La Concattedrale di Santa Maria Assunta e di San Vito è il duomo di Montalto delle Marche. Progettata nel 1587 dall'architetto Girolamo Rainaldi, allievo di Domenico Fontana, per volontà di papa Sisto V. Venne completata quasi tre secoli dopo dall'architetto Luigi Poletti.
Dal 1646, la chiesa conserva le reliquie di San Vito, protettore della città.Nel verbale della seduta del Consiglio Comunale di Montalto del 26 agosto 1646 si deliberò, all’unanimità, di eleggere San Vito a patrono della città, in seguito alla donazione della sua reliquia da parte del vescovo Girolamo Codebò (Archivio Storico Comunale Montalto, sez. antico regime, serie Consigli comunali, reg. 14, c. 43, 26 agosto 1646)
Nel 1965 papa Paolo VI la eleva alla dignità di basilica minore. Insieme alla concattedrale dei Santi Gregorio Magno e Margherita di Ripatransone, è una delle due concattedrali della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.
Storia
Sisto V, papa dal 1585 e successore di papa Gregorio XIII, considerava Montalto delle Marche una "patria carissima"In un breve apostolico redatto in occasione della donazione di un reliquiario alla città, Sisto V scrive: "Quando sia intenso il nostro affetto verso codesta terra di Montalto". (Catani V., https://www.papasistov.it/it/dono-del-reliquiario.html).
Già nel 1586, con una bolla papaleASCMD, Bolla di erezione della Diocesi di Montalto, 1586, il pontefice istituì la Diocesi di Montalto, attiva fino al 1810, e il Presidato omonimo. Il nuovo stato, con capitale Montalto, si estendeva dal mare agli Appennini e comprendeva il territorio di 13 comuni fino a Montemonaco.Parisciani G., 1986, pp. 125-127
La nuova diocesi di Montalto ridimensionò le diocesi di Fermo ed Ascoli.Papa G., 1985, pp. 69-71
Per volere dello stesso pontefice fu avviata, nel mese di maggio 1589, la costruzione della nuova cattedrale, in sostituzione della precedente collegiata di Santa Maria in Colle, oggi teatro comunale.
Progetto urbano sistino Il progetto di Sisto V era quello di ospitare la nuova chiesa cattedrale dove si trovava la vecchia Chiesa di San Pietro, sul Monte della CroceIl progetto della nuova diocesi di Montalto era descritta nella bolla papale Super Universas Orbis Ecclesias del 14 novembre 1586 (Comune di Montalto delle Marche, 2020, p. 84), avendo scelto di non intervenire nella città vecchia. Infatti, la sua idea era quella di creare una piazza grande quanto quella di Ascoli, capace di ospitare un importante mercato e dove si potesse affacciare il palazzo vescovile, ovvero l'attuale seminario.Papa G., 1985, pp. 146-153
Inoltre il suo scopo era quello di erigere la chiesa nel punto di congiunzione delle tre vie che portavano a Montalto collegando la parte vecchia con la nuova che si sarebbe sviluppata verso le valli dell'Aso e del Menocchia.
Cantiere Mentre veniva redatto il progetto per la realizzazione della cattedrale, il pontefice elargì al comune un'ingente somma di denaro per lo sbancamento del Monte della Croce, dove oggi si trova la chiesa. A presentare il progetto a Sisto V fu Domenico Fontana ma l'effettivo esecutore fu il suo allievo Girolamo Rainaldi.Emidi F., 2022a, p.10
I lavori di sterramento si conclusero nei primissimi mesi del 1589, dando il via ai lavori di costruzione, avviati dal vescovo Paolo Emilio Giovannini con la posa della prima pietra il 30 maggio, festa di San Felice nonché onomastico dello stesso papa.Comune di Montalto delle Marche, 2020, pp. 84-85 I lavori necessitarono di un elevato numero di mattoni e coinvolsero oltre ai fornaciai di Montalto quelli di Porchia, Patrignone, Jesi.Acciarri G., 2019/2020, p. 43
Per avere informazioni aggiornate sull'andamento del cantiere, il papa mandò come supervisore ai lavori Pompeo Floriani.Papa G., 1985, p.128Adami G., 2007
Alla morte di Sisto V, nel 1590, la basilica inferiore era stata completata. I lavori rallentarono significativamente per la mancanza di materie prime e per diverse calamità naturali, almeno fino alla morte del cardinale Alessandro Peretti, pronipote di Sisto V. Da quel momento in poi i lavori si fermarono del tutto per oltre 30 anni.Acciarri G., 2019/2020, pp. 50-51
Con l'arrivo del modenese Girolamo Codebò, 5° vescovo della Diocesi di Montalto, il cantiere della cattedrale riprese slancio e fu affidato ad Andrea Silvestri, un nobile appassionato di architetturaASCM, sez. Antico Regime, serie Libri delle spese speciali, reg. 6, Libro delle spese per la fabbrica della Chiesa della Misericordia, 1656. Tra il 1656 e il 1659 vennero intonacate le cappelle della basilica inferiore, allungati i pilastri, eretta la scala a chiocciola che collega la chiesa inferiore a quella superiore e ultimato l'altare maggiore.Acciarri G., 2019/2020, p. 52
All'inizio del 1700 la cattedrale era quasi del tutto completata, anche se mancavano la cupola, il campanile e la facciata.
Per l'intero XVIII secolo i lavori si interruppero fino ad inizio XIX, quando fu istituito un censo con il contratto rogato dal notaio Giuseppe Lucidi il 6 agosto 1816 per cui la comunità e il capitolo di Montalto si impegnavano a vendere quattro candelabri e una croce con piede d'argento (detti argenti sistini), donati a suo tempo da Sisto V, per garantire la prosecuzione dei lavori.ASCM, sez. napoleonica, serie Carteggio amministrativo, cat. Amministrazione, b.102 ex 373, f. 321 "Magistero di Cappella e argenti sistini", 1819
Nel 1847 venne eletto il vescovo Eleonoro Aronne, che affidò il cantiere a Luigi Poletti, riedificatore della Basilica romana di San Paolo, impegnato fino al 1880, anno della sua morte.
Verso la fine del XIX secolo, Luigi Fontana si occupò di rifinire gli interni della concattedrale, che venne terminata grazie al finanziamento di Carlo Sacconi e l'intervento di Giuseppe Breccia nella prima metà del XX secolo.Breccia T., 2005, pp. 155-159 Le vetrate delle cappelle vennero colorate nel 1991, dopo diverse opere di restauro che continuarono anche dopo il 2000 a seguito degli eventi sismici.Acciarri G., 2019/2020, pp. 65-66 Architettura
La Cattedrale è isolata dagli altri edifici limitrofi. Si affaccia sull'attuale piazza Sisto V e presenta un dislivello di quota di 11 metri fra la facciata e l'abside. La struttura dell’edificio è interamente realizzata in mattoni pieni; la copertura è prevalentemente in capriate lignee, ad eccezione di alcune porzioni (navate laterali e sagrestia di sinistra) che presentano una copertura latero cementizia.Acciarri G., aa 2019/2020, p. 68
Planimetria La fabbrica si sviluppa su due livelli: la chiesa superiore è caratterizzata da un impianto a croce latina a tre navate e dieci cappelle laterali; la chiesa inferiore presenta una pianta a croce greca con due cappelle.
Sono presenti due ingressi principali, uno al piano superiore passando dal portico, l'altro al piano inferiore in corrispondenza della cripta.
I due piani sono collegati da due scale, una a chiocciola (fino alla cella campanaria) e l’altra di tipo lineare.
Facciata
La realizzazione della facciata è stato l'ultimo intervento architettonico del cantiere. La soluzione architettonica, proposta da Poletti, si presentava in stile neoclassico, rifacendosi a modelli rinascimentali. Il portico venne completato nel 1896, seguendo il progetto di Luigi Fontana (successore di Poletti). Nel 1939 il canonico Antonio Mattielli contattò l'architetto Giuseppe Breccia, che propose quattro progetti per la nuova facciata. Venne adottata la quarta soluzione, che prevedeva la modifica della parte alta del timpano e la realizzazione di una balaustra di colonnine vicina ai modelli barocchi o tardo rinascimentali.
Campanile La torre campanaria, costruita nel 1852 su disegno di Luigi Poletti, raggiunge un’altezza di 55 mAcciarri G., aa 2019/2020, p. 69. Presenta finestroni ad arco a tutto sesto e ordini architettonici sovrapposti:
Il primo ordine, a pianta quadrata, raggiunge l'altezza dell'abside. Il secondo ordine è a pianta ottagonale con capitelli ionici. Il terzo ordine, ovvero la cella campanaria, è a pianta circolare con capitelli corinzi.Bonifazi L., 2005
Il secondo e il terzo ordine sono decorati con lesene.Piccinini D., 2010, p. 185 La copertura della cella campanaria è realizzata con una cupola a sesto ribassato rivestita di lastre in zinco.Uguccioni C., 2024
Campane Nel 1851 iniziò la demolizione della torre campanaria della Chiesa di Santa Maria in Colle, ritenuta pericolante.ASCM, sez. napoleonica, serie Carteggio amministrativo, cat. Culto, b. 290, f. 1362, 1851 Le sue sei antiche campane furono trasferite all'interno della cella campanaria della Cattedrale e sono:
Vito (1567), il "campanone" da 11 quintali; Assunta (1717), dal peso di 6 quintali; Rosaria (1728), la campana delle messe da 2 quintali; Cecilia (1263), peso circa 190 kg, la campana più antica recuperata dal convento di San Francesco delle Fratte; una campana da circa 80 kg (1948); Agnese (1718), la più piccola, di 75 kg.Emidi F., 2022a, p. 103Il concerto di campane della Concattedrale: https://www.youtube.com/watch?v=qxHSRDd5SJ4 Interno Livello inferiore
Il piano inferiore ospita la cripta della cattedrale con le tombe dei vescovi. Dietro l'altare è presente un gruppo in gesso della deposizione di Cristo dello scultore Giorgio Paci realizzata nel 1860. È composto di sei figure che assistono la sepoltura di Gesù.
Alle pareti si trovano gli altorilievi delle tredici stazioni della Via Crucis.Emidi F., 2022b, pp. 240-241
All'interno di una delle due cappelle laterali è presente una replica della grotta di Lourdes e nell'altra un presepe permanente con scene realizzate nella campagna marchigiana per il Natale dell'anno 1988. In alto, nel braccio sinistro della pianta a croce greca è presente un'iscrizioneL'iscrizione tradotta dal latino recita: D.O.M / PER IL TRASFERIMENTO DEL SEPOLCRO DEL SIGNORE / SISTO V ROM[ANO] PONT[EFICE] / QUESTO TEMPIO COSTRUÌ LE FONDAMENTA / NELL'ANNO MDXC che rende credibile l'ambizioso progetto di Sisto V di portare a Montalto delle Marche il Santo Sepolcro di Gerusalemme.Emidi F., 2022b, pp. 240-242
Livello superiore
La decorazione interna è opera di Luigi Fontana che vi lavorò dal 1876 al 1880 incaricato dal vescovo Eleonoro Aronne. Il vescovo e il cardinale Carlo Sacconi contribuirono alla spesa arricchendo la Cattedrale di alcuni vasi sacri in argento dorato.
Tutto l'apparato pittorico mira alla celebrazione della Vergine alla quale è dedicata la Cattedrale. Lungo la base delle volte dell'intero edificio è riportato il MagnificatEmidi F., 2022a, p. 36-37 e sul soffitto della navata centrale affrescati tre episodi: visita a Santa Elisabetta, Immacolata Concezione e Annunciazione.Emidi F., 2022a, p. 24
Altare centrale Nell'area dell'altare centrale il pavimento del presbiterio è decorato con una successione geometrica che ricorda i mosaici policromi dell'età imperiale romana, eseguiti alla fine del 1950. Originariamente, sotto la mensa era presente una grata di ferro che metteva in collegamento il livello superiore con quello inferiore per garantire la regolazione termica.
L'altare maggiore in legno dorato fu sostituito con uno nuovo in marmi pregiati. I primi scalini creati alla base coprono oggi per più di due metri parte del disegno del presbiterio.Emidi F., 2022a, pp. 44-47
Dietro l'altare si trova il coro di legno, due nicchie con San Luca e San Giovanni e un bassorilievo con l'Assunzione di Maria.
Transetto Agli estremi del transetto sono presenti sul lato sinistro la cappella di San Vito e sul lato destro la cappella del Santissimo Sacramento.
Cappella di San Vito