Lailanto o anche albero del paradiso (Ailanthus altissima ((Mill.) Swingle, 1916)) è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Simarubacee, originario della Cina e delle isole MoluccheNei testi l'origine cinese è sempre riportata, mentre solo in alcuni sono citate le Molucche; il nome scientifico, però, deriva dal dialetto malese parlato in queste isole. Tommaso Sitzia, Ecologia e Gestione dei Boschi di Neoformazione nel Paesaggio del Trentino, Provincia autonoma di Trento. Servizio foreste e fauna, 2009 (riquadro 25 - p. 206).; è naturalizzato in Italia e in altri paesi europei, oltre che in diversi paesi asiatici, negli Stati Uniti d'America, in Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda.

L'albero cresce rapidamente: ogni anno un metro in altezza e 1,5 cm in diametro, raggiungendo a maturità circa 25 metriTommaso Sitzia, Ecologia e Gestione dei Boschi di Neoformazione nel Paesaggio del Trentino, Provincia autonoma di Trento. Servizio foreste e fauna, 2009 ().; da questa tendenza a diventare alto in breve tempo è derivato il nome "albero del paradiso". È poco longevo, superando raramente i 50 anni di vita ed eccezionalmente il secolo di vita. Nonostante ciò, la sua straordinaria capacità di generare polloni consente alla pianta di replicare sé stessa per tempi assai più lunghiCf. Essi osservano che: « [...] Mais comme le fait remarquer Kowarik (2007), sa reproduction végétative le rend en quelque sorte très longévif, le premier individu introduit aux États-Unis en 1784 étant toujours présent grâce à ses drageons».

L'ailanto ha dunque tutte le caratteristiche delle specie pioniere, ossia le prime a colonizzare ambienti senza vita, a causa di fattori umani o naturali: spiccata resistenza alla luce intensa, accrescimento rapido, longevità limitata, precoce raggiungimento della maturità e quindi della produzione di semi, disseminazione anemofora, riproduzione vegetativa tramite polloni, capacità di prosperare in condizioni avverse, anche in suoli poco profondi e poveri di sostanze nutritive.

Etimologia Il nome scientifico del genere, Ailanthus, deriva dal malese ailant o aillanitol, ossia "albero che raggiunge il cielo"Sito "Acta plantarum", scheda ; la presenza dell'"h", assente nel nome malese, è dovuta a una sovrapposizione del termine greco άνθος (ánthos) che significa "fiore".

Il nome della specie, altissima, fa riferimento alla grande velocità con cui quest'albero si sviluppa in altezza.

Anche il nome italiano "albero del paradiso" fa riferimento alla grande velocità di crescita in altezza, interpretata quasi come una fretta di raggiungere il cielo. Il nome "albero del paradiso" è dovuto anche alla bellezza e alla maestosità dell'albero.

Descrizione

L'ailanto è un albero di medie dimensioni che raggiunge altezze di 17–27 m e un diametro, all'altezza del petto, di 1 m. È notevole la sua velocità di accrescimento: il primo anno di vita riesce a raggiungere già uno o due metri di altezzaGruppo di Lavoro Specie Esotiche della Regione Piemonte (a cura del), 2013. Scheda monografica . Regione Piemonte, Torino. Ultimo aggiornamento: febbraio 2016., mentre due anni bastano a formare una pianta lignificata, alta diversi metri.

È una pianta tendenzialmente dioica, ossia con esemplari che producono solo fiori maschili ed esemplari che ne producono solo di femminili. Il dioicismo dell'ailanto non è esclusivo: si possono incontrare anche alcuni individui monoiciLiborio Daniele Festa, Alberi: Guida illustrata di 80 specie europee, Libraria Editrice, 2010 (p. 34). ISBN 9788883378638.

Corteccia e legno La corteccia è liscia, grigio chiaro; con l'avanzare dell'età dell'albero, spesso diviene ruvida, con screpolature marrone chiaro. Gli steli, rossicci o castani, sono diritti, lisci e ricoperti superficialmente da finissima peluria. La corteccia è caratterizzata dalla presenza di lenticelle e di evidenti cicatrici delle foglie, a forma di cuore; queste cicatrici sono riunite in fasci. Le gemme hanno una fine pubescenza, forma a cupola e sono parzialmente nascoste dal picciolo, sebbene siano completamente visibili nella stagione latente nelle cavità delle cicatrici delle foglie. I rami hanno un colore che va dal grigio chiaro allo scuro, sono lisci, lucenti e hanno lenticelle in rilievo che diventano fessure con la crescita dell'albero. Le estremità dei rami diventano pendenti con il passare del tempo.

Il suo legno ha un valore molto modesto come materiale da costruzione, sia per robustezza, sia per durata; è adatto invece alla produzione di cellulosa ed è un buon combustibile, producendo fiamme chiare e lasciando poca cenere.

Foglie Le foglie sono composte, imparipennate, opposte. Le dimensioni sono notevoli: vanno dai 30 ai 90 cm in lunghezza e contengono da 11 a 41 foglioline organizzate in coppie, con le foglie più larghe poste sui giovani germogli vigorosi. Il rachide è di colore verde-rossiccio chiaro con la base rigonfia. Le foglioline sono ovate-lanceolate con margini lisci, abbastanza asimmetriche e talvolta non direttamente opposte l'una all'altra. Ogni fogliolina è lunga dai 5 ai 18 cm e larga dai 2,5 ai 5 cm. Hanno l'estremità affusolata mentre le basi hanno da due a quattro denti, ognuno contenente una o più ghiandole sulla punta. I lati superiori delle foglioline sono di colore verde scuro con venature verde chiaro, mentre i lati inferiori sono verde biancastro. I piccioli sono lunghi dai 5 ai 12 mm. Le basi lobate e le ghiandole la distinguono dal sommacco, specie che, pur appartenendo ad un'altra famiglia botanica, presenta un aspetto per alcuni versi simile.

Odore Le foglie, se vengono sfregate, emanano un marcato odore amarognolo, botanicamente definito "crategino" ossia simile a quello dei fiori del biancospino, considerato piacevole nei testi più datati e spesso considerato sgradevole nei testi più recenti.

Non a tutti è gradito, inoltre, l'odore dei fiori degli esemplari maschiliLorena Lombroso, Il libro completo degli alberi, Edizioni Gribaudo, 2011 (p. 142). ISBN 9788858003732., ossia degli alberi che non portano frutto. Questo diverso giudizio sull'odore dei fiori maschili è all'origine dei due nomi con i quali l'ailanto è conosciuto in Cina: in Mandarino standard è noto come chouchun (Cinese: ), cioè albero dall'odore sgradevole, mentre nelle regioni attraversate dal corso inferiore del Fiume Giallo l'albero è chiamato chunshu (Cinese: ), che significa albero della primavera, dato che l'ailanto, essendo uno degli ultimi alberi a rompere la dormienza in primavera, indica che il clima della bella stagione è ormai stabileShiu Ying Hu, . Nell'uso ornamentale, il problema dell'odore dei fiori maschili si aggira facilmente piantando solo esemplari femminili.

La parte corticale delle radici contiene una sostanza aromatica di odore simile a quello della vaniglia; per questo motivo la resina estratta dalla radice era un tempo usata per profumare gli ambienti, ponendola sopra ad un ferro caldo.

Radici La radice è fittonante e solo successivamente l'apparato radicale si estende notevolmente in superficie, donando alla pianta una notevole capacità di resistere in ambienti particolarmente secchi o a periodi di prolungata siccità. Già ricordato sopra l'uso della resina estratta dalle radici per profumare gli ambienti.

Fiori I fiori sono piccoli e si presentano in grandi infiorescenze che raggiungono la lunghezza massima di 50 cm fino all'ultimo nuovo germoglio. I fiori solitari variano in colore dal verde giallognolo al rossiccio, ognuno con cinque petali e sepali. I sepali sono a forma di tazza, lobati e uniti mentre i petali sono valvari (si toccano ai bordi senza sovrapporsi), bianchi e pelosi verso l'interno. La fioritura avviene tra maggio e luglio.

Frutti e semi I frutti, anch'essi raccolti in grappoli penduli; sono samare con seme posto al centro di un'ala ritorta, caratteristica che la rende efficace nel volo planato, utile a diffondere la specie. Come già ricordato, i grappoli di frutti rimangono vistosamente colorati di giallo, arancio e rosso durante tutta l'estate, conferendo all'albero un aspetto particolarmente decorativo. I semi si diffondono per disseminazione anemofora, ossia tramite il vento, grazie all'ala del frutto.

Distribuzione e habitat È nativo della Cina sud-orientale e centrale e delle Molucche ed è naturalizzato in Italia e in altri paesi europei, oltre che in diversi paesi asiatici, negli Stati Uniti d'America, in Sudafrica, Australia e Nuova ZelandaIngo Kowarik, Ina Säumel, Biological flora of Central Europe: Ailanthus altissima (Mill.) Swingle, in Perspectives in Plant Ecology Evolution and Systematics, gennaio 2007. Diversamente da altre specie del genere Ailanthus, è infatti amante dei climi temperati anziché di quelli tropicali.

Usi

L'ailanto è stato diffuso fuori dalla Cina principalmente per tre motivi: per il suo valore come albero ornamentale, per la produzione di una seta ricavata dai suoi fitofagi Samia cynthia, Samia ricini e Attacus atlas, oltre che per la sua capacità di consolidare scarpate e crescere su terreni dove altri alberi non riuscirebbero ad attecchire. Se questi sono gli usi che sono all'origine della sua attuale grande diffusione, quest'albero è nondimeno utilizzato anche per la produzione di miele e per estrarre principi medicinali.

Usi ornamentali

L'ailanto fu importato in Europa per la prima volta nel 1740 e negli Stati Uniti nel 1784, in un'epoca in cui il gusto per le cosiddette cineserie influenzava notevolmente il senso estetico in Europa, ed erano perciò apprezzate essenze che ricordavano paesaggi orientali. L'ailanto venne allora largamente impiegato per le alberature stradali e di parchi durante gran parte del XIX secolo. Oltre per l'aspetto, la scelta di questo albero era motivata anche dalla sua crescita rapida, che assicura in poco tempo ombra lungo le stradeSandro Pignatti, Flora d'Italia, vol. 2 (p. 56), edizione Edagricole, 1997. ISBN 88-206-2311-0. e dalla sua capacità di prosperare in ambienti degradati, con terreni sterili e atmosfera inquinata, comuni purtroppo in molte cittàGuida pratica agli alberi ed arbusti in Italia, Selezione dal reader Digest, 1982, capitolo Ailanto. ISBN 88-7045-067-8.; a questo proposito è nota la sua efficienza nell'assorbimento di sostanze nocive, come il diossido di azoto, l'ozono e le polveri sottiliRegione Toscana, . Nel documento, l'uso ornamentale di quest'albero è comunque vietato per la sua invasività..

Ancor oggi è possibile vedere, come testimonianza dell'uso ornamentale di questa specie, grandi ailanti in viali, parchi e giardiniLuigi Fenaroli, Alberi, Giunti Editore, 2004, p. 41; ISBN 9788809035409..

Il valore decorativo dell'albero è dovuto all'aspetto maestoso e alle lunghissime foglie composte, ma anche ai grappoli di frutti, samare dotate di grandi ali che durante l'estate assumono sfumature che vanno dal giallo all'arancione e al rosso acceso, che poi permangono sino all'autunno, quando l'effetto cromatico dei frutti si unisce a quello dell'ingiallimento delle foglie. La fioritura primaverile passa invece inosservata, dato che i fiori sono piccoli e verdastri.

Varietà ornamentali

Esistono alcune varietà coltivate dell'ailanto: Ailanthus altissima var. Hongyea - ha decorative foglie rosso vivo; Ailanthus altissima var. Tsubaki - dalle mille teste; Ailanthus altissima var. Xiaoye - cultivar maschio con una chioma più densa rispetto alla varietà botanica;; Ailanthus altissima var. Erythrocarpa - con frutto rosso acceso; Ailanthus altissima var. Pendulifolia- con foglie ancor più lunghe della varietà botanica ed elegantemente pendenti.

Usi medicinali In Cina, l'ailanto ha una lunga e ricca storia come pianta medicinale. È citato nel più antico dizionario cinese conosciuto e menzionato in innumerevoli testi di medicina cinesi per la sua asserita efficacia nel curare mali che vanno dalle malattie mentali alla perdita dei capelli.