Il museo della ceramica è sito a piazza Fedele Cappelletti, nell'ex convento di Sant'Antonio di Rapino in provincia di Chieti.
Storia
La maggior parte delle opere esposte sono di proprietà del comune. Le ceramiche acquistate sono di artisti locali tra i quali Basilio Cascella.
Rapino fu frequentata da vari ceramisti abruzzesi, come il locale Fedele Cappelletti (di cui il museo conserva piatti), e i pescaresi Basilio Cascella, i figli Tommaso Cascella e Gioacchino Cascella. L'arte della ceramica pare fosse stata importata dal famoso centro di produzione abruzzese Castelli, quando un ramo dei Cappelletti si trasferì a Rapino nel quartiere "dei ceramisti", sorto nella campagna tra il convento di Sant'Antonio degli Osservanti e il santuario della Madonna di Carpineto.
I Cascella sino alla morte di Gioacchino, lavoravano in uno stabile presso il santuario, cuocevano le ceramiche al forno del paese, e poi esponevano il materiale a Pescara. La prima sede museale è stata presso l'ex fornace, poi di recente è stato utilizzato l'ex convento di Sant'Antonio.
Esposizione
Sala A. Ospita la ceramica antica e medievale messe a confronto con quella moderna. Vetrina n° 1. Ceramica medievale e contemporanea. Figurano piatti di Cesare Di Sipio (1913-2006), con un piatto di scena agreste; un vaso della bottega Bozzelli con scena agreste; piatto con scena agreste della ditta Bozzelli; piatto "Maternità" di Pelino Amoroso; vaso con tecnica del fioraccio di Beniamino Vitacolonna Vetrina n° 2. Ceramica italiana ed europea del Novecento, tra cui, ceramiche degli anni cinquanta, sessanta e settanta.Tra questi: piatto con scena agreste di raccolta delle spighe (ditta Bozzelli); quadretto con casa di campagna e pagliaio - Pastore con buoi (opera di Alfredo Bontempo); teiera con uccelli su rami (ditta Bozzelli); vaso allungato con scena agreste (opera di Fedele Vitacolonna). Vetrina n° 3. Ceramiche dei Cascella.. Tra queste: pannello di 28 formelle in ceramica dipinta con ritratto di San Francesco in estasi (opera di Gioacchino Cascella); opere di Basilio Cascella: piatto con primo piano di donna abruzzese; piatto con ritratto della moglie Concetta Palmerio; formella con "Madonna del grano"; contadinella abruzzese (scultura dipinta); piatto con veduta di Rapino (opera di Michele Cascella); piatto con veduta di Rapino e albero (opera di Michele Cascella); piatto con zampognaro abruzzese in una cornice stellata (opera di Tommaso Cascella).
Vetrina n° 4. Ceramica moderna e teiere del Novecento.Tra queste: coperchio per zuppiera a spicchi con fioracci e scene agresti a intervalli regolari (bottega di Giuseppe Bontempo, 1868 - 1942); piatto con Bacco e Arianna (opera di Silvestro Ferrante); piattino con rodine su ramo (ditta Bozzelli); vasetto con fiori e tazzina con rondine su ramo (opera di Fedele Vitacolonna); piatto con scena delle spigolatrici, dal dipinto di Millet (opera di Fabio Vitacolonna); brocca con scena agreste (ditta De Nardis); piatto con contadino alla fontana di Rapino (opera di Fabio Vitacolonna); piatto ex voto con miracolo del serpente (opera di Fedele Vitacolonna); vaso con testa di Medusa, dal dipinto di Caravaggio (opera di Silvestro Ferrante); piatto con tre giocatori di carte in campagna (opera di Fedele Vitacolonna); piatto con scena agreste a sfondo blu (ditta Bozzelli); piatto con scena agreste a cornice ornata da fioracci e case (ditta Bozzelli); piatto con scena bucolica (opera di Fedele Vitacolonna); piatto con scena di riposo in campagna (F. Vitacolonna) Vetrina n° 5. Brocche per acqua e vino realizzate dal '700 al '900.
Sala B. Ceramiche dei ceramisti di Rapino. Le opere sono piatti e vasi a carattere mitologico oppure agreste, sono firmati: Beniamino Vitacolonna, Gabriele Vitacolonna, Fedele Vitacolonna,, Silvestro Ferrante, la ditta Bozzelli, Giuseppe Bontempo, Cesare Di Sipio
Sala C (sala convegni). Piatti ceramici che hanno partecipato al Festival della Valle d'Itria del 2003 di Martina Franca.
Note
Collegamenti esterni
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