprensione e , in lotta per la terza piazza.

Il primo giugno 1980 la Pistoiese, pareggiando con il , è matematicamente promossa in Serie A. Il presidente Marcello Melani, detto "Faraone" che molti consideravano, almeno all'inizio, un visionario, ha portato a termine il suo programma con un solo anno di ritardo (1974-1980). Uno degli artefici di questi anni fu la mezzala Mario Frustalupi, già campione d'Italia con e , diventato il faro della squadra e poi uno dei giocatori più amati di tutti i tempi nella storia del club arancione. Tra gli altri artefici, va menzionato anche il poco più che trentenne Marcello Lippi.

Anni 1980 La stagione in massima serie La Pistoiese aveva già giocato in Divisione Nazionale (corrispondente all'attuale Serie A) nel campionato 1928-1929, arrivando dodicesima nel Girone B. La prima ed unica partecipazione al campionato di Serie A a girone unico fu quindi nella stagione 1980-1981.