Primo imperatore della Germania moderna, fu soprannominato Wilhelm der Große, ossia Guglielmo il Grande. Sotto la sua guida e quella del suo primo ministro, il famoso Otto von Bismarck, la Prussia riuscì ad unificare la Germania fondando l'Impero tedesco. Malgrado il suo lungo e fiducioso supporto nei confronti dell'operato di Bismarck, Guglielmo mantenne ad ogni modo forti riserve nei confronti delle politiche più reazionarie proposte dal suo governo, incluso uno spirito anti-cattolico ed il pugno di ferro coi sottoposti. Guglielmo fu un sovrano attento e gentile, meno conservatore e di idee più aperte e liberali rispetto ad esempio a quello che sarà suo nipote Guglielmo II alla guida della Germania.
Biografia I primi anni e l'inizio della carriera militare
Figlio secondogenito di Federico Guglielmo III, re di Prussia, e di sua moglie Luisa di Meclemburgo-Strelitz, Guglielmo nacque al Kronprinzenpalais di Berlino il 22 marzo 1797. Nell'anno stesso della sua nascita, suo nonno morì e suo padre divenne sovrano di Prussia. La sua posizione in secondo piano rispetto al trono lo aveva inizialmente tenuto al di fuori delle questioni politiche del suo tempo.
Dal 1801 al 1809 studiò sotto la guida del teologo ed educatore Johann Friedrich Gottlieb Delbrück, incaricato anche dell'istruzione di suo fratello maggiore. All'età di dodici anni venne nominato ufficiale dell'esercito prussiano da suo padre. Nel 1806, pur non avendo preso parte direttamente agli scontri in virtù della sua ancora troppo giovane età, vide la sconfitta dell'esercito prussiano da parte delle armate napoleoniche ed il crollo del Sacro Romano Impero, fatti che lo segneranno anche durante il suo regno e che gli faranno sempre propendere per una profonda antipatia nei confronti della Francia. Venne costretto ad un temporaneo esilio che lo portò a stabilirsi dapprima a Königsberg, poi a Memel, quindi a San Pietroburgo, nell'impero russo. Nel 1814 scese per la prima volta direttamente in campo e combatté contro Napoleone, distinguendosi come ottimo soldato sia nella campagna di Germania che nella guerra della sesta coalizione. Venne nominato capitano ed ottenne la croce di ferro a seguito della sua partecipazione alla battaglia di Bar-sur-Aube.
Nel 1815, Guglielmo venne promosso maggiore ed ottenne il comando del 1º reggimento della guardia. Sottoposto agli ordini del generale Gebhard Leberecht von Blücher, prese parte alle battaglie di Waterloo e di Ligny. Divenne nel contempo anche un eccellente diplomatico, venendo coinvolto in molte missioni dopo la caduta dell'Impero francese. Nel 1817 accompagnò sua sorella Carlotta a San Pietroburgo dove questa andò in sposa allo zar Nicola I di Russia.Lincoln, Nicholas I Emperor and Autocrat of all the Russias, p. 66
Nel 1816, Guglielmo divenne comandante del battaglione di stanza a Stettino e nel 1818 venne promosso maggiore generale. L'anno successivo venne nominato ispettore del VII e dell'VIII corpo d'armata prussiano. Nel 1820, divenne comandante della 1ª divisione della guardia e nel 1825 venne promosso comandante generale del III corpo d'armata.
Nel 1826 Guglielmo venne costretto a interrompere la sua relazione con la nobildonna polacca Eliza Radziwiłł, sua cugina, della quale si era invaghito, dal momento che suo padre la riteneva inappropriata. Secondo alcune indiscrezioni, Eliza avrebbe avuto una figlia illegittima da Guglielmo che venne cresciuta da Joseph e Caroline Kroll, proprietari del Teatro Kroll di Berlino, ed alla quale venne posto il nome di Agnes. Questa sposò Carl Friedrich Ludwig Dettman (noto come "Louis") ed emigrò in seguito a Sydney, in Australia, nel 1849.B. Dettman and J. Stevens (2017), "Agnes the Secret Princess –An Australian Story". Nel 1829, Guglielmo sposò quindi invece la principessa Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach, figlia del granduca Carlo Federico e di sua moglie, la granduchessa Maria Pavlovna di Russia, sorella dello zar Nicola I. Il loro matrimonio fu stabile, ma non fu dei più felici.
Alla morte di suo padre nel 1840, suo fratello maggiore divenne re di Prussia. Dal momento però che questi non aveva ancora avuto figli, Guglielmo fu il primo in linea di successione ed ottenne pertanto il titolo di prinz von Preußen. Contro le sue convinzioni personali, ma per lealtà verso suo fratello, Guglielmo approvò nel 1847 la costituzione del parlamento prussiano (Vereinigter Landtag) ed ottenne un seggio nella camera alta dello stesso, la Camera dei signori di Prussia.
Il ruolo nelle rivoluzioni del 1848 in Germania
Nel corso delle rivoluzioni del 1848, Guglielmo riuscì a reprimere una rivolta scoppiata a Berlino contro il governo di suo fratello. La repressione nel sangue e l'uso dei cannoni contro i rivoltosi lo resero però impopolare per l'epoca, facendogli guadagnare il soprannome di Kartätschenprinz (Principe delle Granate). Il ruolo di Guglielmo, era visto come quello di un'eminenza grigia dietro il sovrano che si era dimostrato più volte tentennante, al contrario di lui che anche nell'ambito militare appariva molto più deciso. Questo atteggiamento lo rese oggetto di non poche critiche e dell'attenzione dei rivoluzionari. Quando il suo palazzo venne incendiato il 20 marzo 1848, il 23 marzo decise di partire per qualche tempo e riparare a Londra, in Inghilterra dove giunse travestito da mercante con lo pseudonimo di Wilhelm Oelrich; suo fratello del resto intendeva allontanarlo dalla Germania per il pericolo che, con la sua uccisione, non vi fosse un erede al trono. In Inghilterra, ad ogni modo, Guglielmo cercò ed ottenne anche l'appoggio alle sue azioni di diversi personaggi influenti della politica inglese come il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, Robert Peel, John Russell ed Henry John Palmerston. Tornò poco dopo sul continente europeo per reprimere la rivoluzione del Baden e la rivolta del Palatinato al seguito dell'esercito prussiano, del quale ottenne il comando generale. I conflitti erano scoppiati quando Federico Guglielmo IV aveva rifiutato le condizioni imposte dal parlamento di Francoforte per l'ottenimento di una corona imperiale "democratica" che gli venne proposta ed altri stati, seguendo il suo esempio avevano rifiutato la costituzione approvata provvisoriamente dal parlamento. Il granduca Leopoldo di Baden, ad esempio, venne costretto alla fuga dopo essersi rifiutato di accondiscendere alle imposizioni dei rivoltosi, ma chiese nel contempo l'intervento armato da parte del re di Prussia che inviò sul campo suo fratello Guglielmo con 60.000 uomini che marciarono vittoriosi e veloci lungo il Palatinato e nel Baden. Il filosofo Friedrich Engels, che si trovava alla guida dei rivoltosi, scrisse anni dopo a tal proposito: "Il popolo tedesco non dimentica le sparatorie di massa di Rastatt, come pure non dimentica i governanti che hanno ordinato questo atto vergognoso".
Nell'ottobre del 1849, Guglielmo I divenne governatore generale della Renania e della Vestfalia, prendendo sede a Coblenza. Durante il suo periodo di residenza a Coblenza, Guglielmo e sua moglie si circondarono di intellettuali come lo storico Maximilian Wolfgang Duncker, August von Bethmann-Hollweg e Clemens Theodor Perthes. L'iniziale opposizione assoluta di Guglielmo alle idee liberali, col tempo si ammorbidì tanto più che egli cercò di mediare coi rivoltosi anziché puntare subito all'uso delle armi, ben conscio del fatto che si trattava essenzialmente di una guerra civile interna alla Germania.
Nel 1854, il principe venne elevato al rango di feldmaresciallo e creato governatore della fortezza di Magonza per conto della Confederazione Germanica. Gli eventi iniziarono a mutare significativamente dal 1857: Federico Guglielmo IV venne colpito da un ictus e rimase incapace di governare per il resto dei suoi anni sino alla sua morte, avvenuta poi nel 1861. Di conseguenza, nel gennaio del 1858, Guglielmo divenne principe reggente per conto di suo fratello, inizialmente temporaneamente e poi in maniera permanente. Contro i consigli che gli aveva dato suo fratello, Guglielmo giurò fedeltà alla costituzione prussiana e promise di renderla sempre più "solida e inviolabile". Guglielmo nominò il principe liberale Carlo Antonio di Hohenzollern-Sigmaringen quale suo primo ministro e per la Prussia iniziò così una nuova era.
Guglielmo re di Prussia
Il 2 gennaio 1861 Federico Guglielmo IV morì e Guglielmo ascese al trono prussiano con il nome di Guglielmo I. A luglio, uno studente di Lipsia tentò di assassinarlo, ma lo ferì solo lievemente. Come Federico I di Prussia, Guglielmo scelse di portarsi a Königsberg per incoronarsi da solo alla Schlosskirche. Guglielmo scelse per l'occasione l'anniversario della battaglia di Lipsia, il 18 ottobre, e quella fu la prima incoronazione ufficiale di un sovrano prussiano dal 1801 e l'unica di un sovrano tedesco nel XIX secolo. Guglielmo si rifiutò di accondiscendere al desiderio espresso da suo fratello nel suo testamento, quello cioè di abrogare la costituzione prussiana.
Dal fratello, però, oltre alla corona, Guglielmo ereditò anche i contrasti col parlamento, di stampo liberale. Il nuovo sovrano era considerato politicamente neutrale, dal momento che operava nell'ambito parlamentare meno di quanto avesse fatto Federico Guglielmo. Nel 1862 il Landstag]] si rifiutò di incrementare la spesa militare dello stato per implementare il numero di soldati dell'esercito permanente da 150.000 a 200.000. Ad ogni modo, la parte più controversa del progetto di legge era la lunghezza del servizio militare obbligatorio, inizialmente di un solo anno, poi portato a due anni nel 1856 e che ora si intendeva portare a tre anni totali. Quando tale richiesta venne rifiutata, Guglielmo pensò in un primo momento di abdicare, ma suo figlio, il principe ereditario, si oppose strenuamente a quest'idea. Guglielmo, quindi, su consiglio di Roon, riuscì a trovare una soluzione conservatrice per il conflitto: nominò Otto von Bismarck come suo primo ministro (Cancelliere). Secondo la costituzione prussiana, il primo ministro era responsabile delle proprie azioni unicamente verso il re e non verso il parlamento e Bismarck era l'uomo perfetto perché, per la sua tempra, tendeva a vedere la propria relazione con Guglielmo I come un rapporto tra vassallo e signore. Fu comunque Bismarck a tenere le redini del governo ed a dirigerne l'andamento, così come gli affari inerenti alla casa reale e alla politica estera, fornendo in molte occasioni l'assistenza giusta a Guglielmo I.
Durante il suo regno come re di Prussia, Guglielmo fu comandante in capo di tutte le forze prussiane nella seconda guerra dello Schleswig contro la Danimarca nel 1864 e nella guerra austro-prussiana del 1866. Dopo che quest'ultima venne vinta dalla Prussia, Guglielmo era intenzionato a marciare su Vienna e ad annettere l'Austria ai domini prussiani, ma venne dissuaso dal farlo sia da Bismarck sia dal principe ereditario. Bismarck era intenzionato a terminare velocemente il conflitto, così da permettere alla Prussia di allearsi con l'Austria se necessario. Durante una discussione accesa, Bismarck minacciò di dimettersi se Guglielmo avesse insistito nella sua idea di continuare con la conquista di Vienna ed alla fine ebbe la meglio. Guglielmo dovette accontentarsi de facto di essere così divenuto sovrano dei due terzi della Germania, avendo annesso molti degli stati un tempo alleati dell'Austria a nord del fiume Meno, come ad esempio lo Schleswig-Holstein ed il ducato di Sassonia-Lauenburg che venne unito alla Prussia in unione personale (piena unione dal 1878).