La lavanda latifolia (Lavandula latifolia Medik., 1783) è una pianta suffruticosa sempreverde della famiglia delle Lamiacee. Si distingue dalla lavanda officinale perché quest'ultima possiede foglie più strette.

Etimologia Il nome comune "lavanda" con il quale siamo abituati a chiamare queste piante (ma anche quello scientifico del genere Lavandula) è stato recepito nella lingua italiana dal gerundio latino "lavare" ( = che deve essere lavato) per alludere al fatto che queste specie erano molto utilizzate nell'antichità (soprattutto nel Medioevo) per detergere il corpo.. L'epiteto specifico (latifolia) fa riferimento alle larghe foglie di questa specie..

Il nome scientifico è stato definito per la prima volta dal botanico e fisico tedesco Friedrich Kasimir Medikus (Grambach, 1736 – Grambach, 8 luglio 1808) nella pubblicazione "Beobachtungen auf Reisen nach dem Riesengebirge. Dresden." (Beobacht. (1783) 135; Vill. Hist. Pl. Dauph. ii. 363; Ehrh. Beitr. vii. 55.) del 1783.

Descrizione

Queste piante possono arrivare fino 3 – 8 dm di altezza. La forma biologica è nano-fanerofite (NP), sono piante perenni e legnose, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 30 cm e i 2 metri. Hanno quindi un portamento arbustivo o subarbustivo o cespitoso-arbustivo. Sono peraltro fortemente aromatiche. L'indumento è grigio-tomentoso (per peli stellati)...... Radici Le radici sono secondarie da rizoma. Fusto La parte aerea del fusto è legnosa, eretta con superficie pubescente. La parte alta è ramosa con i giovani rami di tipo erbaceo. Foglie Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto (addensate alla base e distanziate verso l'apice). La lamina è intera con contorno spatolato; la base è attenuata verso il picciolo; l'apice varia da ottuso a acuto; i margini sono revoluti. Le foglie sono profumate e persistenti. All'ascella delle foglie sono inseriti ciuffi di foglie più piccole. Dimensione delle foglie: larghezza 2 – 5 mm. Infiorescenza Le infiorescenze sono delle spighe di 3 – 8 cm. I fiori sono disposti a verticilli (da 6 - 12 fiori) e sono più o meno lungamente pedicellati e distanziati. Nell'infiorescenza sono presenti delle brattee a consistenza erbacea con forme da lineari a lanceolate con una sola nervatura centrale. Non è presente un ciuffo di brattee sterili. Dimensione delle brattee: larghezza 3 – 4 mm; lunghezza 6 – 8 mm. Le bratteole sono lineari e lunghe 2 – 3 mm. Fiore I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti).

Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule

Il calice gamosepalo è del tipo da attinomorfo a subattinomorfo. La parte iniziale tubolare ha delle forme ovoidi-cilindriche ed è percorso da 13 o 15 nervature. Termina debolmente bilabiato: il labbro superiore è intero, quello inferiore ha 4 denti. Il calice è persistente e si dilata leggermente alla fruttificazione. Lunghezza del calice: 4 – 5 mm. La corolla gamopetala è debolmente bilabiata con lobi di varie forme divaricati quasi ad angolo retto. Il portamento dei lobi in genere è patente (diritto e/o diffuso). Il tubo della corolla o è appena eccedente il calice oppure può essere 3 volte più lungo ed è comunque dilatato alle fauci. I colori variano da purpureo a violaceo. Lunghezza della corolla 8 – 10 mm. Androceo: gli stami sono quattro didinami (il paio anteriore è più lungo), sono declinanti e inclusi nel tubo corollino. I filamenti sono glabri. Le antere sono reniformi e sono confluenti. Il disco del nettare normalmente è formato da 4 lobi. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bilobato o privo di lobi e capitato. Fioritura: da giugno a settembre. Frutti Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule glabre e lisce. Le nucule sono provviste di areole ed hanno delle varie forme, dimensioni e colori. La deiscenza è basale o laterale.

Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti, in particolare la pianta è bottinata dalle api (impollinazione entomogama)..

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo..

Distribuzione e habitat Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Steno-Mediterraneo Occidentale.In Italia è una specie rara ed è presente lungo la costa tirrenica e del Mar Ligure al nord. Fuori dall'Italia nelle Alpi questa specie si trova in Francia (dipartimenti di Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes e Drôme). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nel Massiccio Centrale e Pirenei. Altrove è presente nel Mediterraneo, tra la Spagna e Algeria. Habitat: l'habitat tipico per queste piante sono i pendii aridi e cespugliosi. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e quello planiziale – a livello del mare. Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico alpino Lavandula latifolia appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Classe: Rosmarinetea Ordine: Rosmarinetalia Alleanza: Rosmarino-Ericion

Tassonomia La famiglia delle Lamiaceae comprende circa 250 generi e quasi specie ed è suddivisa in 12 sottofamiglie. Il genere Lavandula appartiene alla sottofamiglia Nepetoideae, tribù Ocimeae, ed è l'unico genere della sottotribù Lavandulinae Endl., 1838..

Il numero cromosomico di L. latifolia è: 2n = 48, 50 e 54.

Ibridi La specie di questa voce può facilmente ibridarsi con la specie Lavandula lanata Boiss., 1838 per formare il seguente ibrido: Lavandula × losae Rivas Goday ex Sánchez-Gómez , Alcaraz & García Vall.

Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Lavandula angustifolia Moench Lavandula cladophora Gand. Lavandula decipiens Gand. Lavandula erigens Jord. & Fourr. Lavandula guinardii Gand. Lavandula hybrida E.Rev. ex Briq. Lavandula inclinans Jord. & Fourr. Lavandula interrupta Jord. & Fourr. Lavandula latifolia var. erigens (Jord. & Fourr.) Nyman Lavandula latifolia var. tomentosa Briq. Lavandula major Garsault Lavandula ovata Steud. Lavandula spica Cav. Lavandula spica var. latifolia L. Lavandula spica var. ramosa Ging.

Usi

Farmacia Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose: antibatterica (blocca la generazione dei batteri); antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi); antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso); carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali); emmenagoga (regola il flusso mestruale). Cucina I fiori sono eduli (commestibili) e possono essere impiegati nella preparazione di biscotti, torte e aggiunti a risotti, gnocchi.

La lavanda è una pianta mellifera e si può produrre del miele, ma la pianta è poco diffusa se non negli orti e giardini e quindi la produzione è solo occasionale.

Altri usi È usata anche come olio essenziale, nella confezione di incensi e come repellete per insetti. i fiori sono usati per la profumazione di biancheria.

Note

Bibliografia

Voci correlate Elenco delle piante officinali spontanee

Altri progetti

Collegamenti esterni Lavandula latifolia eFloras Database Lavandula latifolia IPNI Database

Lavandula latifolia EURO MED - PlantBase Checklist Database

Categoria:Lamiaceae Categoria:Piante aromatiche Categoria:Piante medicinali e officinali Categoria:Piante di interesse apistico Categoria:Taxa descritti nel 1783