La Helsinki Headline Goal (obiettivo primario di Helsinki) era il progetto nato nel corso di una seduta del Consiglio europeo del dicembre 1999 con l'obiettivo di dotare l'Unione europea di uno strumento militare entro il 2003. L'idea di creare una forza armata unica europea, suscitò grande interesse nell'opinione pubblica, oltre a generare, anche a causa delle inesatte notizie diffuse, articoli inesatti sulla composizione e la missioni di tali forze. Con un anno di ritardo sul programma, il 22 novembre 2004 è stato raggiunto un accordo formale e le European Rapid Reaction Force (Forze di reazione rapida europea) sono attive con unità dispiegabili in teatro fino ad un anno dal 2007. Da quella data sono operativi gli EU Battlegroups.

Nel 2004 inoltre è stato fissato un nuovo obiettivo: "Headline Goal 2010", poi non raggiunto. Storia

L'obiettivo principale di Helsinki

L'obiettivo primario di Helsinki (Helsinki Headline Goal) è stato stabilito dal Consiglio Europeo di Helsinki del 10-11 dicembre 1999 con l'intento di dotare l'Unione Europea della capacità di dispiegare, entro il 2003, una forza di reazione rapida composta da 50.000-60.000 uomini, in grado di svolgere l'intera gamma dei compiti di gestione delle crisi (i "compiti di Petersberg").

Sviluppi iniziali (1998-1999)

La Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) (oggi nota come Politica di Sicurezza e Difesa Comune - PSDC) è il quadro nell'ambito dell'Unione Europea (UE) che mira a consentire all'Unione di assumere la responsabilità nelle missioni di gestione delle crisi al di fuori del suo territorio, utilizzando capacità sia militari che civili. Il Consiglio Europeo di Colonia (Giugno 1999) è considerato l'atto di nascita politico della PESD, in quanto ha preceduto e preparato l'impulso operativo di Helsinki. A Colonia l'Unione Europea ha dichiarato per la prima volta l'intenzione di dotarsi di una capacità d'azione autonoma. Tuttavia la spinta decisiva per l'istituzione di una politica di difesa europea più autonoma venne dalla Dichiarazione di Saint-Malo del dicembre 1998, sottoscritta da Regno Unito e Francia (il vertice bilaterale si tenne infatti tra il Presidente della Repubblica Francese, Jacques Chirac e il Primo Ministro del Regno Unito, Tony Blair). In essa, i due Stati riconobbero che l'UE doveva dotarsi della "capacità di agire, sostenuta da forze militari credibili, con i mezzi per decidere di usarle e la disponibilità ad usarle, per rispondere alle crisi internazionali." Colin Robinson The European Union's "Headline Goal" - Current Status Centre for Defence Information, 23 maggio 2002 Nella dichiarazione di Saint Malo era inserita una esortazione all'Unione Europea di dotarsi di forze militari credibili per conseguire capacità di azione autonoma complessa, primo passo per una politica di difesa comune. Con questo documento sono state gettate le basi politiche e giuridiche per la successiva formalizzazione della PESD e della stessa Headline Goal. Tale iniziativa mirava a permettere all'UE di intraprendere le cosiddette "missioni di Petersberg" (umanitarie, di mantenimento della pace e di gestione delle crisi) definite nel Trattato di Amsterdam (1997), senza dipendere necessariamente dalle risorse della NATO.

Il "via libera" statunitense e le "Tre D"

Il progetto europeo, sebbene salutato con favore dalla maggior parte degli Stati membri, sollevò qualche preoccupazione negli Stati Uniti, in particolare per il rischio di duplicazione delle strutture NATO e di indebolimento del legame transatlantico. In questo contesto, l'appoggio statunitense – definito come "via libera" dalla stampa – fu condizionato al rispetto delle cosiddette "Tre D", promosse dall'allora Segretario di Stato Madeleine Albright: A) Decoupling (Disaccoppiamento), evitare che la difesa europea si distaccasse dal quadro strategico della NATO; B) Duplication (Duplicazione), evitare la creazione di strutture di comando e pianificazione militari che fossero ridondanti rispetto a quelle già esistenti nella NATO; C) Discrimination (Discriminazione), evitare di penalizzare i membri europei della NATO non appartenenti all'UE (in particolare la Turchia) nell'accesso alle operazioni e alle risorse europee.

Il Vertice di Bruxelles e l'Helsinki Headline Goal

Le discussioni tra NATO e UE portarono a un accordo politico durante il Vertice NATO di Bruxelles (2 dicembre 1999). L'accordo stabilì il principio di "autonomia operativa dell'UE senza separazione dalla NATO", garantendo che l'Alleanza Atlantica restasse il foro principale per la difesa collettiva. Pochi giorni dopo, il Consiglio Europeo di Helsinki (10-11 dicembre 1999) diede il definitivo impulso operativo alla PESD (Politica Europea di Sicurezza e Difesa), fissando l'"Helsinki Headline Goal" (Obiettivo Principale di Helsinki). L'obiettivo stabiliva che l'UE doveva essere in grado di schierare rapidamente, entro il 2003, il "Corpo di Reazione Rapida Europeo" (50.000–60.000 uomini) in grado di sostenere l'intera gamma delle missioni di Petersberg per un periodo minimo di un anno.

Headline Goal 2003 Con questo piano, l'Unione Europea si è impegnata a raggiungere e mantenere le capacità tali da schierare rapidamente (entro 60 giorni) e per periodi di missione anche prolungati (fino ad un anno) grandi spiegamenti di forze (fino a 15 brigate o 50.000-60.000 uomini) in grado di raggiungere tutti gli obiettivi previsti dalle Missioni di Petersberg e tutelare gli interessi europei in qualunque zona di crisi, fino a 4.000 km da Bruxelles. Per garantire tali capacità, il totale delle forze necessarie è stato calcolato in non meno di 180.000 uomini, in modo da garantire la rotazione del personale in teatro.

Le attività affidate a tali forze comprendono missioni umanitarie e di soccorso, missioni armate e non di gestione della crisi, comprese quelle di peacekeeping, limitatamente al periodo iniziale, lasciando poi agli Stati membri dell'unione decidere se contribuire con le proprie truppe all'impiego in teatro. A tali missioni vanno aggiunte anche missioni di ispezione sul rispetto dei trattati internazionali sul disarmo, consulenze e compiti di assistenza militari e stabilizzazione post-conflitto. Secondo la dottrina Petersberg tutte queste missioni possono contribuire alla lotta contro il terrorismo, anche tramite il sostegno di paesi terzi per combatterlo sul loro territorio.

Helsinki Headline Catalogue Il catalogo delle forze di Helsinki è stato sviluppato dagli scenari di impiego profilati da Petersberg specificando quali sono le capacità richieste in ciascuna delle 144 aree di capacità enumerate. Nel novembre 2000, l'Unione europea ha tenuto una conferenza sull'impegno delle capacità militari a Bruxelles, che ha portato a stilare una lista delle truppe disponibili (quantificate in 100.000), divenendo nota come catalogo delle forze di Helsinki A tali forze vanno aggiunti 5.000 poliziotti aggiunti l'anno successivo.

Le forze inserite in tale catalogo sono:

+Contributi militari Paese Assetti terrestri Assetti navali Assetti aerei altri assetti 1 battaglione di fanteria meccanizzata 1 battaglione di fanteria leggera 1 distaccamento di difesa NBCRNucleare, batteriologico, chimico e radiologico 1 compagnia di trasporto 1 squadriglia di elicotteri da trasporto 1 pacchetto di assistenza umanitaria 1 distaccamento di CIMIC 1 brigata meccanizzata 2 fregate 1 o più cacciamine 4 F-16 8 C-130 2 aerei da trasporto 1 battaglione di fanteria meccanizzata 1 battaglione del genio 1 compagnia di trasporto 1 nave contromisure mine elementi CIMIC 30 osservatori 12.000 soldati 1 sottomarino nucleare d'attacco 4 fregate 3 navi da supporto alcuni aerei da pattugliamento marittimo navi contromisure mine portaerei Charles de Gaulle Personale del Comando Operazioni Aeree 75 aerei da combattimento 8 aerei da rifornimento 3 aerei da trasporto a lungo raggio 24 aerei da trasporto a medio raggio 2 aerei AWACS elicotteri da CSAR Nucleo del quartier generale "terrestre" 18.000 soldati 2 battaglioni di fanteria meccanizzata 2 battaglioni di Fallschirmjäger 2 battaglioni di fanteria leggera Nucleo quartier generale "navale" 13 navi da combattimento supporti Nucleo quartier generale "aereo" 6 squadriglie da combattimento 93 aerei da caccia 8 squadroni contraerei reparti di supporto Personale di staff 1 Brigata di fanteria meccanizzata 1 battaglione di fanteria leggera 1 squadriglia di elicotteri d'attacco 1 squadriglia di elicotteri da trasporto 1 nave di scorta 1 sottomarino 42 aerei da combattimento 4 aerei da trasporto 1 battaglione contraereo 1 squadrone da difesa aerea 850 uomini 1 battaglione di fanteria leggera forze speciali personale di staff personale di supporto 1 Comando livello Corpo d'armata 1 Comando livello Divisione 12.500 soldati 1 battaglione genio ferrovieri Forze speciali Distaccamento sicurezza NBCR Personale di Staff Portaerei Garibaldi 1 Cacciatorpediniere 3 fregate 4 Pattugliatori 1 Sottomarino 4 navi contromisure mine 2 navi assalto anfibio 1 nave oceanografica 8 elicotteri Personale di Staff 26 Tornado e AMX 6 elicotteri da CSAR 4 Lockheed C-130 Hercules#C-130JC-130J 9 aerei da trasporto tattico 2 aerei da rifornimento in volo 3 aerei da pattugliamento marittimo 2 unità da difesa contraerea Unità CIMIC 1 Compagnia di ricognizione 1 Airbus A400M Personale di Staff 1 Brigata di fanteria meccanizzata 1 Brigata aerotrasportata 1 battaglione anfibio Fregate da difesa aerea Fregate multiruolo 1 Nave da assalto anfibio 2 squadriglie di F-16 aerei da trasporto unità di contraerea 1 Brigata mista 1 fregata 1 sottomarino 1 nave da sorveglianza 1 nave da supporto 12 F-16 4 C-130 12 C-212 3 aerei da pattugliamento marittimo 4 elicotteri medi 1 brigata mista reparti di montagna 1 battaglione di fanteria leggera ad alta prontezza 1 gruppo navale basato sulla portaerei Principe de Asturias 2 fregate 1 nave ausiliaria 1 sottomarino 1 nave contromisura mine Forza anfibia italo-spagnola 1 squadrone di Mirage F-1 (12 aerei) 1 squadrone di F/A-18 2 aerei da sorveglianza 2 aerei da guerra elettronica 2 Airbus A400M 1 battaglione di fanteria meccanizzata comprendente 1 componente di intellignece 1 componente di guerra elettronica e trasmissioni 1 componente di ricognizione 1 componente del genio 1 componente di artificieri (EOD) 2 corvette 1 nave ausiliaria 4 JAS-39 Gripen personale di supporto (225 unità) 4 C-130 1 brigata meccanizzata oppure 16ª Brigata da assalto aereo Supporti al combattimento composti Sostegno logistico Unità di artiglieria Alcuni elicotteri d'attacco Totale: 12.500 unità 1 portaerei 2 sottomarini nucleari 4 DDG o fregate navi ausiliarie 1 gruppo anfibio composto da: 1 Portaelicotteri 3ª brigata commando 72 aerei da combattimento, compresi quelli imbarcati 58 aerei di supporto 15 aerei da trasporto in volo aerei da trasporto strategico alcuni CH-47 alcuni Merlin

Piano d'azione europeo sulle capacità Nel corso del vertice tenutosi a Laeken nel dicembre 2001, l'Unione europea ha sviluppato l'European Capabilities Action Plan (piano d'azione europeo sulle capacità) con l'intento di sopperire alle inefficienze capacitive dell'unione nel campo della difesa. Furono formati venti gruppi di lavoro composti da esperti militari provenienti dagli Stati membri, che ha prodotto dei piani per colmare le carenze riscontrate, tra i quali ha consigliato l'ammodernamento delle dotazioni militari e l'intensificazione della cooperazione tra le Unità sul campo.

Obiettivo del 2010