La storia della Repubblica Democratica Tedesca (RDT) come Stato sovrano ebbe inizio nel 1949 e durò fino al 1990, anno della Riunificazione tedesca. Copriva l'area degli attuali Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, del Brandeburgo, della Sassonia, della Sassonia-Anhalt e della Turingia, più il settore sovietico di Berlino.

Creazione (1945-1949) Divisione della Germania

La conferenza di Jalta Alla Conferenza di Jalta, tenuta nel febbraio 1945, gli Stati Uniti, il Regno Unito, e l'Unione Sovietica si accordarono sulla divisione della Germania in zone di occupazione. Ritenendo probabile che gli eserciti degli alleati occidentali e dell'Unione Sovietica potessero invadere il territorio tedesco, la conferenza di Jalta determinò la linea di demarcazione per le rispettive aree di occupazione. Fu anche decisa la creazione di un "Comitato sullo Smembramento della Germania". L'idea era di decidere se la Germania dovesse essere divisa in più nazioni, e se fosse accaduto, quali confini e quali interrelazioni dovevano avere i nuovi stati. Dopo la resa della Germania, gli alleati vincitori del conflitto (Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia e Gran Bretagna) assunsero autorità governativa nella Germania del dopoguerra. Ogni potenza vincitrice fu responsabile, per la propria zona di occupazione, dello smantellamento delle industrie belliche.

La Conferenza di Potsdam La Conferenza di Potsdam tenutasi tra il luglio e l'agosto del 1945 riconobbe ufficialmente le zone di occupazione e confermò anche la giurisdizione dell'amministrazione militare sovietica in Germania (tedesco: Sowjetische Militäradministration in Deutschland, SMAD) dall'Oder e dal Neiße alla linea di demarcazione. La zona di occupazione sovietica comprendeva gli antichi stati di Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia. La parte occidentale della Germania venne invece affidata alle altre tre potenze. Analogamente all'intera nazione, anche la città di Berlino venne posta sotto controllo delle quattro potenze vincitrici: l'est fu affidato ai sovietici, mentre l'ovest alle tre potenze occidentali. Tuttavia, il territorio tedesco ad oriente della linea Oder-Neiße venne completamente annesso dalla Polonia e dall'Unione Sovietica: la Polonia inglobò parte della Pomerania, mentre l'area di Königsberg, oggi Kaliningrad, divenne parte della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. I milioni di tedeschi che vivevano ancora in quelle zone vennero di fatto espulsi e sostituiti con coloni polacchi e russi. Nella nascente DDR, fu usato il termine "reinsediamento" per descrivere questo evento, in modo da non far salire la tensione con gli alleati polacchi e sovietici.

Le violenze nella zona di occupazione sovietica Norman Naimark scrive nella sua opera "The Russians in Germany: A History of the Soviet Zone of Occupation, 1945-1949." che il numero di donne e ragazze tedesche violentate dall'Armata Rossa, negli anni dell'occupazione, è sconosciuto, ma si stima che la cifra superi le centinaia di migliaia. Naimark conclude che la psicologia dei tedeschi, nella zona di occupazione sovietica, è stata marcata dai crimini sin dai primi giorni di occupazione fino alla nascita della RDT..

Riparazioni di guerra

Ogni potenza occupante in suolo tedesco assunse il suo ruolo nel giugno 1945. Le potenze vincitrici inizialmente perseguirono una politica comune, focalizzata nella denazificazione e nella smilitarizzazione, in previsione di un ripristino della democrazia in Germania. Col tempo le zone occidentali e quella sovietica iniziarono a divergere: il motivo principale fu lo spostamento delle industrie tedesche da parte dei sovietici in URSS, sotto forma di "riparazione di guerra". Secondo il ministero degli esteri sovietico l'URSS portò via dal suolo tedesco 1,28 milioni di tonnellate di materiale e 3,6 milioni di tonnellate di equipaggiamento. Non ci fu accordo, durante la conferenza di Potsdam, riguardo alle riparazioni, ma fu chiaro che, nel dicembre 1947, le potenze occidentali non avrebbero concesso ai sovietici la richiesta di 10 miliardi di dollari in riparazioni, cosicché i sovietici cercarono di trarre i 10 miliardi di dollari dalla propria zona di occupazione. Nel 1995 lo storico Norman Naimark calcolò che i dieci miliardi di dollari vennero trasferiti, agli inizi degli anni cinquanta in URSS sotto forma di beni materiali..

Nelle zone di occupazione occidentali, lo smantellamento continuò fino al 1951, come previsto nella Conferenza di Potsdam. Alla fine del 1948 gli Stati Uniti ebbero smantellato tutte le industrie di guerra.

Le industrie militari possedute da attivisti nazisti vennero confiscate. Queste industrie rappresentavano circa il 60% della produzione industriale totale nella zona di occupazione sovietica. La maggior parte delle industrie pesanti, che costituivano il 20% della produzione totale, vennero reclamate dai sovietici come riparazione di guerra. Parte delle industrie vennero nazionalizzate, lasciando solo il 40% della produzione industriale in mano privata.

Riforme agrarie Le riforme agrarie (Bodenreform) prevedevano l'espropriazione di tutte le terre appartenenti agli attivisti del nazismo. Circa 500 proprietà degli Junker furono convertite in fattorie collettive (tedesco: Landwirtschaftliche Produktionsgenossenschaft), e più di 30 000 km² vennero distribuiti tra mezzo milione di contadini. Inoltre vennero costituite le prime fattorie statali, chiamate Volkseigenes Gut.

Tensioni politiche Con la crescente tensione politica tra potenze vincitrici, in particolare tra USA e URSS, nel marzo 1948 le potenze occidentali trovarono un accordo per unire le rispettive zone di occupazione, per creare uno Stato tedesco-occidentale. I sovietici abbandonarono il consiglio alleato, per preparare, a loro volta, la creazione di uno Stato tedesco-orientale. La divisione della Germania si fece più chiara con la riforma monetaria del giugno 1948, che venne limitata solo nelle zone occidentali. Pochissimi giorni dopo una riforma monetaria venne introdotta dall'URSS nella sua zona di occupazione. L'introduzione del marco tedesco anche nei settori occidentali di Berlino provocò il blocco di Berlino da parte dei sovietici, nel tentativo di porre sotto controllo l'intera città. Gli alleati decisero di rifornire Berlino Ovest via aerea (Ponte aereo di Berlino). Il ponte aereo di Berlino durò per circa 11 mesi.

Sviluppi politici Un decreto del 10 giugno 1945 da parte delle autorità sovietiche permise la formazione di partiti democratici antifascisti; vennero programmate le nuove elezioni per ottobre 1946. Nel luglio 1945 si costituì una coalizione di partiti democratici antifascisti, formata dal Partito Comunista di Germania (KPD), Partito Socialdemocratico di Germania (SPD), Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) e dal Partito Liberal-Democratico di Germania (LDPD). Nell'aprile 1946 il KPD, guidato da Wilhelm Pieck, e la SPD, guidata da Otto Grotewohl, si fusero formando il Partito Socialista Unificato di Germania (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands, SED). Nelle elezioni dell'ottobre del 1946, la SED raggiunse approssimativamente 50% dei voti nella zona di occupazione sovietica. A Berlino, che non era ancora divisa, la SPD resistette alla fusione con i comunisti e, correndo per conto proprio, raggiunse il 48% dei voti, battendo la SED e la CDU.

Quando divenne probabile che venisse instaurato un governo tedesco-occidentale, nel mese di maggio del 1949 venne tenuta nella zona di occupazione sovietica un'elezione per un Congresso Popolare, ma, invece di scegliere tra candidati, gli elettori potevano solo scegliere se approvare o respingere la "lista unitaria" di candidati emanata da tutti i partiti, candidati che erano tutti controllati dal SED, il partito dominante. Assicurandosi che in queste liste unitarie fossero predominanti i comunisti, la SED determinò in anticipo quale doveva essere la composizione del Congresso Popolare. Secondo i risultati ufficiali, almeno due terzi dell'elettorato approvò la lista unitaria. Nelle successive elezioni, venivano annunciati margini di successo del 99%.

La SED si modellò come un partito in stile sovietico: a questo fine, il comunista tedesco Walter Ulbricht divenne il primo segretario del SED, e si formarono il Politbüro, Segretariato e il Comitato Centrale. In sintonia con il principio leninista del centralismo democratico, ogni partito era controllato dai suoi membri. Ulbricht, come capo del partito, programmò il volere dei membri. La SED si uniformava ideologicamente al marxismo-leninismo e alla lotta di classe.

Molti ex membri del SPD e anche alcuni comunisti, che sostenevano una via socialdemocratica al socialismo, vennero estromessi dal SED. La CDU e la LDPD, portatori delle istanze dei ceti medi, vennero indeboliti dalla creazione di due nuovi partiti, il Partito Nazional-Democratico di Germania (NDPD) e il Partito Democratico Rurale di Germania (DBD), che tendevano ad attrarre le simpatie, rispettivamente, degli ex nazisti e degli agricoltori, vennero aggiunti solo con la benevolenza del SED. La SED diede il permesso di rappresentanza politica alle organizzazioni di massa e, in modo significativo, al controllato sindacato FDGB (Freier Deutscher Gewerkschaftsbund).

Casualmente, il sistema partitico fu progettato per permettere il rientro di solo quegli aderenti dell'ex partito nazista che avevano deciso di far parte del Fronte Nazionale, che inizialmente era formato da emigranti e da prigionieri di guerra dell'Unione Sovietica. La denazificazione nella zona di occupazione sovietica venne trattata comunque in modo più trasparente che in occidente.

Nel novembre del 1948, la Commissione economica tedesca (Deutsche Wirtschaftskomission), che includeva rappresentanti del blocco antifascista, assunse autorità amministrativa. Il 7 ottobre 1949, cinque settimane dopo la creazione della Repubblica federale di Germania, la suddetta commissione formò un governo provvisorio e proclamò la fondazione della Repubblica democratica tedesca. Venne eletto presidente Wilhelm Pieck. Il 9 ottobre 1949 l'Unione Sovietica lasciò il suo quartier generale a Berlino est, e, di conseguenza, cedette le funzioni militari al nuovo Stato tedesco.

I primi anni, 1949-54 La SED come partito dominante

La SED controllava il Fronte Nazionale, una coalizione che raggruppava tutti i partiti e le organizzazioni, preservando, almeno apparentemente, il pluralismo. La costituzione del 1949 formalmente instaurò una repubblica democratica federale e creò la Camera dei Länder (Länderkammer) e la Camera del Popolo (Volkskammer). La Volkskammer, secondo la costituzione della RDT, veniva investita della funzione legislativa. Il SED controllava il Consiglio dei ministri e ridusse la funzione legislativa della Volkskammer. Le elezioni alla Volkskammer erano basate su una scheda congiunta preparata dal Fronte nazionale; i votanti potevano solo registrare la loro approvazione o il loro rifiuto.

Tutti i membri del SED che erano attivi negli organi statali potevano programmare le risoluzioni del partito. La Stasi e il ministero della sicurezza statale erano la controparte delle agenzie di sicurezza occidentali.