Vela Molecular Ridge (letteralmente "Cresta Molecolare delle Vele", noto anche con la sigla VMR) è un vasto complesso di nubi molecolari giganti visibile in direzione della costellazione australe delle Vele. Le nubi principali della regione sono identificate con le lettere A, B, C e D e appartengono in realtà a due complessi distinti: le nubi A, C e D si trovano a una distanza media di circa 700-1000 parsec (2300-3300 anni luce) e sono legate all'associazione OB Vela R2, mentre la nube B è situata a una distanza superiore, fino a 2000 parsec (6500 anni luce) di distanza, e appare fisicamente connessa all'estesa associazione Vela OB1.
Parte del gas delle nubi appare ionizzato dalla radiazione ultravioletta di alcune fra le stelle più massicce ad esse associate, costituendo delle regioni H II di grande estensione, come Gum 14 (RCW 27) e Gum 20 (RCW 36); la presenza di fenomeni di formazione stellare attivi è testimoniata dalla scoperta di diverse associazioni di stelle T Tauri, in particolare nella nube VMR D, come pure dalla presenza di numerosi ammassi aperti fortemente oscurati e profondamente immersi nei gas e osservabili alla lunghezza d'onda dell'infrarosso.
Le stelle più luminose e calde dell'associazione Vela R2 illuminano alcuni filamenti di gas, che brillano così di una luce bluastra, caratteristica tipica delle nebulose a riflessione; fra queste vi è la ben nota NGC 2626, appartenente alla nube VMR D, che comprende al suo interno alcune stelle con emissioni Hα e il celebre oggetto di Herbig-Haro HH 132.
Osservazione
Il Vela Molecular Ridge appare come una sequenza di nebulose luminose e oscure, poste sul lato nordoccidentale delle Vele; la sequenza principale di nebulose che lo compongono si individua pochi gradi a nordovest della stella , mentre alcune ramificazioni oscure si estendono anche a sud di questa, raggiungendo le zone centrali della costellazione. Le componenti nebulose del sistema non sono osservabili né ad occhio nudo né con strumenti amatoriali, dal momento che sono tendenzialmente molto deboli. L'unica nube facilmente individuabile è NGC 2626, una nebulosa a riflessione compresa nella regione più occidentale del complesso; può essere individuata con strumenti di potenza medio-elevata muniti di filtri. Le componenti stellari, al contrario, sono parzialmente visibili anche a occhio nudo e concorrono a formare un ricco campo stellare, caratteristico della parte nordoccidentale delle Vele; in particolare, l'area di cielo visibile fra e è occupata dall'associazione stellare Vela OB1, fisicamente legata al Vela Molecular Ridge.
Questo complesso si trova a declinazioni fortemente australi, comprese fra i -40° e i -50°; ciò comporta che la sua osservazione dalle regioni dell'emisfero boreale ne risulti assai penalizzata. Dalle latitudini corrispondenti all'Europa centrale non è praticamente mai osservabile, mentre alla latitudine 40°N, ossia quella che attraversa il Mar Mediterraneo e la parte centrale degli Stati Uniti d'America, la visibilità risulta molto penalizzata a causa della bassa elevazione sopra l'orizzonte meridionale. Nella fascia tropicale boreale, al contrario, la visibilità è buona, mentre è ottimale da tutto l'emisfero australe.Una declinazione massima di 50°S equivale ad una distanza angolare minima dal polo sud celeste di 50°; il che equivale a dire che a sud dei 50°S l'oggetto si presenta interamente circumpolare, mentre a nord del 50°N l'oggetto non è mai visibile per intero.
Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo della sera ricade nei mesi compresi fra dicembre e aprile; dall'emisfero sud la costellazione delle Vele, assieme alle altre componenti della Nave Argo, domina i cieli dell'estate, assieme alle brillanti stelle Sirio e Canopo.
Ambiente galattico
La Via Lattea in direzione del Vela Molecular Ridge presenta una sovrapposizione di oggetti e strutture, tutte allineate grosso modo con il piano galattico; situazioni di questo genere possono tendenzialmente ostacolare l'osservazione delle grandi regioni nebulose, a causa dell'elevato disturbo delle forti radiazioni di fondo. L'oggetto dominante in questa direzione è la grande Nebulosa di Gum, che si estende per circa 30° occupando anche la parte meridionale della costellazione della Poppa; si tratta di una grande bolla in espansione generata probabilmente dall'esplosione di una o più supernovae, una delle quali potrebbe essere stata in origine una compagna fisica della stella Naos (). La distanza della nube è di circa 450 parsec. Sovrapposta a questa e alle nubi del Vela Molecular Ridge si osservano i deboli filamenti della famosa Nebulosa delle Vele, un resto di supernova situato a circa 300 parsec dal Sole e posto dunque in primo piano anche rispetto alla stessa Nebulosa di Gum.
Il complesso del Vela Molecular Ridge si trova al di là di questa nebulosa, a una distanza compresa fra 700 e 1000 parsec dal Sole; esso si trova sul bordo interno del Braccio di Orione, allineato con la Nebulosa di Gum e in corrispondenza dell'associazione Vela OB1. A circa 500 parsec di distanza dalle nubi centrali del complesso si trova l'associazione Cr 121, visibile in direzione del Cane Maggiore; quest'associazione è legata fisicamente a Canis Major OB1, un'estesa associazione OB originatasi dalla regione che ospita la nube nota come Nebulosa Gabbiano. A Cr 121 è legata una gigantesca superbolla in espansione, denominata GSH 238+00+09, generata probabilmente dall'esplosione di almeno una trentina di supernovae, probabilmente situate proprio all'interno di quest'associazione; la potente onda d'urto che si è generata avrebbe investito alcune delle regioni circostanti poste entro un raggio di 500 parsec da essa, come la Nebulosa di Gum, il Complesso di Monoceros R2 e probabilmente anche il grande Complesso di Orione.
Le regioni più remote del Vela Molecular Ridge si trovano a circa 1800-2000 parsec di distanza dal Sole, in cui sono comprese le nubi denominate VMR B e Gum 21; l'ambiente galattico è il medesimo in cui si trova anche il famoso resto di supernova Puppis A. A 1500 parsec dal Sole, ma in corrispondenza del bordo esterno del Braccio di Orione, si trova la grande regione di Sh2-310, in cui si è formato il massiccio ammasso aperto NGC 2362.
Struttura
Il Vela Molecular Ridge è un complesso nebuloso composto da più nubi molecolari giganti, disposte a formare una sorta di concatenazione orientata in senso nordovest-sudest. Il nome del complesso è stato assegnato in uno studio del 1991 che analizzava le emissioni al CO; questa struttura appare divisa in quattro regioni principali, identificate con le lettere A, B, C e D. Queste nubi, ad eccezione della B, presentano una massa pari a circa 300.000 M⊙ e una distanza attorno ai 700-1000 parsec; la nube B invece ha una massa di circa un milione di M⊙ e, nonostante si trovi a fare apparentemente parte della concatenazione, viene a trovarsi a una distanza molto maggiore, attorno ai 2000 parsec, e fa probabilmente parte di un complesso differente e indipendente rispetto agli altri tre.
Le due strutture più luminose e meglio osservabili sono VMR C e VMR D, le più occidentali del Vela Molecular Ridge, visibili poco a nord dei tenui filamenti della Nebulosa delle Vele; all'interno di queste nubi molecolari giganti sono state identificate, tramite studi sulle emissioni al C18O, 27 nubi minori, la più massiccia delle quali, in direzione di VMR C, possiede una massa pari a 44.000 M⊙, mentre le più piccole variano dalle 100 alle 1000 M⊙. Ognuna di queste nubi possiede al suo interno delle sorgenti infrarosse, coincidenti con altrettante protostelle; delle sorgenti osservate, 32 giacciono all'interno di queste nubi minori, mentre 45 appaiono disperse al loro esterno, indice che queste sorgenti sono maggiormente concentrate all'interno dei piccoli addensamenti nebulosi, in cui avviene anche la gran parte dei fenomeni di formazione stellare del complesso.
Alle quattro nubi maggiori del Vela Molecular Ridge sono associati una ventina di giovani ammassi aperti, di cui almeno 14 facenti parte dei complessi posti a 700 parsec (A, C e D): fra questi, spiccano i ben noti NGC 2547, composto da circa 700 stelle di cui alcune molto giovani, e Cr 197, visibile in direzione della nube VMR D e composto da 25 stelle giovanissime. Le componenti nebulose più brillanti del complesso A-C-D sono catalogate come Gum 14 (RCW 27), in cui è compresa la stessa NGC 2626, e Gum 15 (RCW 32); la prima, legata in particolare alla nube VMR D, appare ionizzata dalla gigante blu HD 73882, facente parte della giovane associazione nota come Ru 64, cui si aggiungono HD 73285 e HD 73500, entrambe di classe spettrale B e legate fisicamente all'associazione. Gum 15 invece è ionizzata dalle componenti dell'ammasso Cr 197 e in particolare dalla stella azzurra HD 74804. La regione di formazione stellare che assieme costituiscono è indicata con la sigla SFR 265.00-2.00. Altri studi tuttavia indicano per Gum 15 una distanza di appena 424 parsec.
La nube VMR B, situata a circa 2000 parsec in una zona remota e periferica del Braccio di Orione, è legata all'associazione Vela OB1 e alle regioni H II Gum 21 e Gum 18 (RCW 35). Gum 21 probabilmente fa parte di un'estesa nebulosa a forma di anello che circonda la stella di Wolf-Rayet WR 14, mentre Gum 18, ionizzata dalla stella blu CD-43 4690, viene invece a trovarsi in mezzo all'associazione Vela OB1.
Secondo alcuni scienziati, la sequenza dei fenomeni di formazione stellare nella nube VMR D ha avuto origine in una regione localizzata nella parte sudoccidentale del complesso, in cui si osservano le componenti più massicce e delle prime classi spettrali (O e B) e alcune nubi molecolari disperse; questa regione è situata in corrispondenza della parte meridionale della nube D e ha ospitato i primi fenomeni generativi da 10 milioni a 1 milione di anni fa. Successivamente i fenomeni, sia a causa dell'espansione di una bolla causata dal vento stellare delle giovani stelle calde, sia probabilmente a causa della stessa azione della radiazione di queste stelle, si sono estesi alle regioni Gum 14 e forse Gum 17,La nube Gum 17 secondo alcuni studi non farebbe parte del Vela Molecular Ridge, vedi la sezione sul Vela Molecular Ridge C. dove si osservano diverse popolazioni di stelle T Tauri. Tali fenomeni si sono infine estesi alla nube C e in particolare a Gum 20 e l'associazione Vela R2, la cui età è stimata fra poche centinaia di migliaia di anni e pochi milioni di anni.
Fenomeni di formazione stellare
Le nubi del Vela Molecular Ridge sono dei siti in cui hanno luogo degli intensi processi di formazione stellare, come testimoniato dalla presenza di numerose sorgenti IRAS, le cui caratteristiche spettrali sono affini a quelle degli oggetti stellari giovani, nonché dalla presenza di alcuni giovani ammassi ancora avvolti in profondità nei gas; la concentrazione maggiore di queste sorgenti è localizzata nella nube C. Si ritiene che queste sorgenti infrarosse, distribuite specialmente all'interno delle piccole nubi molecolari più dense poste nei quattro complessi maggiori, siano associate in particolare a delle protostelle di Classe I, principalmente stelle T Tauri.
Vela Molecular Ridge A