Larcheologia () è la scienza che studia le civiltà e le culture umane del passato e le loro relazioni con l'ambiente circostante, mediante la raccolta, la documentazione e l'analisi delle tracce materiali che hanno lasciato i popoli antichi (architetture, manufatti, resti biologici e umani).

Storia Premesse Il termine era già utilizzato dagli storici antichi, nel suo senso letterale di "discorso sul passato".

Alcuni autori hanno chiamato il sovrano babilonese Nabonide il primo archeologo, dato che, prima di riedificare il tempio di Ebabbar a Sippar, intraprese uno scavo con il proposito di ritrovarne le fondazioni, come voleva la prassi babilonese nel caso di ricostruzione di edifici templari distrutti; ad onor del vero, il sovrano poi non effettuò altri scavi.

Lo storico greco Tucidide utilizza in qualche caso le testimonianze materiali come prova per una ricostruzione del passato, ad esempio quando scrive che i Cari avrebbero abitato in passato le isole dell'Egeo in quanto a Delo erano state rinvenute dagli ateniesi molte tombe antiche con oggetti e tipo di sepoltura simili a quelli utilizzati ancora ai suoi tempi da quella popolazione.

Durante il Medioevo, e fino all'Età Moderna, gli antichi edifici classici erano regolarmente riutilizzati in base alle esigenze del presente; i cristiani e i musulmani, ad esempio, modificaronoNell'editto del 30 novembre 382 Teodosio I impose di conservare edifici e oggetti usati nel culto pagano con un valore artistico, a patto che non venissero usati per il culto politeista. molti templi pagani trasformandoli in chiese e moschee. Le rovine dei monumenti antichi venivano usate anche come cave di pietra, oppure le loro strutture erano utilizzate come base per costruire nuovi edifici, come fortezze o palazzi. Le vicende del Colosseo e del Teatro di Marcello sono particolarmente esemplificative di questi riutilizzi. Il caso del Pantheon mostra che in alcuni casi queste nuove funzioni hanno permesso agli edifici antichi di conservarsi sino al giorno d'oggi.

Umanesimo e studi antiquari Agli inizi del XV secolo l'Umanesimo ricollocò entro una prospettiva storica fatti, personaggi e monumenti del mondo antico e promosse la raccolta e lo studio di monete, iscrizioni e altri oggetti antichi come integrazione della tradizione scritta. L'antiquaria rinascimentale si caratterizzò per il confronto tra fonti eterogenee, letterarie e materiali, e costituì un antecedente importante della ricerca archeologica, senza coincidere ancora con la disciplina nel suo assetto moderno.

Nel campo della topografia di Roma, il primo Umanesimo vide il contributo di Poggio Bracciolini e Flavio Biondo, che introdussero un uso più sistematico dell'osservazione diretta dei monumenti insieme al confronto con fonti letterarie, epigrafiche e toponomastiche. La Roma instaurata di Biondo, pubblicata nel 1446, è stata indicata come il primo strumento moderno per affrontare i problemi topografici e archeologici della Roma antica. Nello stesso contesto, Leon Battista Alberti impostò in modo sistematico la misurazione dei monumenti di Roma, mentre dal 1465 tali questioni divennero materia di insegnamento presso l'Università di Roma, dove Pomponio Leto contribuì alla diffusione delle nuove tendenze.

Accanto agli umanisti operarono anche viaggiatori e artisti, che rilevarono, copiarono e pubblicarono monumenti architettonici, opere figurate e iscrizioni antiche. Nel Mediterraneo orientale, l'attività di Ciriaco d'Ancona e Cristoforo Buondelmonti costituì una preziosa base di dati di carattere storico-antiquario, epigrafico e archeologico sui principali centri dell'Impero bizantino e in particolare su Costantinopoli. Ciriaco è inoltre ricordato tra i primi, nel XV secolo, a copiare epigrafi greche e latine e a schizzare disegni di monumenti antichi durante i suoi viaggi. Un esempio documentato di questa attività è la sua visita a Micene nel 1448, attestata da una nota manoscritta relativa alla Porta dei Leoni.

Rinascimento: nascita delle prime collezioni archeologiche Nel Rinascimento nacquero le prime collezioni archeologiche, la principale delle quali furono i Musei Vaticani. Esse costituirono un riferimento per tutti i successivi studiosi. La raccolta vaticana prese inizio dal ritrovamento casuale del Gruppo del Laocoonte in una vigna sul colle Oppio. In effetti, per secoli gli oggetti raccolti nelle collezioni saranno prevalentemente frutto di ritrovamenti casuali.

Altra scoperta archeologica che segnò l'epoca fu quella della Domus aurea, l'antico palazzo di Nerone. Anche in questo caso si trattò di un ritrovamento casuale, capitato però in un'epoca in cui la comunità artistica era avida di conoscere l'arte antica: ben presto i giovani artisti romani presero a farsi calare su assi appese a corde per poter vedere loro stessi le antiche pitture. L'effetto di queste esplorazioni furono d'ispirazione per l'intero Rinascimento. Tra gli artisti che visitarono la Domus aurea ci furono Pinturicchio, Raffaello e MichelangeloPhilipp Vandenberg, Nerone, Milano, Rusconi, 1984 (pp. 201 ss)..

In quest'epoca vennero inoltre pubblicati ampi cataloghi di monumenti ed oggetti antichi illustrati da incisioni su rame. Fra di essi L'Antiquité expliquée et représentée en figures di Bernard de Montfaucon rimase per un secolo l'opera di riferimento.

Seicento: nascita dell'archeologia della Preistoria Sino al Rinascimento, l'interesse per le testimonianze del passato era limitata al periodo classico. Successivamente, anche i resti preistorici furono oggetto di studio e di ricerca, ad opera di studiosi come Michele Mercati e Nicolas Mahudel, che iniziarono ad interessarsi alle cosiddette "pietre di fulmine" o ceraunia, ovvero i reperti preistorici in pietra, che venivano man mano rinvenuti casualmente e di cui si faticava a comprendere l'origine.

In particolare, Nicolas Mahudel propose per la prima volta la successione delle Età della pietra, del bronzo e del ferro. Analogamente Bernard de Montfaucon pubblicò nel suo Les monuments de la monarchie française riproduzioni di monumenti megalitici accanto a quelle delle rovine classiche e dei monumenti medievali.

Settecento: i primi scavi archeologici sistematici

Nel 1748 iniziarono le prime campagne di scavo regolari, prima ad Ercolano e poi a PompeiPaoli U.E. (1962) Vita romana, Milano, Mondadori, p. 121, promosse dal neonato Regno delle Due Sicilie. La scoperta di città quasi intatte, complete degli oggetti della vita quotidiana e addirittura delle sagome dei corpi umani, ebbe eco in tutta Europa.

Agli scavi di Ercolano aveva dedicato la sua prima opera anche Johann Joachim Winckelmann, ritenuto l'iniziatore degli studi archeologici moderniR. Bianchi Bandinelli, M. Pallottino, E. Coche de la Ferté:, grazie alla pubblicazione, nel 1764, di Geschichte der Kunst des Altertums (in italiano Storia delle arti del disegno presso gli antichi), nella quale, per la prima volta, le opere d'arte greco-romane vennero inserite nel loro contesto storico attraverso una periodizzazione degli stili artistici.

L'archeologia era ancora principalmente finalizzata allo studio della storia dell'arte greco-romana, e fortemente influenzata dalle concezioni estetiche neoclassiche, secondo cui le opere di tale periodo rappresentavano il modello della bellezza ideale.

In questa fase nacque un nuovo tipo di istituzione per coordinare l'attività archeologica, l'accademia: principalmente l'Accademia Etrusca di Cortona, l'Accademia Ercolanense e la Pontificia Accademia Romana di Archeologia.

Le innovazioni del XIX secolo

Maggiori scoperte A partire dall'inizio del XIX secolo furono organizzate delle vere spedizioni archeologiche, con Giovanni Battista Belzoni e Karl Richard Lepsius in Egitto dove la scrittura geroglifica era stata decifrata da Jean-François Champollion, con Paul Émile Botta, Austen Henry Layard e Robert Koldewey in Mesopotamia, con la decifrazione della scrittura cuneiforme ad opera di Georg Friedrich Grotefend, fino alla celeberrima riscoperta di Troia da parte di Heinrich Schliemann nel 1873 e agli scavi di Cnosso di Arthur Evans nel 1900. Archeologia cristiana In questo periodo si sviluppò anche l'archeologia cristiana, legata alla scoperta delle catacombe di Roma e interessata prevalentemente ai fenomeni storico-artistici. Nel 1816 la ricostituzione per volere di papa Pio VII della Pontificia accademia romana di archeologia sancì l'uso del termine "archeologia" come studio dei monumenti, distinta dallo studio dei testi scrittiEduard Gerhardt, Grundzüge der Archaeologie, 1833 (Principi di archeologia): l'archeologia viene definita «quella metà della scienza universale dell'antichità classica che è fondata sui monumenti» in opposizione all'altra metà, fondata sui documenti di natura letteraria. Secondo questa definizione, l'archeologia cristiana sarà la «scienza dell'antichità cristiana secondo i monumenti non letterari».. Archeologia preistorica Contemporaneamente, grazie ai sempre maggiori rinvenimenti di utensili in pietra, spesso associati ad ossa di animali od ominidi estinti, entrarono nella loro fase matura anche gli studi sulla Preistoria: Christian Thomsen utilizzò per l'ordinamento dei materiali del Nationalmuseet ("museo nazionale" danese, fondato nel 1807), la periodizzazione delle Età della pietra, del bronzo e del ferro, già proposta da Nicolas Mahudel, sancendone definitivamente la validità.

Gli studi sulle culture preistoriche, che non potevano avvalersi di fonti scritte, ma solo dei dati materiali ("cultura materiale"), e di quelle protostoriche, che avevano a disposizione solo scarsi testi, rivalutarono l'importanza degli oggetti come testimonianze del passato, indipendentemente dalla loro eventuale qualità artistica. L'archeologia assunse dunque, e in particolare nei paesi anglosassoni, un aspetto sempre più storico-antropologico, al posto dell'iniziale orientamento storico-artistico. Documentazione degli scavi In Italia, a partire dalla seconda metà del XIX secolo il paletnologo Luigi Pigorini recuperava sistematicamente tutti gli oggetti rinvenuti e curava l'esecuzione dello scavo e l'analisi dei dati che questo forniva. La documentazione del ritrovamento di ciascun oggetto divenne sistematica anche nella prosecuzione degli scavi di Pompei, ad opera di Giuseppe Fiorelli e Amedeo Maiuri.

Ci si cominciò infine ad interessare prima alle architetture e quindi ai siti e ai materiali di epoca medioevale, con veri e propri scavi archeologici soprattutto in Gran Bretagna e nei paesi scandinavi, in collegamento con lo sviluppo di un interesse per le origini nazionali, portando alla creazione della disciplina dell'archeologia medioevale. In quest'ambito il generale inglese Augustus Pitt Rivers si dedicò tra il 1881 e il 1896 alla ricerca di villaggi e necropoli, registrando in modo estremamente accurato tutti i dati dei ritrovamenti. Metodo stratigrafico Durante il XIX secolo si svilupparono la stratigrafia e la cronologia relativa. Questi metodi erano nati nell'ambito della geologia e della paleontologia ad opera di studiosi come William Smith, James Hutton e Charles Lyell. Perciò l'applicazione della stratigrafia all'archeologia si diffuse a partire dall'archeologia preistorica.Negli anni Trenta e Quaranta dell'Ottocento archeologi come Jacques Boucher de Crèvecœur de Perthes e Christian Jürgensen Thomsen datarono gli oggetti prodotti dall'uomo sulla base delle ossa di animali estinti ritrovate nello stesso sito o nello stesso strato.Tuttavia, la stratigrafia ottenne risalto e popolarità soprattutto con gli scavi di Hissarlik, il sito dell'antica Troia, condotti da Heinrich Schliemann, Wilhelm Dörpfeld e Carl Blegen a partire dal 1871. Questi studiosi individuarono ben nove città distinte, costruite una sopra l'altra, dalla Preistoria all'età Ellenistica.