Dago è un personaggio immaginario protagonista di un'omonima serie a fumetti ideata da Robin Wood e Alberto Salinas, pubblicata in Argentina dal 1981 sul numero del 23 giugno della rivista Nippur Magnum, edita dall'Editorial Columba.
Trama Dago è un nobile veneziano di nome Cesare Renzi, figlio primogenito ed erede della casata dei Renzi, dignitari della Repubblica di Venezia. Il padre di Cesare scopre un complotto organizzato ai danni della Repubblica dal nobile turco Ahmed Bey e dal mercante greco Kalandrakis, con la complicità di due veneziani molto in vista. Viene a sapere che uno dei nobili veneziani coinvolti nella congiura è il giovane Giacomo Barazutti, migliore amico di Cesare; perciò non riesce a dirlo apertamente al figlio e decide di scriverlo in una lettera. Nel frattempo lo confida al principe Bertini, ignorando che è proprio lui a capo del complotto. Questi decide di eliminare il Renzi e tutta la sua famiglia, incluso Cesare, che viene pugnalato alla schiena da Barazutti mentre sta leggendo la lettera in cui suo padre rivela le intenzioni di Giacomo. Il suo corpo viene buttato in mare, mentre dei sicari attaccano palazzo Renzi uccidendo chiunque vi si trovi e lasciando alcuni falsi documenti che indicano nel padre di Cesare l'autore del complotto. Cesare viene recuperato da una nave di pirati turchi che lo vendono come schiavo; gli viene dato il nome di "Dago", per via della daga conficcata nella schienaSchiavo, in Ristampa Dago n. 1..
Vive come schiavo presso i turchi dove impara presto da un vecchio greco di nome Selim le piccole astuzie che gli consentono di sopravvivere per avere la possibilità di compiere quella che è divenuto l'unico scopo della sua vita: vendicarsi, fare giustizia degli assassini della sua famiglia.
Si affranca dalla schiavitù grazie al pirata ottomano Barbarossa (Khayr Al-Din) che gli è riconoscente per averlo salvato da una congiura al fine di ucciderlo nella polveriera di Algeri. Proprio nel palazzo di Barbarossa Dago ucciderà Kalandrakis, il banchiere greco che partecipò allo sterminio della famiglia Renzi. In seguito Dago viene inviato a servire il Sultano Solimano come giannizzero, divenendo così un "rinnegato", e tale condizione non gli consentirà di tornare in patria, come vuole Barbarossa, dato che egli conosce bene molte città, le flotte e la consistenza delle difese turche. A Costantinopoli si unisce al corpo dei giannizzeri, élite dei combattenti turchi; qui viene soprannominato "giannizzero nero" per via del colore dei suoi abiti ma soprattutto della sua anima.
Durante la campagna di Vienna Dago incontra Vlad Tepes, chiamato Dracula, e grazie a lui riesce ad avvicinarsi ad Ahmed-Bey, divenuto ministro del sultano, e a ucciderloAlla corte di Vlad Tepes in Ristampa Dago, n. 7. Il gran visir Ibrahim invia Dago in Abissinia, dove il vecchio re è stato ucciso e il trono usurpato da Selassie con la complicità dei Veneziani a cui concede l'esclusiva delle rotte commerciali. Dago ha il compito di riconquistare il trono per la figlia del vecchio re, Moala. Proprio qui rivedrà il suo vecchio amico e assassino Giacomo, inviato dal doge come consigliere di Selassie. In Abissinia taglierà ambo le mani a BarazuttiI lontani palazzi dell'anima in Ristampa Dago, n. 9, il quale in preda alla paura ritorna a Venezia ed esorta Bertini a preparare una trappola contro il rinnegato, che però si salva grazie all'aiuto del suo cane Morte... e Venezia aspetta in Ristampa Dago, n. 10. Successivamente Dago raggiunge Venezia, dove si avvicina a Bertini, ma riesce unicamente a ferirlo a una mano.
Nel corso della storia Dago incontra i grandi personaggi del mondo dell'epoca: Barbarossa, Solimano, il Gran Visir Ibrahim, Francesco I di Francia, sua sorella Margherita d'Angoulême di cui diventa amante, il Conestabile di Borbone, l'imperatore Carlo V, il cavalier Baiardo, Giovanni dalle Bande Nere, Michelangelo Buonarroti, Benvenuto Cellini, Enrico VIII, Anna Bolena e altri.
Coinvolto suo malgrado nel sacco di Roma, organizza la difesa della città papale con l'aiuto di Benvenuto Cellini. In questo periodo fa la conoscenza di Antonia de Medina, con cui avrà una relazione sentimentale, da cui nascerà un bambino, chiamato anch’egli CesareAnno Domini 1527 in Ristampa Dago, n. 29. Dopo la caduta della città, Dago si trova a vagare in una Roma razziata dai mercenari lanzichenecchi luterani e accorre in aiuto di tre donne che poi scopre essere la moglie e le figlie di BertiniOltre il fuoco del rancore in Ristampa Dago, n. 31.
Successivamente viene accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e viene salvato dal rogo da Cortés, Pizzarro e Antonia de Medina che gli rivelerà di essere incinta di luiConfessione in Ristampa Dago, n. 35. Per scampare alla Santa Inquisizione, Dago è costretto a prendere i voti ed entrare in un monastero in Andalusia, dove si stabilirà per un certo periodo e farà la conoscenza di vari personaggi, tra cui Jimena, che diventa sua amante, don Riquelme e Miguel de Medina, rispettivamente padre e fidanzato della fanciulla, il suo stesso figlio Cesare Renzi de MedinaIl figlio di Dago in Ristampa Dago, n. 45, e infine padre Josè, capo dell'ordine dei monaci, che lascerà il monastero nelle mani di Dago prima di morire di pesteL'ombra della peste in Ristampa Dago, n. 44. Dago lascerà a sua volta il monastero nelle mani di padre Esteban de Zorrilla, un ex cappellano salvato dall'inquisizione, prima di riprendere il suo viaggio.
Riuscirà poi a far fallire la banca BertiniLa maschera ed il volto in Ristampa Dago, n. 50, il che sarà motivo di ulteriore odio da parte del principe, odio che culminerà in un tentativo di omicidio durante una visita a Lucca, che fallirà grazie alla benevolenza che i lucchesi mostrano per il rinnegato; Bertini morirà di infarto nella sua residenza, un attimo prima che Dago riesca a raggiungerlo e a ucciderloIl sapore amaro della vendetta in Ristampa Dago, n. 51.
In seguito Dago viene esiliato nel Nuovo MondoPanamà in Ristampa Dago, n. 60, da dove riesce a fuggire solo dopo numerose avventure. Tornato ad Algeri, si unisce alla Compagnia della Spada, un'antica società di spadaccini e paladini della libertà, per uccidere Barazutti a PadovaUn segreto oscuro in Ristampa Dago, n. 78. Ma Barazutti fugge, lasciando solo una lettera per Dago che abbandona la città per continuare le sue avventureLa legione nera in Ristampa Dago, n. 80.
Storia editoriale Le origini, le fatiche di Salinas e l'Equipo Dago
L'idea del fumetto venne a Robin Wood durante un viaggio a Venezia. Wood cominciò a delineare la storia e il protagonista; nei disegni veniva affiancato da Alberto Salinas con cui collaborò fino al 1997.
Come dichiarato dallo stesso Wood, "Dago" doveva essere una miniserie, ma il successo riscosso dalle pubblicazioni in patria e dalle traduzioni all'estero l'ha spinto a farne un'opera che durasse nel tempo. La decisione di continuare il fumetto ha portato Wood a documentarsi su eventi storici, che solitamente l'autore è costretto a modificare in modo da poter inserire il protagonista nel miglior contesto possibile.
All'epoca in cui incominciò a dedicarsi a Dago, Salinas era già una celebrità e un maestro riconosciuto delle historietas. Il suo stile, caratterizzato da espressioni intense, tratteggi mai invasivi e uno spazio grottesco, cambiò radicalmente dopo che lui e Robin Wood furono costretti ad accelerare i ritmi di lavoro. Mentre Wood non faticò a produrre nuove storie, Salinas rivelò di non riuscire a stare al passo del collega. Per ovviare al problema, l'Eura Editoriale propose a Salinas l'aiuto di un apposito studio: l'equipo Dago, il cui unico membro era Carlos Pedrazzini.
I pessimi esiti di questo esperimento fecero tornare Salinas a lavorare da solo. Ben presto riuscì ad accelerare i ritmi della realizzazione e a stare al passo con Wood, completando diverse storie e tavole in brevissimo tempo. Rinnovò il fumetto mediante tratteggi più fitti e voluminosi e numerosi cambiamenti nei volti dei personaggi. Sia in Argentina sia in Italia Dago comincerà a essere sempre più raro, tanto che la copertina del numero 47 di Lanciostory sarà intitolata "Il ritorno di Dago" appena il personaggio ritornerà in scena.
L'arrivo di Carlos Gómez e lo sviluppo del fumetto Prima di diventare il successore ai disegni di Dago, Carlos Gómez aveva già fatto alcuni lavori per l'Eura, ma collaborava per lo più con una casa editrice nazionale minore. Quando Wood gli offrì l'incarico di nuovo disegnatore, Gomez accettò immediatamente ma con non poca preoccupazione, in quanto temeva di non essere all'altezza di Salinas. Lavorò per un certo periodo con quest'ultimo, dal quale apprese tutte le caratteristiche grafiche che contraddistinguono la saga di Dago.Carlos Gomez di Giampaolo Giampaoli Nel suo lavoro venne aiutato da David Tejada. L'impatto con il fumetto, come è ovvio, non fu facile per Gomez, in quanto aveva uno stile proprio, differente da quello di Salinas, e temeva che i lettori, abituati allo stile precedente, non accettassero variazioni nel tratto. Col tempo però la maestria di Gomez vinse la reticenza ai cambiamenti dei lettori, che in breve impararono ad amare il suo tratto preciso, i volti espressivi e le ambientazioni curate nei minimi dettagli.
Gomez ha affermato di essere stato "costretto", nel primo periodo, a disegnare Dago in una maniera molto simile a quella di Salinas:
In seguito è riuscito a perfezionare lo stile e, attraverso le inquadrature e le sequenze dinamiche, ha saputo calcare l'espressività dei personaggi e ricreare e aggiornare lo stile di Salinas. A Gomez va anche il merito di aver utilizzato il computer, soprattutto per replicare lo stesso volto in più vignette e zoomare su alcuni personaggi o luoghi. Come dichiarato da Wood, la forte espressività del tratto di Gomez gli è servita ad ampliare e diversificare le storieIL GIANNIZZERO NERO Incontro con Robin Wood . Il disegno di Gomez mutò notevolmente l'aspetto del protagonista; Gomez descrive il suo Dago "più moderno, più violento e più umano" rispetto a quello di Salinas, e aggiunge di aver proceduto nel disegno verso "un'innovazione stilistica, tentando delle inquadrature più ardite" e delle "soluzioni grafiche di più ampio respiro"L'EREDE DI SALINAS Incontro con Carlos Gomez .
Anni recenti Nel 2012 Joan Mundet, disegnatore spagnolo con alle spalle una lunga carriera fumettistica, fu scelto personalmente dallo sceneggiatore della serie, Wood, quando Gómez volle diminuire il proprio impegno con Dago per potersi dedicare a Tex. Successivamente, per garantire la serie regolare, ovvero quella scritta da Robin Wood che appare su Lanciostory, vi saranno altri disegnatori, alcuni appartenenti alla Equipo storica, altri no. Tra questi Marcello Borstelmann, Yildirim Orer, Carlos Alberto Pedrazzini. In tempi più recenti, per motivi di salute, le storie di questa serie non saranno più scritte da Wood, ma da Manuel Morini, tra tutti sicuramente quello più adatto, anche perché da anni collaboratore di Wood dai tempi dell'Equipo
Dal settembre del 2017 alle prese con Dago sarà un nuovo disegnatore: Edym (pseudonimo di Ediberto Messina). È uno dei primi disegnatori italiani a disegnare la serie principale del Giannizzero Nero, dopo i copertinisti Massimo Carnevale e Vincenzo Mercogliano, e Walter Venturi che disegnò il crossover in due parti tra John Doe, personaggio di culto dell'Eura, e Dago.. Chiamato a concludere una storia già in corsa, l'ultima scritta da Wood, lascia subito una buona impressione. Il suo vero esordio avviene con la storia "La notte ti sta guardando" su testi di Gustavo Amezaga (Manuel Morini). Riscuote pareri positivi e plausi sia dei fans che della critica Sempre con Morini, nello "Scritto tra le stelle" il segno prenderà consistenza e maturità. Da segnalare un'intervista a cura di A. Avilez, molto apprezzata dal pubblico argentino.
Riguardo a una possibile conclusione del fumetto, Robin Wood ha risposto:
Edizione italiana