Satana [sà-ta-na] (, traslitterazione del masoretico Śāṭān; in greco alessandrino: , Satanâs; ; ; ) è un termine che identifica uno o più esseri astratti, dalla natura maligna. Ha le sue origini nel monoteismo ebraico e contiene antiche influenze delle religioni caldee, soprattutto dello zoroastrismo.

Nelle religioni abramitiche derivate da quella ebraica, questa figura diventa l'incarnazione e/o agente del male, in contrapposizione a Dio, considerato principio del bene.

Nei racconti evangelici gli vengono attribuiti da Gesù di Nazareth vari nominativi, tra cui Principe delle Tenebre e Principe di questo MondoGiovanni 12, 28-32.; l'ebraico Śāṭān fu tradotto nella Septuaginta (408Philippe Henne, Saint Jérôme, Cerf, collana «Histoire», ottobre 2009, p.282.) in Διάβολος (diábolos), da cui derivò il termine tardo latino diabŏlusDiavolo in Dizionario Etimologico online .Diavolo in Garzanti Linguistica., cioè "diavolo", che significa "colui che divide".

Il "Satana" ebraico, cristiano e islamico presente nei rispettivi testi sacri di queste tre religioni presenta delle analogie con l'antico spirito persiano AhremanCfr. Paul Du Breuil, Zarathustra (Zoroastro) e la trasfigurazione del mondo (1998). Genova, ECIG, pp. 220 e segg.Jeffrey Burton Russell, Satan: The Early Christian Tradition, 1987. Cornell University Press. ISBN 978-0801494130.Chris Mathews, Modern Satanism: Anatomy of a Radical Subculture, 2009, Greenwood Publishing Group, Inc. ISBN 978-0-313-36639-0.Winn, Shan M.M. (1995). Heaven, heroes, and happiness: the Indo-European roots of Western ideology. Lanham, Md.: University press of America. p. 203. ISBN 0819198609.Antonino Pagliaro, Ahriman in "Enciclopedia Italiana" (1929). Enciclopedia Treccani., principio malvagio e portatore di distruzioneWendy Doniger e Mircea Eliade (a cura di), Merriam-Webster's Encyclopedia of World Religions. 1999, Merriam-Webster Inc., p.26. ISBN 0-87779-044-2.David A. Leeming, The Oxford Companion to World Mythology. Oxford University Press, 2005, pp.411-412. ISBN 0-19-515669-2. il quale è metafora e simbolo di male, dolore, perversione e disperazione che gli esseri umani provocano tra di loro, contrapposto al Dio buono della luce, Ahura Mazdā. Satana viene identificato nei tempi recenti del Romanticismo europeo con il personaggio letterario di Mefistofele, antagonista del celebre Faust di Goethe: per lui i rivoluzionari francesi erano figli di SatanaFabio Giovannini e Marco Zatterin, Il libro del diavolo: le origini, la cultura, l'immagine, p.17, Edizioni Dedalo, 1996: «Mefistofele è denominazione recente per indicare Satana»..

Etimologia Il nome risale, tramite il greco koinè "Σατανᾶς" (Satanâs) e il latino "Satănas" o "Satan", all'ebraico שָׂטָן (Satàn); Il termine Satana in ebraico letteralmente significa "oppositore in giudizio", pubblico ministero, e può anche indicare sia i propri nemici e avversari di guerra, politici israeliti e stranieri, sia i nemici di fede religiosa. Il suo significato sul dizionario italiano è "avversario", "colui che si oppone", "osteggiatore", "aggressore", "colui che complotta contro l'altro".

La radice ebraica ש - ט - ן (sin - tet - nun ; la nun è sofit in quanto a fine parola) sottende appunto al senso di "opposizione", "ostacolo".

Non inerisce al senso e al concetto di "male", né fisico, né, tantomeno, metafisico. Probabili origini del lemma potrebbero risiedere in:

il verbo שוט (sut), (sterzare o cadere -lontano-), il verbo שטה (sata), (voltarsi, girarsi). il verbo שתן (shatan), (urinare).

Storia antica e sviluppo della figura di Satana

Origini in Medio Oriente

La figura occidentale di Satana o del demonio risale a numerosi secoli antecedenti rispetto alla nascita della cultura giudaico-cristiana: si possono ritrovare le sue origini nella zona del Medio Oriente, in particolare nelle mitologie e religioni del Vicino Oriente antico, mesopotamiche, egizia, zoroastriana, caldea e cananea, caratterizzate da un pantheon o dalla credenza in divinità o spiriti malvagi e crudeli, ma anche neutrali o associati a catastrofi naturali (cfr. Set)..

Fu principalmente a causa dell'influenza zoroastriana sull'élite ebraica di Gerusalemme, avvenuta durante l'esilio babilonese, che l'ebraismo del Secondo Tempio iniziò a sviluppare una complessa teologia morale sul dualismo dell'eterna lotta tra bene e male, le cui tracce si possono abbondantemente ritrovare nell'apocalittica giudaica e nel giudaismo enochico (corrente di pensiero ebraica a cui vanno attribuiti numerosi apocrifi dell'Antico Testamento).

L'influenza zoroastriana e caldea tuttavia fu molto importante anche per il passaggio dal concetto di Sheol a quello dell'Inferno (insieme alla visione greca del Regno dei Morti), del giudizio divino, della punizione per i malvagi, dell'identificazione del male con il serpente, e, infine, con la nascita della demonologia nel giudaismo rabbinicoDemonologia su Jewish Encyclopedia..

StudiosiCfr. ad esempio Paul Du Breil. Zarathustra (Zoroastro) e la trasfigurazione del mondo. Genova, ECIG, 1998, pagg.220 e segg. ritengono che la figura di Angra Mainyu sia equivalente alla figura abramitica di Satana e quello dei Daēva a quella dei Demoni: nell'antica religione mazdea (o religione zoroastriana) infatti, Angra Mainyu era l'angelo caduto che scelse liberamente la sua natura e la sua vocazione malefica, divenendo un'entità malvagia e distruttrice, guida di una schiera di angeli malvagi che si trascina con sé (chiamati Daeva) e contrapposti al Dio unico (chiamato Mazda) che viene assistito dai suoi 7 angeli del bene (spiriti santi il cui capo è Spenta Mainyu e gli altri 6 sono chiamati Ameša Spenta); nello stesso identico modo nella successiva religione ebraica Satana era l'angelo caduto, divenendo un'entità malvagia, guida di una schiera di angeli malvagi che si trascina con sé (chiamati Demoni) e contrapposti al Dio unico (chiamato Yhwh) che viene assistito dai suoi 7 angeli del bene (con Michele alla guida di altri 6) evidenziando il fin troppo ovvio spunto che la popolazione ebraica aveva tratto nel periodo Babilonese.

Satana nella tradizione ebraica

Il vocabolo שָׂטָ֣ן śaṭan si presenta per la prima volta nella Tōrāh in Numeri 22.22: esso è un angelo (מַלְאַ֨ךְ, mal'akh) di Dio il cui scopo è di porsi come avversario contro Balaam ergendosi lungo il suo cammino con la spada sguainata nella mano. In tale parte del testo, secondo Giulio Busi, esso riassume alcuni attributi fondamentali del śaṭan biblico; in quanto inviato di Dio, del quale segue il comando (anche se R.S. Kluger osservò che il «vero» avversario di Balaam è Dio stesso), il suo obiettivo è di evitare che Balaam percorra una strada storta, e ch'esso cada in un errore irreparabile. Attraverso la provocazione lavversario ingenera ira alla vittima, alla quale però diventa evidente quanto è in atto.Nell'angelologia enochica ebraica è presente la figura di Satanael, angelo al quale viene affidato da Dio il compito di verificare il livello di pietas dell'Uomo (Libro di Giobbe), ovvero del suo amore e della sua dedizione verso Dio stesso. Questo angelo, tuttavia mai menzionato come Satana-el all'interno del Tanakh, riporta infatti al Signore tutti i peccati dell'uomo: durante il giorno di Yom Kippur una preghiera rivolta a Dio afferma: fai tacere il Satan/chiudi (tappa) la bocca al Satan, richiesta fatta in vista del perdono e dell'espiazione dei peccati. Si dice poi che quest'angelo, chiamato anche Samael, come angelo distruttore concorra con il volere divino alla morte degli uomini. La tradizione ebraica presenta molti demoni, dalle più varie caratteristiche: Astarte, Belfagor, Belzebù, Belial, Lilith, Asmodeus, Azazél, Baal, Dagon, Moloch, Mammona, Mefistofele, Samael e molti altri ancora. Derivano dalle divinità adorate dai popoli della Palestina come i moabiti, cananei, edomiti, sodomiti, gebusei, filistei, amorrei, aramei, fenici, compresi gli stessi ebrei e si contrappongono al culto di Yahweh o di El.

Nel Tanakh e nell'ebraismo del Secondo Tempio Il Tanakh o "Bibbia ebraica" è molto povero di riferimenti a Satana (viene citato solo quattro volte)Silvano Petrosino, L'intenzionalità di Satana e l'autocondanna dello sguardo, p.84, in Il peccato originale e il male, Communio, num. 118. Jaca Book, Milano, 1991. ISBN 978-88-1670-118-2., e comunque viene relegato ad un ruolo minore nei pochi libri in cui compare. La maggior parte dei demoni che vengono citati sono in realtà delle divinità presenti nei pantheon cananei ed egizi, che sono stati "demonizzati" in seguito alla divisione degli antichi israeliti dal popolo di Canaan e dalle altre popolazioni che all'epoca risiedevano in Palestina e nel Levante, per ragioni di carattere nazionalistico e indipendentistaMcNutt, Paula (1999). Reconstructing the Society of Ancient Israel, p.35. Westminster John Knox Press. ISBN 978-06-64-22265-9.Finkelstein e Silberman in The Bible Unearthed (2001). Free Press, New York, p. 107. ISBN 0-684-86912-8.Avraham Faust, How Did Israel Become a People? The Genesis of Israelite Identity. Biblical Archaeology Review 201: p. 62-69, 92-94..

Nonostante Satana venisse già citato nel libro di Zaccaria, il primo manoscritto biblico in cui Satana fa la sua vera comparsa è il libro di Giobbe, uno dei testi prodotti dalla corrente del giudaismo sapienziale, la quale, così come gli apocalittici, cercava un modo per spiegare l'origine del male e la sofferenza umana.

Satana nel Tanakh svolge sempre il ruolo di angelo subordinato a Dio ed esegue gli ordini di quest'ultimo, senza mai ribellarsi. L'interpretazione teologica che vede Satana nel serpente di Genesi è in realtà molto tardiva, e non venne formulata dagli ebrei ma dai cristiani, che ancora oggi utilizzano questo modo di considerare il suddetto animale nel mito in questione. Sta di fatto però che nella cultura ebraica il serpente non ha nessun significato particolare.

In Isaia 14 - 12,13,14,15, come poi verrà evidenziato nella tradizione cristiana di seguito richiamata, viene citato il legame Satana-Lucifero: "Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!".Dopo la scomparsa della corrente apocalittica giudaica e la fine del periodo del Secondo Tempio, i cui unici rimasugli furono le sette del giudeo-cristianesimo e una minore influenza sull'ebraismo rabbinicoGabriele Boccaccini, I giudaismi del secondo tempio. Da Ezechiele a Daniele, 2008. Morcelliana (collana Antico e Nuovo Testamento)., gli ebrei rabbinici abbandonarono le idee apocalittiche e tornarono a considerare l'esistenza di un esclusivo Dio benevolente, usando come basi gli insegnamenti dei rabbini del Talmud, e l'impossibilità di ribellione da parte degli angeli, in quanto creati senza peccato o, come poi esplicita Maimonide, essendo questi non esseri senzienti propriamente detti, ma "atti divini nel mondo".

Nonostante ciò le tradizioni ebraiche su Samael, che comprendono racconti, leggende ecc. riportati nellAggadah (ereditate anche dai cristiani) e le spiegazioni sull'esistenza del male presenti nella Qabbalah continuarono in momenti diversi a far riemergere la figura di un angelo ribelleJeffrey Burton Russell, op. cit.. Ma nell'ebraismo il diavolo (costruito soprattutto su religioni e tradizioni straniere) rimane un'allegoria delle inclinazioni o comportamenti negativi che fanno parte della natura umana.

Satana nella tradizione cristiana