La U.S.D. Atletico Catania, semplicemente noto come Atletico Catania, è una società calcistica italiana con sede nella città di Catania. Milita in Prima Categoria, settima divisione del calcio italiano, dopo aver perso il playout del campionato di Promozione nella stagione 2025-2026.
La società nasce come Sporting Club Mascalucia e diventa Atletico Catania nel 1986 con il trasferimento della predetta società a Catania. Nel 1988, la società fu trasferita a Lentini, in provincia di Siracusa, dove divenne Atletico Leonzio, attiva fino al 1994, quando a seguito di uno scambio di titoli sportivi venne riportata a Catania dove assunse la precedente denominazione.
Dopo la mancata iscrizione al campionato di Serie C2 2001-2002 viene costituita una nuova società che riparte dal campionato di Eccellenza con la denominazione di Atletico Catania 3000. La società scompare nella stagione 2004-2005, quando non conclude il torneo di Promozione. L'Atletico Catania rinasce nella stagione 2005-2006 quando i tifosi iscrivono la squadra al campionato di Terza Categoria. La stagione successiva viene acquisito il titolo sportivo del Sant'Agata Li Battiati, militante nel campionato di Prima Categoria, ma il cambio di denominazione avviene solamente nella stagione 2007-2008 quando la società assume l'attuale denominazione senza più modificarla.
L'Atletico Catania ha disputato in totale otto campionati professionistici ed ha raggiunto come livello più alto la Serie C1, terzo livello del campionato italiano, ottenendo come miglior risultato un quarto posto nella stagione 1996-1997 e disputando due volte i playoff per la promozione in Serie B.
Storia Dalle origini alla Serie C2 Le origini del club atletista risalgono alla fondazione dello Sporting Club Mascalucia, avvenuta nel 1970 attraverso la fusione di due società calcistiche dell'omonimo comune della provincia di Catania. Partito dalla Prima Categoria, il Mascalucia, sotto la presidenza dell'avvocato Giuseppe D'Urso Somma, compì un'importante cavalcata che nella stagione 1980-1981, allenato da Adelmo Prenna, lo portò a vincere il girone B del campionato di Promozione piazzandosi in testa a quattro punti di vantaggio sul più quotato Caltagirone, e che gli permise l'approdo all'Interregionale. La squadra biancoceleste militò nel girone M del Campionato Interregionale per cinque stagioni consecutive, dal 1981-1982 al 1985-1986: nella stagione 1983-1984, allenata da Salvatore Di Stefano, sfiorò una clamorosa promozione in Serie C2 dopo una lunga lotta al vertice con la Nissa, ma il pareggio interno per 1-1 all'ultima giornata contro la Juvenes Enna, e la contemporanea vittoria dei biancoscudati contro il Caltagirone, permise a questi l'accesso in quarta serie.
Nell'ottobre 1985, la società biancoceleste, in difficoltà economiche, venne rilevata dall'imprenditore catanese Salvatore Tabita. La scarsa affluenza di pubblico nelle partite interne disputate dal Mascalucia, indussero la dirigenza a trasferire a fine stagione la squadra dal piccolo centro etneo a Catania, e nell'estate 1986 fu trasformata in Società Sportiva Atletico Catania, con presidente lo stesso Tabita e direttore sportivo Santo Fassari. La nuova società etnea, i cui colori sociali furono il verde e il fucsia, scelse come allenatore Alvaro Biagini, centrocampista del Catania negli anni sessanta, e allestì una rosa di prim'ordine per la quinta serie.
L'esordio ufficiale della rinominata compagine etnea avvenne il 20 settembre 1986 allo stadio Cibali, davanti a 3.000 spettatori, nell'anticipo della prima giornata del girone M del Campionato Interregionale 1986-1987 contro l'Akragas, in cui vinse per 1-0 con rete di Rosario De Cento. L'avvio di campionato per la formazione non fu però dei migliori, e dopo nove giornate la dirigenza sollevò Biagini dalla guida tecnica, che affidò a Mario Zurlini. Il cambio tecnico incise sull'andamento della squadra, in particolare nel girone di ritorno: nelle ultime giornate conquistò la vetta della classifica, che conservò fino al termine della stagione e gli permise di ottenere la promozione diretta in Serie C2.
Il 1987-1988 fu il primo anno fra i professionisti, e la formazione verdefucsia disputò la sua prima gara nel girone D di Serie C2 in trasferta contro il Trapani, dove subì una sconfitta per 2-1. L'Atletico riuscì a raggiungere la salvezza piazzandosi al decimo posto in classifica al termine della stagione.
Il trasferimento a Lentini e lo scioglimento Visto lo scarso seguito di tifosi, la dirigenza decise di trasferire la società a Lentini, in provincia di Siracusa, e di attuare il cambio di denominazione in Società Sportiva Atletico Leonzio. La locale squadra della Leonzio militava nel girone C della Prima Categoria, dove a fine stagione si piazzò ultima, retrocedendo in Seconda Categoria già con diverse giornate d'anticipo; il trasferimento dell'Atletico nella cittadina aveva l'obiettivo di sostituire la storica società, assumendone anche i colori sociali bianconeri.
L'operazione effettuata da Tabita ebbe il merito di far approdare per la prima volta tra i professionisti una squadra di Lentini: nella stagione 1988-1989, l'Atletico Leonzio disputò un buon campionato e si piazzò al quarto posto nel girone D di Serie C2.
La rifondazione e la Serie C1: l'era Proto (1994-2001)
Nell'agosto 1993 la FIGC, causa inadempienze finanziare, deliberò l'esclusione del Calcio Catania, la storica e principale squadra di calcio della città etnea, dal campionato di terza serie per la stagione 1993-1994; in risposta l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Enzo Bianco, fondò lAssociazione Sportiva Catania che adottò i classici colori rosso e azzurro, e fu iscritta al Campionato Nazionale Dilettanti (CND). La nuova società etnea — che ebbe il pieno sostegno dei gruppi organizzati della tifoseria rossazzurra — fu rilevata dall'imprenditore troinese Franco Proto, presidente e proprietario dell'Atletico Leonzio dal 1989, con il quale la squadra lentinese aveva raggiunto la promozione in Serie C1 nella stagione 1992-1993: Proto tentò uno scambio di titoli sportivi, attraverso il trasferimento a Catania di quello dell'Atletico Leonzio, militante in C1, e di quello dell'AS Catania a Lentini, militante nel CND, ma l'operazione venne negata dal presidente federale Antonio Matarrese. L'annullamento della radiazione del Catania di Angelo Massimino, e la sua ammissione al campionato di Eccellenza, portò all'esistenza di due squadre catanesi con lo stesso nome, sicché il club di Proto venne soprannominato Catania '93.
Il Catania '93, pur militando in una categoria superiore a quello del tradizionale club fondato nel 1946, registrava un'affluenza di pubblico inferiore rispetto a quest'ultimo. Al termine della stagione 1993-1994 la squadra rossoazzurra, allenata da Pantaleo De Gennaro, si piazzò al secondo posto in classifica nel girone I del Campionato Nazionale Dilettanti, a otto punti dalla capolista Castrovillari. Nell'agosto 1994 andò in porto lo scambio di titoli sportivi tra Atletico Leonzio e Catania '93, tentato l'anno prima da Proto, pertanto la squadra bianconera di Lentini venne trasformata in Società Sportiva Atletico Catania; un'operazione che vide il ripristino della vecchia denominazione della società nell'era Tabita, nonché il ritorno in C1 di una squadra calcistica catanese, che adottò i colori rossoblù.
L'Atletico Catania divenne de facto la principale formazione del capoluogo etneo, con la partecipazione a sette campionati consecutivi in terza serie; due di questi, in particolare, videro gli atletisti piazzarsi al quarto posto nel girone B di C1 e disputare le semifinali dei play-off per la promozione in Serie B. Nel 1995-1996 contro i concittadini rossazzurri si disputò, in occasione della Coppa Italia di Serie C, il primo derby dell'Elefante in incontri ufficiali: la stracittadina si disputerà anche in campionato nelle stagioni 1999-2000 e 2000-2001.
Nella stagione 1996-1997 fu allestito un organico per la lotta al vertice, e Proto scelse come direttore sportivo Vincenzo Nucifora e come allenatore Angelo Orazi. Arrivarono giocatori provenienti dalle categorie superiori come il portiere Lorenzo Squizzi dalla Juventus, i difensori Massimiliano Farris e Giovanni Paschetta dal Cosenza, i centrocampisti Luigi Bugiardini e Massimiliano Favo dalla Lucchese, e gli attaccanti Franco Lerda dal Brescia e Claudio Cecchini dall'Ancona. La prima fase del campionato per la squadra atletista fu negativa e perciò Orazi venne sollevato dall'incarico di allenatore, e sostituito dallo svizzero Roberto Morinini. Il cambio della guida tecnica sortì per la squadra effetti positivi, e al termine della stagione regolare l'Atletico si piazzò al quarto posto in classifica ottenendo l'accesso ai play-off, registrando anche il record di soli 15 reti subite tra tutte le categorie professionistiche. Alle semifinali per i play-off avversario fu il : all'andata al Cibali e davanti a un numeroso pubblico di 20.000 spettatori finì 0-0, ma al ritorno a Napoli vinsero i campani per 1-0. La medesima impresa fu ripetuta nella stagione 1997-1998, quando la squadra dapprima allenata da Rosario Foti e poi da Paolo Lombardo, e che contava su nuovi giocatori come Giovanni Sulcis, Davide Bombardini, Salvatore Nobile, Fabio Pittilino e Marco Onorati, si piazzò al quinto posto in classifica e si qualificò ai play-off: avversario fu la allenata da Luigi Delneri, con cui pareggiò 0-0 a Catania, anche qui davanti a 20.000 spettatori, e perse per 1-0 a Terni.
Il ritorno del Catania in C1 nella stagione 1999-2000 ebbe diverse conseguenze importanti sull'Atletico: si assistette innanzitutto a un calo dell'attenzione dei tifosi, e la società fu anche costretta a cambiare simboli e colori sociali per differenziarsi dall'altro club catanese: negli ultimi due anni fra i professionisti l'Atletico indossò infatti delle maglie giallo-grigie, e il Liotru, elefantino simbolo di Catania, venne sostituito sullo stemma dal Cirneco dell'Etna, una razza canina tipica dell'area del vulcano. Dopo due discrete stagioni, il campionato 2000-2001 per l'Atletico si concluse al penultimo posto in classifica e con la retrocessione in Serie C2: fatale per la squadra allenata da Rosario Picone fu la sconfitta subita alla partita di ritorno dei play-out contro la con il risultato di 2-0 (andata al Cibali 3-4 per gli ospiti), che permise invece ai romani di ottenere la permanenza in terza serie.
La ripartenza dalle categorie regionali Alla retrocessione, seguì l'esclusione dal campionato di Serie C2 2001-2002 da parte della FIGC per motivi finanziari: secondo la Covisoc, il club atletista aveva infatti accumulato un debito di 3 miliardi di lire; ma a incidere fu anche il mancato contributo di 300 milioni di lire da parte del Comune di Catania.