Dopo la rivoluzione romena del 1989 è stato ministro degli esteri nei governi Roman II e Stolojan tra il 1990 e il 1992. Già presidente esecutivo e primo vicepresidente del Partito della Democrazia Sociale di Romania, nel 2001 è stato eletto presidente del Partito Social Democratico.
È diventato Primo ministro in seguito alla vittoria del partito alle elezioni del 2000. Nel corso del mandato da premier la Romania ha registrato una crescita economica costante ed è riuscita a conseguire l'accesso alla NATO (marzo 2004). Nel dicembre 2004, inoltre, l'Unione europea ha deliberato l'ammissione del paese come membro titolare a partire dal 2007.
Nel 2004 è stato il candidato del Partito Social Democratico alle elezioni presidenziali, ma è stato sconfitto da Traian Băsescu, rappresentante della coalizione di centro-destra Alleanza Giustizia e Verità.
Eletto deputato in sei legislature (dal 1990 e il 2012), è stato per due volte non consecutive presidente della camera dei deputati, tra il 1992 e il 1996 e tra il 2004 e il 2006. Si è dimesso da tale incarico il 16 marzo 2006 in seguito a delle accuse di corruzione.
Il 20 giugno 2012 è stato condannato in via definitiva a due anni di carcere per aver percepito dei fondi illeciti per la propria campagna elettorale alle presidenziali del 2004. Dopo essere venuto a conoscenza dell'esito della sentenza ha tentato il suicidio nella propria abitazione. Il 6 gennaio 2014 ha ricevuto dall'Alta corte di cassazione una nuova condanna a quattro anni di reclusione per corruzione nell'ambito di un'altra inchiesta.
Formazione e carriera professionale Famiglia Nacque a Bucarest da una famiglia originaria di Hanul de Pământ, nel comune di Tărtășești, nel distretto di Dâmbovița. Il padre Marin Năstase era un ufficiale dell'esercito, ritiratosi dalle forze armate dopo l'instaurazione del regime comunista del 1947. Iscrittosi al Partito Comunista Rumeno (PCR) fu successivamente studente presso l'Università Politecnica di Bucarest e, negli anni settanta, dirigente nel quadro del ministero dell'istruzione. Sposatosi con Elena Dragomirescu, la coppia ebbe due figli, Adrian nato nel 1950 e Dana nel 1952.
Adrian Năstase crebbe nel quartiere di Colentina, nella capitale rumena. Tra i suoi amici di gioventù vi furono figli di dirigenti del PCR e della nomenklatura comunista.
Studi Completò gli studi liceali all'Alta scuola "Nicolae Bălcescu" di Bucarest (oggi chiamato Collegio nazionale "Sfântul Sava") e conseguì una prima laurea nel 1973 presso la facoltà di diritto dell'Università di Bucarest. Nel 1978 terminò gli studi in sociologia alla facoltà di storia e filosofia dello stesso ateneo.
Proveniente da una famiglia legata alla classe dirigente del regime, gli fu concesso di proseguire la propria specializzazione all'estero, nonostante i divieti imposti dalla repubblica socialista in termini di spostamenti oltre i confini. Nel 1980 fu ricercatore per la divisione per i diritti dell'uomo e della pace dell'UNESCO e per il Peace Research Institute di Oslo.
Conseguì un dottorato in diritto pubblico internazionale all'Università di Bucarest nel 1987.
Attività accademica e professionale Dopo la laurea in giurisprudenza, nel 1973, divenne ricercatore presso l'Istituto di ricerche giuridiche dell'Accademia romena, dove lavorò fino al 1990.
Fu a due riprese professore associato all'Accademia degli Studi economici di Bucarest (1977-1979 e 1984-1985). Nel 1982 fu tra i membri fondatori dello Human Rights Information and Documentation Systems (HURIDOCS) di Londra.. Nel 1984 coordinò un gruppo di studio presso l'Istituto internazionale dei diritti umani di Strasburgo, esperienza in seguito alla quale divenne membro della Società francese di diritto internazionale.
Dopo la caduta del regime di Nicolae Ceaușescu, nel 1990 iniziò ad insegnare diritto all'Università di Bucarest, perdendo il titolo di professore nel 2012 dopo il suo arresto. Tra gli atenei privati in cui esercitò la professione di docente vi furono l'Università cristiana Dimitrie Cantemir (1992), l'Istituto di diritto internazionale e relazioni internazionale "Nicolae Titulescu" (1992) e l'Università Titu Maiorescu (dal 1992 al 1997). Al di fuori della Romania nel 1994 fu professore di diritto pubblico internazionale all'Università Pantheon-Sorbona di Parigi.
Tra gli altri ruoli in ambito accademico fu presidente della Fondazione europea "Nicolae Titulescu" (dal 1990 al 1992), direttore di ricerca presso l'Istituto rumeno per gli studi internazionali (1994) e membro della Società americana di diritto internazionale (dal 1995). Tra il 1990 e il 2003 rivestì la vicepresidenza dell'Associazione di diritto internazionale e relazioni internazionali (ADIRI), della quale divenne successivamente presidente. Nel 2000 fu membro fondatore dell'Associazione rumena di politica estera.
Nel corso della carriera gli fu conferito il titolo di dottore honoris causa dall'Università libera internazionale della Moldavia (2000), dall'Università di Craiova (2002), dall'Università Ștefan cel Mare di Suceava (2002), dall'Università Titu Maiorescu (2010) e dall'Università Aurel Vlaicu di Arad (2019).
Nel 2002 il presidente della Romania, Ion Iliescu, lo decorò con la gran croce dell'Ordine della Stella di Romania, ma il titolo gli fu revocato nel 2019 dal capo di Stato Klaus Iohannis, in conseguenza delle sue condanne per corruzione.
Carriera politica
Nel Fronte di Salvezza Nazionale Si iscrisse al Partito Comunista Rumeno nel 1976, diventando segretario nel quadro dell'Unione dei giovani comunisti. In tale veste partecipò a due conferenze della Federazione mondiale della gioventù democratica, a Mosca nel 1985 e a Pyongyang nel 1989.
Dopo la rivoluzione del 1989 si iscrisse al Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) di Ion Iliescu. Tra il febbraio e il maggio 1990 fu membro della commissione per la politica estera dell'organo di potere provvisorio, il Consiglio provvisorio di unione nazionale, che gestì la transizione del paese fino alla celebrazione delle elezioni del 1990.
Nel corso della prima conferenza nazionale del FSN svoltasi tra il 7 e l'8 aprile 1990, che confermò Iliescu a capo del partito, Năstase venne indicato quale segretario del collegio di coordinamento, al fianco di altri quattro colleghi. Gli fu assegnato anche l'incarico di portavoce del FSN..
Venne eletto deputato in occasione delle elezioni del maggio 1990, ma rinunciò al seggio nel luglio dello stesso anno. Fu contestualmente nominato ministro degli esteri del governo Roman II. In quel momento l'obiettivo della Romania sul piano della politica estera era quello dell'avvicinamento a Unione Europea e NATO per mettere fine all'isolamento internazionale del paese, che usciva da decenni di dittatura e viveva una difficile transizione alla democrazia.. Fu confermato anche nel successivo governo Stolojan, il cui mandato si esaurì nel novembre 1992.
Primo vicepresidente del Partito della Democrazia Sociale di Romania
Nell'aprile 1992 il FSN andò incontro ad una scissione. Năstase, quindi, seguì la fazione facente capo a Iliescu nel Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), che vinse le elezioni del 1992 e nel 1993 assunse la nuova denominazione di Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR). Iliescu ottenne un nuovo mandato alla presidenza della Romania, mentre il partito formò un governo condotto da Nicolae Văcăroiu. Il 28 ottobre 1992 Năstase fu eletto quale nuovo presidente della camera dei deputati..
Il congresso di costituzione del PDSR del 9 e 10 luglio 1993 nominò Oliviu Gherman presidente del partito e Năstase suo presidente esecutivo.. Il ruolo di Gherman, tuttavia, fu più onorario che effettivo, in quanto la maggior parte delle decisioni politiche ricadeva sulla figura del presidente esecutivo, il cui operato era sostenuto esternamente dal capo di Stato Ion Iliescu.. La conferenza nazionale del PDSR del novembre 1995, celebratasi un anno prima delle nuove elezioni, convalidò gli stessi incarichi. Năstase fu l'unico candidato alla funzione di presidente esecutivo..
In seguito alle elezioni del 1996 il PDSR passò all'opposizione. Năstase fu proposto per un nuovo mandato alla presidenza della camera dei deputati, ma fu battuto dalla maggioranza, che il 27 novembre 1996 votò per Ion Diaconescu.. Năstase, quindi, fu per l'intera legislatura 1996-2000 vicepresidente della camera e capogruppo del PDSR. Partecipò, inoltre, alla delegazione della Romania all'assemblea parlamentare del consiglio d'Europa e nel 1996 fu membro fondatore dell'assemblea internazionale dei parlamentari di lingua francese.
Dopo la sconfitta elettorale, il 17 gennaio 1997 Iliescu assunse la guida del PDSR, coadiuvato da Năstase nella veste di primo vicepresidente.. Alla conferenza nazionale del giugno 1997 Năstase fu obiettivo delle critiche di un'ala ricondubile a Teodor Meleșcanu, che ne chiedeva le dimissioni per non essersi assunto le responsabilità dell'insuccesso alle elezioni. La maggior parte dei membri del PDSR, però, si strinse intorno a Iliescu e Năstase, mentre il gruppo di Meleșcanu abbandonò il partito. Il 21 giugno 1997 presidente e primo vicepresidente furono confermati nei loro incarichi. Contro la nomina di Năstase si espressero solamente venti delegati.
Nei successivi anni sotto la guida di Iliescu e Năstase il partito riuscì a riorganizzarsi e a stipulare accordi di collaborazione con varie associazioni sindacali, civiche e politiche, che ne ampliarono la base elettorale.
Elezioni del 2000 Le elezioni del 2000 segnarono il ritorno al potere del PDSR (primo partito con il 36% dei voti) e di Iliescu. Adrian Năstase, designato Primo ministro, non godeva della maggioranza assoluta per ottenere l'investitura e garantire la sopravvivenza del governo e fu costretto a richiedere l'appoggio parlamentare di Partito Nazionale Liberale (PNL) e Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR). Nonostante la distanza ideologica, il 27 dicembre 2000 il PDSR e i partner esterni misero la firma su un documento che si basava sulla realizzazione di interessi comuni, quali uno sviluppo economico fondato sull'iniziativa privata e l'integrazione della Romania alle strutture di Unione europea e NATO.
Dal 2000 al 2004, oltre che premier, fu anche deputato e membro della commissione per la politica estera della camera dei deputati.
Dopo l'insediamento alla presidenza della Romania, per via dei limiti imposti dalla costituzione, Iliescu lasciò il ruolo politico in seno al PDSR e raccomandò pubblicamente la nomina di Năstase a nuovo leader del partito.. L'assegnazione dell'incarico gli fu confermata dalla conferenza nazionale straordinaria del 19 gennaio 2001, che lo elesse ufficialmente presidente del PDSR. Il 16 giugno 2001, inoltre, il PDSR si fuse con il Partito Social Democratico Romeno, dando vita al Partito Social Democratico (PSD). Năstase fu acclamato all'unanimità presidente della nuova formazione con i voti di tutti i 4.030 delegati presenti al congresso di fondazione.
Presidente del Partito Social Democratico