Biografia Cugino di Piero, studia decorazione alla Scuola Industriale Triestina e, con una borsa di studio del Comune, nel 1900 inizia a frequentare i corsi dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove è allievo di Ettore Tito e di Augusto Sezanne. Il successo lo chiama nel 1905 ad esporre alla Biennale (manifestazione a cui parteciperà per 17 edizioni). Nella Biennale del 1907 espone nella celebre sala L'arte del sogno accanto a Chini, Nomellini, Previati, von Stuck, Martini.

Nel 1908 è tra i principali esponenti del Gruppo di Cà Pesaro. Alla Biennale del 1909 viene a contatto con la pittura di Klimt e con la Secessione viennese.

Si dedica anche alla xilografia e nel 1914 riscuote un notevole successo con la serie di soggetto veneziano (Venezia incisa nel legno); contemporaneamente svolge un'importante collaborazione con l'innovativa rivista L'Eroica.

Nel 1916 si trasferisce a Milano, dove si dedica prevalentemente alla grafica. In questi anni conosce Gabriele D'Annunzio, con cui inizia una stretta e profonda collaborazione: l'allestimento alla Scala della scenografia per La nave (1918) e le decorazioni del Vittoriale (1922-1935). A Milano lavora intensamente anche come illustratore di libri e di riviste, come progettista di elementi di arredo, come architetto e come scultore. Nel 1919 è a Fiume con D'Annunzio che lo nomina a Primo Edile della Reggenza del Carnaro.

Ai molteplici interessi milanesi corrisponde una netta diminuzione dell'attività pittorica che riprende solo tra il terzo e il quarto decennio del secolo quando matura una sua tutta personale adesione alle poetiche espresse dal gruppo di Novecento, con cui espone nel 1929 e nel 1932. In questo periodo la sua arte, che risente la lezione del simbolismo, si esprime con volumi organizzati in composizioni calibrate e scenografiche. A partire dagli anni Trenta si dedica anche alla didattica (Accademia di Brera dal 1932) e alla pubblicistica d'arte. Nel 1939 esegue il mosaico La giustizia romana per il Palazzo di Giustizia di Milano.

Al termine della seconda guerra mondiale torna a dedicarsi alla pittura, mantenendo però il suo impegno didattico. L'artista muore a Gorizia nel 1972.

Bibliografia F. Di Ciaccia, D'Annunzio e la xilografia lauretana di Guido Marussig, Ed. Rosetum, 2004 V. Strukeli, G. Sgubbi, Guido Marussig, il mestiere delle arti, catalogo della mostra al Museo Revoltella, Trieste, 2004 Laura Casone, Guido Marussig, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.

Voci correlate L'Eroica (periodico)

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