La resa del leone è un romanzo di Osvaldo Soriano. Come spiega l'autore stesso nella nota introduttiva, il titolo è tratto da un verso ormai dimenticato dell'inno nazionale argentino: il "Leone" che si "arrende" è il Regno Unito, sconfitto durante la tentata invasione del 1806-1807.
Sintesi La guerra delle Falkland sconvolge la vita di due argentini, Faustino Bertoldi e Lauri, che si ritrovano quasi malgrado a organizzare una rivoluzione marxista-leninista nell'immaginario Stato africano del Bongwutsi controllato dai britannici.
Personaggi I due protagonisti, molto diversi tra loro, sono accomunati dalla loro condizione di esuli. Bertoldi, già segretario del console argentino nel Bongwutsi, dopo la scomparsa di quest'ultimo ne ha usurpato la carica; dopo aver assistito alla lenta agonia e alla morte della moglie, è diventato l'amante della moglie dell'ambasciatore inglese, finché l'annuncio improvviso dell'invasione argentina delle Falkland non interrompe bruscamente il loro rapporto. Diventato improvvisamente nemico dei britannici, Bertoldi è confinato nel suo consolato, circondato da una 'fascia d'interdizione'; con un soprassalto d'orgoglio, decide di dare ospitalità a un dinamitardo irlandese, O'Connor, che sta preparando l'insurrezione armata del popolo Bongwutsi contro l'imperatore e i britannici. Lauri è un militante comunista in fuga dal regime dittatoriale argentino. All'inizio del romanzo lo troviamo in Svizzera, dove la sua domanda d'asilo viene respinta: qui entra in contatto con una bizzarra figura di guerrigliero africano, Michael Quomo, che approfittando della guerra delle Falkland vuole tornare al potere nel suo Bongwutsi, e ha mandato O'Connor a precederlo. Tra la Svizzera e Parigi, Quomo coinvolgerà Lauri in una serie di rocambolesche avventure, vera parodia della letteratura spionistica della guerra fredda.
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Categoria:Romanzi di Osvaldo Soriano