Sairam (kazako: Сайрам, persiano: اسپیجاب, UniPers: "Espījāb"), talvolta traslitterata come Sayram o Sajram, è una città situata nella parte sud-orientale della regione di Turkistan, sul fiume Sayram Su. La città ha celebrato il º anniversario della sua fondazione nel 1999.Yerkin Nurazxan, Sayram Region, 75th Anniversary, 2003 È tra le più antiche città del Kazakistan, sito della prima moschea del Kazakistan,Sheila Blair, The monumental inscriptions from early Islamic Iran and Transoxiana, Brill, 1992, ISBN 90-04-09367-2 e tra le più vecchie della Transoxiana.Michael Fergus e Zhanar Zhandosova, Kazakhstan: Coming of Age, Stacey International Publishers, marzo 2004, ISBN 1900988615 Sairam è oggi famosa per la sua architettura in mattoni di fango e l'assenza di edifici in stile sovietico. Vi sono molti mausolei precedenti al XX secolo.

L'archeologia in Asia centrale è ancora in crescita. Sono stati effettuati alcuni ritrovamenti a Sairam, mentre faceva parte dell'Unione Sovietica. Tra questi reperti vanno ricordati i primi sistemi idraulici simili a quelli trovati a Samarcanda ed in altre città dei primi imperi persiani.

Etimologia Il nome più antico della città secondo le evidenze storiche è Isfijab (Espijâb, Isfījāb, Asfījāb), che rimase fino alla conquista mongola. Mahmud Kashgari la menzionò come la "Città Bianca che è chiamata Isbījāb", suggerendo la sua connessione con la parola Sogdiana/persiana che indica il bianco, il sipīd o lispīd.Bosworth, C.E. "Isfīdjāb." Encyclopædia of Islam, 2nd ed., Brill, 2010. Kashgari scrisse anche che la città era conosciuta come Sairam in quel tempo, ossia il nome attuale. L'orientalista russo N. S. Lykošin suggerì che il nome corretto di Sairam fosse Sar-i ayyām, o "Antico dei giorni". Il suo editore sostenne, tuttavia, che invece di ayyām, era invece l'arabo yamm, "mare, fiume" e si riferiva alla fonte di un ruscello. Se il nome Sairam fosse turco, probabilmente si riferisce a "un luogo di acque poco profonde". al-Kāshgharī pone, accanto a Sayrām il nome di Isfijāb, con la frase seyrem sūw, 'acque poco profonde, che per coincidenza è anche il nome del fiume che scorre a est del centro della città. Kāsgharī inoltre prende in seguito il verbo seyremlen, "diventare superficiale", con la frase sūw seyremlendī, "l'acqua divenne superficiale (o scarsa)".al-Kàshgharî, Mahmûd, 1982–85, R. Dankoff and J. Kelly (transl.), Compendium of the Turkic Dialects (Diwân lughāt al-Turk), Sources of Oriental Languages and Literatures, 7, Turkish Sources, VII, Cambridge, Harvard University Printing Office, II, p. 256Gerard Clauson, An Etymological Dictionary of Pre-Thirteenth Century Turkish. Oxford: Clarendon Press, 1972, pp. 859–860.

Preistoria L'attuale città di Sairam ha festeggiato nel 1999 il º anno di abitazione continuata.

La prima citazione di Sairam si trova nell'Avestā, il libro sacro dello Zoroastrismo. Il nome Sairam viene citato facendo riferimento ad un fiume, e la terra è chiamata Sayram elys, o terre vicino a Sayram. Sairam era una città di confine, posta a nord-est dell'impero degli Achemenidi conquistato da Alessandro Magno.

Storia Nel VII secolo la confederazione Turca Occidentale era composta da cinque tribù Tu-lu e cinque Nu-shih-pi, note collettivamente come On Ok (Dieci Frecce), o in cinese Shih Hsing (Dieci Clani).Denis Sinor, The Cambridge history of early Inner Asia, Cambridge University Press, 1990, ISBN 0-521-24304-1, ISBN 978-0-521-24304-9 Nel 642 il Khan della tribù turca Tu-lu si rifugiò nell'Isfijab da Nu-shih-pi.Mehmet Fuat Köprülü, Gary Leiser, Robert Dankoff, Early mystics in Turkish literature, Routledge, 2006, ISBN 0-415-36686-0, ISBN 978-0-415-36686-1

Dopo la nascita di Cristo e le prime divisioni tra le varie confessioni cristiane, Molti cristiani giunsero in Asia centrale ed orientale. Molti di loro erano Nestoriani condannati dal Concilio di Efeso del 431. Vi era una numerosa comunità nestoriana a Sairam quando per la prima volta giunse l'Islam nel 766; la città resistette alla conversione. Diversamente, il generale arabo Qutayba ibn Muslim cercò di imporre con la forza la fede musulmana già nei primi anni del secondo decennio dell'VIII secolo e, a questo proposito, si narra che ordinò alle sue truppe di massacrare diecimila cristiani nestoriani che avevano opposto resistenza.A. Clot, "Harun al-Rashid and the world of the Thousand and One Nights", London, 1986 Anche il Buddhismo era ben radicato al tempo in questa regione.

Conquista araba

Sairam era già un importante centro di commercio nei secoli che precedettero la conquista araba.History of civilizations of Central Asia, Motilal Banarsidass Publ., ISBN 81-208-1540-8, ISBN 978-81-208-1540-7 L'Islam fu quindi portato a Sairam e nelle città vicine da un distaccamento di soldati-missionari di lingua araba provenienti dalle terre del sud. Gli Arabi chiamarono la città Isfijab. Divenne una città di confine tra i territori arabi e quelli dei pagani turchi.Svatopluk Soucek, A history of inner Asia, Cambridge University Press, 2000 Con l'arrivo in città di numerosi turchi, fu ripristinato il nome di Sairam.

La conquista araba fu condotta da Iskak, ricordato a Sairam come Iskak-bab. Un manoscritto sopravvissuto, intitolato Nasabname, parla di come i guerrieri musulmani di Iskak-bab giunsero a Sairam incontrando il patriarca nestoriano di Sairam, Nakhibar.

Lo stesso manoscritto prosegue con la descrizione della costruzione da parte di Iskak-bab della prima moschea di Sairam, prima di tutto il Kazakistan.

Sairam al tempo di Samanidi Nell'840 d.C., il capo Samanide di Samarcanda Nūḥ ibn Asad, strappò il controllo della città (Isfijab come Sairam veniva allora chiamataClifford Edmund Bosworth, The Ghaznavids: their empire in Afghanistan and eastern Iran, 994 : 1040, University Press, 1963) ai Turchi. In quell'anno, Nūḥ costruì un muro attorno a essa per proteggerla dai turchi. A quel tempo la città era un fiorente centro di mercato tra terre nomadi e sedentarie. Era anche un fulcro nella vasta zona di fortificazioni protettive costruita per proteggere l'impero dei Samanidi dai predoni nomadi. Moqaddasi contava queste fortezze, o riba, in numero di . Costruirono muri esterni per proteggere i raccolti degli abitanti dai razziatori, ma la città non era solo un avamposto militare. Inoltre i commercianti di Bukhara e Samarcanda costruirono grandi caravanserragli per se stessi a Sairam.

Sairam fu anche il principale contatto tra l'Islam samanide ed i turchi Qaghan di Turfan, Kashgar e Kucha. Le rotte meridionali alternative erano controllate da fazioni rivali, il che rendeva principale la rotta che attraversava Farab e Sairam.Louis Massignon, Herbert Mason, The passion of Al-Hallaj: mystic and martyr of Islam, Princeton University Press, 1994, ISBN 0-691-01919-3, ISBN 978-0-691-01919-2

Sairam divenne un centro importante e mantenne un certo grado di indipendenza dai Samanidi, rimanendo un possedimento della dinastia locale turca. I governanti dovevano dare tre segni di fedeltà ai Samanidi: il servizio militare, la presentazione di doni simbolici e il nome del sovrano Samanide nelle moneteM. S. Asimov, Vadim Mikhaĭlovich Masson, Ahmad Hasan Dani, Unesco, Clifford Edmund Bosworth, Muḣammad Osimī, János Harmatta, Boris Abramovich Litvinovskiĭ, History of Civilizations of Central Asia, Motilal Banarsidass Publ., 1999. Sairam a quel tempo era un terzo delle dimensioni di Banākath (ora in rovina nei pressi dell'attuale Chinaz in Uzbekistan), ossia il capoluogo del vicino distretto di Shāsh (l'attuale Tashkent).

Sairam era divisa in tre distretti, come altre località del tempo: qohandez (cittadella), madīnah (città interna) e rabaż (sobborgo), questi ultimi due protetti da mura. Tutte le case erano in mattoni di fango. Il centro governativo (dār al-Imārah), la prigione e la moschea del venerdì erano tutte nella città interna. C'erano quattro porte principali per la città interna, ognuna sorvegliata da un ribat presidiato da ghāzī (combattenti volontari per la fede) reclutati da Bukhara e Samarcanda. A quanto pare, anche il sovrano di Sairam esercitò un po' di autorità all'interno delle steppe, poiché Moqaddasi menziona che il "re dei turkmeni" nella vicina rdū inviava abitualmente dei regali ad Asfījāb.

Sotto la dominazione dei Karakhanidi I Qarakhanidi conquistarono la città nel 980, durante il regno di Nuh II dell'Impero Samanide.The monumental inscriptions from early Islamic Iran and Transoxiana. By Sheila Blair. Published by BRILL, 1992. ISBN 90-04-09367-2 A quel tempo, secondo al-Istakhri, la città segnava il confine tra Karluki e turchi Oğuz.Peoples of Central Asia by Lawrence Krader. Published by Indiana University, 1971 Sairam faceva parte del Khanato orientale dei Karakhanidi basato su tre città: Sairam stessa, Talas e Farghana. Delle monete furono coniate dai governanti Karakhanidi.O. Pritsak, "Die Karachaniden," Der Islam 31, 1954, pp. 36-38 Negli anni di apertura del VII e XIII secolo, il distretto sembra essere stato conquistato dai Qipchaq del medio Syr Darya, perché il Khorezmshah 'Al'ān al-Dīn Muḥammad devastò l'area oltre il Syr Darya per impedire di cadere nelle mani del leader mongolo Küchlüg.

Mahmud Kashgari parlò di Isfijab in questo periodo come della "Città bianca", ed anche come "Sayram".Vasily Bartold, Four Studies on the History of Central Asia, E. J. Brill, 1962

Ahmed Yasawi

Ahmed Yasawi (circa 1103 - 1166) nacque a Sayram. Il suo primo insegnante fu Hazrat Shayh Shaxobiddin Isfijabi. Oggi è famoso col soprannome di Oqota Bobo (Nonno Bianco). Vicino al suo mausoleo si trova un corso d'acqua attraversato dalla principale strada di Sairam. Questo ponte è il fulcro di una locale leggenda riguardo all'incontro tra Ahmed (ragazzo) ed il grande viaggiatore Arslan Bab. Secondo la leggenda,Makhmut Nursalaev, No Counting the Saints in Sayram, 1999 Arslan fu uno dei seguaci del profeta dell'Islam Maometto. Aveva già 300 anni quando incontrò Maometto, ed era esperto di tutte le religioni del mondo, anche se scelse di seguire solo l'Islam. Quando si stava avvicinando la morte di Maometto, chiese ai propri seguaci chi si sarebbe fatto carico della sua pietra della conoscenza passandola alla nuova generazione. Arslan rispose che ne sarebbe stato orgoglioso, e prese la pietra, continuandone il viaggio. Secoli dopo, attraversando la piccola città di Isfijab, Arslan baba [titolo di rispetto] venne fermato sulla strada da un giovane ragazzo. "Nonno, dammi la mia pietra!" chiese il giovane Ahmad. Arslan rinunciò alla pietra, e dopo la morte del padre di Ahmad nel 1113 viaggiò con Ahmad a Yasi.

Da questo momento Ahmad divenne una stella nascente del Sufismo. Arslan baba alla fine morì in età avanzata, e fu sepolto nei pressi di Otrar. Dopo la morte di Arslan, Ahmed si spostò a Bukhara proseguendo gli studi di Yusuf Hamdani prima di trasferirsi ad Yasi. Passò quasi tutta la vita a Yasi, prendendo il nome di Ahmed Yasawi.

I genitori di Ahmed sono sepolti a Sairam. I loro mausolei sono meta di pellegrinaggio anche oggi, e richiamano i fedeli musulmani da tutta l'Asia centrale: Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan.

Tamerlano decise che sarebbe stato costruito un mausoleo sopra la tomba di Khoja Ahmed Yasawi.

Sairam governata dai Mongoli La città di Sairam fu catturata dai mongoli usando le catapulte sotto il comando del Siet Alahai.Mediaeval Researches from Eastern Asiatic Sources: Fragments Towards the Knowledge of the Geography and History of Central and Western Asia from the 13th to the 17th Century, E. Bretschneider. K. Paul, Trench, Trübner & co., ltd, 1910.