Il Siracusa Calcio 1924, meglio noto come Siracusa (AFI: ), è una società calcistica italiana con sede nella città di Siracusa. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano di calcio.

Il club attuale è erede del titolo sportivo della squadra fondata per la prima volta nel 1924 e che ottenne i migliori risultati con il sodalizio del 1937 (AS Siracusa), fallito nel 1995 a causa di una grave crisi debitoria. La nuova società, ricostituita nel luglio del 2021, è ripartita dal campionato di Eccellenza, facendosi portatrice dell'intera tradizione calcistica aretusea.

Il primo club cittadino fu fondato il 1º aprile 1924, con la denominazione di Circolo Sportivo Tommaso Gargallo., grazie alla fusione di tre società preesistenti. Nella stagione 1946-1947 il club venne ammesso per la prima volta in Serie B, categoria che ha disputato complessivamente per 7 campionati, ottenendo come miglior piazzamento il 5º posto nella stagione 1950-1951. La squadra si trova al 77º posto nella classifica perpetua della Serie B e al 72º nel ranking della tradizione sportiva in Italia. Complessivamente annovera 51 partecipazioni in Serie C, vinto due campionati di Serie C2 e quattro di Serie D. Nel 1979 vince la Coppa Italia Semiprofessionisti, prima squadra siciliana ad aggiudicarsi questo trofeo nazionale. Il Siracusa inoltre include una partecipazione alla Coppa Anglo-Italiana nel 1976, competizione calcistica tra società italiane e inglesi, svoltasi dal 1970 al 1996.

Il Siracusa è il quarto club in Sicilia per maggior numero di partecipazioni a campionati professionistici (58) dopo Palermo (93), Catania (86) e Messina (71).

Il colore sociale del club è l'azzurro, mentre lo storico simbolo è il leone. L'impianto sede delle partite casalinghe è lo stadio Nicola De Simone.

Storia

Origini e fondazione della prima squadra professionistica

La prima formazione calcistica siracusana nasce nel 1907 con l'Ortigia Sport Club. Esso prenderà parte, due anni più tardi, alla Coppa Lipton arrivando a disputare la semifinale (disputata a Palermo il 10 aprile 1909) contro i locali del Palermo FBC, vinta da questi ultimi col punteggio di 4-2, nonostante la vittoria a tavolino nel prepartita a causa dello schieramento di giocatori professionisti nelle file dell'Ortigia, cosa espressamente vietata dai regolamenti dell'epoca. L'incontro fu comunque disputato come amichevole. Eccetto sporadiche apparizioni a livello provinciale, da quel momento non si avranno più notizie del club isolano, se non nei primi anni venti, quando, con l'avvento del professionismo nel calcio sorsero nuovi club. Tra questi, vanno citati in modo particolare il 75º Reggimento Fanteria, l'Esperia e l'Insuperabile. Nel 1923 si aggiunse il Circolo Sportivo Tommaso Gargallo, dal nome del poeta siracusano..

La sera del 1º aprile 1924 avvenne la svolta per il calcio cittadino: la fusione tra Esperia, Insuperabile e 75º Fanteria nella sezione calcio del CS Tommaso Gargallo, fusione sponsorizzata e attuata da Luigi Santuccio e Genesio Pioletti. A determinare ciò fu un quadrangolare organizzato da una rappresentativa del Gargallo in cui parteciparono le suddette squadre, vinto dalla società organizzatrice che batté gli ortigiani dell'Esperia 9-0 in finale. A fusione avvenuta la famiglia Gargallo, con a capo i pronipoti di Tommaso Gargallo, Filippo Francesco e Mario Tommaso, stanziò 5.000 lire per costruire le basi economiche della neonata società aretusea.

La prima uscita ufficiale del Gargallo Siracusa post-fusione è attestata all'autunno 1924. Il club, allora presieduto dal duo Salvatore Monteforte e Luigi Santuccio ed allenato da Genesio Pioletti, indossò per l'occasione una casacca nera in omaggio al regime fascista. L'avversario affrontato in amichevole fu la Centurion, formazione di marinai inglesi attraccati al porto di Siracusa (dalla nave da battaglia HMS Centurion). La gara fu disputata all'impianto sportivo Coloniale ubicato in via Von Platen, e vide prevalere nettamente la formazione inglese che vinse col punteggio di 6 a 1. Per gli aretusei realizzò il goal della bandiera Genesio Pioletti su calcio di rigore. Tuttavia, chi assistette alla partita venne a sapere della presenza nella squadra inglese di alcuni calciatori della nazionale, giustificando così la netta differenza dei valori in campo..

La nascita dell'Associazione Sportiva Siracusa All'unificazione dei campionati, nel 1929, il Siracusa partì già dalla nuova stagione di Prima Divisione (odierna terza serie italiana di calcio) e restò in cadetteria sino al 1934-1935. Al quinto anno consecutivo, il Siracusa partì male e, con problemi economici, iniziò l'annata con un punto di penalizzazione. Non molto dopo, sempre per motivi finanziari, si ritirò dalla stagione. Il 27 marzo 1935, dopo l'ultima rinuncia, il Direttorio Divisioni Superiori decretò quindi la radiazione della società dai propri ranghi. Dopo due anni di tentativi di fondare un nuovo club, in una data imprecisata del 1937Oltre a essere imprecisata, la data non è supportata da fonti bibliografiche o cartacee, per cui anche in considerazione di quanto avvenuto con altre società fondate in quel periodo, è più corretto sostenere che lo spazio temporale della fondazione del Siracusa vada dal 1936 al 1937. vide la luce l'Associazione Sportiva Siracusa, matricola federale 49470,. per merito di alcuni appassionati aretusei che la iscrissero al campionato siciliano. In seguito, dopo essere tornata in Serie C, sfiorò ripetutamente il salto di categoria, ottenendo: dal 1938 al 1940 il secondo posto consecutivo, nell'annata 1940-1941, con la compagine siracusana allenata dall'esordiente Giuseppe Viani, il primo posto, perdendo poi nel girone A finale i primi due posti validi per un solo punto, e dal 1941 al 1943 di nuovo la seconda posizione consecutiva in graduatoria.

Gli anni quaranta, la prima volta in Serie B

Il 22 settembre 1946 rappresentò una data storica per la società calcistica di Siracusa: per la prima volta in assoluto ottenne l'ammissione in Serie B, grazie ai titoli sportivi e alle mancate promozioni negli anni precedenti, esordendo in cadetteria nella stagione 1946-1947., in un Siracusa-Foggia terminato 3-0, con doppietta di Luciano Cavaleri (autore del primo gol degli azzurri in B) e rete di Dandolo Flumini. Il Siracusa militò in Serie B sette anni di fila, fino al 1952-1953, disputando diversi derby con , Palermo e Messina ed incontrando inoltre club di grosso blasone come Genoa, Napoli e Roma. Tra gli attaccanti più prolifici negli anni della Serie B sicuramente figura Bruno Micheloni, centravanti di stazza, che nel triennio trascorso a Siracusa mise a segno la bellezza di 53 reti.

A fine anni sessanta gli azzurri attraversano un periodo critico che li vede retrocedere in Serie D nella stagione 1967-1968., dopo 31 anni trascorsi fra la B e la C. Dopo i primi due campionati conclusi rispettivamente al 3º e al 10º posto, nel terzo e ultimo, il 1970-1971, il Siracusa riuscì a disputare un campionato al vertice, in cui tenne un lungo testa a testa con il Cantieri Navali Palermo. Entrambe le formazioni chiusero al primo posto in campionato e giocarono due spareggi, uno al Celeste di Messina (0-0) e l'altro al Collana di Napoli (1-1): qui, dopo i tempi supplementari, la vittoria fu assegnata con il lancio della moneta agli aretusei, sancendo così il ritorno in C dopo tre anni..

1979: Campionato, Coppa Italia Semiprofessionisti e la morte di Nicola De Simone

Dopo essere stato declassato in Serie C2, nella stagione 1978-1979, sotto la guida del neo presidente Claudio Cassone, vinse campionato e Coppa Italia Semiprofessionisti, aggiudicandosi in casa il trofeo il 17 giugno 1979 battendo la Biellese con rete di Walter Ballarin a tre minuti dal termine.. La stagione ebbe comunque un sapore agrodolce in quanto caratterizzata anche dalla scomparsa del difensore Nicola De Simone, ricoverato d'urgenza a Napoli dopo un duro incidente di gioco subito durante la trasferta a Palma Campania, deceduto dopo 17 giorni di coma e a cui fu dedicato lo stadio.

L'era Imbesi Nel 1986 diviene proprietario del club aretuseo Giuseppe Pippo Imbesi, imprenditore attivo nel settore alimentare (aveva una catena di supermercati in città) e appassionato di calcio allo stesso tempo. Venne definito dai più il presidentissimo per l'amore smisurato verso i colori azzurri. Avvicinatosi in dirigenza nella stagione 1978-79, diventando da lì a poco socio di maggioranza, per poi rilevarla del tutto insieme ad alcuni soci nella primavera 1981 dall'ex presidente Giancarlo Parretti. Questa prima esperienza non da presidente ma sempre da socio finisce già nell'ottobre dello stesso anno e la società ritorna a Cassone. Rientra nell'agosto 1986 quando, sempre insieme ad alcuni soci, fonda la nuova AS Siracusa con la quale rileva il Siracusa Calcio, fallito a giugno, dal curatore fallimentare salvandolo così dalla radiazione e dalla scomparsa mantenendo lo storico numero di matricola federale 49470 e il titolo sportivo di serie C2. Diventato ufficialmente presidente, e dopo due anni di tentativi nonché di innumerevoli sforzi economici, nella stagione 1988-89 costruisce una squadra ottenendo la promozione in Serie C1 dopo ben otto anni di assenza, battendo in un Nicola De Simone gremito per l'occasione (oltre diecimila presenze) la per 3-1 con reti di Pannitteri, Mezzini e Martin. Si dimise nel 1989, prima della fine del campionato, a causa dei problemi finanziari che lo affliggevano e per non coinvolgere il Siracusa nell'imminente fallimento della sua azienda.

1995: Il fallimento dell'A.S. Siracusa

Nell'estate del 1995 venne scritta una delle pagine più nere della vicenda del Siracusa: per la prima volta nella sua lunga storia calcistica, la Lega sancì difatti la sua radiazione dai campionati professionistici, per via dei debiti accumulati. Nella stagione 1994-1995, il Siracusa con Giuliano Sonzogni in panchina e Feliciano Di Blasi preparatore atletico, si ritrovò capolista a punteggio pieno dopo dieci giornate, dunque lottando per la promozione, ma la permanenza in cima alla classifica durò poco a causa della serie negativa che fece perdere la vetta a favore della vittoriosa nello scontro diretto del De Simone per 0-2, e soprattutto la precaria situazione economica della società costretta a vendere elementi di valore come Leonardo Colucci alla Lazio per fare cassa. Nonostante le difficoltà, la formazione di Sonzogni riuscì non solo a portare a termine il campionato ma pure a restare nelle zone alte della classifica, concludendo al quinto piazzamento finale nel proprio girone e dominando il Nola per un punto di vantaggio: grazie a questo piazzamento, si assicura l'accesso ai play-off, non senza sofferenze protrattesi fino all' ultima giornata disputata il 28 maggio 1995, in cui pareggiò 0-0 contro l'Empoli, all'epoca allenato da Luciano Spalletti, nonché grazie alla contemporanea vittoria del Casarano ai danni dei Nolesi, diretta concorrente degli aretusei. In concorrenza inoltre, per il salto di categoria, nella classifica finale ai play-off, c'erano anche l', il e infine di nuovo i corregionali del Trapani (questi in vantaggio di 2 punti dal Siracusa) allenati da Ignazio Arcoleo. L'avversario designato dalla griglia play-off sono gli avellinesi. Una delle possibilità di salvare il salvabile era proprio il raggiungimento della Serie B per via del premio in denaro destinato alle promosse. L'incontro di andata, disputatosi al Granillo di Reggio Calabria per inadeguatezza dello stadio De Simone, vide gli azzurri avere la meglio sugli irpini per 2-1 (reti di Scaringella e Logarzo), per la gioia dei cinquemila aretusei al seguito. Al ritorno, in un clima decisamente ostile e intimidatorio, con la sconfitta per 1-0 il Siracusa uscì mestamente dai play-off, e a distanza di un mese venne radiato dalla Lega.