Considerato uno dei più importanti autori teatrali del Novecento, scrisse numerose opere da lui stesso messe in scena e interpretate, successivamente tradotte e rappresentate anche all'estero. Si dedicò inoltre al cinema come sceneggiatore, regista e attore. Per i suoi meriti artistici e culturali, nel 1981 fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Ricevette inoltre due lauree honoris causa in Lettere dall'Università di Birmingham (1977) e dall'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" (1980).

Biografia

Eduardo De Filippo nacque a Napoli il 26 maggio 1900. Era figlio della sarta Luisa De Filippo e dell'attore e commediografo Eduardo Scarpetta, figura di primo piano del teatro napoletano. Insieme ai fratelli Titina e Peppino crebbe a contatto con il mondo dello spettacolo, maturando fin dall'infanzia una formazione artistica nell'ambito della tradizione teatrale familiare

Nella compagnia di Vincenzo Scarpetta (1914-1927) Nel 1914 entrò stabilmente nella compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta, dove recitava già la sorella; successivamente si unì alla compagnia anche Peppino, permettendo ai tre fratelli di lavorare insieme. Questa fase fu importante per la sua formazione teatrale di Eduardo, che così maturò le prime competenze professionali come attore. Il repertorio della compagnia di Vincenzo Scarpetta comprendeva principalmente le commedie del padre Eduardo, affiancate da altri spettacoli teatrali.

Nel 1918 fu chiamato alle armi con la sua classe di leva e, dopo un primo congedo provvisorio, completò il servizio militare tra il 1920 e il 1921 nei Bersaglieri. Durante questo periodo organizzò spettacoli per i soldati, maturando ulteriormente l'interesse per la scrittura e la regia teatrale. Nel 1920 scrisse Farmacia di turno, considerata la sua prima commedia, un atto unico rappresentato l'anno successivo dalla compagnia di Vincenzo.Eduardo De Filippo, Vita e opere. 1900-1984, Mondadori, Milano, 1986

Nel 1922 scrisse Ho fatto il guaio, riparerò..., commedia che sarebbe stata successivamente rielaborata con il titolo definitivo di Uomo e galantuomo e rappresentata al Teatro dei Fiorentini nel 1926. Il testo appartiene alla prima fase della sua produzione teatrale, ancora legata alla tradizione farsesca scarpettiana, ma già caratterizzata da temi destinati a ricorrere nella sua successiva drammaturgia.

Durante questi anni, maturò ulteriori esperienze teatrali anche al di fuori del repertorio abituale, partecipando alle recite estive dei cosiddetti "seratanti" nel 1921 e curando la regia di Surriento gentile, idillio musicale di Enzo Lucio Murolo - commediografo considerato l'ideatore e il pioniere della sceneggiata napoletana - rappresentato il 16 settembre 1922.

Dopo la morte di Eduardo Scarpetta nel 1925, Eduardo tentò una breve esperienza al di fuori della compagnia familiare, entrando in quella di Luigi Carini come attore "brillante" e favorendo l'ingresso del fratello. Il progetto ebbe però breve durata per difficoltà economiche ed Eduardo tornò nella compagnia di Vincenzo, per la quale nel 1926 scrisse Requie a l'anema soja..., successivamente rielaborata con il titolo I morti non fanno paura. Nel 1927 la compagnia rappresentò per la prima volta Chill'è pazzo!, commedia in seguito ridenominata Ditegli sempre di sì, una delle prime opere significative della sua produzione teatrale.

Le prime esperienze autonome (1928-1931) Al termine della stagione teatrale del 1927 Eduardo fondò, insieme ai fratelli e al commediografo Michele Galdieri, la compagnia Galdieri-De Filippo, della quale assunse la direzione. Il debutto avvenne il 27 luglio al Teatro dei Fiorentini di Napoli con lo spettacolo La rivista... che non piacerà.

Nel 1928 sposò a Roma, con il rito evangelico, l'americana Dorothy Pennington. Nello stesso periodo proseguì i tentativi di affermarsi come capocomico, dirigendo la ''De Filippo - Comica Compagnia Napoletana d'Arte Moderna'' insieme ai fratelli. Infine scrisse l'atto unico Filosoficamente, che, come Occhiali neri, non fu mai rappresentato dall'autore.

Nel 1929 Eduardo e Peppino portarono in scena al Teatro dei Fiorentini lo spettacolo ''Prova generale. Tre modi di far ridere'', scritto con Galdieri e firmato con gli pseudonimi R. Maffei, G. Renzi e H. Betti.

Nel 1929 Eduardo, Peppino e Titina entrarono a far parte della compagnia Molinari, nella quale costituirono la ditta autonoma ''Ribalta Gaia''. Nell'ambito di questa esperienza Eduardo presentò Sik-Sik, l'artefice magico, inizialmente inserita come sketch nella rivista Pulcinella principe in sogno... e destinata a diventare una delle opere più note della sua produzione giovanile. Inoltre partecipò alla scrittura di diversi spettacoli di rivista, collaborando con Mario Mangini in lavori come Follia dei brillanti, La terra non gira e La signora al balcone.

La compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo" (1931-1944) Nel 1931 Eduardo fondò insieme ai fratelli la compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo", della quale assunse la direzione artistica. La compagnia debuttò a Roma e successivamente si esibì in diverse città italiane, affermandosi per un repertorio che univa la tradizione comica napoletana a una progressiva elaborazione drammaturgica personale di Eduardo.

In questo periodo Eduardo continuò l'attività di autore teatrale, scrivendo opere come Quei figuri di trent'anni fa e Ogni anno punto e da capo, inizialmente firmata con lo pseudonimo Tricot. Lo stile della compagnia si sviluppò a partire dalla tradizione farsesca e dalla comicità della scena napoletana, elementi che Eduardo avrebbe progressivamente trasformato in una forma teatrale originale.

Natale in casa Cupiello

La commedia Natale in casa Cupiello, rappresentata per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli il 25 dicembre 1931, contribuì all'affermazione della compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo".

Nata inizialmente come atto unico (l'attuale secondo), la commedia venne successivamente ampliata da Eduardo con l'aggiunta di due ulteriori atti, fino ad assumere la struttura definitiva in tre atti. L'opera divenne uno dei testi più rappresentativi della produzione eduardiana, segnando il passaggio dalla comicità farsesca degli esordi a una più complessa rappresentazione dei rapporti familiari e delle tensioni della vita quotidiana.

L'avanspettacolo e l'esordio nel cinema Nei primi anni trenta la compagnia svolse un'intensa attività nei teatri di avanspettacolo, dove alternava diversi lavori in repertorio. Ripropose opere già sperimentate negli anni precedenti affiancandole a nuove commedie e collaborazioni con altri autori.

Propose anche una parodia di Cavalleria rusticana che suscitò la reazione negativa di Pietro Mascagni, autore dell'opera, il quale intervenne per impedirne ulteriori rappresentazioni.

Nel 1932 la compagnia si trasferì al cinema-teatro Reale di Napoli, proseguendo il consolidamento della propria presenza nel panorama teatrale italiano.

Nello stesso anno, parallelamente all'attività teatrale, Eduardo esordì nel cinema con Tre uomini in frack diretto da Mario Bonnard. Il film, prodotto da Giuseppe Amato, vide la partecipazione anche del fratello Peppino, accanto al cantante Tito Schipa.

Al Sannazaro Proprio quando i piccoli cinema-teatri dell'avanspettacolo iniziano a stare stretti alla compagnia "I De Filippo", e nello stesso tempo in cui Eduardo e Peppino sono impegnati con Tito Schipa nella lavorazione del film Tre uomini in frak di Mario Bonnard, l'impresario del Teatro Sannazaro li scrittura per la stagione del celebre teatro napoletano. Il nuovo sodalizio, che perde Salvietti ma mantiene tra gli altri Carloni e Pisano, vede una maggiore presenza di Titina come prima attrice della compagnia; il debutto è datato 8 ottobre 1932 con Chi è cchiu' felice 'e me! (due atti di Eduardo, scritta nel 1929) e Amori e balestre (atto unico di Peppino). Si inizia così a formare un primo "repertorio eduardiano" che la compagnia "I De Filippo" porta sulle scene, alternandolo con lavori scritti da Peppino e Titina stessi o da Maria Scarpetta, Ernesto Murolo e Gino Rocca.

L'affermazione nazionale e il rapporto con Pirandello

Nel corso degli anni trenta Eduardo iniziò a orientare la compagnia verso una dimensione nazionale, superando il precedente legame prevalente con il teatro napoletano. Un passaggio importante fu l'incontro con Luigi Pirandello, avvenuto nel 1933, dal quale nacque una collaborazione artistica che influenzò la successiva attività teatrale di Eduardo.

Eduardo interpretò il ruolo di Ciampa ne Il berretto a sonagli del drammaturgo siciliano e partecipò alla messa in scena di Liolà; inoltre collaborò con lo stesso Pirandello alla commedia L'abito nuovo, rappresentata nel 1937.

Alla fine del decennio Eduardo debuttò come regista cinematografico con In campagna è caduta una stella, distribuito nel 1940, nel quale ricoprì anche il ruolo di interprete.

Durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, la compagnia proseguì la propria attività teatrale, anche se il contesto politico e culturale del periodo condizionò il lavoro degli artisti.

Nel frattempo il rapporto artistico tra Eduardo e Peppino si deteriorò progressivamente e si concluse nel 1944.

Il Teatro di Eduardo e il San Ferdinando (1945-1959)

Dopo la separazione artistica dei fratelli, Eduardo fondò una nuova compagnia teatrale denominata "Il Teatro di Eduardo".

Nel 1948 acquistò il semidistrutto Teatro San Ferdinando di Napoli, investendo tutti i suoi guadagni nella ricostruzione di un antico teatro ricco di storia, mentre Napoli viveva una triste stagione all'insegna della più assurda speculazione edilizia. Il San Ferdinando fu inaugurato il 22 gennaio 1954 con l'opera Palummella zompa e vola. Eduardo cercò di salvaguardare la facciata settecentesca dello stabile realizzando all'interno un teatro tecnicamente all'avanguardia per farne una "casa" per l'attore e per il pubblico. Al San Ferdinando interpretò le sue opere, ma mise in scena anche testi di autori napoletani per recuperare la tradizione e farne un "trampolino" per un nuovo Teatro.

Adottò il parlato popolare, conferendo in questo modo al napoletano la dignità di lingua ufficiale, ma elaborò una lingua teatrale che travalicò napoletano ed italiano per diventare una lingua universale. Non vi è dubbio che l'azione e l'opera di Eduardo De Filippo siano state decisive affinché il "teatro dialettale", precedentemente giudicato di second'ordine dai critici, fosse finalmente considerato un "teatro d'arte".

Tra le opere più rappresentative del periodo successivo alla guerra figurano Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi! e Filumena Marturano (entrambe del 1946).

Nel dopoguerra Eduardo proseguì l'attività cinematografica alternando interpretazione, regia e sceneggiatura. Collaborò con Vittorio De Sica, partecipando ai film Tempi nostri - Zibaldone n. 2 (1954) e L'oro di Napoli (1954). Curò inoltre la sceneggiatura di Matrimonio all'italiana (1964), adattamento cinematografico della commedia Filumena Marturano, già portata sullo schermo dallo stesso Eduardo nel 1951. Nel 1950 diresse e interpretò, insieme a Totò, Napoli milionaria!, tratto dalla sua omonima commedia teatrale.

L'attività politica e i riconoscimenti internazionali (1960-1984)

Nel corso degli anni sessanta Eduardo ampliò la diffusione internazionale della propria produzione teatrale: nel 1962 portò in tournée le sue opere in Unione Sovietica, Polonia e Ungheria, dove furono accolte con interesse dal pubblico e dagli ambienti culturali locali.

In questo periodo avrebbe dovuto interpretare il personaggio del re magio Epifanio in Porno-Teo-Kolossal, progetto cinematografico di Pier Paolo Pasolini rimasto incompiuto dopo la morte del regista nel 1975.