Considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi per il celeberrimo romanzo I promessi sposi, caposaldo della letteratura italiana, Manzoni ebbe il merito di aver gettato le basi per il romanzo moderno e di aver così patrocinato l'unità linguistica italiana, sulla scia della letteratura moralmente e civilmente impegnata propria dell'Illuminismo italiano.

Passato dalla temperie neoclassica a quella romantica, Manzoni, divenuto fervente cattolico dalle tendenze liberali, lasciò un segno indelebile anche nella storia del teatro italiano (per aver rotto le tre unità aristoteliche) e in quella poetica, grazie alla nascita del pluralismo vocale con gli Inni Sacri e allo sviluppo della poesia civile.

Il successo e i numerosi riconoscimenti pubblici (fu senatore del Regno d'Italia) si affiancarono a problemi di salute (nevrosi, agorafobia) e famigliari (i numerosi lutti che afflissero la vita domestica) che lo ridussero in un progressivo isolamento esistenziale. Nonostante ciò, rimase in contatto epistolare con la migliore cultura europea, da Goethe ad Antonio Rosmini, subendo anche l'influsso di Walter Scott per il genere del romanzo storico.

Biografia Origini familiari Famiglia

Dal lato materno Alessandro Manzoni proveniva dall’illustre famiglia dei Beccaria; il nonno era Cesare Beccaria, autore del trattato Dei delitti e delle pene e uno dei principali animatori dell'illuminismo lombardo. A detta dello stesso Manzoni, lui e il nonno si videro soltanto una volta, in occasione della visita della madre presso il celebre genitore.Manzoni rievoca così l'incontro in : La parentela coi Beccaria lo rendeva inoltre lontano cugino dello scrittore scapigliato Carlo Dossi..

Più modesta era invece la famiglia paterna:Per un quadro generale della storia della famiglia Manzoni da Giacomo (inizio XVI secolo) ad Alessandro Manzoni, si veda: don Pietro Antonio Pasino Manzoni (1657-1736), il padre di Alessandro, discendeva da una nobile famiglia di Barzio, in Valsassina, stabilitasi nel 1612 a Lecco (nella località del Caleotto) in seguito al matrimonio di Giacomo Maria Manzoni con Ludovica Airoldi del 1611.. Sebbene Pietro Manzoni avesse poi ricevuto il feudo di Moncucco nel Novarese nel 1691:.: e in virtù di ciò fossero conti, a Milano il titolo non era valido perché "straniero".Alcuni autori, come e , riportano il 1773 come anno di infeudazione di Moncucco ai Manzoni: si tratta di un evidente errore cronologico, in quanto Carlo II di Spagna era morto nel 1700 e il Novarese, prima della guerra di successione spagnola, faceva parte del Ducato di Milano, all'epoca sotto l'egida di Madrid. Inizialmente don Pietro presentò al governo austriaco una richiesta ufficiale di riconoscimento, ma poi preferì non insistere.. In ogni caso, quando Roma attribuirà molto più tardi la cittadinanza al Manzoni, il titolo comitale apparirà sull'atto ufficiale e verrà mantenuto dalla sua discendenza.

Manzoni e Giovanni Verri Anche se il padre legittimo era Pietro Manzoni, è molto probabile che il padre naturale di Alessandro fosse un amante di Giulia, Giovanni Verri (fratello minore di Alessandro e Pietro Verri).: Con Giovanni, uomo attraente e libertino, di diciassette anni maggiore di lei, Giulia aveva avviato una relazione già nel 1780, proseguendola anche dopo il matrimonio. Secondo quanto riferito da Niccolò Tommaseo pare che Verri fosse il vero padre dello scrittore e che questi ne fosse pienamente a conoscenza: «Anco di Pietro Verri [Manzoni] ragiona con riverenza, tanto più ch'egli sa, e sua madre non glielo dissimulava, d'essere nepote di lui, cioè figliuolo d'un suo fratello»..

L'infanzia e l'adolescenza Galbiate e la separazione dei genitori Alessandro Manzoni: nacque a Milano, allora parte dell'impero asburgico, al n. 20 di via San Damiano. (corrispondente all'attuale via Visconti di Modrone nº 16), il 7 marzo 1785 da Giulia Beccaria e, ufficialmente, da don Pietro Manzoni. Trascorse i primi anni di vita prevalentemente nella cascina Costa di Galbiate, tenuto a balia da Caterina Panzeri, una contadina del luogo,. circostanza attestata dalla targa tuttora affissa sull'edificio. Successivamente passò alcuni periodi alla villa rustica del Caleotto, di proprietà della famiglia paterna, dimora in cui amerà tornare da adulto e che venderà, non senza rimpianti, nel 1818. In seguito alla separazione dei genitori,La separazione avvenne, legalmente, il 23 febbraio 1792; successivamente, dal 1795 - ma la relazione cominciò molto prima, forse nel 1790, anno in cui sembra si siano conosciuti - Giulia Beccaria andò a convivere col colto e ricco Carlo Imbonati, prima in Inghilterra, poi in Francia, a Parigi (). Manzoni venne educato in collegi religiosi.

L'educazione religiosa a Merate e a Lugano

Il 13 ottobre 1791 fu accompagnato dalla madre a Merate al collegio San Bartolomeo dei Somaschi, dove rimase cinque anni. Fu un periodo duro; il piccolo Alessandro risentiva della mancanza della madreManzoni ricordò sempre di come la madre, per facilitare la separazione dal figlio, se ne andò via di nascosto approfittando di un attimo di distrazione di quest'ultimo (si veda: ). e soffriva del difficile rapporto sia con i suoi compagni di scuola, violenti,Tra i motivi di dileggio poteva esserci anche quella forma di balbuzie che cominciò a manifestarsi proprio in quegli anni (si veda: ). sia con gli insegnanti, che lo punivano di frequente.. La letteratura in quegli anni era già per lui una consolazione e una passione: durante la ricreazione, racconterà lo scrittore, «…mi chiudevo […] in una camera, e lì componevo versi».. Nell'aprile del 1796 passò al collegio di Sant'Antonio a Lugano, gestito ancora dai Somaschi, per rimanervi fino al settembre del 1798. Nello stesso 1796 giungeva sul lago di Lugano il somasco Francesco Soave, celebre erudito e pedagogista; per quanto sia del tutto improbabile che Manzoni l'abbia avuto come maestro (se non per qualche giorno), la sua figura esercitò sul bambino una notevole influenza.. Vecchio e prossimo alla morte, l'autore de I promessi sposi ricordava: «Io volevo bene al padre Soave, e mi pareva di vedergli intorno al capo un'aureola di gloria»..

Alla fine del 1798 passò al collegio Longone di Milano, gestito dai Barnabiti,. e quindi si trasferì a Castellazzo de' Barzi, dove l'istituto aveva stabilito provvisoriamente la propria sede a causa delle manovre belliche, per poi tornare il 7 agosto 1799 a Milano. Non è chiaro quanto l'adolescente fosse rimasto dai Barnabiti; l'ipotesi più accreditata lo fa supporre allievo della scuola fino al giugno 1801. Nonostante l'isolamento cui era costretto per l'ambiente chiuso e bigotto, Alessandro riuscì a stringere alcune amicizie durature, come quelle con i compagni di classe Giulio Visconti e Federico Confalonieri. Un giorno imprecisato dell'anno scolastico 1800-1801, poi, gli scolari ricevettero una visita che suscitò nel giovane Alessandro una grande emozione: l'arrivo di Vincenzo Monti, che egli leggeva avidamente e considerava il più grande poeta vivente, «fu per lui come un'apparizione di un Dio»..

La formazione culturale

La formazione culturale di Manzoni è imbevuta di mitologia e letteratura latina, come appare chiaramente dalle poesie adolescenziali. Due, in particolare, sono gli autori classici prediletti, Virgilio e Orazio,. ma notevole è anche l'influsso di Dante e Petrarca;Nel sonetto Alla Musa, Manzoni elenca quali glorie poetiche Dante e Petrarca (). tra i contemporanei, invece, assieme al Monti svolgono un ruolo importante Parini e Alfieri.: Se si escludono gli esercizi di stile precedenti,Manzoni cominciò a scrivere versi all'età di nove anni (.) le sue primissime esperienze poetiche risalgono alla metà del 1801, quando cominciò a stendere Del trionfo della libertà,. in cui si può riscontrare una vena satirica e polemica che avrà un ruolo non trascurabile nel Manzoni adolescente, pur venendo mitigata già a metà del decennio. Ci restano inoltre le traduzioni, in endecasillabi sciolti, di alcune parti del libro quinto dellEneide e della Satira terza (libro primo) di Orazio, accanto a un epigramma mutilo in cui attacca un certo fra' Volpino che, sotto mentite spoglie, raffigura il vicerettore del collegio padre Gaetano Volpini.

Un giovane scapestrato

Uscito dall'angusto mondo del Longone, dall'estate 1801 al 1805 visse con l'anziano padre, alternando i soggiorni alla tenuta di Caleotto alla vita di città.Don Pietro risiedeva, insieme a una sorella ex monaca e a uno zio monsignore, nei pressi di Porta Tosa (). In quel periodo frequentava l'ambiente illuministico dell'aristocrazia e dell'alta borghesia milanese, dedicando buona parte del suo tempo al divertimento e in particolare al gioco d'azzardo; giocava nel ridotto del Teatro alla Scala finché, a quanto pare, un rimprovero del Monti lo convinse a rinunciare al vizio. Fu anche l'epoca del primo amore, quello per Luigina Visconti, sorella di Ermes; di questa esperienza sappiamo quanto il poeta stesso rivelò nel 1807 in una lettera a Claude Fauriel: a Genova, infatti, l'aveva casualmente rivista, ormai sposata al marchese Gian Carlo Di Negro, e l'episodio aveva risvegliato in lui la nostalgia e il dispiacere di averla perduta.«Je vous ai peut-être dejà conté que j'eus dans mon adolescence (1801), une très-forte et très-pure passion pour une jeune fille», scriveva il 19 marzo 1807 a Fauriel, «[…] Ce qui me donne un peu de torture, c'est la pensée que c'est un peu de ma faute que je l'ai perdue» (forse vi ho già detto che ebbi, nell'adolescenza, una passione molto forte e pura per una fanciulla […] Ciò che mi tormenta un poco, è pensare che se l'ho persa è un po' colpa mia). Si veda: . Oltre a questi svaghi, la giovinezza del Manzoni è contrassegnata anche da un soggiorno a Venezia, (dall'ottobre 1803 al maggio 1804.) presso il cugino Giovanni Manzoni. Durante questo periodo ebbe modo di conoscere la nobildonna Isabella Teotochi Albrizzi, a suo tempo musa di Foscolo, e di scrivere tre dei quattro Sermoni. Non è chiaro il motivo del soggiorno veneziano, del quale Alessandro conservava anche in tarda età un bellissimo ricordo, ma non sembrano esserci state ragioni politiche, quanto piuttosto il desiderio del padre di allontanarlo da uno stile di vita dissipato.

La Milano illuminista