Un uomo un'avventura è una collana di volumi a fumetti di genere avventuroso pubblicata dal 1976 al 1980 dalle Edizioni CEPIM. La collana, distribuita in edicola, pubblicava romanzi a fumetti appositamente realizzati e autoconclusivi, presentando a ogni uscita una storia e un autore differente, scelto tra i maggiori fumettisti italiani e internazionali dell'epoca.

Storia editoriale La serie fu molto innovativa per l'epoca, dato che pubblicava romanzi a fumetti auto conclusivi; gli albi erano cartonati e di grande formato, con una foliazione di 48 tavole a colori stampate su carta patinata ad alta grammatura, . Sulla copertina di ogni numero era presente solo il nome del disegnatore e non anche quello dell'autore dei testi; l'eventuale – molte delle storie erano infatti scritte e disegnate dallo stesso autore – sceneggiatore era comunque correttamente accreditato nel frontespizio. Agli autori era lasciata grande libertà creativa, in contesti narrativi molto realistici, differentemente da quanto accadeva nella tradizionale produzione seriale della CEPIM (futura Sergio Bonelli Editore), rivolta ai ragazzi più che agli adulti.Il primo numero fu preceduto da un numero di prova nel settembre 1976 realizzato con una veste grafica leggermente diversa e conteneva L'uomo del Nilo di Sergio Toppi, la storia che poi sarebbe stata ripresentata nel primo volume.Le storie presentate erano tutte prime pubblicazioni assolute, eccezion fatta per l'album di Robert Gigi, parziale rimaneggiamento di un suo vecchio lavoro lanciato nei Paesi Bassi all'inizio degli anni settanta, e per i primi tre volumi di Hugo Pratt, effettivamente commissionati da Bonelli, ma pubblicati in anteprima in Francia da vari editori. Nelle singole schede degli albi vengono precisate tutte le informazioni.

Nel 1978 Magnus propose alla casa editrice un albo intitolato L'uomo di Lugo che avrebbe dovuto svolgersi nella Romagna della metà Ottocento, incentrato sulla figura del brigante Stefano Pelloni; la storia fu sceneggiata, ma non fu mai disegnata a causa dei lunghi tempi di lavorazione previstiLa copertina e alcuni disegni preparatori furono esposti durante la mostra Magnus. Pirata dell'immaginario a Bologna, durante la 1ª edizione di Bilbolbul Festival internazionale di fumetto nel marzo 2007..La sceneggiatura, acquisita dalle Edizioni NPE, è stata affidata nel 2018 al fumettista Sergio Tisselli, collaboratore e grande amico di Magnus. Reintitolata L'uomo dalla schioppa d'argento, è attualmente in lavorazione per i disegni dello stesso Tisselli.

La collana non è mai stata ristampata integralmente, anche se molti volumi hanno avuto diverse riedizioni nel corso del tempo, di formato e contenuti spesso differenti dagli albi originali (elencate nelle singole schede).La ristampa più completa si è avuta nel 1995, quando l'editrice Hobby & Work ripropose a colori 24 dei 30 volumi nella collana I grandi del fumetto (che riprendeva grafica e interni dell'originale Un uomo un'avventura; unica differenza la rilegatura, in brossura e non in cartonato), escludendo i quattro albi di Pratt, e i due di Enric Siò e di Gigi.

L'uomo del Nilo (Sergio Toppi)

Pubblicazione: novembre 1976 Disegni: Sergio Toppi Soggetto e sceneggiatura: Decio Canzio Colori: Ugo Pietrafitta Contesto e ambientazione: La storia è ambientata in Sudan negli anni ottanta dell'Ottocento, al tempo della rivolta mahdista che oppose l'esercito sudanese guidato da Muhammad Ahmad, autoproclamatosi Mahdi, e l'esercito anglo-egiziano, alla testa del quale era il generale inglese Charles Gordon, detto "Gordon Pascià". Trama: Il giovane reporter inglese Bob Wingate arriva a Khartum, cinta d'assedio: vuole intervistare il generale Gordon, che tiene con difficoltà una città isolata e ormai prossima alla presa da parte dell'esercito mahdista.Sinceramente stupito dal coraggio dimostrato da Bob nel raggiungere Khartum, Gordon gli chiede di partire in missione speciale: dovrà passare oltre le linee nemiche per domandare aiuto al generale Garnet Wolseley, di stanza più a nord. Oltre al messaggio, affida al reporter i suoi diari personali, dove emergono le idee di questi circa una guerra destinata a fallire a causa dell'incapacità dei dirigenti londinesi, chiedendogli di pubblicarli una volta tornato in patria. Dopo diversi imprevisti – fra attacchi di predoni e marce nel deserto assolato –, Bob riesce ad arrivare al campo di Wolseley: tuttavia, in seguito a un banale colpo alla testa, rimane incosciente per molti giorni. Al risveglio si reca immediatamente dal generale per recapitare il suo messaggio, ma scopre che Khartum è caduta due giorni prima nelle mani dei nemici, e che Gordon è rimasto ucciso nell'azione. Riedizioni successive: L'uomo del Nilo, collana Tascabili Bompiani n.206, 1980, Bompiani (edizione tascabile in bianco e nero) L'uomo del Nilo, collana I Grandi del Fumetto n. 3, 1995, Hobby & Work (riproposizione del volume di Un uomo un'avventura) Africane, collana Sulle rotte dell'immaginario n. 1, 2010, Edizioni Paoline (edizione in grande formato in bianco e nero; contiene anche altre storie di Toppi) Almanacco Avventura 2014, 2014, Sergio Bonelli Editore (edizione in formato bonellide a colori; contiene anche L'uomo del Messico e L'uomo delle paludi)

L'uomo dello Zululand (Gino D'Antonio)

Pubblicazione: dicembre 1976 Disegni, soggetto e sceneggiatura: Gino D'Antonio Colori: Ugo Pietrafitta Contesto e ambientazione: Le vicende si situano nell'ambito della guerra anglo-zulu del 1879, e seguono in particolare i fatti che portarono alla celebre battaglia di Rorke's Drift. Trama: Il commerciante tedesco Reich, che vende armi alle tribù zulu, decide di lasciare i territori del Transvaal dove si trovava per raggiungere la costa: le truppe inglesi guidate da lord Chelmsford stanno per invadere lo Zululand, e gli zulu, con i quali pure Reich è in buoni rapporti, gli intimano di andarsene, perché presto non faranno distinzioni fra i bianchi e il massacro sarà generale. Dopo essere sfuggito ad alcuni esploratori boeri, al servizio degli inglesi, che lo conoscono e vorrebbero consegnarlo alla corte marziale per aver venduto armi al nemico, Reich raggiunge la colonna del colonnello Durnford, dove nessuno sa chi sia. Il tedesco avverte Durnford del pericolo e soprattutto della micidiale tattica della "tenaglia zulu", ma il colonnello, sicuro della supremazia inglese, non gli dà retta. In ogni caso, è troppo tardi: gli zulu circondano i soldati e lo scontro volge subito in catastrofe. Reich, andatosene appena in tempo, raggiunge poco più indietro la base di Rorke's Drift, dove viene riconosciuto e arrestato, in attesa dell'impiccagione. In breve, gli zulu convergono sulla struttura e inizia un lungo e feroce assedio, che vede fronteggiarsi un manipolo di poche decine di uomini contro un esercito di migliaia di africani. Dopo molti tentativi a vuoto, Reich convince finalmente il soldato Hook a dargli un'arma per poter contribuire alla difesa della postazione: insieme, dopo che gli zulu appiccano il fuoco al tetto dell'edificio, riescono ad aprire un varco nel muro e a far uscire i feriti che la base di Rorke ospitava già prima della battaglia. L'assedio dura tutta la notte, ma all'alba, finalmente, gli zulu si ritirano, lasciando sul campo centinaia di morti, mentre le perdite inglesi sono state appena di 15 soldati. Riconoscenti per l'aiuto ricevuto, i britannici concedono a Reich di andarsene da uomo libero. Riedizioni successive: L'uomo dello Zululand, collana Tascabili Bompiani n.225, 1981, Bompiani (edizione tascabile in bianco e nero) L'uomo dello Zululand, collana I Grandi del Fumetto n. 15, 1995, Hobby & Work (riproposizione del volume di Un uomo un'avventura) Almanacco Avventura 2015, 2015, Sergio Bonelli Editore (edizione in formato bonellide a colori; contiene anche L'uomo di Iwo Jima, e altre storie di D'Antonio)

L'uomo della legione (Dino Battaglia) Pubblicazione: gennaio 1977 Disegni, soggetto e sceneggiatura: Dino Battaglia Colori: Laura Battaglia Contesto e ambientazione: Deserto algerino, 1921. All'epoca, l'Algeria era ancora una delle più importanti colonie francesi. Trama: In marcia verso Sidi Bel Abbes, un corpo della legione straniera francese guidato dal capitano Desay viene attaccato da un gruppo di predoni del deserto. Il breve scontro a fuoco si risolve a favore dei militari, anche grazie all'eroico intervento del soldato Moreau, che da solo mette in rotta gli assalitori. Giunti in città, Desay vorrebbe complimentarsi con lui, ma l'atteggiamento del soldato è freddo e distaccato. Moreau ricorda infatti di quando, dopo la battaglia di Verdun (negli ultimi anni della Grande Guerra), venne processato assieme ad altri suoi compagni dal tribunale militare, che voleva punire la codardia del battaglione del quale Moreau faceva parte. In realtà se i soldati fuggirono fu solo perché il loro comandante aveva troppa paura di combattere: grazie alle sue amicizie influenti quest'ultimo uscì incensurato dal processo, mentre i suoi uomini vennero condannati al carcere duro. Quel comandante era proprio Desay, il quale, ferito nell'orgoglio, dice a Moreau di essere oggi una persona molto diversa. Il soldato si dimostra dubbioso, sostenendo che gli uomini non cambiano mai per davvero. L'indomani Moreau si rende protagonista di un atto di violenza nei confronti di un suo compagno che lo stava insultando. Viene chiamato a rapporto da Desay, il quale gli dice che potrebbe fargli evitare la punizione se questi si dimenticasse dei fatti di Verdun. Moreau, indignato, rifiuta, e viene frustato alla schiena. Qualche giorno dopo una sentinella avvista un corpo di predoni, diretti verso forte Boubot. Desay mette in piedi una squadra di volontari per andare a prestare soccorso: con sua grande sorpresa, Moreau si unisce spontaneamente alla spedizione. Il viaggio dura svariati giorni, durante i quali i soldati incorrono in parecchi incidenti. Al loro arrivo al forte, scoprono che la divisione di stanza è stata massacrata e capiscono di essere stati attirati in trappola. Asserragliati nella fortezza, i legionari cercano di resistere come possono al gran numero di algerini che marciano contro di loro, ma il breve assedio è disastroso. Terrorizzato, Desay esce dal forte con una bandiera bianca, pronto ad arrendersi; ma Moreau, che aveva previsto quell'ennesimo atto di codardia, gli spara alla testa e lo uccide, poco prima che i predoni penetrino nel complesso. Riedizioni successive: L'uomo della legione, collana Tascabili Bompiani n. 208, 1980, Bompiani (edizione tascabile in bianco e nero) L'uomo della legione, collana I Grandi del Fumetto n. 4, 1995, Hobby & Work (riproposizione del volume di Un uomo un'avventura) L'uomo della legione, 2007, Editori del Grifo (edizione in grande formato in bianco e nero; dello stesso volume esiste anche una versione a tiratura limitata, con stampa a colori numerata in allegato) L'uomo della legione, 2017, Edizioni NPE (edizione in grande formato a colori) Battaglia: L'uomo della legione/L'uomo del New England, collana I Grandi Maestri n. 18, 2018, Editoriale Cosmo (edizione in formato bonellide a colori; contiene anche L'uomo del New England)

L'uomo dei Caraibi (Hugo Pratt) Pubblicazione: febbraio 1977 Disegni, soggetto e sceneggiatura: Hugo PrattNella ristampa all'interno della collana Tutto Pratt (n. 28, 2014, RCS MediaGroup/Rizzoli Lizard), soggetto e sceneggiatura sono attribuiti a Decio Canzio; tuttavia, in molte altre ristampe e, soprattutto, nell'edizione originale (se in copertina i volumi di Un uomo un'avventura riportavano solo il nome del disegnatore, l'eventuale sceneggiatore era comunque puntualmente accreditato nel colofon), non si fa cenno a un suo contributo. Colori: Anne Frognier