La battaglia di Sedan del 1940 (o seconda battaglia di Sedan) fu uno scontro combattuto tra la Wehrmacht e l'Esercito francese nel settore di Sedan nel corso delle prime fasi della campagna di Francia. Questa battaglia rappresentò un momento cruciale per le sorti dell'offensiva tedesca contro la Francia e una delle operazioni militari più importanti e riuscite della prima fase della seconda guerra mondiale. Alcune divisioni corazzate tedesche del Gruppo d'armate A riuscirono a superare la Mosa e a conquistare l'importante posizione di Sedan, ponendo così le basi per quella rapida conversione verso nord-ovest che avrebbe circondato in pochi giorni il grosso delle truppe anglo-francesi del Gruppo d'armate n. 1 in Belgio.

La battaglia, preceduta dalla sorprendente e inattesa avanzata delle forze corazzate tedesche nelle Ardenne, cominciò il 13 maggio 1940 con pesanti bombardamenti della Luftwaffe, che indebolirono le difese e scossero il morale delle truppe francesi schierate sulla linea della Mosa. Nel pomeriggio dello stesso 13 maggio elementi del 19º Panzerkorps del generale Heinz Guderian, potente formazione meccanizzata costituita da tre Panzer-Division con oltre 850 carri armati, riuscirono ad attraversare il fiume a Sedan ed entro il giorno successivo consolidarono la testa di ponte al di là della Mosa.

I tentativi della Royal Air Force (RAF) e dell'Armée de l'Air di distruggere i ponti costruiti dai tedeschi con azioni di bombardamento aereo furono tenuti agevolmente a bada dalla Luftwaffe e dall'artiglieria contraerea tedesca, mentre alcuni confusi contrattacchi delle riserve corazzate francesi furono respinti facilmente dai panzer tedeschi. Il 15 maggio le ultime resistenze francesi nel settore di Sedan furono superate dalle Panzer-Division che solo cinque giorni dopo (il 20 maggio) avrebbero raggiunto le sponde del canale della Manica.

Fall Gelb Faticosa pianificazione tedesca Sin dal novembre 1939 Adolf Hitler aveva sorprendentemente intuito l'importanza strategica del settore di Sedan che costituiva un'importante cerniera del fronte francese sull'estremo limite occidentale della Linea Maginot. La conquista tedesca di questo settore parzialmente fortificato lungo le rive della Mosa poteva scoprire contemporaneamente la Linea Maginot, che avrebbe potuto essere aggirata sul fianco sinistro, la regione di Parigi, raggiungibile con un'avanzata diretta a sud, e la regione del Nord francese, con un'audace marcia diretta a ovest verso le coste della Manica. Quindi il Führer, pur non modificando sostanzialmente il primo progetto del Fall Gelb elaborato dall'OKH, che assegnava il ruolo principale dell'offensiva al Gruppo d'armate B del generale Fedor von Bock a nord di Liegi, decise di assegnare al Gruppo d'armate A del generale Gerd von Rundstedt il 19º Panzerkorps del famoso generale Heinz Guderian, massimo esperto e teorico della guerra corazzata, per sferrare un attacco secondario con due Panzer-Division (2. e 10. Panzer-Division) e una divisione motorizzata (29. Divisione) proprio a Sedan, dopo aver attraversato le Ardenne, da sfruttare eventualmente in caso di difficoltà nei settori dell'offensiva principale.

Il 10 maggio 1940 la Wehrmacht lanciò la sua offensiva a occidente invadendo il Lussemburgo, i Paesi Bassi e il Belgio. Già due giorni dopo l'avvio delle operazioni, il Gruppo d'armate B era arrivato a pochi chilometri da Rotterdam e Amsterdam, mentre nel centro del Belgio le forze armate tedesche avevano raggiunto le sponde del fiume Dyle. Secondo le intenzioni del piano tedesco d'invasione della Francia, l'avanzata del Gruppo d'armate B rappresentava unicamente una manovra diversiva, volta a distrarre l'attenzione dei comandi anglo-francesi dal reale centro di gravità dell'offensiva: l'attacco attraverso le Ardenne del Gruppo d'armate A al comando del generale Gerd von Rundstedt.

All'interno di questa formazione, il peso maggiore dell'attacco sarebbe toccato agli elementi della Panzergruppe von Kleist, sotto il comando del generale Paul Ludwig Ewald von Kleist; a questa armata corazzata sarebbe toccato il compito di operare attacchi in profondità in maniera relativamente autonoma dai progressi delle divisioni di fanteria del resto del Gruppo d'armate A. Allo scopo di assicurare la necessaria forza di impatto alla Panzergruppe, quest'unità fu dotata di ben 5 divisioni corazzate divise in due Panzerkorps; complessivamente erano a disposizione del generale von Kleist veicoli, inclusi carri armati di tutti i tipi..

Operativamente, lo sfondamento strategicamente più rilevante sarebbe toccato al 19º Panzerkorps comandato dal generale Heinz Guderian: una formazione composta da tre divisioni corazzate (la 1., la 2. e la 10. Panzer-division) e dallInfanterie Regiment Großdeutschland. A quest'unità venne assegnato il compito cruciale di attraversare la Mosa nei pressi di Sedan, sfondando nel punto più a sud del dispositivo di attacco tedesco. La rilevanza di quest'operazione sulle sorti complessive della Campagna di Francia era dettata dalla particolare posizione della città di Sedan; essa infatti si trovava nell'area a cavallo tra l'ala destra del I Gruppo d'armate francese e l'ala sinistra del II Gruppo d'armate, posto a difesa della linea Maginot: uno sfondamento rapido in questo settore avrebbe creato una falla nello schieramento francese, consentendo così ai tedeschi di avviare una manovra di accerchiamento ai danni del I Gruppo d'armate.

Il piano di operazioni del generale Guderian era abbastanza semplice: le tre divisioni avrebbero effettuato tentativi simultanei di attraversamento del fiume, con le unità di fanteria motorizzate che avrebbero guidato l'azione assicurando una testa di ponte utile all'attraversamento dei carri. Una volta che i carri avessero guadagnato in sicurezza la sponda opposta della Mosa, essi avrebbero potuto occupare Sedan e cominciare il proprio movimento verso ovest. Per realizzare questo piano, Guderian aveva individuato nella 1. Panzer-division l'unità che avrebbe costituito la sua punta di lancia nell'attacco a Sedan, ponendola al centro del dispositivo d'attacco tedesco.

Decisioni strategiche francesi Il Comando supremo francese, seguendo l'esperienza maturata nella prima guerra mondiale, considerò che anche in questo nuovo attacco i tedeschi avrebbero ripetuto la strategia del precedente Piano Schlieffen. Pertanto, secondo il Piano Dyle predisposto dal generale Maurice Gamelin, l'ala sinistra del Gruppo d'armate n. 1 alleato (composto dalla I, VII e IX Armata francese, nonché dal Corpo di Spedizione Britannico) si spinse all'interno del territorio belga per contrastare l'invasione tedesca.

I principali esponenti politici e militari francesi, nonostante le perplessità messe in luce da esperti militari britanniciRicorda a tale proposito Basil Liddell Hart: "Quando nel novembre del 1933 mi fu chiesto di dare un parere a proposito del migliore impiego al quale avrebbero essere potute adibite in una futura guerra le nostre formazioni celeri di carri armati... io dissi che nell'eventualità di un'invasione tedesca della Francia a mio avviso avremmo dovuto sferrare un contrattacco con i carri armati attraverso le Ardenne. Mi dissero che le Ardenne erano insuperabili per dei carri armati, ma io replicai che sulla base di uno studio della zona che avevo condotto personalmente ritenevo che questa fosse una pura illusione". Da ., ritenevano che nessuna azione offensiva potesse essere condotta dai tedeschi attraverso le Ardenne. In particolare, essi ritenevano che le difficoltà poste dal terreno impedissero qualsiasi azione da parte dei mezzi corazzati: il Maresciallo Philippe Pétain disse che le Ardenne erano "impenetrabili", mentre il generale Gamelin definì le caratteristiche geografiche dell'area come “il miglior ostacolo anticarro d'Europa”..

La barriera naturale posta dalle Ardenne e dalla Mosa sembrava quindi all'Alto comando francese una linea di difesa impenetrabile per le forze corazzate. Gli esperti militari francesi conclusero quindi che, nel peggiore dei casi, un attacco tedesco condotto attraverso le Ardenne verso Sedan non avrebbe raggiunto la Mosa prima di due settimane dall'inizio dell'offensiva tedesca. Secondo le loro stime, oltretutto, il solo attraversamento delle Ardenne avrebbe richiesto ai tedeschi tra i cinque e i nove giorni.. Non mancarono però tentativi di ufficiali francesi di far cambiare opinione ai propri comandi militari, soprattutto alla luce dei risultati di alcune esercitazioni realizzate in Francia nel 1938: da queste manovre emerse come un potenziale attacco di truppe motorizzate tedesche avrebbe rapidamente distrutto le linee francesi.

Ancora nel marzo del 1940, poi, un rapporto indirizzato a Gamelin indicò come le posizioni fortificate a difesa di Sedan, punto cruciale per la difesa della linea della Mosa, fossero completamente inadeguate.. Tutte queste considerazioni non convinsero però i comandi francesi a mutare opinione sulla condotta strategica della loro linea di difesa. Così quando l'11 aprile 1940 il generale Charles Huntziger, la cui II Armata difendeva la linea della Mosa prima delle Ardenne, richiese divisioni aggiuntive per ultimare le fortificazioni difensive, si vide opporre un rifiuto secco da parte del comando francese..

Le difese francesi a Sedan La convinzione che i tedeschi non avrebbero attaccato Sedan aveva lasciato che in quell'area si concentrassero scarse forze di difesa francesi. Tra le unità della II Armata di Huntziger, che difendeva l'area a ovest della linea Maginot, solo la 55ª Divisione fanteria (al comando del generale Henri-Jean Lafontaine) era posta a difesa dell'area. Coerentemente con la loro strategia, i francesi affidarono le loro difese alla costruzione di posizioni fortificate lungo il corso della Mosa presso Sedan. Furono così avviati ampi lavori di fortificazione in tutta l'area, allo scopo di costruire una solida linea di difesa. I lavori, però, non arrivarono mai a essere completati a causa del maltempo e della carenza di manodopera: quando s'iniziò la battaglia, la maggior parte dei bunker e delle casematte erano ancora incomplete e sostanzialmente inutilizzabili. Durante alcune ricognizioni, alcuni piloti della Luftwaffe, riportarono al comando tedesco la presenza di queste strutture, che facevano pensare a un ampio sistema di bunker e fortificazioni; ciò mise in serio allarme tutto il vertice militare tedesco e lo stesso Gerd von Rundstedt (comandante del Gruppo d'armate A) iniziò a dubitare della bontà del piano offensivo di Guderian. Da analisi fotografiche più attente, però, i tedeschi intuirono che i lavori di fortificazione non erano ancora completi: ciò dette loro ancora più spinta e determinazione nella realizzazione di un attacco rapido su Sedan.. Come ricordato, la difesa di Sedan poggiava principalmente sulle spalle della 55ª Divisione francese. Quest'unità, però, per vari motivi non era in condizione di affrontare efficacemente lo scontro: si trattava, infatti, di una divisione costituita principalmente da riservisti, molti dei quali avevano già superato i 30 anni. Da quando si trovavano nella zona di Sedan, oltretutto, gli effettivi della 55ª Divisione erano stati assai più impegnati nella costruzione delle opere di fortificazione che nella preparazione militare, risultando così ancora impreparati a uno scontro in campo aperto. L'organizzazione della 55ª Divisione, oltretutto, era assai confusionaria: gran parte delle unità o dei soldati fu riassegnata più e più volte a posizioni tattiche differenti. Ciò ebbe un effetto negativo non solo sull'organizzazione generale del dispositivo di difesa, ma soprattutto sul morale della truppa, il cui spirito di coesione fu lentamente frustrato dai frequenti cambiamenti.