Biografia Gli inizi Nato a Napoli nel popolare rione Vasto, Giuseppe Gagliardi comincia a suonare la fisarmonica sin da bambino, per passare poi alla chitarra e quindi al pianoforte. La sua carriera inizia da adolescente, con un complesso che chiama Gagliardi, giocando con il suo cognome, e che ottiene successo nelle esibizioni dal vivo a Napoli e nei dintorni.

Nel frattempo scrive le musiche delle sue prime canzoni, a cui abbina i testi di un suo amico, Gaetano Amendola, a volte scritti in napoletano. All'inizio degli anni sessanta, dopo molta gavetta e serate, Peppino firma un contratto con l'etichetta napoletana Zeus.

La notorietà Dopo un primo 45 giri che passa inosservato a livello nazionale, contenente "A voce 'e mamma", il successo arriva nel 1963 con "T'amo e t'amerò", incisa in seguito anche da Little Tony. Da successo locale, divenne improvvisamente un successo nazionale soprattutto grazie al passaparola e all'interessamento dei giovani verso il cantante, coautore anche del brano (anche se firmato dal solo Amendola). L'incisione originale vedeva alla batteria un giovane Gianni Averardi, in futuro fondatore e strumentista de Il Giardino dei Semplici. Una cover fuori dall'Italia è stata realizzata da Shahram Shabpareh chiamata Tameh Tamero.

Gagliardi riuscì così a farsi notare da Walter Guertler, che rilevò il contratto con la Zeus e lo inserì in una importante casa discografica dell'epoca, la Jolly.

Nel 1965 interpretò due film musicarelli diretti da Tullio Piacentini: Questi pazzi, pazzi italiani e 008 operazione ritmo.

Le partecipazioni al Festival di Napoli Negli anni sessanta Gagliardi partecipa a numerosi Festival di Napoli: nel 1963 con "Maje", nel 1964 con "Nisciuno 'o ppo' capì" (scritta con Amendola) e "Mparame a vule' bene", nel 1966 con "Scriveme" (di Murolo) e "Sole malato" (di Pazzaglia e Modugno), "Sotte stelle" (di Murolo e Gagliardi); nel 1969 con "O' scugnizzo" si piazza al terzo posto, oltre a interpretare altri brani come "Ciento notte" e "N'angiulillo".

Nel periodo dal 1965 al 1968 partecipa per tre volte al Festival di Sanremo: nel 1965 con "Ti credo" (anche in veste di autore), in abbinamento con Timi Yuro, nel 1966 con "Se tu non fossi qui", con Pat Boone (la canzone, scritta dal maestro Carlo Alberto Rossi, verrà reincisa anche da Mina) e nel 1968, dopo aver cambiato casa discografica ed essere passato alla Det, con "Che vale per me", con Eartha Kitt (anche questo brano è stato scritto da Carlo Alberto Rossi).

Partecipa inoltre per tre anni consecutivi a Un disco per l'estate: nel 1965 con Innamorarmi di te, con il quale va in finale, nel 1966 con Voglio sapere e nel 1967 con Ricordati di me.

Nel 1968 firma con l'etichetta Det-CAM, e dopo un periodo di scarsi risultati discografici, trova nuovamente un discreto successo nazionale con il brano "Che vuole questa musica stasera" (scritta da A. Amendola e R. Murolo), che divenne anche traccia musicale del film Profumo di donna di Dino Risi, Operazione U.N.C.L.E. di Guy Ritchie e del più recente Lo spietato, interpretato da Riccardo Scamarcio. Particolarità di quest'ultimo brano è anche la popolarità ottenuta all'estero, anche in Giappone ed anche il primato di brano italiano più utilizzato nelle pellicole cinematografiche.

Gli anni sessanta furono importanti ma anche difficili per l'artista napoletano. Da un lato il successo con T'amo e t'amerò e il primo contratto discografico importante, dall'altro i primi contrasti con le etichette discografiche dell'epoca, che imponevano un certo standard e le prime difficoltà del cantante di imporre nuove e sue composizioni dalla linea melodica particolare ed elaborata.

La maturità e il successo

Gli anni settanta rappresentarono il vero periodo d'oro per l'artista napoletano che firma un contratto con un'etichetta indipendente, la King, di proprietà di Aurelio Fierro, che riesce a garantire al musicista piena libertà musicale e dove, tra l'altro, era già scritturato il suo amico fraterno Enzo Del Forno. In controtendenza con il suo recente passato, la sua musica cambia e diventa più melodica ma anche più complessa, fondendosi in essa sia un'anima classica che napoletana. Il connubio artistico con il suo storico paroliere, Gaetano Amendola, si consolida maggiormente, ma non mancano collaborazioni importanti anche con altri artisti come Roberto Murolo.

Lo spartiacque artistico è rappresentato dal brano "Settembre" (1970), che oltre a classificarsi secondo alla manifestazione "Un disco per l'estate", è un grande successo commerciale. Seguono importanti successi come "Ti amo così" (1970), "Gocce di Mare" e "Sempre sempre" (entrambe del 1971), quest'ultima ancora seconda alla manifestazione "Un disco per l'estate". Tutti questi brani saranno successivamente raccolti nell'album Un anno...tante storie d'amore del 1971. Degni nota sono anche "Come le viole", con cui ritorna al Festival di Sanremo nel 1972 classificandosi al secondo posto e soprattutto vendendo molte copie) e "Come un ragazzino", favorita alla vigilia ma solo seconda a Sanremo nel 1973.

Questi successi consolidano l'importante posizione assunta dal musicista napoletano nel panorama nazionale tra i grandi artisti dell'epoca. Dal 1970 al 1973, infatti, il cantante partecipa ad importanti manifestazioni e trasmissioni televisive: in questo periodo, viene soprannominato "il cantante dell'amore nervoso" per la raffinatezza interpretativa e il timbro della voce definito come "nervoso", affiancato nelle sue incisioni da grandi strumentisti e musicisti come Maurizio e Guido De Angelis, Pino Rucher, Cicco Ciro, Tullio De Piscopo, Stelvio Cipriani e il futuro premio Oscar Bill Conti.

Nel 1974 raggiunge forse l'apice artistico e creativo; infatti, dopo aver firmato con un'importante etichetta discografica, la Philips Phonogram, pubblica due album nell'arco di 12 mesi, "Vagabondo della verità" e "Quanno figlieto chiagne e vo' cantà, cerca 'int'a sacca... e dalle 'a libbertà!" che rappresentano un punto di arrivo per il cantante napoletano.

L'album "Vagabondo della verità", nel quale trova spazio il singolo di successo "La mia poesia" (quarta classificata a Un disco per l'estate), fornisce forse definitivamente la concezione musicale dell'artista, improntata sulle melodie con liriche più evolute rispetto al recente passato, tutte portanti il binomio Gagliardi - Amendola. L'album, supportato da un'ottima promozione, ottiene un discreto successo.

Nello stesso periodo il musicista si dedica a musicare poesie inedite dei più importanti poeti napoletani passati e contemporanei: Nicolardi, Di Giacomo, Murolo senior, E.A. Mario e altri.

Gagliardi si dedica quindi alla creazione di una propria etichetta discografica, la PG Records, pubblicando dal 1976 al 1980 tre album e cercando di lanciare nuovi artisti e cantanti.

Nel frattempo continua a dedicarsi alla partecipazione in molte trasmissioni televisive, arrivando nel 1976 a condurre su Rai 2 con Bruna Lelli e Bruno Lauzi il programma varietà Bim bum bam, che non va confuso con l'omonimo programma per bambini in onda su Italia 1.

Fine degli anni settanta Nei successivi lavori discografici, prodotti dallo stesso compositore napoletano ed editi dalla sua etichetta discografica, la PG Records, tuttavia si cominciano a notare delle evidenti flessioni, soprattutto dal lato produttivo, dovute forse alla grande richiesta del mercato; tali flessioni, sembrano insomma colpire lo stesso artista napoletano, che agli inizi della sua carriera contrastava fortemente l'analogo fare delle case discografiche.

L'incalzante flusso creativo e produttivo fa sì che l'artista si riproponga al mercato nazionale con i seguenti album: "Momenti" e "La musica la gente ed io", che viene anticipatamente dato alle stampe anche per merito della felice conduzione della trasmissione televisiva sulla reti nazionali, Bim, Bum, Bam del 1976-1977. Entrambi ottimi album anche se il secondo evidenzia maggiore voglia da parte dell'artista napoletano di scoprire e ricercare nuove sonorità.

L'album "La musica la gente ed io" ha al suo interno brani molto particolari che si distaccano per sonorità e vocalità dal Gagliardi conosciuto. Spiccano "Piccolo io", con ammiccamenti al blues, "Se non avessi avuto te" e soprattutto il brano "Mia cara", sia sotto il profilo musicale che interpretativo.

Si accentua la propensione dell'artista a collaborare dal lato testuale e lirico con altri autori e non più esclusivamente con il fidato Amendola.

Gli anni ottanta Dalla fine degli anni settanta iniziarono anche a diradarsi le sue apparizioni discografiche e televisive, periodo che culminò con la decisione di allontanarsi da Napoli nel 1981 e trasferirsi con la sua famiglia nelle campagne romane. Nel 1980 Gagliardi pubblica "Amore... ammore", uscito con l'etichetta Ri-Fi, il quale presenta un mix di brani in napoletano e in lingua italiana, come dimostra il gioco di parole del titolo dell'album stesso. Nota di rilievo è l'ormai stabile ingresso nell'équipe dell'autore Lorenzo Raggi. I risultati discografici, non favorevoli e sicuramente lontani dai fasti della prima metà degli anni settanta, inducono l'artista a distaccarsi dalla scena discografica per un periodo di circa 4–5 anni, che gli permettono di dedicarsi a progetti specifici, come per esempio la composizione di musiche teatrali e altri progetti collaterali, pur continuando l'attività dal vivo in Italia e all'estero.

Il ritorno sulla scena discografica è nel 1984, anno in cui l'editore napoletano Luciano Bideri gli commissiona un progetto: musicare e interpretare opere inedite del poeta napoletano Salvatore Tolino. Il risultato è "Io ssto' ca'". Nell'album, pur essendoci discrete canzoni, prima fra tutte la stessa title track, si nota un Gagliardi in tono minore, forse non pienamente coinvolto dal progetto. La produzione artistica è buona e in questa occasione il cantautore napoletano affida gli arrangiamenti ad un giovane Peppe Vessicchio.

Dopo la pubblicazione e la promozione dell'album, l'artista si allontana nuovamente dal panorama discografico, diradando nuovamente le sue apparizioni pubbliche, anche alla luce della morte del suo amico e paroliere di sempre, Gaetano Amendola.

Alla fine degli anni ottanta è invogliato da un'etichetta napoletana indipendente a ripresentarsi a livello discografico al grande pubblico, garantendogli ampia autonomia artistica e produttiva. Inizia la collaborazione con il poeta Vincenzo Ventre, autore della maggior parte dei testi dei brani che comporranno l'opera discografica successiva "Il Viaggio", che per varie vicissitudini avrà luce nel 1993, che rappresenta una ispirata raccolta di brani inediti dell'artista napoletano. Il musicista napoletano richiama con sé Claudio Gizzi, autore degli arrangiamenti degli album migliori, collaborando con i più importanti musicisti di sala per le registrazioni dei brani, che prodotti interamente nel 1988-1989, sono caratterizzati da una realizzazione impeccabile e da liriche molto belle, in alcuni casi visionarie (vedi il brano in "Via del Sorso") e intimistiche. Come detto, l'operazione discografica non trovò sbocco nell'immediato, provocando nuovamente nell'artista uno stato di completo distaccamento e disinteresse.

Anni novanta L'album "Il Viaggio" vede la luce con la casa discografica Ricordi a seguito della partecipazione dell'artista al Festival di Sanremo con il brano inedito L'alba, firmato dallo stesso artista e l'autore napoletano Sergio Cirillo. Per vicissitudini personali il musicista napoletano è però costretto a sospendere la promozione dell'album e le attività collaterali, pur continuando i concerti live, soprattutto all'estero anche se in modo sporadico.