Combatté durante la rivoluzione americana e fu il sesto membro dell'Académie française a occupare il seggio numero 2.

Gli inizi Marchese di Chastellux, da principio diventò famoso come scrittore, storico e filosofo. Fu eletto all'Académie française nel 1775 e fu membro della MassoneriaBenedetta Craveri, Gli ultimi libertini, Adelphi, Milano, 2016, p. 220..

Carriera militare Partecipò alla rivoluzione americana come maggior generale, al seguito del comandante in capo della forza francese, il generale Jean-Baptiste Donatien de Vimeur de Rochambeau. Grazie alla buona conoscenza della lingua inglese e alla grande adesione ideologica alla causa americana, entrò in buoni rapporti con George Washington, con il quale restò a lungo in contatto. Dopo il suo ritorno in Francia intrattenne una corrispondenza con Thomas Jefferson, allora rappresentante americano a Parigi.

La carriera letteraria dopo il ritorno in Francia Nel 1788, dopo il ritorno in Francia, scrisse un memoriale in due volumi sulla sua esperienza in America, inclusi i viaggi intrapresi dopo la fine della guerra. Morì a Parigi in quello stesso anno. La sua descrizione di Washington, definito come un grande leader dai tratti profondamente umani, fu considerata come una delle migliori dai suoi contemporanei.

Opere Essai sur l'union de la poésie et de la musique (1765). De la Félicité publique, ou Considérations sur le sort des hommes, dans les différentes époques de l'histoire (1772). Iphigénie en Aulide, opéra (1773). Éloge de M. Helvétius (1774). Voyages de M. le Marquis de Chastellux dans l'Amérique septentrionale, dans les années 1780, 1781 et 1782 in due volumi, Prault, Imprimeur du Roi (1788).

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