Antifa (nelle lingue scandinave: AFA; per esteso in tedesco: Antifaschistische Aktion; in olandese: Antifascistische Aktie; in svedese: Antifascistisk Aktion) è un collettivo antifascista internazionale di estrema sinistra e una rete spontanea e transpartitica di militanti solitamente extraparlamentari, attivisti e simpatizzanti indipendenti. È principalmente di ispirazione comunista, anarchica e socialista libertaria e il suo obiettivo è quello di opporsi ad ogni possibile nuova ascesa dell'estrema destra.
Antifa è presente a livello organizzato in Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Grecia e a livello informale in altri paesi, tra cui l'Italia, la Francia, gli Stati Uniti e Israele (dove assume spesso connotati antisionisti e pro-cooperazione arabo-israeliana, e fermamente contrari ad ogni forma di antisemitismo).
Dal 2025 è classificato come organizzazione terroristica da Stati Uniti e Ungheria.
Premessa storica I movimenti antifascisti emersero prima in Italia, durante l'ascesa di Mussolini, ma presto si diffusero in altri paesi europei e poi a livello globale. All'inizio furono coinvolti lavoratori e intellettuali comunisti, socialisti, anarchici e cristiani. Fino al 1928, periodo del Fronte Unito, vi fu una significativa collaborazione tra i comunisti e gli antifascisti non comunisti.
La nascita degli Antifa invece, come ricorda tra gli altri Loren Balhorn in un dossier pubblicato dalla fondazione Rosa Luxemburg, è una storia che comincia in Germania nel 1932, quando gruppi nati nei quartieri operai presero il nome di Antifaschistische Ausschüsse, Antifaschistische Kommittees e Antifaschistische Aktion. «Si ispiravano agli slogan e all’orientamento della strategia del fronte unito prebellico – riferisce Balhorn – Si chiamarono antifa nell’ultimo disperato tentativo di stabilire un’alleanza interpartitica tra lavoratori comunisti e socialdemocratici». Il simbolo di queste formazioni, ideato da Max Keilson e Max Gebhard, iscritti all’Associazione degli Artisti visivi rivoluzionari, è già quello oggi noto a tutti, con la bandiera rossa e quella nera dei libertari affiancate. Lo storico Gareth Dale ricorda che «tra tutti i settori della popolazione, furono gli operai delle grandi città i più immuni al nazismo. Molti sindacalisti e socialisti riuscirono a mantenere le proprie tradizioni e convinzioni, almeno in qualche forma, durante l’era nazista. Una coraggiosa minoranza, tra cui circa 150.000 comunisti, prese parte alla resistenza. Fasce più ampie riuscirono a mantenere vivi i valori e la memoria del movimento operaio tra gruppi di amici, nei luoghi di lavoro e nei quartieri proletari».
Dal 1934 fino al Patto Molotov-Ribbentrop, i comunisti perseguirono un approccio del Fronte popolare, di costruire coalizioni di ampia base con antifascisti liberali e persino conservatori. Man mano che il fascismo consolidava il suo potere, e specialmente durante la seconda guerra mondiale, l'antifascismo assunse in gran parte la forma di movimenti partigiani o di resistenza.
L’immaginario degli antifa ritorna, sempre in Germania, dagli anni Ottanta e con il crollo del muro di Berlino, quando i collettivi di autonomi, occupanti di case, punk, skinhead e altre bande underground si trovarono a fronteggiare, per strada, a scuola e all’università, ai concerti e negli stadi di calcio, il fenomeno comunemente noto come «naziskin». All’incirca nello stesso periodo questo modello comincia a diffondersi anche negli Stati uniti, quando nasce Anti-Racist Action. «Si concentrarono sulla lotta ai gruppi di estrema destra – spiega Mark Bray, autore di Antifa: The Anti-Fascist Handbook – ma anche sulla difesa dei diritti riproduttivi e sull’organizzazione contro l’estrema destra in senso più ampio.
A volte andavano in tournée con gruppi punk e rock alternativi per cercare di promuovere politiche antirazziste tra i più giovani». Il contesto sociale e i codici culturali di riferimento di questa seconda ondata, che più o meno venti anni fa è arrivata anche dalle nostre parti contaminandosi con la miriade di pratiche antifasciste già esistenti, sono per forza di cose differenti da quelli delle origini. Eppure una linea di continuità, a ben vedere, esiste, ed è la caratteristica che ancora Bray, descrive con queste parole: «Gli antifa non pensano che dovremmo rivolgerci alla polizia o allo Stato per fermare le organizzazioni neonaziste o di estrema destra; invece, propugnano l’opposizione popolare e, se necessario, una risposta militante».
Negli anni '80, in Germania Ovest, emergono gruppi autonomi che recuperano il nome, i simboli e l'estetica dell'Antifaschistische Aktion (organizzazione comunista antinazista, attiva nella Repubblica di Weimar), formando i primi collettivi moderni Antifa.
Caratteristiche Si tratta di gruppi eterogenei e non sempre collegati tra loro, costituiti principalmente da comunisti e anarchici che desiderano sostituire il capitalismo con una società senza stato e senza classi. Alcuni gruppi propugnano la teoria della triplice oppressione, costituita dal sessismo, dal razzismo e dal classismo capitalista. Ciò significa che il movimento è strutturato secondo una organizzazione orizzontale, composta da molti gruppi indipendenti, senza un gruppo dirigente né leader, reggendosi grazie alla raccolta ed allo scambio di informazioni per coordinare le attività tra i gruppi locali. L'AFA lavora con altre reti antirazziste in tutta Europa.
Storia e caratteristiche del movimento sono descritte nel libro Antifa: The Anti-Fascist Handbook, scritto da Mark Bray nel 2017.
Simbolo Il simbolo dei gruppi AFA è solitamente costituito da un cerchio recante la scritta "azione antifascista" in cui sono iscritte due bandiere, una rossa e l'altra nera, che simboleggiano, rispettivamente, l'orientamento socialista (o comunista) e quello libertario (o anarchico, o anarcosindacalista). Il simbolo è noto in molte varianti, in particolare varia la lingua della scritta ed il colore della bandiera in primo piano: quest'ultimo dettaglio è spesso rilevatore dell'orientamento prevalente nel gruppo. Quando riprodotto su carta autoadesiva, il simbolo è spesso usato per ricoprire gli adesivi o i manifesti di propaganda dei gruppi di estrema destra. Il termine antifa in sé e il simbolo stesso sono sovente utilizzati anche per rappresentare l'antifascismo in generale, a prescindere da gruppi e organizzazioni specifiche.
Nel mondo
Australia In Australia, Antifa è attiva dagli anni 2010 a Brisbane. Avendo compiuto azioni violente, è stato discusso l'inserimento nella lista dei gruppi terroristici.
Austria
In Austria sono presenti collettivi Antifa, tra cui uno femminista, il Rosa Antifa Wien (RAW).
Belgio In Belgio sono presenti collettivi Antifa a Bruxelles: Antifa Bruxelles e Brussels Antifa Straight Edge, votato allo stile di vita straight edge.
Bielorussia In Bielorussia, gruppi Antifa sono attivi a Minsk, Orša, Ivatsevichy e Rudensk e si occupa anche di attività culturali.
Bosnia ed Erzegovina Antifa organizza il suo festival, Antifa Fest, a Mostar, in Bosnia ed Erzegovina.
Bulgaria In Bulgaria è attivo il collettivo Antifa Bulgaria (Антифа България).
Canada In Canada è attiva Antifa Canada con gruppi a Vancouver e Edmonton.
Cile Nella regione di Valparaíso ha sede il Colectivo Acción Anti-Fascista Valparaíso e Acción Anti Fascista – Cile. Nel 2018 ha sostenuto lo sciopero dei portuali della città di Valparaíso e hanno espresso solidarietà al governo venezuelano di Nicolás Maduro.
Cipro A Cipro sono attivi diveris collettivi: Antifa League Cyprus, Antifa Cyprus-Greece e AntifaAction Nicosia.
Croazia In Croazia, Antifa opera a Šibenik, dove è nota per un'azione vandalica a un monumento cittadino.
Danimarca In Danimarca, AFA è stata fondata a Copenaghen nel 1992, dopo che Henrik Christensen, membro dell'Internazionale Socialista, ha subito un attentato ed è stato ucciso da una bomba, probabilmente da terroristi di destra.
Estonia In Estonia il movimento Antifa è presente dal 2006.
Finlandia In Finlandia i primi collettivi Antifa furono fondati a Turku nel 1992 e ad Helsinki nel 1994.
Francia
Tra gli anni '80 e '90 in Francia erano presenti diversi collettivi Antifa, una parte dei quali federati in reti, ma tra gli anni 2000 e gli anni 2010 si sono divisi e frammentati in piccoli gruppi più fluidi e locali. Nel 2008 è stata fondata Action antifasciste Paris-Banlieue
Germania Il primo movimento tedesco a chiamarsi Antifaschistische Aktion iniziò nel 1923, come parte del Rotfrontkämpferbund. Il movimento acquistò seguaci dopo essere stato proclamato dal Partito Comunista Tedesco (KPD) nel suo quotidiano Rote Fahne nel 1932, in risposta alla lotta tra i membri nazisti e comunisti del parlamento.
Dopo una dissoluzione forzata ad opera dei nazisti nel 1933, il movimento riprese le proprie attività nel corso degli anni ottanta, spesso vedendo come protagonista il Black bloc (noto con il termine inglese a livello internazionale solo successivamente ma non a caso originariamente solo Schwarz Block), che nacque proprio in Germania: è noto un primo comunicato di matrice anarchica del Black Block ad aprile del 1980 a Francoforte. A Goettingen si vedrà il Black Block usare il simbolo dell'AFA o unirsi a gruppi dell'AFA.
Tra la fine degli anni 2010 e metà degli anni 2020, è stato attivo in Germania un gruppo criminale antifa denominato dai media Hammerbande.
Giappone In Giappone i primi gruppi e militanti che si definivano Antifa e che utilizzavano la simbologia del collettivo sono comparsi nel 2013, in ambienti vicini al Counter-Racist Action Collective (C.R.A.C.).
Grecia In Grecia, Antifa prende il nome di Antifascist Action for Greece e ha cellule a Ioannina, Atene, Salonicco, Patrasso e Larissa.
Irlanda
In Irlanda sono presenti gruppi antifa che si oppongono a gruppi di estrema destra e alt-right, tra i quali Anti-Fascist Action (AFA) Ireland e Le Chéile (“insieme”, in lingua irlandese) fondato nel 2020.
Italia
Il movimento Antifa in Italia si struttura ad oggi di una rete di gruppi autonomi tra loro, presenti in diverse città su tutto il territorio italiano. I gruppi antifa italiani si costituiscono in coordinamenti o collettivi con lo scopo di rappresentare e creare dei fronti uniti, sotto letture anticapitaliste, contro la presenza neofascista nelle proprie città e per condurre campagne politiche dedicate al sostegno di diverse rivendicazioni sociali. I gruppi antifa italiani si sono resi noti dagli anni 90 per essere stati parte integrante della nascita dei centri sociali autogestiti. Degni di nota sono i gruppi antifa di GenovaDopo le condanne Genova Antifascista scende in piazza: "Pene spropositate" , Torino e Milano.Le due piazze antifasciste di Milano contro il Remigration Summit
Israele
In Israele simboli Antifa sono comparsi nel corso di manifestazioni antisioniste.
Lettonia A Riga, capitale della Lettonia, ha sede il collettivo Antifa Lettonia.
Lituania In Lituania, in risposta al movimento Sąjūdis è nata Antifa Lituania.
Malta A Malta è attivo il collettivo Antifa Malta.
Moldavia In Moldavia, Antifa è balzato agli onori delle cronache nel 2017 quando, a seguito dell'arresto del leader, decine di militanti hanno preso d'assalto l'ufficio del procuratore generale.
Norvegia In Norvegia Antifascistisk Aksjon nacque nel 1994 a Oslo dall'associazione Blitz, che è stata in seguito obiettivo di attentati da parte dell'estrema destra. Paesi Baschi