San Fratello (San FrareauGisella Pizzuto, Oro antico: parole d'amore, parole d'onore: antologia della poesia nei dialetti di Sicilia, dall'unità d'Italia al 1997, Prova d'autore, 1997, p 264.Patrizio Pensabene, Piazza Armerina: Villa del Casale e la Sicilia tra Tardoantico e Medioevo, L'Erma di Bretschneider, 2010, p. 145. o San FrareuGiuseppe Pitrè, Fiabe e leggende popolari siciliane, ristampa, Forni editore, 1969, p. 460. nel locale dialetto gallo-italico, San FraredduO Santu Frateddu. in siciliano nella forma eteroglossa galloitalica) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.

Già noto in età medievale come San Filadelfo, fu ripopolato,Carmela Bonanno, Giovanni Perrotta, Apollonia: indagini archeologiche sul Monte di San Fratello, Messina, 2003-2005, L'Erma di Bretschneider, Roma 2008, p. 82. o fondato ex novo,Grande Enciclopedia Vallardi, Vallardi editore, Milano 1980, p. 108.Quaderni dell'Istituto di storia dell'architettura, Università di Roma, Volumi 22-23, Roma 1975, p. 26. durante il dominio normanno della Sicilia da soldati e coloni lombardiCon il termine "lombardia", in età medievale si indicava una zona molto più ampia dell'attuale Lombardia, comprendente genericamente l'intero Nord-Italia provenienti da un'area dell'Italia nord-occidentale i cui limiti massimi, per ragioni linguistiche,Giulia Petracco Siccardi, Gli elementi fonetici e morfologici settentrionali nelle parlate gallo-italiche del mezzogiorno, in «Bollettino del Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani», X, pp. 326-358.Migrazioni interne: i dialetti galloitalici della Sicilia, Centro di studio per la dialettologia italiana, Unipress, Padova 1994, p. 20. si possono racchiudere in un quadrilatero che ha i suoi vertici nelle città di Vicoforte (Cuneo), Mombaruzzo (Asti), Sassello (Savona) e Calizzano (Savona). La denominazione del paese, nel dialetto locale galloitalico, è ancora quella medievale di San Frareau (San Filadelfio), tradotto erroneamente in San Fratello, a causa del mutamento fonetico di F(i)ladelphu(m) > Fladellu(m) assimilato a Fratellu(m). In latino è Terra Sancti Philadelphi, Sanctus Philadelphus,Girolamo Caracausi, Dizionario onomastico della Sicilia. Repertorio storico-etimologico di nomi di famiglia e di luogo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, Palermo, 1993, p. 1425. mentre il nome del più antico insediamento greco, che sorgeva circa due chilometri a nord dell'attuale centro urbano, è Apollonia. È il paese di origine della famiglia Craxi.Carmela Bonanno (a cura di) Apollonia, indagini archeologiche sul monte di San Fratello 2003-2005, L'Erma di Bretschneider, Roma.

Geografia fisica San Fratello è racchiuso tra i torrenti Inganno e Furiano; il territorio, di 83 km², si estende in verticale fino quasi a Monte Soro (1.847 m s.l.m.), la cima più alta dei monti Nebrodi.

Dalle quote più basse (300 ) a quelle più alte (1.800 m s.l.m.) si osserva un graduale cambiamento della vegetazione, dovuto alla presenza di diverse specie arboree e arbustive. Le aree non ricoperte da boschi sono destinate al pascolo di bovini, ovini, caprini e dei cavalli sanfratellani che vivono allo stato brado.

Territorio Il territorio di San Fratello è caratterizzato da colture agrarie, in ampi tratti collinari insistono piccoli vigneti e diversi frutteti di minore interesse economico a carattere familiare e tradizionali colture di oliveti. Il bosco di San Fratello ricade nel Parco dei Nebrodi, ed è attraversato dalla SS 289; la caratteristica particolare del bosco è che si conserva nella quasi sua totalità allo stato naturale ed è di particolare bellezza il paesaggio che si presenta agli occhi del visitatore. Il bosco oggi ospita nel suo habitat naturale volpi, gatti selvatici, istrici, martore, tartarughe terrestri e diverse specie di uccelli.

Durante le escursioni naturalistiche attraverso questi boschi, è possibile raccogliere funghi nel periodo autunnale e frutti di bosco nel periodo estivo. Nelle zone più basse ricco di uliveti, la pianta arborea sempre verde alta sino a 10 metri, con chioma ampia, arrotondata e leggera introdotta in Italia ed in Sicilia da antichissime popolazioni che, adattatosi al clima mediterraneo, viene coltivato per la produzione delle olive e dell'olio.

Dissesto idrogeologico Il territorio comunale è soggetto a dissesto idrogeologico. La parte più antica del borgo di San Fratello subì nel 1745 uno smottamento che interessò una parte dell'abitato. Una seconda rovinosa frana rase al suolo quasi tutto l'antico paese la notte tra il 7 e l'8 gennaio 1922.

Dopo la frana del 1922 venne riconsiderata l'ipotesi di trasferimento del paese. Fu pianificata ed avviata una vasta delocalizzazione che diede avvio all'espansione di Acquedolci, piccolo borgo sviluppatosi sin dal XV secolo attorno alla Torre quattrocentesca e chiamato dai sanfratellani "la Marina". A distanza di 88 anni dall'ultima sciagura, il 14 febbraio del 2010 (tristemente noto come il giorno della frana di san Valentino), il territorio di San Fratello è stato nuovamente devastato da una frana verificatasi tra il quartiere denominato Stazzone e la contrada Riana, posti sul versante nord-est, opposto rispetto a quello in cui c'erano state le precedenti catastrofi. Le conseguenze di tale evento hanno costretto buona parte degli abitanti di San Fratello ad abbandonare le proprie abitazioni e trasferirsi altrove in particolare ancora una volta verso Acquedolci.

Storia

Età greca

Alcuni studiosi presumono di aver individuato l’antica acropoli della cittadina greca di Apollonia nei pressi del Monte San Fratello, un altopiano che si estende a 710 metri sul livello del mare. Questo rilievo, difatti, offriva una posizione strategica non indifferente, in quanto permetteva una visuale nitida della zona costiera compresa tra Capo d'Orlando e Cefalù, località poste a 80 km di distanza, e offrendo anche una chiara prospettiva sulle isole Eolie.

L'invasione araba della Sicilia La città romana-medioevale fu distrutta durante l'invasione arabaCon il toponimo Alunzium o Altuntium si identifica anche l'antica cittadina romana nei pressi delle vicina San Marco d'Alunzio.. L'odierno paese, fondato dopo nell'XI secolo, trae il nome da uno dei tre Santi fratelli, Alfio, Filadelfo e CirinoAnche nominati come Elfo, Cerino e Filadelfo. Cfr. C. Trasselli, Porti e scali in Sicilia, in AA.VV., Les grandes escales, XXXIII, Deuxième partie Les temps moderne, Bruxelles 1972, p. 273., martirizzati durante le persecuzioni dell'imperatore Valeriano nel 253 d.C., ai quali è dedicato l'omonima chiesa e convento del secolo XII. L'etimologia greca del nome Filadelfo infatti è 'colui che ama il fratello', per cui l'evoluzione da San Filadelfo a San Fratello sarebbe stata quasi naturale.

I Normanni e la nascita di San Fratello

Il borgo fu ripopolato, o fondato ex novo,) tra l'XI e il XIII secolo, durante la dominazione dei normanni nell'isola, da una colonia di piemontesi, liguri, lombardi, emilianiChiamati tutti genericamente lombardi, in quanto corruzione di longobardi. Con Lombardia, difatti, fino a qualche secolo fa si intendeva un territorio molto più vasto dell'omonima regione, un'area più vasta dell'Italia settentrionale, che comprendeva, oltre la Lombardia vera e propria, anche il Piemonte, l'Emilia e la Liguria., venuti alla conquista della Sicilia con il conte Ruggero e la moglie Adelaide del Vasto (detta anche Adelasia Incisa del Vasto), figlia del marchese aleramico Manfredo del Vasto. Secondo l'ipotesi del ripopolamento, i migranti settentrionali si insediarono in un borgo già popolato da genti indigene, e lo dotarono di una rocca fortificata. L'anno di fondazione del castello di San Filadelfo (in latino Castrum PhiladelphiMaria Adele Di Leo, Feste popolari di Sicilia, Newton & Compton, 1997, p. 215. o Castrum S. PhiladelphiRiccardo Filangieri, I registri della Cancelleria angioina: ricostruiti da Ricardo Filangieri con la collaborazione degli archivisti napoletani Regia Cancelleria, L'Accademia Pontaniana, Napoli 1957, p. 263.) potrebbe essere il 1116, secondo un diploma citato da Vincenzo Palizzolo GravinaVincenzo Palizzolo Gravina, «Il blasone in Sicilia, ossia raccolta araldica», Visconti e Huber, Palermo, 1871-1875, p. 122 che indica nel "lombardo" Roberto Caldarera, governatore di Nicosia, «il tesoriere e direttore della costruzione del nuovo castello in San Filadelfo sulle rovine dell'antica Alunzio».

Durante i primi anni dell'occupazione della parte nord-orientale della Sicilia, i normanni costruirono a San Fratello una cittadella fortificata, dotata di un castello. A difesa della cittadella furono impiegati soldati di ventura di origine longobarda che provenivano dall'Italia settentrionale. Come per il resto della Sicilia, anche a San Fratello i Normanni diedero una notevole spinta all’economia, con la nascita di una fiorente agricoltura, un forte incremento del commercio e l’arricchimento di preziosi capolavori artistici.

Nel 1270, il castello e feudo di San Fratello furono concessi a un milite di nome Giovanni. Nel 1276, il feudo e la castellania di San Fratello furono concessi all'angioino Guillot d'AlisyGiovanni Luca Barberi, I capibrevi, II, I feudi di Val Demone (a cura di G. Silvestri), Palermo, 1886., per passare due anni più tardi al provenzale Raymond de Puy-Richard, e nel 1299, per concessione di Carlo II d'Angiò, al miles messinese Squarcia RisoLuigi Vasi, Delle origini e vicende di San Fratello, Palermo 1882, pp. 239-310.. Dopo una parentesi in cui San Fratello fu gestita direttamente dalla curia vescovile, nel 1305 il castello e la terra di San Fratello furono ceduti ai Palizzi, potente famiglia di Messina di origine normanna, nella persona del miles Damiano Palizzi. In seguito passò alla famiglia di origine aragonese degli Alagona, e nel 1356 Federico III concesse il feudo al capitano e castellano Guglielmo Ventimiglia, membro della potente famiglia Ventimiglia di origine normanno-ligure. Nel 1361 il castello e la terra di San Fratello passarono a Enrico I Rubeo già conte di Aidone per concessione di re Federico IV, mentre nel 1371 furono concessi a Guglielmo Rosso della famiglia di origine normanna dei Rosso, e nel 1392 a Enrico II Rosso della stessa famiglia. Nel 1392, il re Martino I di Aragona concesse San Fratello a Federico II d'Aragona figlio di Vinciguerra d'Aragona, ma dopo la sua ribellione, il feudo passò agli Oliveri, famiglia messinese di origine spagnola. Nel 1396, Federico d'Aragona ottenuta la clemenza del sovrano, ritornò in possesso del feudo, ma in seguito a una nuova ribellione, Martino d'Aragona concesse nel 1398 la terra e il castello di San Fratello, con i casali di Mirto, Crapi, e Fraxino, a Ugerotto Larcan della famiglia catalana dei LarcanI Larcan furono una famiglia catalana giunta in Sicilia nel 1391 al seguito di re Martino I di Aragona, re di Valencia, di Sardegna, di Corsica e di Maiorca, conte di Barcellona e delle altre contee catalane e conte di Sicilia. che mantenne il feudo di San Fratello per oltre due secoli, fino al XVII secolo. Dalla seconda metà del Seicento il feudo passò alla famiglia di origine genovese degli Squarciafico, ai Sancetta, agli Spatafora, ai Lucchesi, alla famiglia di origine normanna dei Gravina, e, di seguito, ai principi di Palagonia. L'ultima famiglia feudale di San Fratello fu quella dei Cupani (o Cupane).

Verso la fine dell'800 San Fratello è sede di due arcipreture, di pretura e capoluogo di mandamento nel circondario di Mistretta. Fino ai primi anni del '900, prima della frana del 1922, a San Fratello si contavano almeno 27 chiese. La chiesa madre di San Fratello era Santa Maria Assunta, dalla quale dipendevano sette chiese urbane minori:

Chiesa di San Pietro Apostolo; Chiesa Maria Santissima delle Grazie; Chiesa di San Benedetto da San Fratello; Chiesa di San Giacomo; Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola; Chiesa di San Sebastiano Martire;