Racconigi (IPA: , Racunis in piemontese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte. È noto ai più per il suo castello, residenza dei reali sabaudi, dove nacque l'ultimo re d'Italia Umberto II.

Geografia fisica

Territorio

Racconigi si trova nella pianura alluvionale che, stretta tra le ultime propaggini delle Alpi Cozie e delle colline del Roero, si estende tra Torino e Cuneo. In termini più specifici si tratta di un altipiano posto a un'altezza che varia tra i 180 e i 400 metri sul livello del mare. Posto al limite settentrionale della provincia di Cuneo, il territorio comunale è prevalentemente pianeggiante e si estende su una superficie di poco più di 48 km², a un'altezza media di 260 metri sul livello del mare. Sono assenti rilievi. Il territorio è leggermente declinante in direzione nord.

Viene attraversato dal torrente Maira, dal suo tributario Mellea e da numerosi canali. Al confine settentrionale del comune si trova la foce del Maira che confluisce nel Po. La zona è ricca di risorgive e il terreno, tra i più fertili della provincia, è adatto alla coltivazione intensiva di prodotti cerealicoli. I boschi che un tempo ricoprivano gran parte della campagna sono stati sostituiti da piantagioni di pioppi. Sebbene frutto dell'opera dell'uomo, è notevole il bosco-parco del castello di Racconigi che si estende per circa 180 ettari con piante autoctone che superano i 150 anni di età.

Dal 1985 è stato istituito in via Stramiano il Centro cicogne e anatidi Racconigi per la protezione della fauna avicola e la reintroduzione di specie in via di estinzione come la cicogna bianca e il gobbo rugginoso.

Clima

Origini del nome Sull'origine del toponimo di Racconigi sono state avanzate numerose ipotesi. Origine dal sostantivo della lingua greca racos ("cencio", "veste lacera"): per estensione avrebbe indicato una zona malsana spesso trasformata in palude da straripamenti del torrente Macra. Una seconda derivazione richiamerebbe il termine raca in riferimento al termine con cui venivano indicati i mantelli tessuti dalla lana della pecora di Pollenzo (la romana Pollentia situata a 20 km a sud-est). Onorato Nicolis, considerando l'evoluzione urbanistica di Racconigi, da luogo di case sparse a conglomerato urbano, ne deriva il nome dal verbo raccogliere. La tesi più accreditata è quella di Giandomenico Serra. il quale presume un'origine longobarda del nome. Il termine Racconigi deriverebbe da Raco(n) -is, in cui Raco sarebbe il nome di un capoclan longobardo insediatosi in zona nel periodo tardo imperiale e -is deriverebbe dal suffisso aggettivale -ensis. Il nome significherebbe dunque "Luogo del clan dei Raco". Nel corso dei secoli il nome di Racconigi ha subito numerose modifiche. Dal latino Raconisium alle versioni in volgare Raconigi e Raconiggi, al francese Raconis, utilizzato fin dopo il periodo napoleonico.

Storia Origini Il territorio di Racconigi fu abitato già in epoca romana come testimoniano alcune tombe alla cappuccina rinvenute nei pressi della città e un'epigrafe un tempo murata sull'ex pieve di San Dalmazzo. L'area era abitata dalla tribù dei Vagienni che, dopo la romanizzazione del territorio, ebbero come principale centro Augusta Bagiennorum. Era posta sulla direttrice che collegava Alba Pompeia e Pollentia con Augusta Taurinorum.. Il luogo in quel periodo era occupato in gran parte da boschi e acquitrini.

Il paese, tuttavia, ha origine medioevale. I primi documenti in cui è citato il nome di Racconigi risalgono all'anno Mille. La prima attestazione del toponimo appare nel 959 nella forma Racunese, in cui è evidente l'originario suffisso -ensem; più tardi compaiono Racunis (1075), Raconisio (1080); il suffisso citato è probabilmente aggiunto a Racco, -onis, un antroponimo germanico (ossia longobardo) poi latinizzato..

Nel 1004 è citata per la prima volta la presenza in loco di un fortilizio, da cui deriverà poi il castello. Nel 1064. il territorio racconigese appare nominato in un atto di donazione della marchesa Adelaide di Susa a favore dell'abbazia di Santa Maria di Pinerolo.Nell'atto si legge «"[…] in Raconisio mansum unum sicut fuit rectum et laboratum per Willenum Brocafeltrum"» (dal libro Privilegia Abatiae Pineroli, archivio centrale).

Inizialmente il paese era posto più a est dell'attuale centro in prossimità della pieve di San Dalmazzo, distrutta nel XIX secolo.

Il Medioevo La comunità inizia ben presto a strutturarsi attorno al castello fortificato e sorgono i primi elementi di vita comunale. Nei secoli fu feudo di diverse famiglie. All'inizio dell'anno 1000 risulta possedimento dei monaci di Nonantola. Passò poi in mano ai Conti di Pombia (1034) e di Romagnano per poi diventare proprietà del Marchese di Saluzzo (1175).

Tra il 1186 e il 1198 cominciarono a svilupparsi i primi segni di esperienza comunale a Racconigi.. Il 12 dicembre 1198 la Comunità di Racconigi firma un atto con il marchese di Saluzzo Manfredo II in cui si impegnava annualmente a versare, in cambio di libertà e franchigie, cento mogge di grano e ottanta lire astensi Fino al XV secolo rimase importante feudo marchionale per il quale rappresentò un baluardo per i confini settentrionali del Marchesato. Tra il 1260 e il 1290 furono edificate le mura a difesa del borgo.

Nel 1300 Racconigi istituì il primo consiglio comunale ante litteram. Tale istituto, con il compito di gestire la vita comunitaria si riuniva nella chiesa di Santa Maria de Castro e, dopo avere ascoltato messa, proceda a votare i diversi argomenti all'ordine del giorno. Nel 1414, con l'estinzione dei signori di Acaia, la città, che contava allora circa duemila abitanti, divenne feudo dei Savoia-Racconigi.. Tra il 1420 e il 1430 con l'approvazione dei Savoia, Racconigi mise per iscritto il primo Statuto comunale, il cosiddetto Libro della Catena. Esso consisteva in circa 90 articoli in cui venivano disciplinati i vari settori della vita socioeconomica e politica del comune.

Numerosi in questo periodo risultano essere gli atti di lite tra la comunità di Racconigi e le comunità limitrofe in merito all'utilizzo delle acque dei canali a scopo irriguo, mentre non si rilevano contenziosi per questioni territoriali.

Venne introdotta la coltura del gelso e del baco da seta che veniva praticata a livello famigliare, senza rappresentare ancora una vera e propria attività a sé stante..

Visse in questo periodo la beata Caterina de' Mattei, mistica terziaria domenicana, processata per stregoneria e costretta dai suoi concittadini a rifugiarsi nella vicina Caramagna Piemonte. Furono fondati importanti monasteri: il convento dei domenicani, risalente alla seconda metà del Cinquecento e il convento dei Servi di Maria.

I secoli d'oro e lo sviluppo cittadino (Seicento-Settecento)

Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento si avviò un processo di sviluppo economico e produttivo, appoggiato dal potere centrale e destinato a favorire l'investimento di capitali nella terra. Sotto i Savoia-Carignano Racconigi rafforzò la già esistente attività legata alla seta che, passata dalla sfera domestica a quella su larga scala, fece della città una vera e propria capitale europea del filato..

La trasformazione del tessuto urbano e l'abbattimento delle mura medioevali che permisero al concentrico di allargarsi, la costruzione di nuovi canaliL'utilizzo delle acque era disciplinato da accordi tra contadini, produttori serici e i Signori di Racconigi ai quali spettava la proprietà delle principali bealere. Per l'irrigazione per esempio si doveva utilizzare l'acqua solo nel periodo detto "di Samboyra" ovvero dal vespro antecedente la festività al vespro della festività medesima. Questo solo nel periodo detto "tra le due Croci" cioè da maggio a metà settembre. per i setifici e la costruzione di imponenti fabbricati detti filande portarono in breve Racconigi a essere soggetto di uno sviluppo industriale che difficilmente fu eguagliato in altre zone dello stato sabaudo.. Nel 1677 la famiglia Peyroni fondò il primo stabilimento. seguita nel 1694 dal setificio dei Blasi.Trasformato nel corso degli anni e ampliato diventerà noto come Setificio Manissero. Di esso è ancora visibile oggi il monumentale portale d'ingresso. Nel 1787 erano attivi 33 filatoi che impiegavano circa quattromila operai mentre in Racconigi la popolazione censita era di unità. In questo periodo la produzione serica racconigese rappresentava il 37% dell'intera produzione del Piemonte. In termini assoluti la quantità di filato grezzo ammontava a libbre annue.Equivalenti a circa 101 tonnellate.

Il Settecento è da considerarsi per Racconigi il secolo di maggior splendore anche sotto il profilo architettonico. Il castello fu ingrandito e con esso il parco. Furono ricostruite in forme barocche le due parrocchiali di Santa Maria Maggiore e San Giovanni Battista, rimodernate le confraternite e fondato l'ospedale di carità grazie al generoso lascito di Angelo Spada.

L'occupazione francese Gli anni finali del Settecento videro anche Racconigi coinvolta nel tracollo socio-economico-militare del Regno di Sardegna, costretto, dopo l'armistizio di Cherasco (28 aprile 1796) a capitolare di fronte alle armate francesi.

A partire dal 1799 Racconigi diventa parte del Dipartimento della Stura. Il primo cittadino di allora, Giacomo Govean, assunse il titolo di maire. In questo periodo furono frequenti le carestie e si assistette a un calo di popolazione.

Il 20 luglio 1797 sull'onda dell'ennesimo aumento dei prezzi del grano, scoppiò quella che è ricordata con il nome di "Rivoluzione di Racconigi".. Durante il mercato del giovedì, sull'allora piazza del grano, i filatoristi insorgono e chiedono aumenti di salario e calmierazione dei prezzi. Per alcuni giorni vengono assaliti i palazzi nobili del centro, i cittadini inneggiano alla repubblica e viene issato l'albero della libertà. Alla rivolta si pone fine in modo violento pochi giorni dopo. L'esercito entra in città, vengono arrestati i facinorosi e dodici giovani, tra cui il Govean, capo degli insorti, sono condannati a morte e giustiziati per impiccagione poco fuori dall'abitato.

Ottocento L'Ottocento vide una nuova e triste epidemia di colera abbattersi su Racconigi nell'estate del 1835. Secondo le testimonianze dell'epoca,Tra di esse merita di essere citata quella di don Giovanni Ribotta, riportata in . il numero di morti giornalieri superava le due dozzine.

Con l'ascesa al trono di Carlo Alberto di Savoia-Carignano si iniziarono nuovi lavori di espansione del castello con la demolizione degli edifici antistanti e la costruzione della piazza intitolata al sovrano. Nel 1832 Racconigi ottenne dal sovrano il titolo di città e fu eretto il nuovo Palazzo di Città. Nel 1842 nel castello si tennero fastosi festeggiamenti in occasione del matrimonio di Vittorio Emanuele II con Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena: la città intera visse giorni di festa. Nel 1853 Racconigi viene raggiunta dalla linea ferroviaria Torino-Savigliano. Nacquero in questo periodo nuove istituzioni sociali, tra cui sono degni di menzione l'asilo Maria Teresa, fondato da Giuseppe Benedetto Cottolengo e l'asilo infantile Ribotta, fondato nel 1854, a favore dei bambini e degli orfani di Racconigi.

Dal Novecento a oggi

Il 15 settembre 1904, nel Castello Reale di Racconigi, nasce l'erede al trono Umberto II di Savoia, principe di Piemonte. La città festeggia l'evento con illuminazioni, concerti e omaggi alla real Casa.