Kāshān () è il capoluogo dello shahrestān di Kashan, circoscrizione Centrale, nella Provincia di Esfahan. Aveva, nel 2006, 248.789 abitanti. È la prima di una serie di grandi oasi lungo la strada che porta da Qom a Kerman al margine dei grandi deserti centrali dell'Iran.
Origine del nome Tra le diverse ipotesi circa l'etimologia del nome Kashan prevale quella secondo cui il termine deriverebbe dalle piastrelle smaltate e dipinte chiamate kashi, tipiche della zona.
Storia I rinvenimenti archeologici sulle collinette di Tepe Siyalk (Tappeh Sialk, تپه سیلک, in farsi), 4 km ad ovest di Kashan, rivelano come questa sia stata una delle primarie zone di civilizzazione nella preistoria e i reperti la fanno risalire a 8000 anni fa. I primi scavi risalgono al 1936/37 ad opera dell'archeologo francese Roman Ghirshman e proseguono tuttora. Manufatti del sito si trovano al Louvre, al Metropolitan Museum di New York e al Museo nazionale dell'Iran a Teheran. Kashan risale al periodo elamico e nei sobborghi si erge ancora una ziggurat che risulta essere più antica di quella di Ur.
Non si hanno molte notizie circa il periodo achemenide, mentre i rinvenimenti di epoca sasanide come il Tempio del Fuoco di Niasar suggeriscono che a quei tempi Kashan fosse cresciuta notevolmente.
Diverse calamità e invasioni straniere modificarono radicalmente l'assetto cittadino, come l'invasione araba e una serie di terremoti dei quali si ricorda in particolare quello del 927 d.C. Kashan riacquisì il suo splendore sotto i Selgiuchidi, che diedero grande sviluppo alla produzione di piastrelle.
Dopo l'invasione mongola la città seppe riprendersi sotto l'Ilkhanato sino a raggiungere l'apice del suo splendore con i Safavidi i quali, nonostante avessero scelto Esfahan come loro capitale, non mancarono di risiedere anche a Kashan.
In generale la città occupò sempre un posto di rilievo tra le varie rotte commerciali.
Il terremoto del 1778 rase al suolo la città e gli edifici safavidi, provocando 8.000 vittime, ma Kashan si è rinnovata ed è oggi un punto focale d'attrazione turistica con le sue case storiche del XVIII e XIX secolo, esempi di architettura residenziale persiana tradizionale e dell'estetica qajar.
Monumenti e luoghi d'interesse
A Kashan si trova la tomba di Abu-Lu'lu'a (Pirouz Nahāvandi), il soldato persiano ridotto in schiavitù dai conquistatori islamici che assassinò il califfo 'Omar ibn al-Khattāb nel 644. Si ergono ancora nel centro della città le mura del forte Ghal'eh Jalali, eretto per ordine del sultano Malik Shah I, della dinastia selgiuchide, nell'XI secolo. Kashan è stata anche un luogo di villeggiatura dei re safavidi. Bagh-e Fin (giardino di Fin; باغ فین in persiano) in particolare, è uno dei più famosi giardini dell'Iran. Fu progettato dallo Shah Abbas I come una classica visione persiana del paradiso. Le costruzioni originali safavidi sono state sostanzialmente rimpiazzate durante la dinastia Qajar, benché la disposizione degli alberi e delle vasche marmoree si avvicini a quella originale. Il sito è peraltro noto per essere stato la scena dell'assassinio di Mirza Taghi Khan, noto come Amir KabirAmir Kabir: A Great Iranian Personality || Imam Reza (A.S.) Network , cancelliere dello scià Nasser al-Din Shah Qajar. Moschea del Venerdì, il più antico edificio della città. Moschea e madrasa Agha Bozorg, costruita alla fine del 1700. L'hammam del sultano Mir Ahmad. Le "case storiche" ossia delle residenze private oggi diventate musei: casa Borujerdi (خانه بروجردیها, Khāneh Borujerdihā), Casa Tabātabāei (خانه طباطباییها, Khāneh Ṭabāṭabā'ihā), ʿAmeri (خانه عامریها, Khāneh ʿĀmerihā), ʿAbbāsi (خانه عباسیها, Khāneh ʿAbbāsiha). Il bazar di Kashan
Cultura Kashan è nota per la tradizionale tecnica di lavorazione della ceramica, di cui hanno beneficiato i palazzi e i luoghi di culto dell'Iran e del resto del mondo islamico, e per la produzione di tappeti tessuti a telaio con lane pregiate miste a seta e fili dorati e argentati, una tradizione avviatasi tra il XV e il XVI secolo sotto Scià ʿAbbās I il Grande. Il tappeto Kashan è riconoscibile per via di un medaglione centrale con motivi concentrici in cui si riconoscono piccole palme, rami, fiori e foglie, ma anche piante, uccelli, figure umane e animali. I tipici colori impiegati sono il rosso, il blu e il beige.
Altro prodotto di punta della zona è l'acqua di rose prodotta con i fiori raccolti nella vicina Qamsar.
Amministrazione Gemellaggi Umeå, Svezia
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Hamid-Reza Hosseini, Le case storiche di Kashan (Kāshāneh-hā-ye Kāshān), Jadid Online, 24 febbraio 2009, .Audio slideshow, Jadid Online: (1) (5 min 43 s), (2) (1 min 36 s). Hamid-Reza Hosseini, Earthbound Paradises (Behesht-hā-ye Zamini), Jadid Online, 25 febbraio 2009, .Audio slideshow, Jadid Online, (6 min).
Categoria:Luoghi di Marco Polo in Iran