È stato il campione dei pesi medi più vincente nella storia della prestigiosa promozione giapponese Pride, risultando imbattuto dal suo ingresso nel 1999 fino alla sua sconfitta nel 2004 in un incontro di pesi massimi contro Mark Hunt; ha anche vinto il torneo Pride 2003 Middleweight Grand Prix. Ha difeso il titolo dei pesi medi per quattro volte, dal 2001 fino alla sconfitta contro Dan Henderson nel 2007: in questo periodo era ampiamente considerato il lottatore più forte del mondo nella sua categoria di peso.
È stato anche campione dei pesi mediomassimi nella promozione brasiliana IVC e nel 2000 è stato un contendente al titolo dei pesi mediomassimi UFC, organizzazione nella quale ha poi combattuto dal 2007 fino al suo ritiro, avvenuto nel 2014. Ha fatto anche da allenatore nella prima e nella terza stagione brasiliana del reality show The Ultimate Fighter. Nel marzo 2016 ha siglato un contratto con la Bellator.
Wanderlei si è specializzato nella muay thai, nella kickboxing e ha ricevuto una cintura nera di jiu jitsu brasiliano da Carlos Gracie Jr.; si è guadagnato i soprannomi di "Axe Murderer" e "Cachorro Louco" per la sua aggressività, per il suo stile di combattimento e per il modo in cui osserva gli avversari prima degli incontri: la maggior parte dei suoi combattimenti sono infatti finiti con un KO. Vanta inoltre i record di vittorie, combattimenti e KO nella storia della Pride.
Caratteristiche tecniche Wanderlei Silva è un lottatore noto per il suo stile di combattimento altamente aggressivo e per la sua ferocia nei match, caratteristica che gli ha consentito di vincere gran parte dei suoi incontri prima del limite; tale aspetto trae origine dal suo passato nella lotta di strada a mani nude.
Nonostante vanti una cintura nera nel jiu jitsu brasiliano, non eccelle particolarmente dal punto di vista tecnico e predilige il combattimento in piedi: specializzato nella muay thai, abbina al proprio arsenale in attacco un'ottima difesa da takedown e da sottomissioni. Atleta dalla mano pesante che solitamente prende sempre l'iniziativa, è tuttavia considerato dalla critica un lottatore monodimensionale.
Durante gli anni alla Pride era considerato tra i migliori atleti pound for pound al mondo: benché rientri, infatti, nella categoria dei pesi medi, nel corso della sua carriera ha disputato numerosi incontri openweight, affrontando rivali di stazza ben più elevata come ad esempio il peso massimo Mirko Filipović e il corpulento Mark Hunt.
È opinione comune che il miglior Silva sia quello del periodo dei primi anni duemila, quando sapeva unire alla potenza dei propri pugni un ottimo cardio, una notevole resistenza ai colpi e anche una discreta velocità. Negli anni in Giappone era noto per le numerose varietà di pugni come ad esempio il gancio, il suo colpo da KO preferito, le ginocchiate al volto e il tanto discusso stomp, una tipologia di calcio discendente sull'avversario steso a terra.
Carriera nelle arti marziali miste Inizi Il background di Wanderlei César da Silva ha origine nel combattimento da strada, poi perfezionato con lo studio di muay thai e kickboxing, e si distinse fin dal periodo passato nell'esercito brasiliano come un abile combattente.
Debutta come professionista di vale tudo nel 1996 prendendo parte a diversi tornei nazionali, e in meno di tre anni ottiene uno score di sette vittorie ed una sconfitta, battendo anche il lottatore UFC e campione NCAA di lotta libera Mike van Arsdale per KO e vincendo il titolo dei pesi mediomassimi IVC contro Eugene Jackson.
Ultimate Fighting Championship Dopo l'ottima prova contro Mike van Arsdale Wanderlei venne scelto per partecipare all'evento UFC Brazil: Ultimate Brazil tenutosi nel 1998 a San Paolo: qui venne inserito nella main card per un incontro di pesi mediomassimi (al tempo denominati pesi medi) contro il connazionale Vítor Belfort, già vincitore del torneo UFC 12 e futuro grande campione dello sport; Belfort stese Wanderlei in appena 44 secondi, probabilmente la peggiore sconfitta in carriera per Wanderlei Silva.
Wanderlei tornò a combattere in UFC nel 1999 con l'evento UFC 20: Battle for the Gold, questa volta ospitato negli Stati Uniti, dove si impose per KO su Tony Petarra.
Nel 2000, quando Wanderlei aveva già combattuto tre incontri consecutivi nella promozione giapponese Pride, venne chiamato per l'evento UFC 25: Ultimate Japan 3 grazie anche al fatto che si disputava proprio nel paese del sol levante: qui ebbe la possibilità di lottare per il vacante titolo dei pesi mediomassimi UFC contro Tito Ortiz, perdendo ai punti.
Pride Fighting Championships Silva nel 1999 debuttò nella prestigiosa organizzazione giapponese Pride, al tempo considerata la migliore al mondo per le categorie di peso più elevate, con la sua prima vittoria ai punti in carriera contro lo statunitense Carl Malenko, portando il proprio record personale a 9-2. Lo stesso anno sconfisse allo stesso modo l'eclettico lottatore Daijiro Matsui.
Nel 2000 ottenne la sua prima vittoria per presa di sottomissione quando strangolò nel primo round il maestro olandese di kickboxing Bob Schrijber, e nell'agosto dello stesso anno mise KO Todd Medina in un incontro in Brasile. Successivamente ottiene una importante vittoria per KO sul vincitore del torneo UFC 13 Guy Mezger, vittoria che lo proietta come un top fighter di categoria pronto ad affrontare il meglio che la divisione può fornire.
Nell'ottobre del 2000 affronta l'esperto thaiboxer olandese Gilbert Yvel, terminando l'incontro in un "No Contest" in quanto Silva calciò l'inguine dell'avversario. Verso fine anno Silva ottiene una delle vittorie più importanti della sua carriera sconfiggendo ai punti Dan Henderson, vincitore dei tornei UFC 17 e RINGS King of Kings 1999 e lottatore che negli anni a venire si confermerà come uno dei più grandi di tutti i tempi.
Nel 2001 porta il proprio record parziale in Pride a 6-0 con la vittoria per KO in meno di due minuti sulla leggenda delle MMA nipponiche Kazushi Sakuraba, vittoria che evidenzia Wanderlei come il leader della propria categoria di peso.
Dopo una facile vittoria per KO sul grappler Shungo Oyama sempre nel 2001 Wanderlei viene scelto come uno dei due contendenti al neonato titolo dei pesi medi Pride: l'avversario scelto è ancora il popolare Kazushi Sakuraba, e Silva si impose ancora per KO tecnico, divenendo il primo campione dei pesi medi nella storia della Pride.
Successivamente batte il pro-wrestler Alexander Otsuka e nel 2002 difende per la prima volta il proprio titolo stendendo durante la seconda ripresa un altro wrestler in Kiyoshi Tamura, mantenendo la sua imbattibilità nella promozione. Lo stesso anno combatte un incontro di pesi massimi contro il fuoriclasse croato del kickboxing Mirko "Crocop" Filipović, da appena un anno passato dal K-1 alle MMA: l'incontro viene combattuto sotto regole speciali per le quali non può venire assegnata una vittoria ai punti, e al termine dell'incontro Wanderlei ottiene il primo pareggio della sua carriera.
In seguito rimedia facilmente la sua ventesima vittoria in carriera con un KO su Tatsuya Iwasaki, e sempre nel 2002 difende il proprio titolo per la seconda volta con una vittoria per KO tecnico nel primo round contro l'ex pro-wrestler Hiromitsu Kanehara.
Nel 2003 è il favorito del prestigioso torneo ad otto lottatori Pride 2003 Middleweight Grand Prix: nei quarti di finale sconfigge per la terza volta in carriera Kazushi Sakuraba per KO e in semifinale supera ai punti la medaglia d'oro olimpica di judo Hidehiko Yoshida. In finale si trova opposto a quel Quinton "Rampage" Jackson con il quale avrà un lungo feud negli anni a seguire; il wrestler statunitense primeggiò nella metà più difficile del tabellone del torneo, nella quale figuravano atleti del calibro di Chuck Liddell, Alistair Overeem e Murilo Bustamante; Silva riuscì a sconfiggere Rampage per KO tecnico nel primo round con una serie di ginocchiate, vincendo il torneo Pride 2003 Middleweight Grand Prix, vittoria che rimarcò la sua superiorità nella divisione.
Nel 2004 proseguì la sua imbattibilità nella divisione con le veloci vittorie per KO sul pro-wrestler Ikuhisa "Minowaman" Minowa e sul maestro di Shorinji Kenpō Yuki Kondo. Lo stesso anno difese per la terza volta il suo titolo dei pesi medi nel rematch contro Quinton Jackson: questa volta Silva rischiò sul finire del primo round quando l'avversario lo stese e andò in monta, ma nella seconda ripresa Wanderlei chiuse la pratica ancora una volta con un KO tramite ginocchiate.
Imbattuto in Pride dopo 19 incontri, Wanderlei combatté un incontro di pesi massimi il 31 dicembre 2004 contro il campione K-1 del 2001 Mark Hunt, lottatore dotato di uno striking potentissimo e di un mento granitico: Wanderlei riuscì a non farsi mettere KO dal rivale di categoria superiore, ma al termine dell'incontro il verdetto dei giudici fu amaro per lui, e terminò così la sua striscia di 19 incontri senza sconfitta, e fu la prima sconfitta in Pride.
Nel 2005 prese parte al torneo a sedici lottatori Pride 2005 Middleweight Grand Prix sempre da favorito, cercando di bissare il successo del 2003: nel primo turno faticò nel rematch contro il judoka Hidehiko Yoshida, mentre ebbe meno problemi nei quarti di finale mettendo KO un altro esperto di judo in Kazuhiro Nakamura. In semifinale affrontò il connazionale e fuoriclasse di jiu jitsu brasiliano Ricardo Arona, ex campione della promozione RINGS e dominatore dei tornei ADCC Submission Wrestling World Championship di grappling: Wanderlei per la prima volta dal 2000 e per la primissima volta in Pride cadde in un incontro della sua divisione di peso, cedendo all'avversario ai punti per decisione unanime.
Il 31 dicembre 2005 ebbe modo di vendicarsi confrontandosi di nuovo con Ricardo Arona, questa volta per difendere il proprio titolo dei pesi medi per la quarta volta: Silva si impose con una risicata vittoria ai punti.
Nel 2006 l'ormai vero e proprio veterano brasiliano del Pride prese parte per la terza volta ad un torneo della promozione, questa volta al Pride 2006 Openweight Grand Prix aperto ad ogni categoria di peso per sostituire l'infortunato Fedor Emelianenko: nei quarti di finale superò il peso massimo ed esperto di lotta libera Kazuyuki Fujita per KO, togliendo così l'ultima speranza al pubblico di vedere un atleta giapponese superare il campione sudamericano, cosa paventata per il fatto che a Silva vennero opposti molti atleti di casa in passato. In semifinale dovette riaffrontare il fenomenale kickboxer Mirko Filipović, che questa volta si presentava con un miglior curriculum nelle MMA alle spalle: Silva capitolò per la sesta volta in carriera contro il peso massimo croato che nel primo round stese l'avversario con la sua signature move, ovvero il calcio laterale sinistro alla testa.
Dopo numerose guerre all'interno del ring, era iniziata la fase calante della carriera di Wanderlei Silva, che nel 2007 perse anche il titolo dei pesi medi venendo steso nel rematch contro Dan Henderson in quello che fu il suo ultimo incontro nella promozione Pride, poi acquistata dalla Zuffa e infine assorbita dalla promozione statunitense UFC. Sembrava che Silva dovesse partecipare all'evento Pride 34: Kamikaze dell'8 aprile 2007 in un incontro contro il connazionale, vincitore del torneo Pride 2005 Middleweight Grand Prix e futuro campione dei pesi mediomassimi UFC Mauricio Rua, ma la sfida saltò; Silva rimase così imbattuto negli incontri Pride di pesi medi con il regolamento standard, in quanto nell'incontro con Dan Henderson venne utilizzato il regolamento "Unified Rules of Mixed Martial Arts" generalmente adottato dalle promozioni statunitensi e che prevede round di cinque minuti e vieta gionocchiate e calci alla testa di un avversario a terra, regole che a detta di molti limitavano le doti principali dell'atleta brasiliano.
Ritorno in UFC