La Basilica di San Francesco d'Assisi è un luogo di culto cattolico del centro storico di Palermo ubicato nel mandamento della Kalsa o Tribunali nei pressi di corso Vittorio Emanuele.Pagina 102, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", , Palermo, Reale Stamperia, 1800. Ha la dignità di basilica minore.

Il complesso monumentale nelle prime guide cittadine è noto come real chiesa di San Francesco d'Assisi e convento francescano dei Frati Minori Conventuali localmente detti «de' Chiodari»..

Storia Origini epoca sveva Nel 1224, lo storiografo, biografo, letterato Vadingo riporta la fondazione del primo convento in prossimità delle mura della città, san Francesco d'Assisi è ancora vivente. Gli ecclesiastici locali col sostegno dei Saraceni cacciano i frati da Palermo. I francescani riparano in continente e riferiscono l'episodio a Papa Gregorio IX a Viterbo. Con un breve apostolico il Papa ordina la riedificazione della struttura all'arcivescovo Landone di Messina, approfittando dell'assenza temporanea del titolare palermitano Berardo di Castagna, amico intimo e fedele dell'imperatore Federico II di Svevia, impegnato ad accompagnare il sovrano in Germania..

XIII secolo, Impianto svevo - angioino: 1235, Tornati i frati col permesso papale, erigono un nuovo convento utilizzando una torre diroccata come campanile, primitiva fortificazione denominata Maniace dal nome del condottiero al servizio dell'imperatore Michele IV il Paflagone durante la dominazione bizantina. 1239, Causa dissidi col Pontefice, l'Imperatore Federico II di Svevia decreta la distruzione dell'edificio che rimane in rovina. 1255, Scomparso il sovrano da alcuni anni, Fra Ruffino Gorgone da Piacenza, vicario generale in Sicilia, penitenziere apostolico, cappellano di Papa Alessandro IV, riceve la licenza con la quale affida il compito al vescovo di Malta Ruggieri di Cefalù. I lavori della costruzione della chiesa iniziano per essere perfezionati sotto il regno di Carlo I d'Angiò.

Epoca aragonese

XIV secolo, Impianto Chiaramontano: 1302, Fabbrica del portale maggiore in stile gotico chiaramontano e del prospetto anteriore patrocinata da Manfredi I Chiaramonte.Pagina 173, Agostino Inveges, "La Cartagine Siciliana" , Libri uno, due e tre, Palermo, Giuseppe Bisagni, 1651. XV secolo, Francesco Laurana e la scuola dei Gagini: 1441, Costruzione della "Cappella Senatoria" dedicata all'Immacolata Concezione eretta da Giovanni Filangieri e Giovanni Ventimiglia. 1458 - 1471, Costruzione e ingrandimento del "Cappellone" e altare maggiore per opera di Pietro Speciale signore di Alcamo e Calatafimi. 1475, Costruzione della "Cappella di San Francesco" di Cristofaro de Benedetto.

Gli interventi relativi alle tre absidi comportano l'allungamento e il conseguente ingrandimento delle navate e del corpo centrale dell'edificio. Sono realizzati i portali e le diverse cappelle in stile gotico e rinascimentale, tra cui la "Cappella Mastrantonio", prima manifestazione del Rinascimento siciliano. Numerosi sono gli esponenti, presenti in basilica con capolavori, appartenenti alle correnti lombardo-ticinese, toscano-carrarese, veneto-dalmata e alle scuole siciliane che hanno avuto la ventura di formarsi e operare presso le rinomate corti delle città d'arte italiane e straniere: Antonio di Belguardo, Antonio Scaglione, Giuseppe Giacalone, Francesco Laurana, Pietro de Bonitate, Gabriele di Battista, Domenico Pellegrino, Iacopo de Benedetto, Domenico Gagini, Antonello Gagini, Antonio Gagini, Giacomo Gagini, Giuliano Mancino, Antonio Berrettaro, Antonello Crescenzio, Cesare da Sesto, Mariano Smiriglio e Vincenzo da Pavia.

Epoca spagnola

XVI secolo, il Rinascimento siciliano: 1506, Costruzione della "Cappella di San Giorgio" commissionata dalla comunità genovese, corrispondente ai locali dell'attuale vestibolo della sacrestia, con accesso dal chiostro settentrionale del Convento. 1518 e 1531, Le strutture ospitano sessioni straordinarie del Parlamento Generale di Sicilia. 1523 - 1531, Leonardo Ventimiglia come guardiano del convento e per due volte ministro provinciale dell'ordine dei frati minori conventuali, dota la chiesa di un organo opera dei fratelli Giovanni e Paolo Gili (1515 - 1524) con pitture di Antonello Crescenzio e commissiona il ciborio del Santissimo Sacramento. 1548, Il restauro dei soffitti prevede una volta centrale in stile gotico italiano, è disposta la struttura per le volte a crociera con costoloni in luogo delle capriate scoperte. XVII secolo, Manierismo e Barocco: 1627, Il coro è posto dietro l'altare maggiore. 1633, L'interno della chiesa è decorato con stucchi e affreschi di Pietro Novelli e Gerardo Astorino. La "Cappella dell'Immacolata" è arricchita di marmi policromi, statue, intarsi. XVIII secolo, Barocco siciliano e Rococò: 1723, Lo spazio è diviso in tre navate suddivise da 14 colonne. Di alcune di esse, per assicurare maggiore stabilità alle strutture è praticata la parziale conversione o inglobamento in pilastri quadrati. È netta la separazione delle campate supplementari derivante dall'allungamento longitudinale della costruzione. Gli intradossi delle arcate ogivali presentano cornici contenenti affreschi raffiguranti figure bibliche e santi. Giacomo Serpotta adorna l'interno con le statue delle "Virtù francescane" e decorazioni in stucco. 1735, Rifacimento della facciata, all'interno è ripristinato il misto gotico.

Epoca contemporanea

XIX secolo: 1823 5 marzo, L'edificio è danneggiato da un terremoto, il restauro è praticato secondo i canoni dello stile neoclassico.

XX secolo, Restauro, la riscoperta e la rivalorizzazione di molteplici tesori d'arte: 1943 1º marzo, Ordigni colpiscono l'area compresa la parte mediana della navata sinistra e le aree dell'adiacente Convento. 1943 9 maggio, Ordigni colpiscono l'area delle absidi. Tutti i monumenti limitrofi sono gravemente danneggiati. La primitiva copertura a capriate, poi sostituita con volte a crociera, per essere trasformata in volte a botte limitatamente alla navata centrale, è ampiamente squarciata. Ogni superficie si presentava riccamente e totalmente adorna di fregi, stucchi, decorazioni e affreschi, le colonne trasformate in pilastri quadrati o rettangolari; desolatamente rovinata ed esposta alle intemperie dopo i pesanti bombardamenti. Con la lunga fase di ricostruzione e di restauri, la chiesa è spogliata da tutti gli orpelli ottocenteschi. Recuperata e restituita al primitivo splendore medievale è dotata di un tetto a falde. ?, È ripristinato l'aspetto originario della facciata con la ricostruzione del rosone danneggiato nel terremoto. ?, Negli ultimi tre decenni numerose campagne di restauro hanno interessato le numerose cappelle.

Nel dicembre del 1924 papa Pio XI conferisce all'insigne luogo di culto la dignità di basilica minore.

Descrizione Arte e architettura

La facciata principale dell'edificio rivolta ad occidente, di impianto gotico, presenta tre portali del XIV secolo. Il grande portale centrale è sormontato da un elegante rosone ricostruito nel XX secolo.

Nel timpano del portale sovrastante l'arco chiaramontano è presente una trifora cieca, le superfici interne delle aperture ospitano gli affreschi della "Vergine in trono" collocata tra le figure di "San Francesco" e "Santa Chiara".

Il portale, espressione del gotico, fiorito presenta decorazioni a zig zag su tre ordini di ghiere o strombature originate da altrettanti ordini di colonne in progressione concava. Sono presenti i simboli degli Evangelisti, ai lati due formelle simmetriche con altorilievi raffiguranti lAnnunciazione, un Ecce Homo é collocato sul portale sinistro e lo stemma dei Francescani.

L'interno dell'edificio è composto dal vano basilicale, suddiviso in tre navate da archi acuti su pilastri,. dall'abside maggiore quadrangolare e da sedici cappelle. Le navate laterali sono coperte ancora con le volte a crociera originarie, mentre la navata centrale è coperta dal soffitto a capriate realizzato dopo i restauri del XX secolo. Le navate laterali conservano ancora le bifore gotiche originali.

Fra le cappelle laterali, di notevole rilievo è la Cappella Mastrantonio (1468-1469), opera realizzata in collaborazione da Francesco Laurana e Pietro de Bonitate, che irrompe con le prime forme del Rinascimento siciliano in un clima ancora tardo gotico.

Nella tribuna della chiesa si trova il monumento di Atanasio Speciale, realizzato nel 1473 da Domenico Gagini e nella "Cappella del Sacro Cuore" una scultura della "Madonna del Soccorso", opera dello stesso artista.

La Cappella dell'Immacolata è decorata con marmi policromi seicenteschi. Le volte sono decorate a stucchi e affreschi da Pietro Novelli (prima metà del XVII secolo).

La chiesa è inoltre adornata da un ciclo di dieci statue raffiguranti le Virtù francescane realizzate nel 1723 e considerate tra le opere migliori di Giacomo SerpottaFotografie di opere d'arte nella chiesa di San Francesco d'Assisi . URL consultato il 27 febbraio 2011.: la "Carità", la "Teologia", la "Fortezza", la "Verità", la "Fede", la "Mansuetudine", la "Modestia", l'"Umiltà", nell'andito che conduce alla sagrestia le statue della "Castità" e "Vittoria".

La navata destra lato sud

I robusti pilastri centrali segnano la linea di demarcazione tra la preesistente chiesa e l'edificio a noi pervenuto. L'allungamento della struttura oltre alla realizzazione delle cappelle dell'attuale presbiterio comporta l'ingrandimento delle volte delle navate che, nel lato sinistro assomigliano a degli incavi alle pareti, al contrario sul lato destro, sono costituite da vani coperti da proprie volte e viceversa. La dissimmetria è dovuta alle continue interruzioni dei lavori in epoche differenti dettate da logistiche, vicende politiche e impedimenti verificatisi durante le varie dominazioni.

Controfacciata destra: Portale della «Cappella Chirco», la primitiva cappella oggi ingloba la porta laterale destra ovvero uno degli accessi della facciata principale della basilica. Luogo patrocinato e destinato ai monumenti sepolcrali della famiglia di Giacomo De Chirco giureconsulto dal 1465Pagina 39, Cataldo Roccaro, "Palermo Medievale" Palermo Medievale - Cataldo Roccaro - Google LibriPagina 30, Cataldo Roccaro, "La Biblioteca Francescana di Palermo" La Biblioteca Francescana di Palermo - Google LibriPagina 372, Cataldo Roccaro, "Schede Medievali" Schede Medievali - Google LibriPagina 48, Diego Ciccarelli, "La Biblioteca Francescana di Palermo" . Area già deputata alla sepoltura dei «Disciplinati francescani di San Niccolò lo Reale». Il manufatto marmoreo è attribuito a Domenico Gagini e alla sua bottega datato 1473, i medaglioni dei pennacchi recano i profili dei committenti. XVII secolo terzo decennio, la realizzazione delle entrate laterali del prospetto della basilica ha comportato lo smembramento parziale di alcuni manufatti successivamente disposti nella «Cappella Alliata» e nella «Cappella Reggio».

Sulla parete della navata destra sono presenti le seguenti Cappelle:

Prima campata: "Cappella di Santa Rosalia" o primitiva "Cappella del Rosario" o «Cappella Scavuzzo». Luogo già patrocinato e destinato ai monumenti sepolcrali della famiglia ScavuzzoPagina 48, Diego Ciccarelli, La Biblioteca Francescana di Palermo . È presente un altare, nella sopraelevazione campeggia la tela della "Santuzza" di Gaetano Mangano. Sotto la mensa è collocata la statua della santa. Seconda campata: Cappella di San Giorgio già primitiva Cappella di San Giuseppe o «Cappella Lambardi». Luogo patrocinato e destinato ai monumenti sepolcrali della famiglia del nobile pisano Paolo Lambardi.