Il Campionato mondiale di calcio FIFA 1970 o Coppa del Mondo Jules Rimet 1970 (in spagnolo: Copa del Mundo Jules Rimet 1970, in inglese: 1970 World Cup Jules Rimet), noto anche come Messico 1970, è stato la nona edizione della massima competizione per le rappresentative di calcio (squadre comunemente chiamate "nazionali") maschili maggiori delle federazioni sportive affiliate alla FIFA.

Si tenne in Messico dal 31 maggio al 21 giugno 1970 e fu l'ultima edizione del campionato del mondo a chiamarsi Coppa del mondo Jules Rimet; fu infatti vinta dal che, battendo in finale l', se la aggiudicò definitivamente, avendola vinta per tre volte. Dall'edizione successiva (1974) il campionato del mondo prese il nome di Coppa del mondo FIFA. Fu anche la prima edizione del campionato mondiale ad essere trasmessa dalla televisione a colori, grazie alla diffusione del satellite: cinquanta Stati poterono seguire l'evento.

Inoltre, per la prima volta, l'arbitro formalizzò le sanzioni disciplinari a carico dei giocatori tramite i cartellini: il giallo per l'ammonizione ed il rosso per l'espulsione (anche se in trentadue partite, in realtà, non venne comminata alcuna espulsione). L'Adidas Telstar, la classica palla con dodici pentagoni neri e venti esagoni bianchi presente già nell'Europeo 1968, divenne il primo pallone ufficiale dei Mondiali prendendo il posto del classico pallone di cuoio scuro, poiché il disegno e i colori ne facilitavano la visibilità nelle televisioni in bianco e nero. Fu infine il primo torneo mondiale in cui furono concesse due sostituzioni a partita: la prima squadra ad avvalersene fu l' nel match inaugurale.

Assegnazione Il Messico venne scelto come Paese ospitante in seguito ad una votazione tenutasi a Tokyo l'8 ottobre 1964; in lista c'era anche l'Argentina.

Formula Nel mondiale 1970 la fase a gironi si compose di quattro gruppi: 1, 2, 3 e 4. Le prime due classificate di ciascun girone accedevano alla fase seguente; in caso di parità in classifica, i criteri seguiti erano: Differenza reti Sorteggio In questa edizione non era previsto che, a parità di differenza reti, prevalesse la squadra con maggior numero di reti segnate. Nel girone A, infatti, fu il sorteggio a decidere quale squadra era da considerare prima classificata.

L'albero della fase a eliminazione diretta era organizzato come segue:

Quarti di finale 1ª classificata girone 1 - 2ª classificata girone 2 (quarto A) 2ª classificata girone 1 - 1ª classificata girone 2 (quarto B) 1ª classificata girone 3 - 2ª classificata girone 4 (quarto C) 2ª classificata girone 3 - 1ª classificata girone 4 (quarto D) Semifinali Vincente quarto A - vincente quarto C Vincente quarto B - vincente quarto D

Le squadre vincitrici delle semifinali si contendevano il titolo, mentre le perdenti disputavano la finale per il terzo e quarto posto.

Stadi L'organizzazione selezionò cinque stadi in cinque diverse città per ospitare le partite della Coppa del Mondo, considerando anche sedi alternative nello stato di Hidalgo e nella città portuale di Veracruz. Le partite di ogni gruppo furono concentrate in una sola città, ad eccezione delle partite del gruppo 2 (quello dell'Italia), con Puebla e Toluca. A parte lo stadio Luis Dosal, tutti gli altri stadi erano di recente costruzione, in quanto il Messico si preparava ad ospitare sia la Coppa del Mondo che i Giochi olimpici estivi del 1968. I quattro stadi più piccoli costano complessivamente 11 milioni di dollari statunitensi, lo Stadio Azteca 20 milioni di dollari statunitensi.

L'altitudine e l'importanza dell'acclimatamento furono fattori giustamente presi in considerazione dalle squadre partecipanti. Di conseguenza, a differenza del precedente torneo giocato in Inghilterra, la maggior parte delle squadre arrivò nella regione con largo anticipo, per prepararsi a dovere. Alcune compagini avevano già sperimentato le condizioni locali durante il torneo calcistico delle Olimpiadi estive del 1968. Ad un'altitudine superiore a 2.660 metri sul livello del mare, Toluca era la sede di gioco più alta; Guadalajara invece la più bassa a 1.500 m.

Dei cinque stadi utilizzati per le trentadue partite giocate, quello con maggiore capienza ed anche più utilizzato, fu lo stadio Azteca a Città del Messico. Sul suo terreno di gioco vennero ospitate dieci partite totali, compresa la finalissima e la finale per il terzo posto, e tutte le partite del Gruppo 1 (quelle della squadra di casa). Lo stadio Jalisco di Guadalajara ospitò otto partite, comprese tutte le partite del Gruppo 3 e una semifinale. L'Estadio Nou Camp di León ospitò sette partite, ossia tutte quelle del Gruppo 4 e una partita dei quarti di finale. L'Estadio Luis Dosal di Toluca ospitò quattro partite e l'Estadio Cuauhtémoc di Puebla tre partite, unico stadio dei cinque utilizzati per il torneo a non ospitare scontri ad eliminazione diretta.

Città del MessicoStadio AztecaCapienza: 107 247 Guadalajara Puebla Stadio Jalisco Estadio Cuauhtémoc Capienza: 71 100 Capienza: 35 563 León Toluca Estadio Nou Camp Estadio Luis Dosal Capienza: 23 609 Capienza: 26 900

Squadre partecipanti

Pr.SquadraData di qualificazione certaConfederazionePartecipante in quantoPartecipazioni precedenti al torneo 1 8 ottobre 1964 CONCACAF Rappresentativa della nazione organizzatrice della fase finale 6 (1930, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966) 2 30 luglio 1966 UEFA Paese detentore del titolo 5 (1950, 1954, 1958, 1962, 1966) 3 30 aprile 1969 Vincitrice del Gruppo 6 (UEFA) 4 (1930, 1934, 1938, 1954) 4 10 agosto 1969 CONMEBOL Vincitrice del Gruppo 3 (CONMEBOL) 5 (1930, 1950, 1954, 1962, 1966) 5 31 agosto 1969 Vincitrice del Gruppo 2 (CONMEBOL) 8 (1930, 1934, 1938, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966) 6 Vincitrice del Gruppo 1 (CONMEBOL) 1 (1930) 7 8 ottobre 1969 CONCACAF Vincitrice della finale CONCACAF Esordiente 8 15 ottobre 1969 UEFA Vincitrice del Gruppo 5 (UEFA) 4 (1934, 1938, 1950, 1958) 9 22 ottobre 1969 Vincitrice del Gruppo 7 (UEFA) 6 (1934, 1938, 1954, 1958, 1962, 1966) 10 26 ottobre 1969 CAF Vincitrice del Terzo Turno CAF Esordiente 11 4 novembre 1969 UEFA Vincitrice del Gruppo 4 (UEFA) 3 (1958, 1962, 1966) 12 16 novembre 1969 Vincitrice del Gruppo 1 (UEFA) 3 (1930, 1934, 1938) 13 22 novembre 1969 Vincitrice del Gruppo 3 (UEFA) 6 (1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966) 14 3 dicembre 1969 Vincitrice del Gruppo 2 (UEFA) 5 (1934, 1938, 1954, 1958, 1962) 15 7 dicembre 1969 Vincitrice del Gruppo 8 (UEFA) 2 (1962, 1966) 16 14 dicembre 1969 AFC Vincitrice della finale AFC e OFC Esordiente

Nota bene: nella sezione "partecipazioni precedenti al torneo", le date in grassetto indicano che la nazione ha vinto quella edizione del torneo, mentre le date in corsivo indicano la nazione ospitante.

Il nono campionato mondiale di calcio, giocato in Messico dal 31 maggio al 21 giugno 1970, presentava alcune novità: innanzitutto, erano presenti tutte le squadre che lo avevano vinto almeno una volta (ciò era già accaduto nell'edizione del 1950 giocata in Brasile e in quella del 1954 che si tenne in Svizzera, dove c'erano le uniche vincitrici di allora, e ; in questo momento il loro numero era però salito a cinque). Anzi, tre di queste, , Italia e Uruguay, lo avevano già vinto per due volte. Ad esse si aggiungevano i campioni uscenti dell', che avevano vinto quattro anni prima in casa di fronte alla Regina Elisabetta, battendo la grazie ad un gol dubbio; c'erano, infine, gli stessi tedeschi occidentali, trionfatori nel 1954 in Svizzera. Comunque sia, in semifinale arrivavano proprio tutte le tre squadre bi-campioni del mondo, con un'alta probabilità quindi che la Coppa Rimet potesse trovare un padrone definitivo proprio qui: sarebbe stata infatti assegnata alla prima Nazionale vittoriosa per tre volte, anche non consecutive.

Altra novità fu l'introduzione dei cartellini colorati per segnalare le ammonizione e le espulsioni; tale strumento, voluto dall'arbitro della "Battaglia di Santiago", Ken Aston, non venne però mai utilizzato nel corso del torneo. Infine, ci fu l'introduzione delle sostituzioni dei "giocatori di movimento": fino all'edizione precedente era infatti possibile la sola sostituzione del portiere in caso d'infortunio.

Come avrebbe ricordato Gigi Riva molti anni dopo, questa edizione del campionato del mondo non si distinse per particolari novità tattiche, ma solo come campo di confronto tra quattro scuole la cui tradizione si era cristallizzata nel tempo: quella sudamericana, di carattere più difensivista, rappresentata dall'Uruguay, quella brasiliana, fatta di ritmo, fantasia e tecnica, che vedeva in Pelé il suo miglior interprete, e, infine, quella europea; c'era la versione più atletica, impersonata dagli inglesi, campioni uscenti, e dai tedeschi, che ancora non avevano digerito la sconfitta del 1966 a Wembley, e c'era infine quella più tattica del gioco all'italiana, basata su una difesa attenta e su veloci contropiede. Outsider di lusso l', che già si era ben comportata all'ultimo mondiale e che ben figurava da anni nelle manifestazioni continentali (aveva infatti già vinto il Campionato europeo del 1960; arrivò poi seconda dietro la nell'edizione 1964 e fu superata dall'Italia in semifinale all'Europeo 1968 solo per sorteggio). Pochi dubbi tuttavia sul fatto che a disputarsi il titolo sarebbero state, alla fine, le "solite note".

In particolare, l'Italia guardava a questa edizione del Mondiale con rinnovata speranza: sebbene mai nel dopoguerra la Nazionale avesse passato il primo turno di qualificazione, le squadre di club italiane avevano conseguito prestigiose vittorie nelle competizioni europee e in quelle intercontinentali. Da un lato quattro anni prima in Inghilterra la Nazionale azzurra era stata sorprendentemente eliminata al primo turno dei mondiali dalla , dall'altro due anni dopo aveva raggiunto con merito il primato continentale. Nel 1958, però, gli Azzurri erano stati addirittura esclusi dal campionato in Svezia perché nella fase di qualificazione persero a Belfast la partita decisiva contro l'.

A dar fiducia alle speranze azzurre, oltre al recente titolo europeo, vi era una generazione di giovani calciatori già assurti alle glorie in campo continentale e mondiale con i loro club: su tutti Gianni Rivera, campione d'Europa e del mondo con il Milan nell'ultimo anno, oltre che Pallone d'oro 1969, e Sandro Mazzola, due volte campione d'Europa con l' ed altrettante volte vincitore della Coppa Intercontinentale. Proprio in Messico il commissario tecnico Ferruccio Valcareggi inventò la celebre "staffetta" tra i due giocatori: primo tempo per Mazzola, poi sarebbe entrato Rivera. Questo almeno a partire dalla terza partita, quella pareggiata con , mentre non venne utilizzata nella finale della manifestazione, che vide il milanista in campo solo negli istanti finali (i famosi "sei minuti di Rivera"). C'era infine Gigi Riva, cannoniere principe del campionato italiano, che con i suoi gol aveva sospinto il Cagliari a vincere l'ultimo campionato appena concluso. Mancino naturale (tanto che il suo allenatore al Cagliari, Manlio Scopigno, sosteneva che il suo piede destro gli fosse utile solo per salire sul tram), per la sua potenza di tiro Gianni Brera coniò per lui il soprannome di Rombo di Tuono.

Qualificazioni

Le qualificazioni al campionato mondiale di calcio di Messico 1970 videro l'iscrizione di settantatré squadre nazionali, mentre il torneo finale ne prevedeva la partecipazione di sole sedici. Essendo già qualificate di diritto il , paese organizzatore, e l', campione in carica, erano disponibili solo quattordici posti. Questi sarebbero stati come al solito assegnati alle selezioni nazionali vincitrici dei vari raggruppamenti di qualificazione.