Soprannominato Ringhio per la grinta e l'aggressività che mostrava in campo, è cresciuto calcisticamente nel , con cui ha esordito in Serie B nella stagione 1995-1996 e in Serie A l'anno successivo. Dopo una stagione in Scozia, ai , e un'altra in Serie A con la , dal 1999 al 2012 ha militato nel , squadra alla quale ha legato la maggior parte della sua carriera agonistica e con cui ha vinto due campionati (2003-2004 e 2010-2011), una Coppa Italia (2002-2003), due Supercoppe italiane (2004 e 2011), due UEFA Champions League (2002-2003 e 2006-2007), due Supercoppe UEFA (2003 e 2007) e una Coppa del mondo per club FIFA (2007). Ha chiuso la carriera in Svizzera, al .
Con la nazionale italiana, dal 2000 al 2010, ha partecipato a tre campionati mondiali (, il vittorioso e ), a due campionati europei ( e ) e ad una FIFA Confederations Cup (2009).
Da allenatore si è aggiudicato una Coppa Italia (2019-2020) alla guida del . Da giugno 2025 ad aprile 2026 è stato commissario tecnico della nazionale italiana, fallendo però la qualificazione al campionato mondiale .
Biografia
È sposato con Monica Romano, sorella della giornalista Carla Romano, che conobbe a Glasgow quando vestiva la maglia dei . La famiglia di lei gestiva un ristorante a Glasgow. Insieme hanno avuto una figlia, Gabriela, nata il 20 giugno 2004, e un figlio, Francesco, nato l'8 novembre 2007, che ha intrapreso a sua volta una carriera da calciatore.
La sorella Francesca muore a 37 anni il 2 giugno 2020 a Busto Arsizio, dove viveva e dove era ricoverata da alcuni mesi in seguito ad un infarto miocardico acuto dovuto ad un diabete mellito di tipo 1.
Ha creato nel 2003 la fondazione ONLUS (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale), «Forza Ragazzi», per dare un aiuto agli adolescenti meno fortunati della Calabria. A Corigliano Calabro (in provincia di Cosenza), suo paese natale, nel dicembre 2006 ha aperto un'attività chiamata «Gattuso & Catapano» destinata alla depurazione e all'allevamento dei molluschi.
In suo onore la comunità calabrese di Oshawa, in Canada, ha istituito il «Gattuso Day», che si celebra il 25 giugno. Nel 2008 ha vinto il Gran Premio Internazionale dello Spettacolo come miglior atleta dell'anno. Nel 2016 è opinionista per il quotidiano francese L'Équipe.
Dal 2010 circa è affetto da miastenia gravis.
Caratteristiche tecniche Giocatore
Centrocampista incontrista, si caratterizzava per carica agonistica, personalità, carisma, forza fisica, resistenza atletica e per i suoi tackle, tanto da essere stato soprannominato «Ringhio». e da aver acquistato un'indiscussa leadership all'interno dello spogliatoio e tra i tifosi.
Poteva ricoprire sia il ruolo di interno destro sia quello di mediano ed era assai abile nel contrastare gli avversari e recuperare la palla. Non in possesso di grandissima tecnica, migliorata comunque nel tempo, per le sue doti di leader ha spesso indossato la fascia da capitano.
È considerato tra i migliori mediani della storia del calcio italiano.
Allenatore Predilige il modulo tattico 4-3-3,Gennaro Gattuso, tra il Paron ed il "Cholismo" , Numero Diez, 8 marzo 2019. sebbene abbia spesso usato anche il 3-4-3, il 4-2-3-1 e il 3-5-2.Difesa a tre e tridente: ecco come giocherà il nuovo Milan di Gattuso, Panorama, 28 novembre 2017 Le sue squadre tendono a costruire il gioco dal basso, prediligendo quindi un calcio fatto di possesso palla e palleggio con calciatori di qualità, senza però rinunciare all'intensità e allo spirito di squadra in fase di non possesso.
Carriera Giocatore Club Gli inizi, Perugia
Giunse al calcio presto, seguendo le orme del padre Franco, che aveva giocato in Serie D. All'età di dodici anni effettuò il suo primo provino; scartato dal , venne scelto dal , dove ebbe inizio la sua carriera.
Con la Primavera degli umbri vinse due scudetti consecutivi:. il primo nel 1995-1996, segnando la prima rete della squadra umbra nella finale contro il ,. e il secondo nel 1996-1997, torneo del quale fu nominato anche miglior giocatore.
Con la prima squadra guidata da Giovanni Galeone esordì tra i professionisti e in Serie B il 10 marzo 1996, a 18 anni, entrando al posto di Marco Negri nei minuti finali della partita persa 1-0 in trasferta contro il alla 26ª giornata di campionato. In questa stagione il Perugia si classificò al terzo posto e ottenne la promozione nella massima serie.
L'annata successiva Gattuso esordì in Serie A il 22 dicembre 1996, subentrando al posto di Marcello Castellini nella partita contro il Bologna (0-0) disputata allo Stadio Renato Dall'Ara. Gattuso collezionò 8 presenze in campionato, in una stagione terminata con la retrocessione del Perugia.
Rangers Nella primavera del 1997 Gattuso si trasferì a parametro zero in Scozia ai , in Scottish Premiership; il trasferimento non fu però semplice, date le resistenze dei dirigenti del club umbro, tant'è che il calciatore scappò via dal centro sportivo del Perugia senza alcun preavviso. Giunto in Scozia nell'aprile del 1997, non poté giocare per due mesi, date le resistenze della Federazione Italiana Giuoco Calcio nel concedere il transfer per il tesseramento del giocatore, che già aveva firmato un contratto quadriennale per 2 miliardi di lire per 4 stagioni.
Nei Rangers Gattuso si segnalò come grande lottatore in un campionato "duro", adatto alle sue caratteristiche. Con gli scozzesi esordì a 19 anni, il 4 agosto 1997, subentrando dalla panchina nella partita di campionato contro gli (3-1) e nelle competizioni UEFA per club il 15 settembre 1997 nella partita di Coppa UEFA -Rangers (2-1). Nella gara di ritorno del 30 settembre Gattuso segnò il suo primo gol in Europa, ma i Rangers vennero nuovamente sconfitti per 2-1 ed eliminati dalla competizione. In breve divenne uno degli idoli dei tifosi scozzesi, che lo ribattezzarono Braveheart. La stagione si chiuse con un secondo posto in campionato (a due punti dal ) e con una sconfitta in finale di Scottish Cup.
Nella stagione seguente, al posto di Walter Smith, allenatore che volle subito promuovere Gattuso titolare e considerato dal calciatore un "secondo padre", i Rangers ingaggiarono Dick Advocaat. L'allenatore olandese decise di utilizzare Gattuso nel ruolo di difensore, posizione a lui poco consona, e i successivi dissidi sull'utilizzo in campo sancirono la fine dell'esperienza scozzese.
Salernitana
Rifiutata un'offerta della durante l'estate, nell'ottobre del 1998 Gattuso tornò in Italia, alla , militante in Serie A, per 9 miliardi di lire, diventando il giocatore, fino ad allora, più pagato dai campani.
In maglia granata riuscì ad affermarsi come giocatore chiave del centrocampo, divenendo uno dei calciatori più ambiti da tutte le grandi squadre e affermandosi come un atleta di grande grinta. Il suo apporto (25 partite in campionato), tuttavia, non fu sufficiente per salvare la squadra dalla retrocessione, subita per un solo punto di margine. In quella stagione Gattuso divenne beniamino di Salerno.
Milan Nell'estate del 1999, consigliato al dal team manager della squadra di Salerno ed ex rossonero Ruben Buriani, si trasferì nella formazione meneghina. A Milano gli venne assegnata la maglia numero 8, con la quale non faticò a ottenere un posto da titolare e a diventare beniamino dei tifosi. Debuttò in maglia rossonera il 15 settembre 1999 nella partita di Champions League -Milan (0-0). Totalizzò 22 presenze e un gol nel primo anno al Milan, durante il quale si fece notare anche per il carattere con cui, nel suo primo derby di Milano del 24 ottobre 1999, affrontò a muso duro l'allora interista Ronaldo.
Nella stagione 2002-2003 vinse la Champions League, la prima durante la sua militanza nella squadra rossonera, giocando da titolare la storica finale tutta italiana di Manchester ad Old Trafford contro la Juventus. Vinse anche la Coppa Italia contro la , giocando nella finale di ritorno. Nel 2003-2004 vinse il diciassettesimo scudetto della storia del Milan, giocando 33 delle 34 partite in campionato, e la Supercoppa Europea contro il di José Mourinho. Nella stagione successiva disputò 45 partite tra impegni di campionato e di coppa, comprese le finali di Supercoppa italiana e di Champions League, la prima vinta allo Stadio Giuseppe Meazza contro la e la seconda persa clamorosamente ad Istanbul contro il .
Nella stagione 2005-2006 totalizzò 35 presenze (con 3 gol) in Serie A, e giocò 11 delle 12 partite in Champions League, marcando inoltre una presenza in Coppa Italia, e in dicembre giunse 14º nella classifica del Pallone d'oro 2006. Il 23 maggio 2007 vinse la sua seconda Champions League contro il Liverpool ad Atene, riscattando la sconfitta patita in finale due anni prima sempre contro gli inglesi. Successivamente si aggiudicò la Supercoppa UEFA contro il , sfida nella quale fornì l'assist che permise a Filippo Inzaghi di realizzare la rete del momentaneo pareggio, e la Coppa del mondo per club FIFA contro il .
Il 7 dicembre 2008, nel corso della partita contro il , si infortunò ma rimase comunque in campo per tutti i 90' di gioco: l'esito della risonanza magnetica funzionale fatta due giorni dopo evidenziò una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Il 15 dicembre 2008 fu operato ad Anversa per la ricostruzione del legamento crociato, con tempi di recupero stimati intorno ai sei mesi, periodo che gli avrebbe dovuto far chiudere anticipatamente la stagione 2008-2009 dove, fino a quel momento, era stato determinante per i risultati positivi dei rossoneri; tornò invece a disposizione per la classica contro la Juventus del 10 maggio 2009, a poco più di cinque mesi dall'infortunio, nella quale rimase in panchina, mentre tornò a giocare in amichevole due giorni più tardi a Tirana contro l'. Disputò la prima partita ufficiale dopo il ritorno dall'infortunio il 31 maggio 2009, a distanza di cinque mesi e mezzo dall'operazione, nell'ultima giornata di Serie A contro la , subentrando all'81° a David Beckham.
Il 22 agosto 2009, in occasione della gara valida per la prima giornata di Serie A contro il , disputò la 400ª partita in maglia rossonera, giocata indossando anche la fascia di capitano. Nel corso della stagione 2009-2010 non venne impiegato con continuità dall'allenatore Leonardo, riuscendo a totalizzare solo 24 presenze totali (22 in campionato e una in Coppa Italia e Champions League).
Nella stagione 2010-2011, con l'arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, Gattuso tornò a essere uno dei titolari della squadra rossonera. Il 5 marzo 2011 segnò il primo gol stagionale (decimo in totale e penultimo con la maglia del Milan) allo Stadio Olimpico Grande Torino nella vittoria per 1-0 contro la Juventus a distanza di tre anni dalla precedente rete realizzata in rossonero. Il 7 maggio 2011 conquistò il suo secondo scudetto con i rossoneri a due giornate dal termine del campionato grazie allo 0-0 contro la Roma.
Il 6 agosto 2011 vinse la sua seconda Supercoppa italiana con il Milan battendo l' a Pechino per 2-1. Il 9 settembre 2011, nel corso della seconda giornataPrima partita effettiva a causa dello sciopero indetto dall'Associazione Italiana Calciatori per la mancata sottoscrizione del contratto collettivo nazionale di lavoro di campionato contro la Lazio, Gattuso fu costretto ad abbandonare il campo nel corso del primo tempo per via di problemi alla vista. Successivamente gli venne riscontrata una paralisi del nervo abducente, a causa della quale dovette sospendere l'attività agonistica, pur continuando ad allenarsi, in attesa della guarigione. Nel gennaio 2012, dopo ulteriori esami eseguiti a seguito dell'influenza contratta durante il ritiro invernale a Dubai, gli fu diagnosticata una miastenia gravis all'occhio, che in precedenza era invece stata esclusa, la quale lo costrinse a un ulteriore periodo di inattività. Il 17 marzo seguente, a circa sei mesi dall'ultima presenza, ritornò in campo nella partita vinta per 2-0 in casa del .