Operò al servizio del principe di Portogallo Enrico il Navigatore nella spedizione che raggiunse le isole di Capo Verde e il fiume Gambia insieme ad Alvise Ca' da Mosto nel 1456.
Da vari autori viene identificato con Antonio de Noli, ma l'identità fra i due non è accertata, anzi da altri autori confutataN. Sarto, op. cit.Emanuele Diotto. Antonio da Noli e la scoperta delle isole del Capo Verde, "La casana", 1983, 4, 10-15 T. O. De Negri, op. cit., p. 613. Una ricerca storica aggiornata nel 2020 ha concluso che "grazie a prove documentate, oggi è chiaro che Antonio da Noli non era Antoniotto Usodimare".
Biografia Nato a Genova nel 1416 dal magnifico Anfrone Usodimare, anziano di Genova, e da Pietrina Spinola, sua moglie in seconde nozze, appartenenti alla più cospicue nobiltà genovese.
Dal 1444 venne eletto insieme al padre uno degli otto anziani di Genova, antica denominazione della carica di senatore. Nel 1449 era direttore della Zecca di Genova. Tra 1450-51 si trova a Siviglia e nel 1453, in Portogallo, dove comandava una caravella di sua proprietà al servizio del infante di Portogallo Enrico il Navigatore.
Spedizione all'Africa
Nel 1456 aveva armato due caravelle per la spedizione promossa da Enrico il Navigatore, il quale aveva armato un'altra insieme a quella del veneziano Alvise Ca' da Mosto per proseguire l'esplorazione delle coste d'Africa, in ricerca della rotta per l'India. Da prima si trovarono nelle isole Canarie, già colonizzate dal genovese Lancelotto Malocello. Poi continuarono fino al fiume Gambia, che era stato già esplorato l'anno precedente da Antonio de Noli. Insieme si inoltrarono per oltre 100 km all'interno del continente, venendo a contatto pacifico con le popolazioni locali. Sulla via del ritorno toccarono le Isole Bissagos e alcune delle Isole di Capo Verde, senza tuttavia esplorarle in modo sistematico (cosa che fece invece negli anni successivi Antonio de Noli, da allora ritenuto il loro vero scopritore). Per la realizzazione delle sue carte si avvalse probabilmente anche delle nozioni riportate a Genova del mercante e esploratore Antonio Malfante.
Itinerarium Ususmaris Da una lettera ai suoi creditori e da una descrizione in latino dei suoi viaggi denominata Itinerarium Ususmaris (locuzione latina di Usodimare), entrambi conservati a Genova, si potrebbe datare la sua scomparsa intorno al 1461. Nel Itinerarium racconta aver incontrato nel Senegal un discendente dei genovesi dispersi nella spedizione dei fratelli Vivaldi del 1290, comandata dall'ammiraglio Oberto da Savignone
Ultime notizie Nel 1458 risulta presente nella colonia genovese di Caffa in Crimea, in ruolo di fiduciario della casa fiorentina dei Marchioni.
La sua morte è attestata nel 1462 sul testamento della sorella Limbania, che lo chiama quondam Antoniotto (locuzione latina per indicare il decesso).
Nozze e discendenza Sposò Bianchina Gentile, dalla quale ebbe almeno:
Giuliano Usodimare Anfrone Usodimare
Cacciatorpediniere Antoniotto Usodimare
Il suo nome è stato dato ad un cacciatorpediniere della classe Navigatori della Regia Marina italiana che operò durante la seconda guerra mondiale e ad una nave mercantile italiana, appartenuta prima alla Italia di Navigazione di Genova e poi alla compagnia Lloyd Triestino di Trieste.
Note
Bibliografia Teofilo Ossian De Negri, Storia di Genova, Firenze, Giunti, 2003. ISBN 8809029321. Nicola Sarto. Gli esploratori - poi cacciatorpediniere - classe "Navigatori", "Marinai d'Italia", 2007, 12, 17-32.
Voci correlate Antoniotto Usodimare (cacciatorpediniere) Uso di Mare Alvise Ca' da Mosto Enrico il Navigatore Antonio de Noli Lancelotto Malocello Oberto da Savignone Fratelli Vivaldi
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