MV Agusta Motor S.p.A., nata come Meccanica Verghera Agusta, è una casa motociclistica Italiana con sede a Schiranna di Varese.
Nata come Società Anonima nel 1945 diventa nel 1952 Società a responsabilità limitata per poi nello stesso anno assumere la denominazione definitiva di Società per azioni. Il marchio fu acquisito, nel 1992, dalla Cagiva di Schiranna (frazione di Varese); nell'agosto del 2008 è passato al gruppo Harley-Davidson che a sua volta, nell'agosto 2010, l'ha ceduto nuovamente allo stesso Claudio Castiglioni, ex proprietario del marchio Cagiva. Dal 2019, il russo Timur Sardarov diventa azionista di maggioranza, rileva l'Azienda e ne diventa presidente e amministratore delegato fino a marzo 2024, quando la Pierer Mobility AG (proprietaria anche di KTM) ne diventa azionista di maggioranza con il 50,1%. Dal 31 gennaio 2025, a causa della crisi della KTM, Sardarov acquisisce il 100% della MV Agusta, comprando le restanti azioni che erano di proprietà del marchio austriaco.
Il suo nome è particolarmente legato alle competizioni motociclistiche: in quelle del motomondiale si è aggiudicata dal 1952 al 1974 75 titoli iridati (38 piloti e 37 costruttori), cosa che ne fa la casa motociclistica europea più vincente di ogni epoca.
Storia La fondazione L'MV Agusta trae le sue origini dalla Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta S.A., fondata nel 1908 dal conte Giovanni Agusta (1879-1927), la cui terza unità produttiva, dopo quelle di Tripoli e Bengasi, fu inaugurata a Cascina Costa il 3 dicembre 1923, acquisendo dal demanio l'area occupata dal campo di volo "Gaspare Bolla" con annessi infrastrutture per uffici, officine e hangar. Grazie alle competenze tecniche di pioniere dell'aria del fondatore e alla vicinanza al campo d'aviazione di Malpensa, l'azienda si occupava della manutenzione e riparazione di aerei militari FIAT, Savoia Marchetti, Caproni e Breda.
Giovanni Agusta morì nel 1927 lasciando la gestione dell'azienda alla moglie Giuseppina e al primogenito Domenico. Data la sua passione per i veicoli terrestri, Domenico Agusta, nel 1943, chiese ai suoi tecnici di ideare un motore dal costo economico e multifunzionante per impiego non solo motociclistico.
Il primo propulsore realizzato fu un piccolo motore a due tempi di 98 cm³ a due velocità. Le vicende della seconda guerra mondiale ne rallentarono lo sviluppo che proseguì in modo frammentario e clandestino dopo l'8 settembre 1943, quando gli stabilimenti vennero occupati e controllati dalle truppe tedesche, con la proibizione di eseguire altre lavorazioni che non fossero quelle militari. Allentata la tensione politica, riprende lo sviluppo del propulsore presso lo stabilimento di Verghera dove viene realizzata la prima motocicletta.
Il 19 gennaio 1945, a Cascina Costa di Samarate venne ufficialmente fondata la Società anonima Meccanica Verghera, quale sezione aziendale del gruppo Agusta, dedicata allo sviluppo di veicoli terrestri a motore. Nei periodi immediatamente successivi alla liberazione, tuttavia, presso gli stabilimenti Agusta, per garantire l'operosità dell'azienda e non disperdere la professionalità delle maestranze, vengono avviate attività diverse fra le quali la produzione di piallatrici e oggettistica casalinga utilizzando il materiale disponibile in azienda.
1945-1970
Nel 1945 vide la luce la prima MV Agusta, la "98" in versione "Economica" e "Turismo" i cui progetti esecutivi e stampi di fusione erano stati approntati alla fine del 1943 e il motore girava sul banco di prova già nel 1944. Curioso il fatto che questa moto fu presentata come "Vespa 98"."Vespa" la prima motoleggera del dopoguerra, Motociclismo, n.36 del 25 ottobre 1945. la denominazione era stata personalmente scelta dal conte Domenico Agusta, ispirato dal sottile e acuto ronzio prodotto dal piccolo propulsore a due tempi. Dopo le prime notizie della stampa, la MV Agusta ricevette la formale diffida all'uso della denominazione "Vespa", da parte dei fratelli Balsamo che l'avevano depositata per il loro modello Miller Vespa del 1934.Meccanica Verghera - Agusta 98, Motociclismo, nn.38-39 del 27 novembre - 4 dicembre 1947. Un tempo conclusa la vertenza legale, i fratelli Balsamo alienarono la denominazione "Vespa" alla Piaggio che la utilizzò per il suo nuovo scooter, destinato a diventare particolarmente noto a livello mondiale.
Le consegne della "98" iniziarono l'anno successivo, quando MV Agusta iniziò anche la sua attività agonistica sportiva. L'esordio vincente avvenne nella gara di regolarità con la MV98 a tre velocità, il 6 ottobre a La Spezia. Vittoria replicata sette giorni dopo in circuito a Valenza (AL), sull'onda delle quali venne prodotta la 98 Sport, dotata di forcella telescopica, telaio più corto, assetto ribassato, motore più potente (quasi 5 CV).
Nel 1947, al Salone di Milano, la MV Agusta si presentò con una nutrita serie di novità: la 98 Turismo Lusso con cambio a tre velocità, la Zefiro con motore a due tempi bicilindrico di 125 cm³ (rimasta a livello prototipico) e la 250 con motore monocilindrico a 4 tempi. L'anno successivo avvenne la partecipazione al Campionato Italiano Velocità 125 con la 125 Tre Marce derivata dalla 98.
La 98 e la 125 vennero sostituite nel 1949 dalla nuova 125 a due tempi e quattro velocità. Col nuovo motore 125 a due tempi, sempre nel 1949 furono presentati due modelli di scooter: il tipo A, parzialmente carenato, e tipo B, interamente carenato. L'anno successivo, a seguito di aggiornamenti e migliorie, presero il nome di, rispettivamente, C GT e C SL. Nel 1952 la versione parzialmente carenata fu disponibile anche con motore da 150 cm³. Nello stesso anno fu presentata una nuova versione di scooter più economico e semplificato nella struttura, dotato di nuova motorizzazione, denominato "Ovunque", conosciuto anche con la sigla "O51" che a seguito di aggiornamenti subiti nel 1952 diventò "O52". Rimane in produzione sino al 1954 prendendo ogni anno la nuova denominazione (O53-O54...).
Negli anni cinquanta MV Agusta cominciò a essere più conosciuta anche nelle competizioni a livello internazionale e derivandola dalle competizioni, presentò la 500 Turismo quadricilindrica (che non superò però mai lo stadio prototipale). La 125 Motore Lungo a due tempi per le gare di regolarità e velocità è derivata dal propulsore di serie con l'applicazione di un magnete, nella parte anteriore del carter allungando quindi il blocco motore, per assicurare la corrente alla candela al maggior regime di rotazione del motore.
MV Agusta, grazie all'acquisizione nel 1952 della licenza, agì in controtendenza investendo in innovazione e travasando le tecnologie aeronautiche nelle proprie motociclette. Tra i tanti esempi di innovazione e avanguardia sono da citare il cambio idraulico progressivo sulla 175 cm³ a quattro tempi (1956), i sistemi di iniezione per motori a due e a quattro tempi (SBS), i nuovi sistemi di lubrificazione che consentirono di estendere la garanzia a un chilometraggio particolarmente elevato (150 RS) e il motore da competizione 500 a 6 cilindri del 1957.
Nel 1952, lo stabilimento Agusta iniziò a costruire elicotteri su licenza del produttore americano "Bell Aircraft Corporation" e l'aviazione torna a essere fondamentale per l'attività del conte. Sebbene MV Agusta continuasse a vendere un piccolo numero di moto, da questo momento le corse furono un hobby per il conte Domenico.
Alla fine dello stesso anno, la MV Agusta 175 fu lanciata in due versioni: CST e CSTL. Era la prima moto di produzione con un motore a quattro tempi. Il motore monocilindrico della costruzione dell'unità è stato progettato con un albero a camme in testa per alte prestazioni. L'albero a camme azionato dalla catena azionava le valvole tramite i bilancieri, che erano chiusi da molle delle valvole a forcina. Il motore era inclinato in avanti di 10° e fabbricato in lega con alesaggio e corsa di 59,5 × 62 mm. Questo modello aveva un telaio con un design a doppio anello che utilizzava tubi per le sezioni anteriori ed elementi in acciaio pressato al reale. La sospensione era a forcelle telescopiche nella parte anteriore e con braccio oscillante nella parte posteriore. La 175 CST era equipaggiata con selle separate e ruote da 17", la CSTL (Turismo Lusso) aveva ruote da 19" e un sedile lungo. La 175 CST pesava 103 kg e aveva una velocità massima di 100 km/h.
Nel 1953 venne superata la produzione annuale di 20 000 moto e venne introdotta la 125 Pullman nonché avviata su licenza una seconda produzione in Spagna presso la ditta Avello di Gijón che si protrasse fino al 1966.
In meno di un anno MV Agusta ha introdotto una versione più sportiva: la 175 CS con un carburatore più grande (22 mm invece di 18 mm), un rapporto di compressione più alto, una testata più grande con alette più grandi, cerchi in alluminio e abbondante vernice rossa lucida. Il suo motore monocilindrico da 175 cc produceva 11 CV a 6700 giri/min, per una velocità massima di 115 km/h. Questo modello presentava un manubrio più basso, una posizione di guida più sportiva e un serbatoio del carburante splendidamente scolpito che gli valse rapidamente il soprannome non ufficiale di "Disco Volante" poiché, visto dalla parte anteriore, la forma del serbatoio ricordava un disco volante.
Nel luglio 1954, MV iniziò a offrire un modello da corsa, la 175 CSS (Super Sport ) in serie molto limitata. Il motore è stato ulteriormente trasformato dal modello CS, con un rapporto di compressione più elevato e un carburatore più grande, per produrre 15 CV a 8 800 giri/min. Le parti del ciclo erano le stesse del modello CS, tranne per il fatto che era dotato di forcelle Earles.
Nello stesso anni esordì un nuovo modello in due versioni: la Turismo Rapido (6,5 CV) e la Rapido Sport (7,5 CV). Il telaio era simile ai modelli 175 cm³, ma un miglioramento radicale apparve sul modello Rapido Sport e fu la forcella telescopica ammortizzata.
Nel 1955, MV Agusta progetta la 175 CSS-5V per la serie di corse Formula Sport Derivata. Lo “Squalo”, come era generalmente noto, aveva un telaio più leggero in base a quello utilizzato sulle moto da corsa, freni più grandi, un magnete, forcelle Earles e un cambio a cinque marce. La moto è entrata a far parte della storia delle corse motociclistiche grazie alla prima vittoria del giovane Mike Hailwood, futuro nove volte campione del mondo. Mike vinse la sua prima gara in assoluto su una di queste macchine annoiate a 196 cm³ in una gara di classe 200 cm³ a Oulton Park nel 1957. Furono prodotti circa 200 esemplari tra il 1954 e il 1957.
Il motore 175 cm³ divenne famoso non solo nelle corse su strada, ma anche nel fuoristrada, infatti dal 1955 al 1958, MV ha prodotto anche motociclette da corsa da fuoristrada. Ma, forse, l'opzione più inaspettata prodotta negli stessi anni fu il motocarro con una capacità di carico di 300 kg.
Nell'autunno del 1956, l'MV introdusse il 250 Raid. Tecnicamente, la motocicletta divenne lo sviluppo del motore 125 cm³: un motore monocilindrico a quattro tempi con valvola in testa, un cambio a quattro velocità, un telaio duplex chiuso attraverso il basamento del propulsore e peso a secco della moto aumentato fino 160 kg. Di conseguenza, il motore da 14 CV difficilmente potrebbe portare questa moto a 115 km/h. Tutto ciò ha generato una bassa domanda.
Dopo la stagione 1957, con il patto di astensione, le case motociclistiche Gilera, Moto Guzzi e Mondial accettarono congiuntamente di ritirarsi dalla competizione del Gran Premio a causa dell'aumento dei costi e della diminuzione delle vendite. Il conte Agusta inizialmente acconsentì a ritirarsi, ma poi ci ripensò. MV Agusta continuò a dominare le corse dei Gran Premi vincendo 17 campionati del mondo 500 cm³ consecutivi. La natura competitiva del conte Agusta lo spinse ad assumere alcuni dei migliori piloti del tempo, tra cui Carlo Ubbiali, John Surtees, Mike Hailwood, Giacomo Agostini, Phil Read e l'ingegnere Arturo Magni.