I Neuen Wilden, o Nuovi Selvaggi, sono un gruppo di artisti neoespressionisti tedeschi, attivi negli anni Ottanta a Berlino e in Germania. Rappresentano l'equivalente della Transavanguardia italiana.
La locuzione "Nuovi Selvaggi" nasce nel 1980, quando viene impiegata per designare gli artisti esposti in una collettiva alla Neue Galerie-Sammlung Ludwig di Aachen in Germania: obiettivo della mostra, Die Neuen Wilden [I Nuovi Selvaggi], era quello di mettere a confronto l'arte di Markus Lüpertz e A. R. Penck con quella dei nuovi pittori americani e francesi. La critica passò poi a designare con questo nome un gruppo di pittori più giovani, seguaci di una pittura "urlata" e gestuale, dai toni violenti e dissonanti. Sono Helmut Middendorf, Rainer Fetting e Salomé, allievi di Karl Horst Hödicke all'Accademia di Belle Arti di Berlino, che espongono in una galleria autogestita in MoritzPlatz, nel quartiere di Kreuzberg; ad essi si aggiungono Hans Peter Adamski, Elvira Bach, Peter Bömmels, Luciano Castelli, Walter Dahn, Jiri Georg Dokoupil, Thomas Lange, Gerhard Naschberger, Maarten Ploeg, Otto Zitko e Bernd Zimmer.
Questi artisti riprendono, ampliando formati e furore espressivo, l'Espressionismo tedesco della Brücke, sicuramente consapevoli di quello che faceva la Transavanguardia italiana e in sintonia, per molti aspetti, con la monumentale produzione dei maestri tedeschi poco più vecchi di loro, come Gerhard Richter, Anselm Kiefer, Georg Baselitz, Markus Lüpertz, A. R. Penck e Jörg Immendorff. Si distinguono tuttavia per un linguaggio più libero e aggressivo e per le tematiche trattate. Poca attenzione è rivolta agli aspetti politici e impegnati che ormai hanno segnato il passo e interessano solo alcuni artisti che operano nella Repubblica Democratica Tedesca.
Quello che affascina è la vita notturna, i locali, i luoghi e i modi della socializzazione, che sono gli stessi in tutte le metropoli del mondo occidentale. Il furore selvaggio del segno diventa un modo per esprimere un modo di vita straniante e iperstimolante, fatto di balli, sesso, droghe e aperto anche ad ogni forma di perversione.
Bibliografia Renato Barilli, Prima e dopo il 2000, Feltrinelli, Milano, 2004. Achille Bonito Oliva, Transavantgarde International, Giancarlo Politi Editore, Milano, 1982. Achille Bonito Oliva, La transavanguardia tedesca, in Flash Art, 107 (1982), p. 34. Alfredo De Paz, L'arte Contemporanea. Tendenze poetiche e ideologie dall'Espressionismo tedesco alla Postmodernità, Liguori editore, Napoli, 2007. Johannes Gachnang, La nuova pittura tedesca, in Flash Art, 107 (1982), pp. 35-39. Lara Vinca Masini, L'arte del Novecento, Giunti, Firenze, 1989.
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